Sarri:«Sereni con la Juve, ma basta errori di superficialità.Saluterò Higuain come il figlio che ti ha fatto incavolare»

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Bastava una vittoria, non molto altro. Doveva allontanare cattivi pensieri e oscuri presagi. E una vittoria, per Sarri, è arrivata. Non che la prestazione con l’Empoli possa rassicurare perché in certi momenti la squadra è apparsa quasi in crisi di fiducia, come se cercasse in se stessa le prove del suo antico splendore e faticasse a trovarle. Il Napoli gioca al di sotto dei suoi limiti. Ma si sa, in certi casi, il risultato è l’unica cosa che conta. E questo è uno di quei casi. Sarri soddisfatto della prova con l’Empoli? «Dobbiamo ancora crescere nella concentrazione. In alcuni momenti facciamo bene le cose, in altri no. E questo è un aspetto in cui dobbiamo crescere perché è successo anche in altre partite dove abbiamo compromesso delle buone prestazioni per questi cali. Ma è stata una prestazione di buon livello». L’Empoli ha rischiato persino di pareggiare. «Vero, non c’è una sola partita in cui non concediamo 10 minuti ai nostri avversari. Anche con l’Empoli non abbiamo concesso nulla per oltre un’ora. Poi c’è stato un black out mentale. Sono errori di superficialità che hanno già compromesso alcune nostre prove. E in quei 10 minuti corriamo troppi rischi. Escluso questo piccolo intervallo abbiamo concesso poco all’Empoli anche se devo ammettere che nel nostro settore sinistro nei primi venti minuti la palla girava troppo lentamente». Che voto dà al tridente? «All’inizio non mi è piaciuto ma Mertens non è un centravanti e questa cosa lo ha limitato. Poi è venuto fuori dall’area, si è allontanato dai difensori e ha giocato sfruttando meglio le sua caratteristiche e abbiamo fatto molto meglio. Mertens è forte, se lo sposti di dieci metri resta forte. Segniamo alla stessa media dello scorso anno pur essendo senza Milik e Gabbiadini: tranne a Bergamo siamo sempre stati all’altezza della situazione». Non è una prova che preoccupa in vista del big match dello Juventus Stadium? «Stiamo facendo bene, se si pensa che a fine luglio abbiamo perso il miglior cannoniere di sempre e che il suo sostituto si è fatto male. E in più non abbiamo Gabbiadini. Se teniamo conto delle problematiche che abbiamo incontrato fin ad adesso, mi sembra che stiamo andando bene». Che Napoli vuole sabato? «Un Napoli che abbia la faccia tosta e che non si faccia schiacciare da false pressioni su cui deve sorvolare». Che partita sarà quella con la Juventus? «Lo scorso anno ci ha affrontato in maniera inusuale, tatticamente non ha mai schierato un 4-4-2. E pure noi saremo diversi dalla sfida di marzo, perché là davanti non avremo punti di riferimento. La Juve è una squadra fortissima e sono la grande favorita della stagione. Vorrei vedere una squadra tosta che vada in campo e se la giochi senza paura». Quando vedrà Higuain cosa farà? «Lo saluterò come si saluta un figlio che ti ha fatto incavolare molto… però gli devo molto perché ha fatto davvero tanto per me lo scorso anno». Reina è tornato a essere protagonista dopo qualche errore di troppo? «Stiamo parlando di un campione vero, sia dal punto di vista sportivo che umano. Ha personalità, un cuore enorme. Normale che avrebbe reagito così. Io mi tengo stretto il mio Pepe, sono contento che sia il mio portiere». Insigne ancora in ombra? «Non è al massimo del suo potenziale, l’anno scorso trovava la porta con maggiore frequenza. Con l’Empoli l’ho visto più vivo e partecipe. I fischi? Ma non è solo Lorenzo a doverli subire, quando uno perde la palla succede a tutti. Secondo me è anche sfortunato». (Pino Taormina – Il Mattino) 

Bastava una vittoria, non molto altro. Doveva allontanare cattivi pensieri e oscuri presagi. E una vittoria, per Sarri, è arrivata. Non che la prestazione con l’Empoli possa rassicurare perché in certi momenti la squadra è apparsa quasi in crisi di fiducia, come se cercasse in se stessa le prove del suo antico splendore e faticasse a trovarle. Il Napoli gioca al di sotto dei suoi limiti. Ma si sa, in certi casi, il risultato è l’unica cosa che conta. E questo è uno di quei casi. Sarri soddisfatto della prova con l’Empoli? «Dobbiamo ancora crescere nella concentrazione. In alcuni momenti facciamo bene le cose, in altri no. E questo è un aspetto in cui dobbiamo crescere perché è successo anche in altre partite dove abbiamo compromesso delle buone prestazioni per questi cali. Ma è stata una prestazione di buon livello». L’Empoli ha rischiato persino di pareggiare. «Vero, non c’è una sola partita in cui non concediamo 10 minuti ai nostri avversari. Anche con l’Empoli non abbiamo concesso nulla per oltre un’ora. Poi c’è stato un black out mentale. Sono errori di superficialità che hanno già compromesso alcune nostre prove. E in quei 10 minuti corriamo troppi rischi. Escluso questo piccolo intervallo abbiamo concesso poco all’Empoli anche se devo ammettere che nel nostro settore sinistro nei primi venti minuti la palla girava troppo lentamente». Che voto dà al tridente? «All’inizio non mi è piaciuto ma Mertens non è un centravanti e questa cosa lo ha limitato. Poi è venuto fuori dall’area, si è allontanato dai difensori e ha giocato sfruttando meglio le sua caratteristiche e abbiamo fatto molto meglio. Mertens è forte, se lo sposti di dieci metri resta forte. Segniamo alla stessa media dello scorso anno pur essendo senza Milik e Gabbiadini: tranne a Bergamo siamo sempre stati all’altezza della situazione». Non è una prova che preoccupa in vista del big match dello Juventus Stadium? «Stiamo facendo bene, se si pensa che a fine luglio abbiamo perso il miglior cannoniere di sempre e che il suo sostituto si è fatto male. E in più non abbiamo Gabbiadini. Se teniamo conto delle problematiche che abbiamo incontrato fin ad adesso, mi sembra che stiamo andando bene». Che Napoli vuole sabato? «Un Napoli che abbia la faccia tosta e che non si faccia schiacciare da false pressioni su cui deve sorvolare». Che partita sarà quella con la Juventus? «Lo scorso anno ci ha affrontato in maniera inusuale, tatticamente non ha mai schierato un 4-4-2. E pure noi saremo diversi dalla sfida di marzo, perché là davanti non avremo punti di riferimento. La Juve è una squadra fortissima e sono la grande favorita della stagione. Vorrei vedere una squadra tosta che vada in campo e se la giochi senza paura». Quando vedrà Higuain cosa farà? «Lo saluterò come si saluta un figlio che ti ha fatto incavolare molto… però gli devo molto perché ha fatto davvero tanto per me lo scorso anno». Reina è tornato a essere protagonista dopo qualche errore di troppo? «Stiamo parlando di un campione vero, sia dal punto di vista sportivo che umano. Ha personalità, un cuore enorme. Normale che avrebbe reagito così. Io mi tengo stretto il mio Pepe, sono contento che sia il mio portiere». Insigne ancora in ombra? «Non è al massimo del suo potenziale, l’anno scorso trovava la porta con maggiore frequenza. Con l’Empoli l’ho visto più vivo e partecipe. I fischi? Ma non è solo Lorenzo a doverli subire, quando uno perde la palla succede a tutti. Secondo me è anche sfortunato». (Pino Taormina – Il Mattino)