Italia, stasera contro il Liechtenstein serve una goleada per il primo posto

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La squadra di Lopetegui con il Liechtenstein ne ha segnati 8: per la corsa al primo posto agli azzurri servirà la goleada

 

 

 Dopo Donnarumma, Romagnoli, Rugani e Belotti, tutti deb under 23, oggi a Vaduz sarà la prima volta di Zappacosta, classe 92. A meno di sorprese, l’esterno del Torino sarà titolare contro il Liechtenstein, nella linea di difesa profondamente rinnovata e ringiovanita da Ventura, date le pesanti assenze di Barzagli e Chiellini, che hanno portato il ct a lavorare sul suo modulo di riferimento, il 4-2-4, senza rinunciare però a pensare un’alternativa equilibrata diversamente (il 4-3-3). Zappacosta verrebbe preferito a Darmian, nei piani iniziali destinato a far coppia con De Sciglio. C’è da dire comunque che il giocatore dello United, nel mirino dell’Intrer, ha di recente trovato la fiducia di Mourinho. Vediamo davvero se le gerarchie del ruolo favoriranno il torinista. Naturalmente il filo rosso tra il recente passato e il passaggio al nuovo sistema di gioco lo terrà Bonucci, recuperato completamente dopo i problemi muscolari della scorsa settimana.  
 
SPAZI E TEMPI. Il centrocampo ruoterà intorno alla coppia Verratti-De Rossi, per la prima volta schierati insieme da Ventura, orientato a confermare anche contro il Liechtenstein il tandem offensivo Belotti-Immobile, i suoi pupilli del gol. Attenzione però: per quanto fatto chiaramente intendere dal ct, l’Italia, pur partendo con tutta probabilità col 4-2-4, potrebbe anche variare in corsa, dovesse il Liechtenstein cambiare sistema di giocao, affollando i propri 25 metri anche in ampiezza. Se Candreva è senza dubbio il titolare del ruolo a destra, Ventura ha pensato a Bonaventura da schierare sulla sinistra. Si tratta di una ridefinizione per il milanista, già impiegato da Ventura da interno nel 3-5-2 delle precedenti partite. A naso questa nuova posizione e questo nuovo modulo dovrebbero esaltare le qualità del giocatore, che sta attraversando un grande momento di forma. Ma, se oggi il ct decidesse di passare al 4-3-3, ecco che la sua posizione in campo cambierebbe, arretrando, con Verratti interno destro e DDR centromediano. Così come qualche interprete. Ventura, con Parolo squalificato, ha escluso dai 23 Lapadula e Pavoletti, Izzo non al meglio più Bernardeschi e Sansone, (uomini da 4-2-4), destinandoli alla Germania. Le alternative odierne Eder, sempre schierato fin qui da Ventura, e Insigne chiamano eventualmente il 4-3-3. In più c’è il recuperato Zaza come uomo in più. 

Come ve lo immaginate un paradiso fiscale, tipo il Liechtenstein, ammesso riusciate ad azzeccare come si scrive? Quello conosciuto ieri per la prima volta dalla Nazionale, aveva un aspetto imprevisto e surreale, con nevischio e pioggia intensa, freddo vero, e il piccolo centro di Vaduz, in fondo a questa valle alpina aperta dal Reno, percorso da alcune decine di ragazzi con strani travestimenti e pesanti trucchi da creature dei boschi, dato che si celebrava l’anticipo del Carnevale locale. In questo clima poco caraibico e un po’ straniante, la giovane Italia di Ventura oggi andrà a caccia di una vittoria che le consenta di restare in testa nel girone, con la Spagna, altra primatista, impegnata in casa contro la Macedonia mentre l’Albania, a -1 dalla vetta, se la vedrà a Tirana contro Israele, in un match ad altissima tensione extrasportiva. Tre punti sono il primo obiettivo di questa trasferta per il ct, che li cercherà attraverso un cambio di modulo annunciato (dal 5-3-2 al 4-2-4 più eventuali ritocchi in corso gara) e messo in atto in fondo a una proficua settimana di lavoro a Coverciano.  
 
PIOVONO GOL. Altrettanto importante, in chiave qualificazione, sarà segnare il maggior numero di gol possibile, dato che la differenza reti alla fine potrebbe fare la…differenza per il primo posto, valido per l’accesso diretto a Russia 2018, senza l’alea degli spareggi in caso di secondo posto. E in questo momento gli spagnoli, proprio in virtù dell’8-0 sul Liechtenstein, del settembre scorso, viaggiano a +10 (11-1) mentre gli azzurri sono fermi a +3 (7-4). Dunque urge non solo vincere ma stravincere, per iniziare a chiudere la forbice.  
 
GOLEADA, CHE FATICA. C’è in questo senso però una discreta montagna da scalare, ovvero la poca propensione azzurra a vincere a valanga. In 106 anni e 790 partite giocate ci sono state (escluse le amichevoli) solo 18 vittorie con 5 o più gol fatti, ovvero poco più del 2%! In particolare: cinque 5-0, un 5-1, due 6-0, quattro 6-1, due 7-1, due 8-0, un 9-0 fino al mitico 11-3 (6 ottobre 1928) rifilato all’Egitto alle Olimpiadi di Amsterdam. A queste partite si possono aggiungere i 9 successi per 4-0. Ottimo risultato, certo, che in questa circostanza però andrebbe migliorato per le ragioni appena ricordate. E comunque l’ultimo 4-0 dell’Italia (Trap ct) risale al 10 novembre 2003, sull’Azerbaigian. Da allora ad oggi c’è stato invece un 5-0 (7 settembre 2010) sulle Faroe, targato Prandelli. Da allora sono trascorse 82 partite.  

 
SUPERGOLEADOR. Toccherà stavolta a Belotti e Immobile cercare di andare oltre il “limite” storico della Nazionale, perché non c’è dubbio che l’annunciato 4-2-4 li chiama a svolgere a pieno il loro compito di bomber. La nuova coppia del gol azzurro, reduce da un tripletta in tandem contro la Macedonia (2 reti del laziale, 1 del Gallo) ha una certa propensione alle marcature multiple in una stessa partita. Belotti ha appena segnato una doppietta al Cagliari (la sesta in carriera), mentre ne ha fatti 3 al Bologna a inizio stagione. Ancora meglio ha fatto Immobile (16 doppiette con i club e 1 tripletta al Livorno) più la doppia segnatura di Skopje. Insomma, di filo per tessere i due azzurri ne hanno. Il Liechtenstein, 183° nel ranking Fifa (tra gli avversari più “morbidi” affrontati dalla Nazionale), 1 gol fatto e 12 subiti in 3 partite, è la vittima predestinata. Però…in 790 partite azzurre ci sono state 27 triplette (l’ultima del Gila, il 14 ottobre 2009, nel 3-2 su Cipro), stesso 2% di prima, e sei poker, l’ultimo di Bettega alla Finlandia il 15 ottobre del 1977. Insomma, soprattutto negli ultimi anni di carnevali del gol in azzurro ce ne sono stati davvero pochi. Vediamo a Vaduz. 

 

Parlategli pure dell’inverno implacabile piombato anzitempo sulla sua Nazionale, perché a lui il tema ambientale non fa caldo né freddo. Gian Piero Ventura prova altri fastidi in questa strana vigilia di Liechtenstein-Italia. «Sono sorpreso di certe attese, sento parlare di goleada obbligatoria. Intanto affronteremo una squadra che ha perso con Israele e Albania in un modo per niente avvilente. Eppoi la storia dell’8-0 con la Spagna…. Lì è successo che la squadra si è fermata, si è spenta. Insomma è un’imbarcata bugiarda. Non dico che loro sono campioni del mondo. Però se permettete la gerarchia corretta degli obiettivi è questa: primo, vincere, secondo, il modo con cui proviamo farlo. Se davanti a tutto mettiamo il fatto di dover fare 8 gol mandiamo un messaggio sbagliato, soprattutto ai ragazzi appena arrivati qui in azzurro. Eppoi lo dicono le partite precedenti che non è semplice realizzare tante reti». 
 
VERIFICHE. Del resto la strada della prudenza l’aveva appena praticata Buffon. Così il ct ha virato sul suo terreno: «E’ una partita che mi servirà a fare certe verifiche. Se non sei concentrato, non sei da nazionale, e che ti manca la voglia di essere protagonista e crescere». La sua Nazionale piena di under ha in sé questa insidia: «Abbiamo fatto un’infornata di giovani. Sia chi gioca, sia chi resta fuori deve avere l’umiltà, la voglia e la rabbia giusta, mutuata dai senatori, i Buffon, i De Rossi, i Bonucci. E questa partita sotto questo punto di vista è anche più importante della classifica: insomma, i giovani debbono mostrarsi all’altezza della Nazionale». 
 
IL MODULO. Ventura ha poi lungamente parlato del lavoro tattico svolto a Coverciano: «Mi dite che il Liechtenstein potrebbe cambiare modulo? Mah, nelle sue ultime 100 partite ha sempre usato lo stesso modulo; e se ci aggrediranno, come dicono, è nel loro diritto, noi siamo preparati per replicare. Si è parlato molto di 4-2-4. Ricordiamo che ci abbiamo lavorato sopra per tre giorni e mezzo. Ricordiamoci anche che nessuno in serie A gioca in questo modo. Dunque si tratta di resettare certi modi di stare in campo. Sono soddisfatto di quanto abbiamo prodotto. Ma dico anche che, dovessimo trovare spazi chiusi, siamo pronti anche a fare qualche correzione in corsa. Sarebbe da presuntuosi aspettarsi cose mirabolanti. Ripeto: è un momento di passaggio, c’è bisogno di iniziare un percorso, che già è partito accelerato, voglio misurare la mentalità dei giocatori giovani, quanto pesa loro la maglia, cosa occorre loro per essere protagonisti». 
 
SCELTE. Ventura ha poi spiegato le scelte di escludere i 5 azzurri in eccesso, più lo squalificato Parolo: «Questa era una convocazione allargata, con 29 giocatori, è normale dunque fare delle scelte per la tribuna: Pavoletto e Lapadula sono gli ultimi arrivati, come Izzo. Avendo 6 esterni, due dovevano uscire dai 23: Bernardeschi giocherà a Milano contro la Germania. C’è infine il discorso di Sansone: lui poteva essere utile nel caso il Liechtenstein cambi modulo. Comunque avrà spazio anche lui». 
 

 

 
La squadra di Lopetegui con il Liechtenstein ne ha segnati 8: per la corsa al primo posto agli azzurri servirà la goleada

 

 

 Dopo Donnarumma, Romagnoli, Rugani e Belotti, tutti deb under 23, oggi a Vaduz sarà la prima volta di Zappacosta, classe 92. A meno di sorprese, l’esterno del Torino sarà titolare contro il Liechtenstein, nella linea di difesa profondamente rinnovata e ringiovanita da Ventura, date le pesanti assenze di Barzagli e Chiellini, che hanno portato il ct a lavorare sul suo modulo di riferimento, il 4-2-4, senza rinunciare però a pensare un’alternativa equilibrata diversamente (il 4-3-3). Zappacosta verrebbe preferito a Darmian, nei piani iniziali destinato a far coppia con De Sciglio. C’è da dire comunque che il giocatore dello United, nel mirino dell’Intrer, ha di recente trovato la fiducia di Mourinho. Vediamo davvero se le gerarchie del ruolo favoriranno il torinista. Naturalmente il filo rosso tra il recente passato e il passaggio al nuovo sistema di gioco lo terrà Bonucci, recuperato completamente dopo i problemi muscolari della scorsa settimana.  
 
SPAZI E TEMPI. Il centrocampo ruoterà intorno alla coppia Verratti-De Rossi, per la prima volta schierati insieme da Ventura, orientato a confermare anche contro il Liechtenstein il tandem offensivo Belotti-Immobile, i suoi pupilli del gol. Attenzione però: per quanto fatto chiaramente intendere dal ct, l’Italia, pur partendo con tutta probabilità col 4-2-4, potrebbe anche variare in corsa, dovesse il Liechtenstein cambiare sistema di giocao, affollando i propri 25 metri anche in ampiezza. Se Candreva è senza dubbio il titolare del ruolo a destra, Ventura ha pensato a Bonaventura da schierare sulla sinistra. Si tratta di una ridefinizione per il milanista, già impiegato da Ventura da interno nel 3-5-2 delle precedenti partite. A naso questa nuova posizione e questo nuovo modulo dovrebbero esaltare le qualità del giocatore, che sta attraversando un grande momento di forma. Ma, se oggi il ct decidesse di passare al 4-3-3, ecco che la sua posizione in campo cambierebbe, arretrando, con Verratti interno destro e DDR centromediano. Così come qualche interprete. Ventura, con Parolo squalificato, ha escluso dai 23 Lapadula e Pavoletti, Izzo non al meglio più Bernardeschi e Sansone, (uomini da 4-2-4), destinandoli alla Germania. Le alternative odierne Eder, sempre schierato fin qui da Ventura, e Insigne chiamano eventualmente il 4-3-3. In più c’è il recuperato Zaza come uomo in più. 

Come ve lo immaginate un paradiso fiscale, tipo il Liechtenstein, ammesso riusciate ad azzeccare come si scrive? Quello conosciuto ieri per la prima volta dalla Nazionale, aveva un aspetto imprevisto e surreale, con nevischio e pioggia intensa, freddo vero, e il piccolo centro di Vaduz, in fondo a questa valle alpina aperta dal Reno, percorso da alcune decine di ragazzi con strani travestimenti e pesanti trucchi da creature dei boschi, dato che si celebrava l’anticipo del Carnevale locale. In questo clima poco caraibico e un po’ straniante, la giovane Italia di Ventura oggi andrà a caccia di una vittoria che le consenta di restare in testa nel girone, con la Spagna, altra primatista, impegnata in casa contro la Macedonia mentre l’Albania, a -1 dalla vetta, se la vedrà a Tirana contro Israele, in un match ad altissima tensione extrasportiva. Tre punti sono il primo obiettivo di questa trasferta per il ct, che li cercherà attraverso un cambio di modulo annunciato (dal 5-3-2 al 4-2-4 più eventuali ritocchi in corso gara) e messo in atto in fondo a una proficua settimana di lavoro a Coverciano.  
 
PIOVONO GOL. Altrettanto importante, in chiave qualificazione, sarà segnare il maggior numero di gol possibile, dato che la differenza reti alla fine potrebbe fare la…differenza per il primo posto, valido per l’accesso diretto a Russia 2018, senza l’alea degli spareggi in caso di secondo posto. E in questo momento gli spagnoli, proprio in virtù dell’8-0 sul Liechtenstein, del settembre scorso, viaggiano a +10 (11-1) mentre gli azzurri sono fermi a +3 (7-4). Dunque urge non solo vincere ma stravincere, per iniziare a chiudere la forbice.  
 
GOLEADA, CHE FATICA. C’è in questo senso però una discreta montagna da scalare, ovvero la poca propensione azzurra a vincere a valanga. In 106 anni e 790 partite giocate ci sono state (escluse le amichevoli) solo 18 vittorie con 5 o più gol fatti, ovvero poco più del 2%! In particolare: cinque 5-0, un 5-1, due 6-0, quattro 6-1, due 7-1, due 8-0, un 9-0 fino al mitico 11-3 (6 ottobre 1928) rifilato all’Egitto alle Olimpiadi di Amsterdam. A queste partite si possono aggiungere i 9 successi per 4-0. Ottimo risultato, certo, che in questa circostanza però andrebbe migliorato per le ragioni appena ricordate. E comunque l’ultimo 4-0 dell’Italia (Trap ct) risale al 10 novembre 2003, sull’Azerbaigian. Da allora ad oggi c’è stato invece un 5-0 (7 settembre 2010) sulle Faroe, targato Prandelli. Da allora sono trascorse 82 partite.  


 
SUPERGOLEADOR. Toccherà stavolta a Belotti e Immobile cercare di andare oltre il “limite” storico della Nazionale, perché non c’è dubbio che l’annunciato 4-2-4 li chiama a svolgere a pieno il loro compito di bomber. La nuova coppia del gol azzurro, reduce da un tripletta in tandem contro la Macedonia (2 reti del laziale, 1 del Gallo) ha una certa propensione alle marcature multiple in una stessa partita. Belotti ha appena segnato una doppietta al Cagliari (la sesta in carriera), mentre ne ha fatti 3 al Bologna a inizio stagione. Ancora meglio ha fatto Immobile (16 doppiette con i club e 1 tripletta al Livorno) più la doppia segnatura di Skopje. Insomma, di filo per tessere i due azzurri ne hanno. Il Liechtenstein, 183° nel ranking Fifa (tra gli avversari più “morbidi” affrontati dalla Nazionale), 1 gol fatto e 12 subiti in 3 partite, è la vittima predestinata. Però…in 790 partite azzurre ci sono state 27 triplette (l’ultima del Gila, il 14 ottobre 2009, nel 3-2 su Cipro), stesso 2% di prima, e sei poker, l’ultimo di Bettega alla Finlandia il 15 ottobre del 1977. Insomma, soprattutto negli ultimi anni di carnevali del gol in azzurro ce ne sono stati davvero pochi. Vediamo a Vaduz. 

 

Parlategli pure dell’inverno implacabile piombato anzitempo sulla sua Nazionale, perché a lui il tema ambientale non fa caldo né freddo. Gian Piero Ventura prova altri fastidi in questa strana vigilia di Liechtenstein-Italia. «Sono sorpreso di certe attese, sento parlare di goleada obbligatoria. Intanto affronteremo una squadra che ha perso con Israele e Albania in un modo per niente avvilente. Eppoi la storia dell’8-0 con la Spagna…. Lì è successo che la squadra si è fermata, si è spenta. Insomma è un’imbarcata bugiarda. Non dico che loro sono campioni del mondo. Però se permettete la gerarchia corretta degli obiettivi è questa: primo, vincere, secondo, il modo con cui proviamo farlo. Se davanti a tutto mettiamo il fatto di dover fare 8 gol mandiamo un messaggio sbagliato, soprattutto ai ragazzi appena arrivati qui in azzurro. Eppoi lo dicono le partite precedenti che non è semplice realizzare tante reti». 
 
VERIFICHE. Del resto la strada della prudenza l’aveva appena praticata Buffon. Così il ct ha virato sul suo terreno: «E’ una partita che mi servirà a fare certe verifiche. Se non sei concentrato, non sei da nazionale, e che ti manca la voglia di essere protagonista e crescere». La sua Nazionale piena di under ha in sé questa insidia: «Abbiamo fatto un’infornata di giovani. Sia chi gioca, sia chi resta fuori deve avere l’umiltà, la voglia e la rabbia giusta, mutuata dai senatori, i Buffon, i De Rossi, i Bonucci. E questa partita sotto questo punto di vista è anche più importante della classifica: insomma, i giovani debbono mostrarsi all’altezza della Nazionale». 
 
IL MODULO. Ventura ha poi lungamente parlato del lavoro tattico svolto a Coverciano: «Mi dite che il Liechtenstein potrebbe cambiare modulo? Mah, nelle sue ultime 100 partite ha sempre usato lo stesso modulo; e se ci aggrediranno, come dicono, è nel loro diritto, noi siamo preparati per replicare. Si è parlato molto di 4-2-4. Ricordiamo che ci abbiamo lavorato sopra per tre giorni e mezzo. Ricordiamoci anche che nessuno in serie A gioca in questo modo. Dunque si tratta di resettare certi modi di stare in campo. Sono soddisfatto di quanto abbiamo prodotto. Ma dico anche che, dovessimo trovare spazi chiusi, siamo pronti anche a fare qualche correzione in corsa. Sarebbe da presuntuosi aspettarsi cose mirabolanti. Ripeto: è un momento di passaggio, c’è bisogno di iniziare un percorso, che già è partito accelerato, voglio misurare la mentalità dei giocatori giovani, quanto pesa loro la maglia, cosa occorre loro per essere protagonisti». 
 
SCELTE. Ventura ha poi spiegato le scelte di escludere i 5 azzurri in eccesso, più lo squalificato Parolo: «Questa era una convocazione allargata, con 29 giocatori, è normale dunque fare delle scelte per la tribuna: Pavoletto e Lapadula sono gli ultimi arrivati, come Izzo. Avendo 6 esterni, due dovevano uscire dai 23: Bernardeschi giocherà a Milano contro la Germania. C’è infine il discorso di Sansone: lui poteva essere utile nel caso il Liechtenstein cambi modulo. Comunque avrà spazio anche lui».