Sorrento,attività commerciali fuori norma, come a Marina Grande, sono tutte dell’imprenditore le colpe?

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di Salvatore Caccaviello

 Occupazioni abusive di suolo pubblico, locali ed  attività extralberghiere illegali, concessioni demaniali illegittime, tale è il quadro che sta venendo fuori a seguito dell’operato della Magistratura. Come nel caso del locale chiuso al borgo marinaro, a pagare probabilmente saranno senz’altro gli imprenditori, ma il quesito che ora irrompe è: chi ha consentito che una tale situazione si verificasse?

Sorrento – Tra le tante situazioni ritenute  illegittime che negli ultimi tempi  hanno interessato il commercio sorrentino quella verificatosi di recente  a Marina Grande, dove in un ex deposito è stato permesso di aprire un’attività commerciale di somministrazione di cibi e bevande, è senz’altro quella che ha fatto più discutere e per la quale, come in tanti altri casi,non si è trovata una soluzione definitiva. Nel caso specifico alcuni imprenditori proprietari di un deposito ,vendutogli dal Comune stesso,localizzato in un luogo stupendo come il Borgo Marinaro, hanno avuto la legittima idea di realizzarvi un’ attività commerciale. Supponendo di vivere ancora in un paese civile e conoscendo il valore che gran parte della cittadinaza sorrentina ancora nutre per le leggi, si suppone che costoro prima di avventurasi in una tale situazione erano a conoscenza delle norme che regolano tali attività. Pertanto si pensa che si siano affidati innanzitutto ad un tecnico di fiducia,possibilmente capace, che avrà portato tale progetto al vaglio degli Uffici Comunali preposti. Di conseguenza se successivamente ai suddetti imprenditori si è dato modo di operare,occupando anche una porzione di suolo pubblico, appartenente al demanio marittimo, sotto gli occhi vigili delle Autorità preposte, sembrerebbe evidente che l’attività in questione abbia avuto tutte le carte in regola per operare. Altrimenti,per le stesse supposizioni di cui sopra, sarebbe stato più che naturale che l’attività  doveva essere chiusa immediatamente dalle Forze dell’Ordine preposte..

– Invece no! Come spesso è capitato in tanti altri casi, prima si lascia che l’imprenditore, supportato magari da tecnici spesso in malafede,  investa capitali avventurandosi in situazioni non del tutto chiare e non  in regola con nomative e leggi, dopo di chè, ad attività avviata, gli stessi Uffici che magari in precedenza hanno chiuso un occhio,  minacciano sanzioni e chiusure. Nel caso specifico sembrerebbe che l’attività non sia stata in regola con la normativa urbanistica e che gli sia stato  contestato il cambio di destinazione d’uso, da deposito a bar rosticceria. Pertanto l’Ufficio Tecnico Comunale ha respinto l’istruttoria perché il richiesto cambio non è assentibile urbanisticamente ai sensi del Puc vigente.

Tale, come è noto, dovrebbe essere una norma da vagliare come primo passo  per concedere qualsiasi sorta di permesso, per  creare da zero un’attività,senza la quale un imprenditore in possesso di buonsenso non si lascerebbe coinvolgere in nessuna “avventura”. Probabilmente quelli di Marina Grande,secondo alcune versioni,erano consci  che tale normativa era un ostacolo al loro progetto ma forse irresponsabilmente hanno accettato di percorrere qualche altra direzione che gli era stata indicata. Un percorso che senza l’appoggio evidente di coloro che avrebbero dovuto controllare ed applicare precise norme ,per poi, come gia capitato in passato, aggirarle,non si poteva assolutamente intraprendere.

Pertanto ne potrebbe scaturire che non tutte le colpe sono ad addebitare agli imprenditori,  che sebbene consapevoli potrebbero essere stati incoraggiati ad incanalarsi in un’altra direzione, il cui meccanismo evidentemente stavolta si è inceppato. Poiché non si è tenuto conto del recente operato della Magistratura su varie situazioni che tuttora stanno interessando il commercio sorrentino e l’attività degli Uffici comunali .Varie sono in città le attività al vaglio della Autorità Giudiziaria per le quali risulterebbe in modo palese l’aggiramento di norme e regolamenti e dove anche le Forze dell’Ordine preposte ai controlli ,sembrerebbero state inerti. Alla fine delle quali soltanto commercianti  ed operatori turistici, che presi dalle loro attività ,magari in buona fede,avendo accettato determinati” compromessi”, sono individuati come gli unici ad aver commessi atti illegittimi e pagarne, talvolta in modo salato, le conseguenze.

Invece,come a Marina Grande,se si analizzasse a fondo la situazione verrebbe senz’altro fuori un’ulteriore quadro della situazione  che tuttavia non  sembrerebbe essere sfuggito all’attenzione dell’A.G. –  Spesso negli ultimi anni dagli Uffici comunali preposti sono state rilasciati permessi e concessioni che hanno fatto sorgere molti dubbi in  gran parte della cittadinanza che chiede il rispetto delle regole. Provvedimenti, di fronte ai quali, coloro che ben pagati dalla Comunità, dirigono gli Uffici comunali, a parere di molti cittadini, sembrerebbero altresì essere degli incapaci oppure palesemente  in malafede. Sebbene funzionari e dirigenti,verso la maggior parte dei quali tuttavia bisognerebbe continuare a nutrire fiducia,sono chiamati a trasformare in atti amministrativi le direttive dell’ amministrazione, il lavoro egregio della Magistratura sta dimostrando  che in vari casi costoro potrebbero addirittura non eseguire o quanto meno perdono inspigabilmente tempo nell’applicare le normative.  Tuttavia secondo molti cittadini ed imprenditori sembrerebbe che l’origine del male si nasconda altrove. Affinché si possa porre un freno ad una situazione che ormai da anni  sembra totalmente sfuggita di mano ma che altresì condiziona l’operato di tanti imprenditori onesti e senz’altro la vita politica della nostra città, oltre ad indagare sull’operato di dirigenti e funzionari, che nell’applicare leggi e provvedimenti potrebbero essere stati  frenati e condizionati da determinati meccanismi, bisognerebbe non tralasciare assolutamente l’influenza determinante  imposta in varie circostanze dagli  amministratori. Potrebbe infatti capitare che in alcuni casi costoro siano stati votati, non per meriti e competenze, ma bensi perchè devono garantire che un tale andazzo continui.  Il cui compito sempre più spesso potrebbe consistere nel  suggerire agli stessi uffici comunali determinate direzioni. Avvalando i suddetti meccanismi a favore di  quel congruo pacchetto di voti che assicura ancora una volta un futuro sulla ribalta e permettendo che tale situazione di illegittimità possa continuare a verificarsi. Ultimamente,tuttavia grazie anche all’operato di associazioni e cittadini volenterosi, che hanno iniziato a sfidare tale atavico meccanismo, che la Magistratura ed altri Enti Istituzionali sembrerebbero raccogliere i primi risultati in favore del territorio e di quella gran parte di cittadinanza onesta e perbene. Oltre ad evitare che tanti altri imprenditori, piegati a tali meccanismi, continuino a farsi male da soli. – 26 ottobre 2016 – salvatorecaccaviello.  

di Salvatore Caccaviello

 Occupazioni abusive di suolo pubblico, locali ed  attività extralberghiere illegali, concessioni demaniali illegittime, tale è il quadro che sta venendo fuori a seguito dell’operato della Magistratura. Come nel caso del locale chiuso al borgo marinaro, a pagare probabilmente saranno senz’altro gli imprenditori, ma il quesito che ora irrompe è: chi ha consentito che una tale situazione si verificasse?

Sorrento – Tra le tante situazioni ritenute  illegittime che negli ultimi tempi  hanno interessato il commercio sorrentino quella verificatosi di recente  a Marina Grande, dove in un ex deposito è stato permesso di aprire un’attività commerciale di somministrazione di cibi e bevande, è senz’altro quella che ha fatto più discutere e per la quale, come in tanti altri casi,non si è trovata una soluzione definitiva. Nel caso specifico alcuni imprenditori proprietari di un deposito ,vendutogli dal Comune stesso,localizzato in un luogo stupendo come il Borgo Marinaro, hanno avuto la legittima idea di realizzarvi un’ attività commerciale. Supponendo di vivere ancora in un paese civile e conoscendo il valore che gran parte della cittadinaza sorrentina ancora nutre per le leggi, si suppone che costoro prima di avventurasi in una tale situazione erano a conoscenza delle norme che regolano tali attività. Pertanto si pensa che si siano affidati innanzitutto ad un tecnico di fiducia,possibilmente capace, che avrà portato tale progetto al vaglio degli Uffici Comunali preposti. Di conseguenza se successivamente ai suddetti imprenditori si è dato modo di operare,occupando anche una porzione di suolo pubblico, appartenente al demanio marittimo, sotto gli occhi vigili delle Autorità preposte, sembrerebbe evidente che l’attività in questione abbia avuto tutte le carte in regola per operare. Altrimenti,per le stesse supposizioni di cui sopra, sarebbe stato più che naturale che l’attività  doveva essere chiusa immediatamente dalle Forze dell’Ordine preposte..

– Invece no! Come spesso è capitato in tanti altri casi, prima si lascia che l’imprenditore, supportato magari da tecnici spesso in malafede,  investa capitali avventurandosi in situazioni non del tutto chiare e non  in regola con nomative e leggi, dopo di chè, ad attività avviata, gli stessi Uffici che magari in precedenza hanno chiuso un occhio,  minacciano sanzioni e chiusure. Nel caso specifico sembrerebbe che l’attività non sia stata in regola con la normativa urbanistica e che gli sia stato  contestato il cambio di destinazione d’uso, da deposito a bar rosticceria. Pertanto l’Ufficio Tecnico Comunale ha respinto l’istruttoria perché il richiesto cambio non è assentibile urbanisticamente ai sensi del Puc vigente.

Tale, come è noto, dovrebbe essere una norma da vagliare come primo passo  per concedere qualsiasi sorta di permesso, per  creare da zero un’attività,senza la quale un imprenditore in possesso di buonsenso non si lascerebbe coinvolgere in nessuna “avventura”. Probabilmente quelli di Marina Grande,secondo alcune versioni,erano consci  che tale normativa era un ostacolo al loro progetto ma forse irresponsabilmente hanno accettato di percorrere qualche altra direzione che gli era stata indicata. Un percorso che senza l’appoggio evidente di coloro che avrebbero dovuto controllare ed applicare precise norme ,per poi, come gia capitato in passato, aggirarle,non si poteva assolutamente intraprendere.

Pertanto ne potrebbe scaturire che non tutte le colpe sono ad addebitare agli imprenditori,  che sebbene consapevoli potrebbero essere stati incoraggiati ad incanalarsi in un’altra direzione, il cui meccanismo evidentemente stavolta si è inceppato. Poiché non si è tenuto conto del recente operato della Magistratura su varie situazioni che tuttora stanno interessando il commercio sorrentino e l’attività degli Uffici comunali .Varie sono in città le attività al vaglio della Autorità Giudiziaria per le quali risulterebbe in modo palese l’aggiramento di norme e regolamenti e dove anche le Forze dell’Ordine preposte ai controlli ,sembrerebbero state inerti. Alla fine delle quali soltanto commercianti  ed operatori turistici, che presi dalle loro attività ,magari in buona fede,avendo accettato determinati” compromessi”, sono individuati come gli unici ad aver commessi atti illegittimi e pagarne, talvolta in modo salato, le conseguenze.

Invece,come a Marina Grande,se si analizzasse a fondo la situazione verrebbe senz’altro fuori un’ulteriore quadro della situazione  che tuttavia non  sembrerebbe essere sfuggito all’attenzione dell’A.G. –  Spesso negli ultimi anni dagli Uffici comunali preposti sono state rilasciati permessi e concessioni che hanno fatto sorgere molti dubbi in  gran parte della cittadinanza che chiede il rispetto delle regole. Provvedimenti, di fronte ai quali, coloro che ben pagati dalla Comunità, dirigono gli Uffici comunali, a parere di molti cittadini, sembrerebbero altresì essere degli incapaci oppure palesemente  in malafede. Sebbene funzionari e dirigenti,verso la maggior parte dei quali tuttavia bisognerebbe continuare a nutrire fiducia,sono chiamati a trasformare in atti amministrativi le direttive dell' amministrazione, il lavoro egregio della Magistratura sta dimostrando  che in vari casi costoro potrebbero addirittura non eseguire o quanto meno perdono inspigabilmente tempo nell’applicare le normative.  Tuttavia secondo molti cittadini ed imprenditori sembrerebbe che l’origine del male si nasconda altrove. Affinché si possa porre un freno ad una situazione che ormai da anni  sembra totalmente sfuggita di mano ma che altresì condiziona l’operato di tanti imprenditori onesti e senz’altro la vita politica della nostra città, oltre ad indagare sull’operato di dirigenti e funzionari, che nell’applicare leggi e provvedimenti potrebbero essere stati  frenati e condizionati da determinati meccanismi, bisognerebbe non tralasciare assolutamente l’influenza determinante  imposta in varie circostanze dagli  amministratori. Potrebbe infatti capitare che in alcuni casi costoro siano stati votati, non per meriti e competenze, ma bensi perchè devono garantire che un tale andazzo continui.  Il cui compito sempre più spesso potrebbe consistere nel  suggerire agli stessi uffici comunali determinate direzioni. Avvalando i suddetti meccanismi a favore di  quel congruo pacchetto di voti che assicura ancora una volta un futuro sulla ribalta e permettendo che tale situazione di illegittimità possa continuare a verificarsi. Ultimamente,tuttavia grazie anche all’operato di associazioni e cittadini volenterosi, che hanno iniziato a sfidare tale atavico meccanismo, che la Magistratura ed altri Enti Istituzionali sembrerebbero raccogliere i primi risultati in favore del territorio e di quella gran parte di cittadinanza onesta e perbene. Oltre ad evitare che tanti altri imprenditori, piegati a tali meccanismi, continuino a farsi male da soli. – 26 ottobre 2016 – salvatorecaccaviello.