Castellammare tragedia per il florovivaista Pasquale Malafronte sbranato dai suoi cani a Battipaglia

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 Sbranato dai suoi due cani Corso ai quali aveva portato da mangiare. È morto così Pasquale Malafronte, 78 anni, di Castellammare di Stabia, residente dal ’95 a Battipaglia, noto imprenditore del settore florovivaistico che aveva interessi da oltre un trentennio nell’intera Piana del Sele, dove sono presenti alcune aziende che fanno capo alla sua famiglia. La terribile aggressione è avvenuta ieri mattina, poco dopo mezzogiorno, in via Idrovora, zona Lago, dove “don Pasquale”, come lo chiamavano i vicini e tutti i residenti nella zona dell’Aversana, ha uno dei suoi impianti serricoli per la coltivazione di fiori. È stato uno dei cani da guardia che lo ha azzannato al collo, lesionandogli la carotide, facendolo morire dissanguato. E questo sol perché Malafronte aveva tentato di difendere un altro suo cagnolino che teneva chiuso nel furgone. Il suo corpo, infatti, è stato trovato poco lontano dal suo Fiat Doblò. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Battipaglia. Dopo l’esame esterno è stata liberata e affidata ai familiari per i funerali. La scoperta del cadavere. La scoperta del cadavere l’ha fatta un residente della zona. Il corpo senza vita di Malafronte era riverso a terra, sulla strada sterrata, in una pozza di sangue. L’uomo si è avvicinato con prudenza ed ha visto i cani corso ancora gironzolare e il cancello aperto dell’azienda. Subito ha dato l’allarme ai carabinieri, mantenendosi a distanza dal punto dell’aggressione per precauzione. Sul litorale battipagliese si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Erich Fasolino. Ai militari è toccato il compito di mettere in sicurezza i cani. Di cui uno più pericoloso, forse quello che ha sbranato il padrone. Per il 78enne, intanto, non c’era più nulla da fare. Una scena davvero raccapricciante si è presentata agli occhi dei carabinieri. A terra c’era il corpo dilaniato di Malafronte. L’uomo era stato azzannato tra la gola e il collo. Un secondo, profondo morso, era bem visibile sulla regione occipitale sinistra. Il cane gli ha strappato parte della fronte, staccandogli l’orecchio. È ipotizzabile che il cane non abbia lasciato la morsa. Forse ha strattonato il corpo dell’imprenditore fino a rivoltarlo. I motivi dell’aggressione.Una violenza ceca quella dell’animale che pure era legato al padrone. A scatenarla si pensa sia stato la presenza di un cagnolino nel furgone. Mancava da qualche giorno don Pasquale. Era tornato a Battipaglia nonostante il parere contrario dei familiari. Uno dei suoi primi pensieri è stato proprio per i due guardiani. Senza pensarci su è andato da loro per dargli da mangiare. Con lui c’era il cagnolino di piccola taglia che negli ultimi tempi si portava dietro. Ed è stato l’abbaiare del più piccolo a scatenare la furia dei cani corso. I carabinieri hanno rilevato tracce delle zampe intrise di sangue sui vetri del mezzo. Intorno al furgone il giro convulso dei cani, che cercavano di aprirsi un varco per azzannare il cagnolino, ha lasciato una scia ben marcata fino al punto del cadavere. Da una prima ricostruzione dell’accaduto, Malafronte si sarebbe intromesso proprio per difendere il cagnolino. Ma stavolta i cani non hanno ubbidito. Anzi lo hanno azzannato una prima volta ad un braccio. L’uomo si è accasciato dolorante ed è stato quello il momento del morso fatale al collo. La morsa stretta del cane ha leso la carotide, provocando una rapida fuoriuscita di sangue. Inutili sarebbero stati i tentativi di soccorso. Il decesso è sopraggiunto dopo pochi minuti, senza lasciargli scampo. Per il recupero dei due cani è stato necessario il supporto del servizio veterinario dell’Asl. Una volta resi inoffensivi sono stati affidati in custodia al canile di Cicerale. Per i rilievi scientifici è stato necessario l’intervento anche dei carabinieri del Sis. Sul luogo della tragedia, infatti, erano presenti anche reperti organici. La salma è stata recuperata al termine dei rilievi e dopo una prima ricognizione sul posto del medico legale, Maria D’Aniello, incaricato dalla procura di Salerno. L’esame esterno, effettuato all’ospedale Santa Maria della Speranza”, ha confermato la morte dell’uomo per la lesione della carotide. Il funerale sarà celebrato a Castellammare, sua città di origine. Massimiliano Lanzotti La Citta di Salerno

 Sbranato dai suoi due cani Corso ai quali aveva portato da mangiare. È morto così Pasquale Malafronte, 78 anni, di Castellammare di Stabia, residente dal ’95 a Battipaglia, noto imprenditore del settore florovivaistico che aveva interessi da oltre un trentennio nell’intera Piana del Sele, dove sono presenti alcune aziende che fanno capo alla sua famiglia. La terribile aggressione è avvenuta ieri mattina, poco dopo mezzogiorno, in via Idrovora, zona Lago, dove “don Pasquale”, come lo chiamavano i vicini e tutti i residenti nella zona dell’Aversana, ha uno dei suoi impianti serricoli per la coltivazione di fiori. È stato uno dei cani da guardia che lo ha azzannato al collo, lesionandogli la carotide, facendolo morire dissanguato. E questo sol perché Malafronte aveva tentato di difendere un altro suo cagnolino che teneva chiuso nel furgone. Il suo corpo, infatti, è stato trovato poco lontano dal suo Fiat Doblò. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Battipaglia. Dopo l’esame esterno è stata liberata e affidata ai familiari per i funerali. La scoperta del cadavere. La scoperta del cadavere l’ha fatta un residente della zona. Il corpo senza vita di Malafronte era riverso a terra, sulla strada sterrata, in una pozza di sangue. L’uomo si è avvicinato con prudenza ed ha visto i cani corso ancora gironzolare e il cancello aperto dell’azienda. Subito ha dato l’allarme ai carabinieri, mantenendosi a distanza dal punto dell’aggressione per precauzione. Sul litorale battipagliese si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Erich Fasolino. Ai militari è toccato il compito di mettere in sicurezza i cani. Di cui uno più pericoloso, forse quello che ha sbranato il padrone. Per il 78enne, intanto, non c’era più nulla da fare. Una scena davvero raccapricciante si è presentata agli occhi dei carabinieri. A terra c’era il corpo dilaniato di Malafronte. L’uomo era stato azzannato tra la gola e il collo. Un secondo, profondo morso, era bem visibile sulla regione occipitale sinistra. Il cane gli ha strappato parte della fronte, staccandogli l’orecchio. È ipotizzabile che il cane non abbia lasciato la morsa. Forse ha strattonato il corpo dell’imprenditore fino a rivoltarlo. I motivi dell’aggressione.Una violenza ceca quella dell’animale che pure era legato al padrone. A scatenarla si pensa sia stato la presenza di un cagnolino nel furgone. Mancava da qualche giorno don Pasquale. Era tornato a Battipaglia nonostante il parere contrario dei familiari. Uno dei suoi primi pensieri è stato proprio per i due guardiani. Senza pensarci su è andato da loro per dargli da mangiare. Con lui c’era il cagnolino di piccola taglia che negli ultimi tempi si portava dietro. Ed è stato l’abbaiare del più piccolo a scatenare la furia dei cani corso. I carabinieri hanno rilevato tracce delle zampe intrise di sangue sui vetri del mezzo. Intorno al furgone il giro convulso dei cani, che cercavano di aprirsi un varco per azzannare il cagnolino, ha lasciato una scia ben marcata fino al punto del cadavere. Da una prima ricostruzione dell’accaduto, Malafronte si sarebbe intromesso proprio per difendere il cagnolino. Ma stavolta i cani non hanno ubbidito. Anzi lo hanno azzannato una prima volta ad un braccio. L’uomo si è accasciato dolorante ed è stato quello il momento del morso fatale al collo. La morsa stretta del cane ha leso la carotide, provocando una rapida fuoriuscita di sangue. Inutili sarebbero stati i tentativi di soccorso. Il decesso è sopraggiunto dopo pochi minuti, senza lasciargli scampo. Per il recupero dei due cani è stato necessario il supporto del servizio veterinario dell’Asl. Una volta resi inoffensivi sono stati affidati in custodia al canile di Cicerale. Per i rilievi scientifici è stato necessario l'intervento anche dei carabinieri del Sis. Sul luogo della tragedia, infatti, erano presenti anche reperti organici. La salma è stata recuperata al termine dei rilievi e dopo una prima ricognizione sul posto del medico legale, Maria D’Aniello, incaricato dalla procura di Salerno. L’esame esterno, effettuato all’ospedale Santa Maria della Speranza”, ha confermato la morte dell’uomo per la lesione della carotide. Il funerale sarà celebrato a Castellammare, sua città di origine. Massimiliano Lanzotti La Citta di Salerno