Caccia a Sorrento riceviamo e pubblichiamo lettera riflessione di Giulio Aversa

0

Egr. direttore avendo letto l’articolo pubblicato oggi “Sorrento cacciatori scatenati” Ci terrei a fare alcune precisazioni in merito a quello che è oggi la caccia è l’attività venatoria in generale ed in penisola Sorrentina , in modo pacato e senza alcuna polemica. La caccia Nn significa solo imbracciare un fucile e sparare tutto ciò che vola, il cacciatore proprio perché animato da una passione senza eguali, quella passione che ti fa alzare alle 2 di notte, con il sereno, con la pioggia o il vento , fare decine e decine di chilometri in macchina, raggiungere la Basilicata la Puglia o la Calabria , ( perché qui in penisola il territorio cacciabile e ristrettissimo) prendere i propri cani cresciuti ed accuditi come gioielli di famiglia, girovagare per campagne e monti per un intera giornata e ritornare la sera a casa, stanco ma soddisfatto anche se nn hai preso niente, perché hai trascorso una giornata fantastica immerso nel verde circondato dai tuoi cani, dal bosco dove forse hai raccolto funghi, dalla campagna dove hai parlato con un pastore del suo gregge e del suo formaggio, con un contadino del suo vino, dell’olio del pane e delle sue tradizioni rurali . Beh!! QUESTO cacciatore è il primo a capire che come tutte le attività che impattano sulla natura e sul suo equilibrio la caccia deve essere esercitata in modo responsabile e sostenibile e rifiuta ogni sorta di generalizzazione e strumentalizzazione. Vede i comportamenti umani hanno un significato così come le parole. Il cacciatore quello serio e responsabile e per fortuna ce ne sono molti, sa che la sua libertà finisce quando inizia a ledere quella degli altri, sa che Nn si può cacciare recando disturbo Agli altri, sa che Nn è consentito sparare a specie tutelate come i fringuelli questo  accetta di buon grado la stigmatizzazione e la denuncia perché alcuni sono sparatori e forse anche bracconieri che Nn hanno nulla a che vedere con la caccia praticata ed il suo mondo. Pero anche le parole hanno un peso ed un significato sopratutto quando scritte (anche se giornalisticamente utilizzate ) anzi a maggior ragione a mio avviso. Così , utilizzare termini come Iraq, carabina, guerra ecc. che ricordano tragedie umane serve solo in maniera artata e forse strumentale ad enfatizzare e scorrettamente generalizzare e Nn certo a stigmatizzare comportamenti che ripeto Nn hanno nulla a che vedere con la caccia. Poi se qualcuno ne approfitta per farne una questione contro la caccia a prescindere, beh allora… per fortuna l’Italia è un paese democratico dove vige ancora il principio di legalità, ma il distinguo spetta a Lei, a noi Nn rimane che leggere ciò che scrive o pubblica.
Cordialmente saluto dott. Giulio Aversa 

Ringraziamo il dottor Aversa per la bellissima lettera. Riteniamo che la Costiera sia troppo antropizzata per consentire la caccia. Che l’escursionismo ha raggiunto punte che neanche immagina con turisti ogni dove anche in zone dove non ci sono sentieri, che se si considera la distanza dalle case, dalle zone frequentate, il divieto di cacciare nelle zone incendiate non si potrebbe già per legge cacciare. E che preferirei incentivare il birdwatching e la caccia fotografica come attività turistiche sulle quali ci si può guadagnare. Quindi la fauna avicola sarebbe non solo bella da vedere nei nostri cieli, non solo sarebbe etico non uccidere , ma ci sarebbe anche un guadagno per il turismo diretto e indiretto , vedere uccelli in cielo per i turisti darebbe anche l’impressione di un paese più bello, sano e naturale. Nel nostro territorio, parlo per quello circoscritto alla Penisola Sorrentina e Amalfitana, protetto dall’ Unesco, con anche un Parco, con tanti turisti e escursionisti la caccia è davvero datata e fuori luogo in tutti i sensi.

Il direttore

Egr. direttore avendo letto l'articolo pubblicato oggi "Sorrento cacciatori scatenati" Ci terrei a fare alcune precisazioni in merito a quello che è oggi la caccia è l'attività venatoria in generale ed in penisola Sorrentina , in modo pacato e senza alcuna polemica. La caccia Nn significa solo imbracciare un fucile e sparare tutto ciò che vola, il cacciatore proprio perché animato da una passione senza eguali, quella passione che ti fa alzare alle 2 di notte, con il sereno, con la pioggia o il vento , fare decine e decine di chilometri in macchina, raggiungere la Basilicata la Puglia o la Calabria , ( perché qui in penisola il territorio cacciabile e ristrettissimo) prendere i propri cani cresciuti ed accuditi come gioielli di famiglia, girovagare per campagne e monti per un intera giornata e ritornare la sera a casa, stanco ma soddisfatto anche se nn hai preso niente, perché hai trascorso una giornata fantastica immerso nel verde circondato dai tuoi cani, dal bosco dove forse hai raccolto funghi, dalla campagna dove hai parlato con un pastore del suo gregge e del suo formaggio, con un contadino del suo vino, dell'olio del pane e delle sue tradizioni rurali . Beh!! QUESTO cacciatore è il primo a capire che come tutte le attività che impattano sulla natura e sul suo equilibrio la caccia deve essere esercitata in modo responsabile e sostenibile e rifiuta ogni sorta di generalizzazione e strumentalizzazione. Vede i comportamenti umani hanno un significato così come le parole. Il cacciatore quello serio e responsabile e per fortuna ce ne sono molti, sa che la sua libertà finisce quando inizia a ledere quella degli altri, sa che Nn si può cacciare recando disturbo Agli altri, sa che Nn è consentito sparare a specie tutelate come i fringuelli questo  accetta di buon grado la stigmatizzazione e la denuncia perché alcuni sono sparatori e forse anche bracconieri che Nn hanno nulla a che vedere con la caccia praticata ed il suo mondo. Pero anche le parole hanno un peso ed un significato sopratutto quando scritte (anche se giornalisticamente utilizzate ) anzi a maggior ragione a mio avviso. Così , utilizzare termini come Iraq, carabina, guerra ecc. che ricordano tragedie umane serve solo in maniera artata e forse strumentale ad enfatizzare e scorrettamente generalizzare e Nn certo a stigmatizzare comportamenti che ripeto Nn hanno nulla a che vedere con la caccia. Poi se qualcuno ne approfitta per farne una questione contro la caccia a prescindere, beh allora… per fortuna l'Italia è un paese democratico dove vige ancora il principio di legalità, ma il distinguo spetta a Lei, a noi Nn rimane che leggere ciò che scrive o pubblica.
Cordialmente saluto dott. Giulio Aversa 

Ringraziamo il dottor Aversa per la bellissima lettera. Riteniamo che la Costiera sia troppo antropizzata per consentire la caccia. Che l'escursionismo ha raggiunto punte che neanche immagina con turisti ogni dove anche in zone dove non ci sono sentieri, che se si considera la distanza dalle case, dalle zone frequentate, il divieto di cacciare nelle zone incendiate non si potrebbe già per legge cacciare. E che preferirei incentivare il birdwatching e la caccia fotografica come attività turistiche sulle quali ci si può guadagnare. Quindi la fauna avicola sarebbe non solo bella da vedere nei nostri cieli, non solo sarebbe etico non uccidere , ma ci sarebbe anche un guadagno per il turismo diretto e indiretto , vedere uccelli in cielo per i turisti darebbe anche l'impressione di un paese più bello, sano e naturale. Nel nostro territorio, parlo per quello circoscritto alla Penisola Sorrentina e Amalfitana, protetto dall' Unesco, con anche un Parco, con tanti turisti e escursionisti la caccia è davvero datata e fuori luogo in tutti i sensi.

Il direttore