Il comparto edile è in crisi nel Cilento. La denuncia arriva dalla Filca Cisl Salerno

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AGROPOLI – Il comparto edile è in crisi nel Cilento, la denuncia arriva dal segretario organizzativo della Filca Cisl salernitana, Giuseppe Marchesano. “La situazione è drammatica”, ha dichiarato l’esponente sindacale. “Non si riescono più a contare il numero di posti di lavoro persi. La crisi economica è utilizzata  come arma da parte di alcuni imprenditori del settore – anche se il termine imprenditori non è appropriato – , che sotto il ricatto della perdita del posto di lavoro , chiedono ed ottengono dai lavoranti prestazioni al limite della legalità”. Non le manda a dire Marchesano, che è un fiume in piena e denuncia le tristi vicende ormai di moda nel Cilento: “Gli operai sono costretti ad accettare le condizioni di pagamento imposte dagli imprenditori. Il lavoratore è obbligato a firmare le buste paga con importi superiori a quelli realmente percepiti, ma nel documento vengono riportate giornate inferiori a quelle effettuate dal lavorante al fine di giustificare il pagamento realmente percepito dall’operaio. In questo modo il lavoratore perde sistematicamente ogni mese l’importo reale della Cassa Edile, che vorrebbe dire non ricevere la gratifica natalizia e le ferie. Non parliamo poi della contribuzioni Inail e dell’Inps. Riguardo alla Cassa Edile alcuni lavoratori, ancora adesso, sono costretti a restituire totalmente o in parte quanto ricevuto dall’istituto.  Gli operai del settore, inoltre, sono costretti a firmare rimborsi dovuti a seguito della dichiarazione 730 senza percepire alcuna somma”. Il rappresentante della Filca provinciale non ha peli sulla lingua e, dopo aver denunciato le condizioni di lavoro degli operai, passa al contrattacco segnalando quanto avviene nel Cilento: “Alcuni lavoratori , pur lavorando nel territorio cilentano, vengono di fatto caricati su altri cantieri fuori dal comprensorio per giustificare il numero minimo necessario di forza lavoro in un determinato cantiere. In caso di infortunio in cantiere nella maggioranza dei casi, gli operai, sono costretti a dichiarare , anche se l’infortunio è grave, che lo stesso non è accaduto in cantiere. Il tutto al fine di evitare al datore di lavoro sanzioni e controlli ispettivi”. Per Marchesano un altro elemento scottante è caratterizzato dai contratti di lavoro part time. “Fino a qualche anno fa erano riservati ai soli extra-comunitari, i quali, a fronte di un contratto di lavoro di 4 ore giornaliere, erano costretti a lavorare per l’intera giornata con la paga, però ,del lavoratore part-time. Attualmente questa situazione viene applicata anche ai lavoratori locali e soprattutto giovani. Il quadro descritto rappresenta una condizione di lavoro diventata ormai prassi nella maggior parte dei cantieri aperti nel Cilento. Da Capaccio a Sapri vi sono persone che si improvvisano imprenditori e, pur di stare sul mercato, mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori, non applicando le norme a tutela della sicurezza sul lavoro. Tutto ciò, naturalmente, ha un effetto boomerang sugli  imprenditori edili seri ed onesti , che rispettando le leggi e i diritti dei lavoratori, si trovano in difficoltà in quanto non possono concorrere con quelli disonesti,che offrono prezzi inferiori,massimi ribassi visto che non investono alcuna somma sulla sicurezza dei propri operai”. Una situazione insostenibile per Marchesano, che chiede collaborazione tra tutti i principali protagonisti dell’economia locale: “C’è la necessità delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e datoriali , unitamente agli enti appaltanti,di fare squadra e collaborare per stanare ed impedire a questi pseudo imprenditori di stare sul mercato .E’ necessario che le amministrazioni locali facciano di tutto per permettere alle sane e corrette imprese di svolgere il loro operato . Un plauso in questo senso va al Comune di Agropoli, che ha messo in cantiere molte opere pubbliche, come il nuovo Liceo scientifico, il Cine-teatro comunale, la nuova rete fognaria, il Palazzetto dello sport e nuovi parcheggi. Grazie a questi lavori molte imprese edili hanno potuto lavorare in maniera dignitosa, mettendo al primo posto la sicurezza dei lavoratori. Noi della Filca Cisl non possiamo far altro che denunciare all’Ispettorato del Lavoro e alla Magistratura le vessazioni a cui sono sottoposti i lavoratori. .Ma purtroppo i tempi burocratici consentono a queste imprese poco oneste di non subire alcuna conseguenza delle azioni ispettive o dalle sentenze, in quanto, il più delle volte o dichiarano fallimento. Per questo accanto all’azione individuale del sindacato, delle associazioni dei costruttori e della Cassa Edile è necessaria un’opera di raccordo proprio per ottenere maggiori risultati. Questo, allo stato attuale, è l’unico consiglio che la Filca Cisl provinciale può dare, in quanto è il più fattibile nel breve periodo ed è l’unico che possa permettere di ottenere maggiori posti di lavoro in edilizia ed una conseguente lotta allo sfruttamento dei lavoratori. Infine, è anche vero che c’è una forte crescita di nuove ditte individuali o artigiane, ma purtroppo nel 90% dei casi è solo cottimo legalizzato”.

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