Vietri sul mare accusato di aver calunniato il sindaco Benincasa per la revoca allo chalet, assolto Aniello Langella

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Vietri sul mare, Costiera amalfitana Era accusato di calunnia nei confronti del sindaco di Vietri, Francesco Benincasa, denunciato in due circostanze nel 2014.

Aniello Langella, difeso dall’avvocato Michele Sarno, aveva incolpato il primo cittadino di abuso di ufficio avendo, a suo dire il Sindaco, revocato la concessione demaniale dello chalet,

Il Capriccio, storico ritrovo a Marina di Vietri adiacente al campo sportivo. Secondo quanto scritto nella denuncia Langella riteneva che il provvedimento di revoca avesse una natura ricattatoria nei suoi confronti in quanto fatto in piena estate. Si leggeva nella denuncia: “Nonostante il Sindaco sapesse del fermo dei lavori dal luglio del 2001, data del protocollo del documento, ha fatto pressione all’ufficio tecnico affinchè mi mettesse alle strette per firmarlo, sottolineando che gli arrivavano continui messaggi di minacce e che lui, Benincasa, perseguita tutti coloro che gli sono contro politicamente”.

 

Ieri è stato celebrato il rito abbreviato davanti al Gup Indinnimeo.

Il Pm aveva chiesto la condanna ad un anno e 4 mesi. Il Gup lo ha assolto perchè il fatto non costituisce reato.

Le sue denunce parlavano di uno sviamento della cosa pubblica e della sordità del Comune rispetto alle istanze di soluzioni alternative rispetto a quelle proposte. Percezione errata ma non per questo la denuncia di Langella aveva uno scopo strumentale e finalizzata a colpire un soggetto ritenuto innocente ex tunc.

Fonte: Le Cronache

Vietri sul mare, Costiera amalfitana Era accusato di calunnia nei confronti del sindaco di Vietri, Francesco Benincasa, denunciato in due circostanze nel 2014.

Aniello Langella, difeso dall'avvocato Michele Sarno, aveva incolpato il primo cittadino di abuso di ufficio avendo, a suo dire il Sindaco, revocato la concessione demaniale dello chalet,

Il Capriccio, storico ritrovo a Marina di Vietri adiacente al campo sportivo. Secondo quanto scritto nella denuncia Langella riteneva che il provvedimento di revoca avesse una natura ricattatoria nei suoi confronti in quanto fatto in piena estate. Si leggeva nella denuncia: "Nonostante il Sindaco sapesse del fermo dei lavori dal luglio del 2001, data del protocollo del documento, ha fatto pressione all'ufficio tecnico affinchè mi mettesse alle strette per firmarlo, sottolineando che gli arrivavano continui messaggi di minacce e che lui, Benincasa, perseguita tutti coloro che gli sono contro politicamente".

 

Ieri è stato celebrato il rito abbreviato davanti al Gup Indinnimeo.

Il Pm aveva chiesto la condanna ad un anno e 4 mesi. Il Gup lo ha assolto perchè il fatto non costituisce reato.

Le sue denunce parlavano di uno sviamento della cosa pubblica e della sordità del Comune rispetto alle istanze di soluzioni alternative rispetto a quelle proposte. Percezione errata ma non per questo la denuncia di Langella aveva uno scopo strumentale e finalizzata a colpire un soggetto ritenuto innocente ex tunc.

Fonte: Le Cronache