Avetrana. Sgomento per l´assalto dei turisti sul set dell’orrore

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La tragica vicenda che ha come protagonista la quindicenne, Sarah Scazzi uccisa il 26 Agosto scorso dallo zio Michele Misseri e forse dalla cugina Sabrina, è diventata meta turistica. Il cosiddetto “Turismo dell’orrore” si è trasferito da Cogne ad Avetrana.  (di Anna Laudati e Alessandra Barone)

A poco è servito il provvedimento del sindaco di Avetrana, Mario De Marco, che ha indetto la chiusura al traffico delle strade che portano a casa dei Misseri ed all’abitazione delle famiglia Scazzi. Il provvedimento è stato preso a seguito delle voci che parlavano di un possibile arrivo di pullman per visitare il luogo delle scene dell’orrore, e di agenzie che organizzano pellegrinaggi per Avetrana. Nelle bacheche di molte di queste agenzie è stato affisso l’ “Itinerario per Avetrana”. Domenica mattina, infatti, sono state in molte le famiglie, i giovani con bambini ed anziani che sono partiti alla volta della città. Ebbene si proprio ad Avetrana: il set dell’orrore.  

Questa situazione sta creando sgomento ed incredulità nell’ intero paese. La domanda che tutti si pongono è “Che cosa c’è di bello da vedere, con bambini a seguito, ad Avetrana in una domenica qualunque?” La risposta è semplice e la troviamo nelle dichiarazioni rilasciate da alcuni visitatori ai numerosi giornalisti che da settimane assediano la città: “Giusto per vedere un pò”.

Ma per vedere cosa??!!! La risposta che tutti ci potremmo aspettare è quella di voler dare un ultimo saluto alla piccola Sarah. Ma non è così, almeno non solo.

Parecchie persone, come in un pellegrinaggio, passano davanti casa della famiglia Scazzi per lasciare un fiore oppure per un biglietto e lettere di solidarietà alla famiglia, in tanti passano per salutare la piccola al cimitero ma altrettante arrivano davanti casa Misseri per farsi fotografare e riprendere, davanti al cancello dove quel tragico giorno la piccola Sarah è stata tolta alla vita, oppure per sbirciare in quella casa ormai avvolta nel mistero.

Sono preoccupanti i motorini e le macchine che si aggirano attorno al pozzo dove è stato ritrovato il corpo. La gente va lì solo ed esclusivamente per sbirciarci dentro. Ci chiediamo cosa ci sia da guardare e quale sia la causa di tanta curiosità. Molti cittadini di Avetrana cominciano ad essere stanchi di queste processioni.  

Turismo dell’orrore creato dai media? Certamente c’è stata troppa attenzione da parte degli organi di comunicazione intorno ad una tragedia che nessuno si aspettava portasse a sempre nuovi ed osceni sviluppi.

Ad essere corresponsabili di questo fenomeno dunque, sono in egual misura, sia i media che questi così detti ‘pellegrini dell’orrore’. Pellegrini che, solo per dire “io ci sono stato” o magari per farsi riprendere nel contesto di un servizio tv, sembra abbiano perso di vista la tragicità e la mostrosità di un omicidio che si è consumato, grazie o a causa dei media, sotto gli occhi di tutti. Una tragedia che ha coinvolto due intere famiglie. 

Pudore, dignità e rispetto sono valori che in questa circostanza sono stati dimenticati e calpestati. Possibile che il nostro paese ha perso di vista questi valori? Parliamo di rispetto, quel rispetto che nessuno sta dimostrando nei confronti della vita ormai andata della piccola Sarah e del suo corpo. Una vita e un corpo non rispettati nè prima nè dopo la scoperta dell’omicidio. 

Possibile che questi pellegrini incuriositi non riescano a riconoscere e rispettare il dolore di una famiglia a cui è stata tolta una figlia e che ha tutto il diritto di piangerla in silenzio? Possibile che nessuno si ribelli drasticamente a tutto ciò?  

Editoriale pubblicato su www.serviziocivilemagazine.it

(foto: notizie.tiscali.it)