Bagnoli,babygang in azione

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Azioni di teppismo ad opera di ragazzini di 14 anni a bordo di scooter 

Bagnoli, babygang e vandali la movida diventa un incubo

 viale Campi Flegrei. Sono da poco passate le 23 ed eccoli lì. Sono in sei, sette. Il più grande avrà quattordici anni, quindici al massimo. Si sono dati appuntamento, come ogni sera, nell’ultimo tratto della strada, dove il principale viale del quartiere diventa isola pedonale. O, a sentire i residenti, terra di nessuno. Pochi metri quadrati, ma dove nasce e si sviluppa un caos. Una esagerazione? A sentire i residenti, no. Storie di un quartiere che si sta gradatamente lasciando alle spalle l’immagine di dormitorio e che si protende, almeno in parte, verso un’ottica di movida, di locali capaci di ospitare grandi eventi e di attirare una mole enorme di persone, ma che nell’intimo conserva il carattere, quantomeno nell’aspetto urbanistico, di area residenziale che non è adatta e non è pronta per un passaggio così ampio. Nel fine settimana a farla da padrone sono le serate nelle discoteche e i bar che si trasformano seguendo un diktat di alcol e musica, con i giovani che vanno ben oltre la soglia, si fermano per strada, occupano la piazza e le strade e bloccano la circolazione. A farne le spese sono i residenti, che i lati negativi della movida li sorbiscono tutti: traffico e parcheggio selvaggio, schiamazzi fino all’alba, musica ad altissimo volume fino a notte fonda. Musica così nitida che, quando una dei residenti si è lamentata su Facebook, postando un video per mostrare la situazione e chiedere il rispetto dei propri diritti, il social network gliel’ha bloccato: l’algoritmo interno l’aveva scambiata per una registrazione in studio e quindi aveva cancellato la traccia audio per una questione sì di diritti, ma d’autore. Quando anche l’ultimo locale chiude, quando è inesorabilmente ora di tornare a casa, i gruppi si avviano verso i parcheggi. Quelli nei pressi dei locali, i più ambiti, gestiti direttamente dai gruppi camorristici. Quelli dove, a giugno, è stato ucciso un quarantatreenne, considerato dalle forze dell’ordine uno dei punti di riferimento per la sosta abusiva nelle aree della movida. La situazione era di quelle esplosive sotto il profilo criminale: un aspirante boss arrestato da poco meno di quattro mesi e, da qualche settimana, la sorprendente evasione del figlio di uno dei boss storici del quartiere, condannato all’ergastolo e tuttora latitante. In atto c’erano una serie di scosse di assestamento da terremoto ma in salsa camorristica, un riequilibrio di poteri laddove racket, droga e malaffare in genere cercavano l’ultimo santone criminale a cui votarsi. Nel fine settimana l’intero quartiere si trasforma in una enorme area del cinque euro a piacere, dove anche i residenti spesso devono litigare coi parcheggiatori abusivi per far valere il proprio diritto di parcheggiare in una strada pubblica senza pagare tangente. E, sulla via del ritorno, non mancano gli atti vandalici. Ma i problemi non si limitano al fine settimana, e così ritorniamo ai sei, sette ragazzini che la sera si riuniscono nell’area pedonale di viale Campi Flegrei. Che siano arrivati te ne accorgi subito, dalle urla che si scambiano. Poi partono per il giro di ricognizione sui motorini. «Qualcuno di loro, – spiegano i residenti, – porta un cognome conosciuto». Appartiene, cioè, a una famiglia nota, e nel senso peggiore del termine. E così sono in pochi quelli che si permettono di redarguirli, anche quando dalla semplice marachella si passa al puro e semplice teppismo. Come quando, un anno fa circa, qualcuno ha dato fuoco al Monumento ai Caduti. O come quando, pochi giorni fa, per l’ennesima volta, gli scooter guidati da chi nemmeno potrebbe hanno rischiato di investire qualcuno. O come, ancora, mercoledì scorso, c’è stato l’ennesimo sfregio al quartiere: un raccoglitore di abiti usati rovesciato sull’asfalto e le panchine, fissate con le basi di cemento, spostate e capovolte. Fino alla notte tra giovedì e venerdì, quando lo stesso cassone da vestiti è stato direttamente incendiato.

fonte:ilmattino

Azioni di teppismo ad opera di ragazzini di 14 anni a bordo di scooter 

Bagnoli, babygang e vandali la movida diventa un incubo

 viale Campi Flegrei. Sono da poco passate le 23 ed eccoli lì. Sono in sei, sette. Il più grande avrà quattordici anni, quindici al massimo. Si sono dati appuntamento, come ogni sera, nell'ultimo tratto della strada, dove il principale viale del quartiere diventa isola pedonale. O, a sentire i residenti, terra di nessuno. Pochi metri quadrati, ma dove nasce e si sviluppa un caos. Una esagerazione? A sentire i residenti, no. Storie di un quartiere che si sta gradatamente lasciando alle spalle l'immagine di dormitorio e che si protende, almeno in parte, verso un'ottica di movida, di locali capaci di ospitare grandi eventi e di attirare una mole enorme di persone, ma che nell'intimo conserva il carattere, quantomeno nell'aspetto urbanistico, di area residenziale che non è adatta e non è pronta per un passaggio così ampio. Nel fine settimana a farla da padrone sono le serate nelle discoteche e i bar che si trasformano seguendo un diktat di alcol e musica, con i giovani che vanno ben oltre la soglia, si fermano per strada, occupano la piazza e le strade e bloccano la circolazione. A farne le spese sono i residenti, che i lati negativi della movida li sorbiscono tutti: traffico e parcheggio selvaggio, schiamazzi fino all'alba, musica ad altissimo volume fino a notte fonda. Musica così nitida che, quando una dei residenti si è lamentata su Facebook, postando un video per mostrare la situazione e chiedere il rispetto dei propri diritti, il social network gliel'ha bloccato: l'algoritmo interno l'aveva scambiata per una registrazione in studio e quindi aveva cancellato la traccia audio per una questione sì di diritti, ma d'autore. Quando anche l'ultimo locale chiude, quando è inesorabilmente ora di tornare a casa, i gruppi si avviano verso i parcheggi. Quelli nei pressi dei locali, i più ambiti, gestiti direttamente dai gruppi camorristici. Quelli dove, a giugno, è stato ucciso un quarantatreenne, considerato dalle forze dell'ordine uno dei punti di riferimento per la sosta abusiva nelle aree della movida. La situazione era di quelle esplosive sotto il profilo criminale: un aspirante boss arrestato da poco meno di quattro mesi e, da qualche settimana, la sorprendente evasione del figlio di uno dei boss storici del quartiere, condannato all'ergastolo e tuttora latitante. In atto c'erano una serie di scosse di assestamento da terremoto ma in salsa camorristica, un riequilibrio di poteri laddove racket, droga e malaffare in genere cercavano l'ultimo santone criminale a cui votarsi. Nel fine settimana l'intero quartiere si trasforma in una enorme area del cinque euro a piacere, dove anche i residenti spesso devono litigare coi parcheggiatori abusivi per far valere il proprio diritto di parcheggiare in una strada pubblica senza pagare tangente. E, sulla via del ritorno, non mancano gli atti vandalici. Ma i problemi non si limitano al fine settimana, e così ritorniamo ai sei, sette ragazzini che la sera si riuniscono nell'area pedonale di viale Campi Flegrei. Che siano arrivati te ne accorgi subito, dalle urla che si scambiano. Poi partono per il giro di ricognizione sui motorini. «Qualcuno di loro, – spiegano i residenti, – porta un cognome conosciuto». Appartiene, cioè, a una famiglia nota, e nel senso peggiore del termine. E così sono in pochi quelli che si permettono di redarguirli, anche quando dalla semplice marachella si passa al puro e semplice teppismo. Come quando, un anno fa circa, qualcuno ha dato fuoco al Monumento ai Caduti. O come quando, pochi giorni fa, per l'ennesima volta, gli scooter guidati da chi nemmeno potrebbe hanno rischiato di investire qualcuno. O come, ancora, mercoledì scorso, c'è stato l'ennesimo sfregio al quartiere: un raccoglitore di abiti usati rovesciato sull'asfalto e le panchine, fissate con le basi di cemento, spostate e capovolte. Fino alla notte tra giovedì e venerdì, quando lo stesso cassone da vestiti è stato direttamente incendiato.

fonte:ilmattino