Brasile – Argentina 3-0 che batosta e Messi che fine ha fatto

0

 
Uno foto che ritrae Neymar, Gabriel Jesus e Philippe Coutinho mentre stanno facendo il gesto di telefonare. E un titolo a caratteri cubitali: ‘Llamen al 911’. È la prima pagina di ieri di ‘Olé’, quotidiano sportivo di Buenos Aires: chiamate il 911, il numero di emergenza dell’Argentina, perché la Seleccion è in condizioni disperate. Un 3-0 dal Brasile a Belo Horizonte che poteva essere anche più pesante, una squadra umiliata che, se le eliminatorie dovessero finire oggi, a Mosca nel 2018 non ci sarebbe, la prima assenza dal 1970. Sotto accusa il ct Bauza, un gioco che non esiste e una difesa da incubo.  
 

LA PULCE. E Messi? Tornava dopo tre partite di assenza, non si è visto quasi mai e dopo la conclusione dell’incontro, con i gol di Philippe Coutinho, del campagno di squadra al Barcellona Neymar (50º in nazionale, a 5 dal terzo posto di Romario) e di Paulinho ancora in testa, ha parlato non solo da capitano, ma come mai aveva fatto in precedenza. Uno sfogo puntando sull’incontro di martedì prossimo a San Juan con la Colombia e senza risparmiare Bauza. «In tutto il male e nella situazione di m…a che stiamo passando – ha detto una Pulga senza freni – dipendiamo dal successo contro la Colombia. Abbiamo toccato il fondo, adesso non resta che risalire. Non c’è dubbio che si tratti del peggior momento della Seleccion in questi ultimi anni. Arriviamo da un paio di risultati negativi, non sapendo a cosa stiamo giocando. Ci perdiamo in campo, disordinati, senza controllo. Sappiamo che è tutto più facile quando si gioca bene. A questi livelli si deve vincere, in qualsiasi modo, essere più uniti che mai e farci forza. Che San Juan sia paziente. Lo so che i tifosi sono stanchi, che aspettano di più da noi, però devono avere un po’ più di pazienza, stare tutti uniti e uscire da questo. Tutti vogliamo andare ai Mondiali». 
 
PSICOLOGO. Ma la caduta verticale dell’Argentina, due ko di fila con Paraguay in casa e Brasile, comunque sempre ad un punto dal quarto posto dell’Ecuador (l’ultimo che concede il pass diretto ai Mondiali) potrebbe essere l’effetto, ritardato, delle tre finali consecutive perse? «Bisogna cambiare dalla testa – ha aggiunto Messi – perché questa nazionale ha giocatori molto bravi, ma quando la testa non sta bene, le gambe non rispondono». Una teoria condivisa. «Dopo il primo gol del Brasile – ha ribadito il laziale Biglia – siamo caduti soprattutto psicologicamente, stavamo giocando bene». Una nazionale da quasi 512 milioni di euro, più “costosa” anche del Brasile, che nelle ultime quattro partite ha conquistato solo due punti con Venezuela e Perù. «Dobbiamo ricordare che siamo arrivati a tre finali – le parole di Aguero – e provare a cambiare la testa». E tra le tante critiche c’è anche chi invoca Maurito Icardi, ma un giocatore da solo in questo momento difficilmente potrebbe aiutare l’Argentina. 
 
(roz/ecp) 
 
Brasile-Argentina 3-0 
 
BRASILE (4-3-3): Alisson; Dani Alves, Miranda (41’ st Thiago Silva), Marquinhos, Marcelo; Fernandinho, Paulinho, Renato Augusto; Philippe Coutinho (39’ st Douglas Costa), Naymar, Gabriel Jesus (36’ st Roberto Firmino). Ct: Tite. 
ARGENTINA (4-4-2): Romero; Zabaleta, Otamendi, Funes Mori, Mas; Mascherano, Perez (1’ st Aguero), Biglia, Di Maria (26’ st Correa); Messi, Higuain. Ct: Bauza. 
ARBITRO: Julio Bascuñan (Cile). 
MARCATORI: 24’ pt Philippe Coutinho, 45’ st Neymar, 13’ st Paulinho. 
 

fonte.corrieredellosport

 
Uno foto che ritrae Neymar, Gabriel Jesus e Philippe Coutinho mentre stanno facendo il gesto di telefonare. E un titolo a caratteri cubitali: 'Llamen al 911'. È la prima pagina di ieri di 'Olé', quotidiano sportivo di Buenos Aires: chiamate il 911, il numero di emergenza dell'Argentina, perché la Seleccion è in condizioni disperate. Un 3-0 dal Brasile a Belo Horizonte che poteva essere anche più pesante, una squadra umiliata che, se le eliminatorie dovessero finire oggi, a Mosca nel 2018 non ci sarebbe, la prima assenza dal 1970. Sotto accusa il ct Bauza, un gioco che non esiste e una difesa da incubo.  
 


LA PULCE. E Messi? Tornava dopo tre partite di assenza, non si è visto quasi mai e dopo la conclusione dell'incontro, con i gol di Philippe Coutinho, del campagno di squadra al Barcellona Neymar (50º in nazionale, a 5 dal terzo posto di Romario) e di Paulinho ancora in testa, ha parlato non solo da capitano, ma come mai aveva fatto in precedenza. Uno sfogo puntando sull'incontro di martedì prossimo a San Juan con la Colombia e senza risparmiare Bauza. «In tutto il male e nella situazione di m…a che stiamo passando – ha detto una Pulga senza freni – dipendiamo dal successo contro la Colombia. Abbiamo toccato il fondo, adesso non resta che risalire. Non c'è dubbio che si tratti del peggior momento della Seleccion in questi ultimi anni. Arriviamo da un paio di risultati negativi, non sapendo a cosa stiamo giocando. Ci perdiamo in campo, disordinati, senza controllo. Sappiamo che è tutto più facile quando si gioca bene. A questi livelli si deve vincere, in qualsiasi modo, essere più uniti che mai e farci forza. Che San Juan sia paziente. Lo so che i tifosi sono stanchi, che aspettano di più da noi, però devono avere un po' più di pazienza, stare tutti uniti e uscire da questo. Tutti vogliamo andare ai Mondiali». 
 
PSICOLOGO. Ma la caduta verticale dell'Argentina, due ko di fila con Paraguay in casa e Brasile, comunque sempre ad un punto dal quarto posto dell'Ecuador (l'ultimo che concede il pass diretto ai Mondiali) potrebbe essere l'effetto, ritardato, delle tre finali consecutive perse? «Bisogna cambiare dalla testa – ha aggiunto Messi – perché questa nazionale ha giocatori molto bravi, ma quando la testa non sta bene, le gambe non rispondono». Una teoria condivisa. «Dopo il primo gol del Brasile – ha ribadito il laziale Biglia – siamo caduti soprattutto psicologicamente, stavamo giocando bene». Una nazionale da quasi 512 milioni di euro, più “costosa” anche del Brasile, che nelle ultime quattro partite ha conquistato solo due punti con Venezuela e Perù. «Dobbiamo ricordare che siamo arrivati a tre finali – le parole di Aguero – e provare a cambiare la testa». E tra le tante critiche c'è anche chi invoca Maurito Icardi, ma un giocatore da solo in questo momento difficilmente potrebbe aiutare l'Argentina. 
 
(roz/ecp) 
 
Brasile-Argentina 3-0 
 
BRASILE (4-3-3): Alisson; Dani Alves, Miranda (41’ st Thiago Silva), Marquinhos, Marcelo; Fernandinho, Paulinho, Renato Augusto; Philippe Coutinho (39’ st Douglas Costa), Naymar, Gabriel Jesus (36’ st Roberto Firmino). Ct: Tite. 
ARGENTINA (4-4-2): Romero; Zabaleta, Otamendi, Funes Mori, Mas; Mascherano, Perez (1’ st Aguero), Biglia, Di Maria (26’ st Correa); Messi, Higuain. Ct: Bauza. 
ARBITRO: Julio Bascuñan (Cile). 
MARCATORI: 24’ pt Philippe Coutinho, 45’ st Neymar, 13’ st Paulinho. 
 

fonte.corrieredellosport