Piano di Sorrento dieci anni di chiusura della Scuola Carlo Amalfi . Dopo tanti fallimenti, arriva la proposta

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Una proposta di acquisto  per l’ex Scuola Carlo Amalfi Piano di Sorrento ha una struttura che può ospitare 24 classi con l’elementare al centro della città e non in periferia , cosa che ha portato ad aumentare le spese del Comune capoluogo per il trasporto pubblico,  una struttura inutilizzata che non porta reddito ma solo amarezza. chiusa da dieci anni da quando in seguito Relazione tecnica della Gargiulo Progetti a firma dell’Ing. Federico Gargiulo del 9.08.2007 fu emesso un certificato di inagibilità della della Scuola Elementare Capoluogo del 21.09.2007 a firma del funzionario responsabile del V Settore Ing. Graziano Maresca – In seguito a questo vi è stata Relazione tecnica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Ingegneria Strutturale a firma dell’Ing. Gerardo Mario Verderame del 27.03.2008. Al di là delle contestazioni tecniche post terremoto, che  se applicate a tutti gli istituti pubblici e privati della penisola sorrentina, avrebbero decretato la chiusura dei tre quarti dei plessi sul territorio, da nessuna parte c’era scritto che l’immobile andava demolito, secondo queste relazioni non poteva essere utilizzato più come scuola, e basta. Ripetiamo se applicati quei criteri ad oltre il 50% delle scuole, private e pubbliche, della penisola sorrentina, sarebbero arrivati alle stesse conclusioni. Sono cose che , fra l’altro, sanno bene anche le istituzioni quando snocciolano dati sull’edilizia scolastica, ci chiediamo ancora oggi perchè questa pervicace volontà a voler chiudere la Scuola Carlo Amalfi? Sono domande sinora senza risposte. Alla criticità si poteva rispondere in varie maniere, ipotizzando un intervento di ristrutturazione, che sicuramente nell’arco di dieci anni avrebbe reso la struttura fruibile e a reddito. Immaginate quanti soldi si potevano fare per le casse comunali anche utilizzando l’immobile in maniera diversa. Fra l’altro la palestra non è stata interessata dalla chiusura e non viene utilizzata, lo spazio antistante viene dato in comodato gratuito al Pellicano, insomma di guadagni per il Comune non c’è proprio nulla. La Città ha perso uno spazio, si insegue la chimera della ricostruzione sperando in investimenti che non verranno mai, e non si utilizza uno spazio pubblico creando un danno, anche economico, alla collettività. Ora una proposta c’è, almeno di utilizzo della struttura, speriamo che se ne discuta. Se si segue di nuovo la strada della demolizione e ricostruzione cercando fondi difficili da reperire e mettendo sulle spalle dei carottesi le spese, dirette o indirette (in caso di finanziamenti regionali e nazionali) , con il conseguente peso urbanistico dovuto dai nuovi progetti, che prevedono, guarda caso, altra eliminazione del verde, non si fa altro che seguire la linea Ruggiero che Vincenzo Iaccarino non ha voluto perseguire. La speranza è che si discuta per una soluzione diversa, che sia una scuola preferibilmente o altro, la politica è l’arte del possibile. 

Una proposta di acquisto  per l'ex Scuola Carlo Amalfi Piano di Sorrento ha una struttura che può ospitare 24 classi con l'elementare al centro della città e non in periferia , cosa che ha portato ad aumentare le spese del Comune capoluogo per il trasporto pubblico,  una struttura inutilizzata che non porta reddito ma solo amarezza. chiusa da dieci anni da quando in seguito Relazione tecnica della Gargiulo Progetti a firma dell’Ing. Federico Gargiulo del 9.08.2007 fu emesso un certificato di inagibilità della della Scuola Elementare Capoluogo del 21.09.2007 a firma del funzionario responsabile del V Settore Ing. Graziano Maresca – In seguito a questo vi è stata Relazione tecnica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Ingegneria Strutturale a firma dell’Ing. Gerardo Mario Verderame del 27.03.2008. Al di là delle contestazioni tecniche post terremoto, che  se applicate a tutti gli istituti pubblici e privati della penisola sorrentina, avrebbero decretato la chiusura dei tre quarti dei plessi sul territorio, da nessuna parte c'era scritto che l'immobile andava demolito, secondo queste relazioni non poteva essere utilizzato più come scuola, e basta. Ripetiamo se applicati quei criteri ad oltre il 50% delle scuole, private e pubbliche, della penisola sorrentina, sarebbero arrivati alle stesse conclusioni. Sono cose che , fra l'altro, sanno bene anche le istituzioni quando snocciolano dati sull'edilizia scolastica, ci chiediamo ancora oggi perchè questa pervicace volontà a voler chiudere la Scuola Carlo Amalfi? Sono domande sinora senza risposte. Alla criticità si poteva rispondere in varie maniere, ipotizzando un intervento di ristrutturazione, che sicuramente nell'arco di dieci anni avrebbe reso la struttura fruibile e a reddito. Immaginate quanti soldi si potevano fare per le casse comunali anche utilizzando l'immobile in maniera diversa. Fra l'altro la palestra non è stata interessata dalla chiusura e non viene utilizzata, lo spazio antistante viene dato in comodato gratuito al Pellicano, insomma di guadagni per il Comune non c'è proprio nulla. La Città ha perso uno spazio, si insegue la chimera della ricostruzione sperando in investimenti che non verranno mai, e non si utilizza uno spazio pubblico creando un danno, anche economico, alla collettività. Ora una proposta c'è, almeno di utilizzo della struttura, speriamo che se ne discuta. Se si segue di nuovo la strada della demolizione e ricostruzione cercando fondi difficili da reperire e mettendo sulle spalle dei carottesi le spese, dirette o indirette (in caso di finanziamenti regionali e nazionali) , con il conseguente peso urbanistico dovuto dai nuovi progetti, che prevedono, guarda caso, altra eliminazione del verde, non si fa altro che seguire la linea Ruggiero che Vincenzo Iaccarino non ha voluto perseguire. La speranza è che si discuta per una soluzione diversa, che sia una scuola preferibilmente o altro, la politica è l'arte del possibile.