Salerno. Chiude il cantiere infinito, Mariconda torna “libera”. Intervento durato oltre 14 mesi, costato oltre 2 milioni

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Salerno. Residenti e commercianti della zona orientale possono finalmente dire addio ai disagi che hanno subìto per oltre quattordici mesi. Sono stati infatti ultimati i lavori di messa in sicurezza del torrente Mariconda, che hanno interessato la rotatoria del parco Arbostella. E questa mattina alle 9, alla presenza del sindaco Vincenzo Napoli, è stata ripristinata la normale circolazione veicolare. Era l’agosto del 2015 quando l’amministrazione comunale annunciò la chiusura di un tratto di via Raffaele Mauri per consentire un intervento di ingegneria idraulica sotterranea necessario a scongiurare esondazioni come quella che si verificò nel 2006, creando gravi danni al quartiere. La deviazione del traffico da e per via San Leonardo sul tragitto via Marchiafava, via Premuda, via Asiago, via delle Tofane, via Villafranca, sarebbe dovuta terminare entro due mesi e consentire dunque il ripristino della viabilità ordinaria per ottobre, in contemporanea all’entrata nel vivo delle attività di uffici e scuole. Ma così non è stato. E i lavori sono durati esattamente un anno in più del previsto, con buona pace degli esercenti che già ad agosto dell’anno scorso avevano alzato la voce, minacciando di bloccare via Parmenide, dopo aver tappezzato il rione di manifesti listati a lutto con la scritta “Mariconda riposa in pace”. Se i commercianti lamentarono un netto calo negli affari, i residenti sbottarono perché il nuovo dispositivo di traffico li obbligava a un giro molto più lungo per raggiungere i luoghi di lavoro, con annessi incolonnamenti nel traffico negli orari di punta. A far dilatare i tempi di un intervento, che avrebbe dovuto chiudersi in sessanta giorni, fu la scoperta di alcuni cavi dell’Enel che non erano segnalati nella cartografia dei sottoservizi. Un ostacolo non di poco conto che ha costretto la ditta a procedere a rilento per evitare un black out che avrebbe coinvolto anche l’Azienda ospedaliera di via San Leonardo. «In corso d’opera gli operai hanno rinvenuto nel cantiere alcuni fili di linee elettriche della media tensione – conferma l’assessore comunale all’Urbanistica Mimmo De Maio – Abbiamo dovuto dunque richiedere l’intervento di Telecom, Enel e Salerno Sistemi per la presenza di sottoservizi che non erano stati segnalati in nessuna cartografia. C’è voluta cautela e ci sono stati sicuramente dei disagi, vista la presenza dell’alveo intubato del torrente Mariconda e soprattutto in considerazione della forte urbanizzazione del quartiere. Finalmente l’intervento è stato ultimato e la bretella che fu creata per smistare il traffico veicolare sarà eliminata». Questo appena terminato è il terzo lotto dei lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del torrente. L’intervento ha interessato un’area di 720 metri, per un importo complessivo di due milioni e 300mila euro, finanziati dal ministero dell’Ambiente. I primi due lotti, su una zona di 800 metri, hanno invece riguardato il tratto che da monte della tangenziale arriva fino a via Premuda: qui sono state realizzate opere di ingegneria naturalistica, finalizzate ad evitare il rischio esondazione. L’ultimo lotto, per il quale il Comune è ancora in attesa di finanziamenti, è quello che riguarderà l’intervento nel tratto compreso tra viale Verdi e il mare. «Non ne potevamo più – sbuffa la signora Rosa Martino – Siamo stati prigionieri per oltre un anno, nonché costretti ad anticipare la sveglia per accompagnare i nostri figli a scuola, dal momento che alle 8, alle 13.30 e alle 19, percorrere quella maledetta bretella significava mettere in conto di restare intrappolati nel traffico per molto tempo». Non solo: «Le attività commerciali sono state penalizzate quanto noi – ammette Giuseppe Fiorillo – Già Mariconda non è un quartiere appetibile, ma quel giro d’affari che ogni esercente era riuscito a mettere in piedi, ha subìto un contraccolpo ». (Barbara Cangiano – La Città) 

Salerno. Residenti e commercianti della zona orientale possono finalmente dire addio ai disagi che hanno subìto per oltre quattordici mesi. Sono stati infatti ultimati i lavori di messa in sicurezza del torrente Mariconda, che hanno interessato la rotatoria del parco Arbostella. E questa mattina alle 9, alla presenza del sindaco Vincenzo Napoli, è stata ripristinata la normale circolazione veicolare. Era l’agosto del 2015 quando l’amministrazione comunale annunciò la chiusura di un tratto di via Raffaele Mauri per consentire un intervento di ingegneria idraulica sotterranea necessario a scongiurare esondazioni come quella che si verificò nel 2006, creando gravi danni al quartiere. La deviazione del traffico da e per via San Leonardo sul tragitto via Marchiafava, via Premuda, via Asiago, via delle Tofane, via Villafranca, sarebbe dovuta terminare entro due mesi e consentire dunque il ripristino della viabilità ordinaria per ottobre, in contemporanea all’entrata nel vivo delle attività di uffici e scuole. Ma così non è stato. E i lavori sono durati esattamente un anno in più del previsto, con buona pace degli esercenti che già ad agosto dell’anno scorso avevano alzato la voce, minacciando di bloccare via Parmenide, dopo aver tappezzato il rione di manifesti listati a lutto con la scritta “Mariconda riposa in pace”. Se i commercianti lamentarono un netto calo negli affari, i residenti sbottarono perché il nuovo dispositivo di traffico li obbligava a un giro molto più lungo per raggiungere i luoghi di lavoro, con annessi incolonnamenti nel traffico negli orari di punta. A far dilatare i tempi di un intervento, che avrebbe dovuto chiudersi in sessanta giorni, fu la scoperta di alcuni cavi dell’Enel che non erano segnalati nella cartografia dei sottoservizi. Un ostacolo non di poco conto che ha costretto la ditta a procedere a rilento per evitare un black out che avrebbe coinvolto anche l’Azienda ospedaliera di via San Leonardo. «In corso d’opera gli operai hanno rinvenuto nel cantiere alcuni fili di linee elettriche della media tensione – conferma l’assessore comunale all’Urbanistica Mimmo De Maio – Abbiamo dovuto dunque richiedere l’intervento di Telecom, Enel e Salerno Sistemi per la presenza di sottoservizi che non erano stati segnalati in nessuna cartografia. C’è voluta cautela e ci sono stati sicuramente dei disagi, vista la presenza dell’alveo intubato del torrente Mariconda e soprattutto in considerazione della forte urbanizzazione del quartiere. Finalmente l’intervento è stato ultimato e la bretella che fu creata per smistare il traffico veicolare sarà eliminata». Questo appena terminato è il terzo lotto dei lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del torrente. L’intervento ha interessato un’area di 720 metri, per un importo complessivo di due milioni e 300mila euro, finanziati dal ministero dell’Ambiente. I primi due lotti, su una zona di 800 metri, hanno invece riguardato il tratto che da monte della tangenziale arriva fino a via Premuda: qui sono state realizzate opere di ingegneria naturalistica, finalizzate ad evitare il rischio esondazione. L’ultimo lotto, per il quale il Comune è ancora in attesa di finanziamenti, è quello che riguarderà l’intervento nel tratto compreso tra viale Verdi e il mare. «Non ne potevamo più – sbuffa la signora Rosa Martino – Siamo stati prigionieri per oltre un anno, nonché costretti ad anticipare la sveglia per accompagnare i nostri figli a scuola, dal momento che alle 8, alle 13.30 e alle 19, percorrere quella maledetta bretella significava mettere in conto di restare intrappolati nel traffico per molto tempo». Non solo: «Le attività commerciali sono state penalizzate quanto noi – ammette Giuseppe Fiorillo – Già Mariconda non è un quartiere appetibile, ma quel giro d’affari che ogni esercente era riuscito a mettere in piedi, ha subìto un contraccolpo ». (Barbara Cangiano – La Città) 

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