Sanità negata a Fuorni. In carcere senza farmaci

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Il carcere circondariale di Fuorni non è più sovraffollato come in un recente passato. La capienza legale, infatti, è di 380 persone e attualmente dietro le sbarre ci sono “solo” 407 detenuti. Ma nonostante la diminuzione degli “ospiti” permangono evidenti problemi. Tra le principali pecche del penitenziario cittadino c’è sicuramente un’assistenza sanitaria piuttosto zoppicante. È quanto emerge dall’ispezione effettuata, ieri mattina, dal parlamentare Michele Ragosta, dall’assessore comunale Mariarita Giordano e dal locale segretario dei radicali, Donato Salzano. I reparti visitati sono stati quelli femminile, che ospita 46 detenute, tra cui una condannata all’ergastolo, e la sezione alta sicurezza, in cui si trovano 67 carcerati. La maggiore concentrazione di “ospiti”, comunque, è nella sezione reati comuni (circa 250 detenuti). Ma, al di là dei numeri, ciò che balza all’occhio è l’approssimazione dell’assistenza sanitaria. «Per le visite specialistiche – denuncia Salzano – c’è una lista d’attesa di oltre un mese. E la poltrona odontoiatrica da tempo è inutilizzabile». Difficoltà ci sarebbero pure per il reperimento dei medicinali. «Mancano i farmaci – sottolinea Salzano – così capita che i detenuti per curarsi debbano mettere mano al portafoglio e farsi comprare le medicine all’esterno». Non tutta la struttura carceraria, inoltre, è praticabile. «Due cortili esterni – rivela Ragosta – di cui uno polivalente e l’altro attrezzato con giostre per i colloqui delle famiglie con i detenuti, sono inagibili in quanto si è verificato il distacco dei cornicioni. E nel reparto femminile non funziona la cucina». La visita, tuttavia, ha fatto emergere anche delle gradite sorprese. «Il personale della polizia penitenziaria – precisa Giordano – seppur sott’organico, fa un lavoro encomiabile, svolgendo anche il ruolo di assistenza psicologica per i detenuti. E poi ci sono i corsi dell’Istituto Alberghiero e di ceramica. Infine tra poco entrerà in funzione un call center che gestirà le prenotazioni al “Ruggi”». (La Città) 

Il carcere circondariale di Fuorni non è più sovraffollato come in un recente passato. La capienza legale, infatti, è di 380 persone e attualmente dietro le sbarre ci sono “solo” 407 detenuti. Ma nonostante la diminuzione degli “ospiti” permangono evidenti problemi. Tra le principali pecche del penitenziario cittadino c’è sicuramente un’assistenza sanitaria piuttosto zoppicante. È quanto emerge dall’ispezione effettuata, ieri mattina, dal parlamentare Michele Ragosta, dall’assessore comunale Mariarita Giordano e dal locale segretario dei radicali, Donato Salzano. I reparti visitati sono stati quelli femminile, che ospita 46 detenute, tra cui una condannata all’ergastolo, e la sezione alta sicurezza, in cui si trovano 67 carcerati. La maggiore concentrazione di “ospiti”, comunque, è nella sezione reati comuni (circa 250 detenuti). Ma, al di là dei numeri, ciò che balza all’occhio è l’approssimazione dell’assistenza sanitaria. «Per le visite specialistiche – denuncia Salzano – c’è una lista d’attesa di oltre un mese. E la poltrona odontoiatrica da tempo è inutilizzabile». Difficoltà ci sarebbero pure per il reperimento dei medicinali. «Mancano i farmaci – sottolinea Salzano – così capita che i detenuti per curarsi debbano mettere mano al portafoglio e farsi comprare le medicine all’esterno». Non tutta la struttura carceraria, inoltre, è praticabile. «Due cortili esterni – rivela Ragosta – di cui uno polivalente e l’altro attrezzato con giostre per i colloqui delle famiglie con i detenuti, sono inagibili in quanto si è verificato il distacco dei cornicioni. E nel reparto femminile non funziona la cucina». La visita, tuttavia, ha fatto emergere anche delle gradite sorprese. «Il personale della polizia penitenziaria – precisa Giordano – seppur sott’organico, fa un lavoro encomiabile, svolgendo anche il ruolo di assistenza psicologica per i detenuti. E poi ci sono i corsi dell’Istituto Alberghiero e di ceramica. Infine tra poco entrerà in funzione un call center che gestirà le prenotazioni al “Ruggi”». (La Città)