Castellammare dissesto idrogeologico dal Faito a Pozzano al Centro , è scontro

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 CASTELLAMMARE. Il Monte Faito, la zona di Pozzano e il centro antico attraversato dai rivoli sporchi: è questo il «triangolo rosso» del rischio idrogeologico stabiese. Proprio queste tre aree rivestono un ruolo cruciale nella mappa del dissesto che, di recente, ha portato l’Autorità di Bacino ad aumentare il livello di allarme per la città stabiese. Castellammare, del resto, è una delle città della provincia più a rischio, a causa delle sue caratteristiche geomorfologiche e di urbanizzazione. Chi abita in quest’area da lungo tempo, in caso di precipitazioni atmosferiche persistenti, è portato ad alzare gli occhi in direzione del Faito, che veglia sulla zona alta della città, sperando che non si verifichino disastri. Ieri pomeriggio anche il Consiglio comunale ha discusso di quest’emergenza, in virtù della mozione presentata dal gruppo di minoranza Per Castellammare. «La città non ha bisogno di annunci a vuoto afferma il consigliere Salvatore Vozza ma di un piano straordinario che tenga conto di emergenze e criticità. Fino ad ora sono mancate proposte serie: il centro antico, la zona collinare non possono attendere». In aula si è discusso anche del finanziamento regionale di 10 milioni, destinato nel 2012 alla messa in sicurezza del territorio, e revocato «perché il Comune in passato hanno affermato i rappresentanti di «Per Castellammare» non è stato in grado di portare avanti un progetto relativo al versante superiore del Faito». Non si è fatta attendere la replica da parte della maggioranza. Il sindaco Antonio Pannullo ha detto di aver scritto alla Regione «per recuperare il finanziamento e chiedere che sia il Comune il soggetto attuatore dell’intervento. Cosa che la giunta Cuomo aveva rifiutato, passando le competenze all’Arcadis (agenzia regionale Campania difesa suolo) e perdendo i fondi. La sicurezza dei cittadini stabiesi ha continuato – dovrebbe rappresentare una priorità non solo del Comune, ma anche e soprattutto della Regione a cui spetta la competenza per quanto riguarda il dissesto idrogeologico». Gli interventi dovrebbero riguardare il ripristino dei canali di scolo, i pozzetti, gli alberi, e prevedere la realizzazione di una protezione per le zone più a rischio frane. Si dovrebbe puntare anche al ripristino di via Giusso, che collega Castellammare al Monte Faito e chiusa da anni. Sul caso è intervenuto anche il centrodestra. «Non c’è tempo da perdere affermano i consiglieri Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro il centro antico e la zona collinare sono a rischio. Poco tempo fa Castellammare è stata indicata come una delle zone maggiormente a rischio e ne abbiamo riprova ad ogni temporale che si abbatte sulla città. La zona collinare pende come una spada di Damocle sul centro storico continuano – basta chiacchiere, basta litigi interni al partito di maggioranza e nella stessa amministrazione del sindaco Pannullo. Già negli scorsi anni risulta che sono stati persi milioni di fondi per il dissesto e l’immobilismo sui temi importanti non è più un’opzione percorribile». Nella seduta di ieri pomeriggio si è discusso anche dell’Asam, la società del Comune che ha gestito fino al 2008 la rete idrica di Castellammare. È stata poi votata una variazione di bilancio per ripianare gli ultimi debiti che ammontano a 800mila euro. Francesco Fusco Il Mattino

 CASTELLAMMARE. Il Monte Faito, la zona di Pozzano e il centro antico attraversato dai rivoli sporchi: è questo il «triangolo rosso» del rischio idrogeologico stabiese. Proprio queste tre aree rivestono un ruolo cruciale nella mappa del dissesto che, di recente, ha portato l'Autorità di Bacino ad aumentare il livello di allarme per la città stabiese. Castellammare, del resto, è una delle città della provincia più a rischio, a causa delle sue caratteristiche geomorfologiche e di urbanizzazione. Chi abita in quest'area da lungo tempo, in caso di precipitazioni atmosferiche persistenti, è portato ad alzare gli occhi in direzione del Faito, che veglia sulla zona alta della città, sperando che non si verifichino disastri. Ieri pomeriggio anche il Consiglio comunale ha discusso di quest'emergenza, in virtù della mozione presentata dal gruppo di minoranza Per Castellammare. «La città non ha bisogno di annunci a vuoto afferma il consigliere Salvatore Vozza ma di un piano straordinario che tenga conto di emergenze e criticità. Fino ad ora sono mancate proposte serie: il centro antico, la zona collinare non possono attendere». In aula si è discusso anche del finanziamento regionale di 10 milioni, destinato nel 2012 alla messa in sicurezza del territorio, e revocato «perché il Comune in passato hanno affermato i rappresentanti di «Per Castellammare» non è stato in grado di portare avanti un progetto relativo al versante superiore del Faito». Non si è fatta attendere la replica da parte della maggioranza. Il sindaco Antonio Pannullo ha detto di aver scritto alla Regione «per recuperare il finanziamento e chiedere che sia il Comune il soggetto attuatore dell'intervento. Cosa che la giunta Cuomo aveva rifiutato, passando le competenze all'Arcadis (agenzia regionale Campania difesa suolo) e perdendo i fondi. La sicurezza dei cittadini stabiesi ha continuato – dovrebbe rappresentare una priorità non solo del Comune, ma anche e soprattutto della Regione a cui spetta la competenza per quanto riguarda il dissesto idrogeologico». Gli interventi dovrebbero riguardare il ripristino dei canali di scolo, i pozzetti, gli alberi, e prevedere la realizzazione di una protezione per le zone più a rischio frane. Si dovrebbe puntare anche al ripristino di via Giusso, che collega Castellammare al Monte Faito e chiusa da anni. Sul caso è intervenuto anche il centrodestra. «Non c'è tempo da perdere affermano i consiglieri Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro il centro antico e la zona collinare sono a rischio. Poco tempo fa Castellammare è stata indicata come una delle zone maggiormente a rischio e ne abbiamo riprova ad ogni temporale che si abbatte sulla città. La zona collinare pende come una spada di Damocle sul centro storico continuano – basta chiacchiere, basta litigi interni al partito di maggioranza e nella stessa amministrazione del sindaco Pannullo. Già negli scorsi anni risulta che sono stati persi milioni di fondi per il dissesto e l'immobilismo sui temi importanti non è più un'opzione percorribile». Nella seduta di ieri pomeriggio si è discusso anche dell'Asam, la società del Comune che ha gestito fino al 2008 la rete idrica di Castellammare. È stata poi votata una variazione di bilancio per ripianare gli ultimi debiti che ammontano a 800mila euro. Francesco Fusco Il Mattino