Il Diavolo affonda la Juve Grandissimo gol del baby Locatelli.Povero Agnelli che faccia in tribuna

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Locatelli ha un piccolo grande record: da quando s’è affacciato in serie A, ha centrato due volte lo specchio e segnato due gol. Strepitosa la conclusione, ma era solo soletto: l’errore, in casi simili, è una compartecipazione, ma Pjanic ha una bella responsabilità.
 
Il teatrino che conduce all’annullamento del gol di Pjanic incide un’impronta profonda sulla partita.  
L’assurdo è che Rizzoli inizialmente convalida, poi si lascia fuorviare  
da Cariolato e company.  
Chissà come sarebbe andata…
Montella resta fedele al 4-3-3 che ha portato il Milan fino al secondo posto, ottimizzato dalla velocità degli esterni offensivi e dall’autorità di Bonaventura e Kuckca. Con l’ingresso di Poli, il tridente si scompone: Bacca unica punta, il nuovo entrato e Suso sulla trequarti.
 
Solito schema, 3-5-2: se le cose non girano perfettamente, è un problema di interpretazione e di ritmo. La sensazione è che, come a Lione, manchi la qualità richiesta ad alcuni uomini chiave. Pochissimi i rifornimenti per Higuain, generoso ma mai pungente.

 

Un bellissimo gol di Locatelli, diciott’anni e un grande futuro, regala al Milan tre punti e infiamma il sogno dello scudetto: la Juventus, battuta, adesso è soltanto a +2 e prende atto di una concorrenza inattesa. Prestazione opaca, quella bianconera, come già con l’Udinese e a Lione, stavolta però non c’è la maschera del risultato a occultare difetti nel gioco e nel ritmo: detto questo, con altrettanta onestà, va spiegato che sull’1-0 finale s’allunga l’ombra di un erroraccio di Rizzoli: il gol annullato a Pjanic, sullo zero a zero, è buonissimo. 

 
SOVRAPPOSIziONI E RADDOPPI. Montella conferma in blocco la formazione vittoriosa sul Chievo, con il gioiellino Locatelli in regia, Kucka e Bonaventura interni di centrocampo, Bacca perno del tridente, Niang e Suso esterni offensivi. Il colombiano, per sovrapposizione tattica, finisce nelle grinfie di Bonucci, mentre le due ali, mobilissime, impongono sovrapposizoni e raddoppi: quando Dani Alves spinge (non lo fa quasi mai con costrutto, ma questa è un’altra storia), Barzagli s’allarga su Niang, mentre Alex Sandro e Benatia, positivi in una serata opaca, s’alternano sulle orme di Suso. Le marcature bianconere funzionano bene, difatti Buffon in tutto il primo tempo deve limitarsi a un solo intervento, proprio sullo spagnolo, respingendone in tuffo il sinistro roteante.  

 
PUNIZIONE VNCENTE. Benché il match sia nel complesso equilibrato, come testimonia anche l’esile prevalenza bianconera nel possesso, la squadra di Allegri per metà gara appare più insidiosa. E se in avvio viene tradita dal fuorigioco, che intrappola Dybala e Alex Sandro (l’incornata del brasiliano, ad ogni modo, viene intercettata da Donnarumma), nel prosieguo sono il portiere rossonero e… Rizzoli a salvare il Milan. Gigio è lesto su Dyabala che carica il sinistro su cross di Alex Sandro, l’arbitro cancella la punizione vincente di Pjanic ravvisando un off side inesistente di Bonucci. Il bello è che inizialmente convalida, poi confabula con i collaboratori e, malconsigliato dal guardalinee Cariolato (che non aveva alzato la bandierina in prima battuta), ci ripensa, mentre i replay rivelano la posizione regolarissima del difensore. Oltre la linea, semmai, c’è Benatia, lontano dalla traiettoria ed estraneo all’azione. La sensazione è che influiscano anche le proteste milaniste. 
 
 
 
CAOS E CONCILIABOLI. Al momento del caos, dei concliaboli e dei nugoli di calciatori, la Juventus non ha più Dybala, tradito da un problema muscolare avvertito nel tentativo, infruttuoso, di sorprendere Donnarumma da distanza siderale: le punte in panchina sono Mandzukic, che però ha appena recuperato, e Kean, tante belle promesse ma appena sedici anni, così Allegri preferisce riciclare Cuadrado senza modificare l’assetto della squadra: è il colombiano ad affiancare un Higuain poco incisivo, stretto nella morsa Paletta-Romagnoli. Sguscia, il colombiano, spezza gli schemi, però è tanto sfrontato nel dribbling quanto egoista e imperfetto nel tiro. Tentativi pretestuosi che si inseriscono in una fase di maggior coraggio rossonero: il Milan osa, conquista metri, cresce in mediana con la qualità di Kucka e il senso tattico di Bonaventura. Atteggiamento premiato dal gol di Locatelli, una legnata su passaggio di Suso che incoccia la traversa e carambola dentro. va detto che l’enfant-prodige è anche solitario, a testimonianza della mollezza del centrocampo bianconero.  
 
ULTIMO RESPIRO. Ecco Poli per Njang, così Bacca diventa unica punta spalleggiato sulla trequarti dal nuovo entrao e da Suso, mentre Allegri adesso schioda Mandzukic sacrificando Benatia: Alex Sandro, uno che non s’arrende mai, arretra, a tratti ripiega Alves formando una linea a quattro, Cuadrado va sulla fascia. Trazione anteriore che non lascia tracce, il Milan regge e sguaina ripartenze veloci, Donnarumma trema davvero solo all’ultimo respiro del recupero ma vola su Khedira, un acuto nell’oblio: festa rossonera per la vetta vicinissima, mentre la Juve rimugina sull’abbaglio di Rizzoli, sui suoi demeriti e sulla meldizione di San Siro. Due ko in stagione, entrambi in questo stadio. 

Regolare la rete di Pjanic: che pasticcio via radio!
 

Il gol annullato: Benatia in offside ma Bonucci no immagini sky 
Il gol annullato a Pjanic è un clamoroso errore che macchia la prestazione di Rizzoli e dei suoi collaboratori. Nella ripresa non vede una trattenuta da rigore su Romagnoli. 
 
Primo tempo 
 
27’ – Bonaventura su Dani Alves, lo colpisce con la mano ma il contatto sembra involontario, giusto far proseguire l’azione. 
30’ – Bonucci in contrasto aereo su Bacca, allarga leggermente il gomito: il fallo c’è, il giallo appare un po’ severo. 
36’ – Punizione di Pjanic, palla in gol. Al momento del fischio c’è Benatia in offside, ma lui si disinteressa del pallone; Bonucci, che cerca di intercettare la palla sul secondo palo, parte in posizione regolare. Rizzoli convalida, poi l’assistente Cariolato, che inizialmente non aveva segnalato nulla, ci ripensa e gli indica una posizione di offside dopo le proteste milaniste e, forse, un intervento via radio di Massa, arbitro d’area. Non serve neanche discutere se Bonucci disturbi o meno Donnarumma, il centrale juventino è in gioco: il gol era valido. Quando il gioco riprende, dopo un lungo conciliabolo, Pjanic viene ammonito per proteste. 
43’ – Kucka entra in modo assai scomposto su Hernanes: giallo inevitabile. 
 
Secondo tempo 
 
5’ – Donnarumma, fuori dall’area, allontana via il pallone per ritardare la ripresa del gioco: ammonizione corretta. 
32’ – Hernanes trattiene e butta giù Romagnoli: Rizzoli (e Massa) sorvolano, c’era il rigore per il Milan. 
34’ – Locatelli trattiene platealmente Cuadrado: giallo inevitabile. 
38’ – Poli ferma fallosamente Hernanes, viene ammonito ma per aver calciato via il pallone. 
40’ – Brutta entrata di Pjanic su Donnarumma: Rizzoli non fischia, sarebbe stato il secondo giallo.

 

JUVENTUS 
 
BENATIA 6,5 
 
E’ vero che Suso lo attira spesso fuori dalla linea. Lui, però, non perde colpi, concedendo allo spagnolo una sola occasione. Esce per aumentare il peso offensivo. 
 
BUFFON 6 
 
Si allunga sul secondo palo per disinnescare il sinistro a giro di Suso. Nulla da fare invece sulla sassata di Locatelli che sfiora il sette. 
 
BARZAGLI 6 
 
Ci mette almeno metà tempo per prendere le misure a Niang, che poi, dalla sua parte, non riesce più a farsi largo, a sfondare. 
 
ALEX SANDRO 6 
 
Per mezz’ora il brasiliano si impadronisce della corsia sinistra, aprendosi varchi importanti. Come tutta la Juve, però, il suo ardore si affievolisce. 
 
DYBALA 6 
 
Gli cede la coscia destra nel momento in cui tenta di sorprendere Donnarumma da poco oltre centrocampo. Perdita pesante… 
 
BONUCCI 6 
 
Preciso e pulito in chiusura. Si fida troppo dei suoi piedi: un paio di buoni lanci, ma anche un erroraccio che quasi manda in porta Bacca. 
 
KHEDIRA 5,5 
 
Prova, senza grandi risultati, ad occupare gli spazi che Dybala libera con il suo movimento. Nella ripresa il suo passo si appesantisce. Al 96′, però, soaventa il Milan con un tiro da fuori aerea. E solo un miracolo di Donnarumma gli nega la soddisfazione del pareggio. 
 
HERNANES 5,5 
 
Attento solo nel mantenere la posizione. La sua impostazione, però, è sempre scontata e prevedibile: non incide, non sale in cattedra. 
CUADRADO (34′ PT) 5 
Il colombiano entra al posto di Dybala e va a fare la seconda punta, al fianco di Higuain. Eccede nelle conclusioni e nei personalismi, senza trovare lo spunto giusto. 
 
PJANIC 5 
 
Gli viene annullato ingiustamente il primo gol su punizione in maglia bianconera. Parte con il piede sull’acceleratore, per poi spegnersi e lasciare una voragine che Locatelli riesce a sfruttare alla grande. 
 
HIGUAIN 5 
 
Primo tempo inconsistente, in cui tocca pochi palloni. L’argentino si rivede nella ripresa, ma solo per lanciare i compagni. Mai pericoloso: una notte complicata per il Pipita. 
 
MANDZUKIC (30′ ST) 5 
 
Praticamente non tocca mai palla: innesto inutile. 
 
DANI ALVES 5 
 
In avvio dà anche lui un occhio a Niang. Poi pensa soltanto a spingere…vanamente. 
 
L’arbitro 
 
RIZZOLI 4 
 
Voto allargato a Cariolato e Massa: confabulano per 2′, con il risultato di annullare un gol regolare. Errore pesantissimo. 

 

fonte:corrieredellosport

Locatelli ha un piccolo grande record: da quando s’è affacciato in serie A, ha centrato due volte lo specchio e segnato due gol. Strepitosa la conclusione, ma era solo soletto: l’errore, in casi simili, è una compartecipazione, ma Pjanic ha una bella responsabilità.
 
Il teatrino che conduce all’annullamento del gol di Pjanic incide un’impronta profonda sulla partita.  
L’assurdo è che Rizzoli inizialmente convalida, poi si lascia fuorviare  
da Cariolato e company.  
Chissà come sarebbe andata…
Montella resta fedele al 4-3-3 che ha portato il Milan fino al secondo posto, ottimizzato dalla velocità degli esterni offensivi e dall’autorità di Bonaventura e Kuckca. Con l’ingresso di Poli, il tridente si scompone: Bacca unica punta, il nuovo entrato e Suso sulla trequarti.
 
Solito schema, 3-5-2: se le cose non girano perfettamente, è un problema di interpretazione e di ritmo. La sensazione è che, come a Lione, manchi la qualità richiesta ad alcuni uomini chiave. Pochissimi i rifornimenti per Higuain, generoso ma mai pungente.

 

Un bellissimo gol di Locatelli, diciott’anni e un grande futuro, regala al Milan tre punti e infiamma il sogno dello scudetto: la Juventus, battuta, adesso è soltanto a +2 e prende atto di una concorrenza inattesa. Prestazione opaca, quella bianconera, come già con l’Udinese e a Lione, stavolta però non c’è la maschera del risultato a occultare difetti nel gioco e nel ritmo: detto questo, con altrettanta onestà, va spiegato che sull’1-0 finale s’allunga l’ombra di un erroraccio di Rizzoli: il gol annullato a Pjanic, sullo zero a zero, è buonissimo. 


 
SOVRAPPOSIziONI E RADDOPPI. Montella conferma in blocco la formazione vittoriosa sul Chievo, con il gioiellino Locatelli in regia, Kucka e Bonaventura interni di centrocampo, Bacca perno del tridente, Niang e Suso esterni offensivi. Il colombiano, per sovrapposizione tattica, finisce nelle grinfie di Bonucci, mentre le due ali, mobilissime, impongono sovrapposizoni e raddoppi: quando Dani Alves spinge (non lo fa quasi mai con costrutto, ma questa è un’altra storia), Barzagli s’allarga su Niang, mentre Alex Sandro e Benatia, positivi in una serata opaca, s’alternano sulle orme di Suso. Le marcature bianconere funzionano bene, difatti Buffon in tutto il primo tempo deve limitarsi a un solo intervento, proprio sullo spagnolo, respingendone in tuffo il sinistro roteante.  


 
PUNIZIONE VNCENTE. Benché il match sia nel complesso equilibrato, come testimonia anche l’esile prevalenza bianconera nel possesso, la squadra di Allegri per metà gara appare più insidiosa. E se in avvio viene tradita dal fuorigioco, che intrappola Dybala e Alex Sandro (l’incornata del brasiliano, ad ogni modo, viene intercettata da Donnarumma), nel prosieguo sono il portiere rossonero e… Rizzoli a salvare il Milan. Gigio è lesto su Dyabala che carica il sinistro su cross di Alex Sandro, l’arbitro cancella la punizione vincente di Pjanic ravvisando un off side inesistente di Bonucci. Il bello è che inizialmente convalida, poi confabula con i collaboratori e, malconsigliato dal guardalinee Cariolato (che non aveva alzato la bandierina in prima battuta), ci ripensa, mentre i replay rivelano la posizione regolarissima del difensore. Oltre la linea, semmai, c’è Benatia, lontano dalla traiettoria ed estraneo all’azione. La sensazione è che influiscano anche le proteste milaniste. 
 
 
 
CAOS E CONCILIABOLI. Al momento del caos, dei concliaboli e dei nugoli di calciatori, la Juventus non ha più Dybala, tradito da un problema muscolare avvertito nel tentativo, infruttuoso, di sorprendere Donnarumma da distanza siderale: le punte in panchina sono Mandzukic, che però ha appena recuperato, e Kean, tante belle promesse ma appena sedici anni, così Allegri preferisce riciclare Cuadrado senza modificare l’assetto della squadra: è il colombiano ad affiancare un Higuain poco incisivo, stretto nella morsa Paletta-Romagnoli. Sguscia, il colombiano, spezza gli schemi, però è tanto sfrontato nel dribbling quanto egoista e imperfetto nel tiro. Tentativi pretestuosi che si inseriscono in una fase di maggior coraggio rossonero: il Milan osa, conquista metri, cresce in mediana con la qualità di Kucka e il senso tattico di Bonaventura. Atteggiamento premiato dal gol di Locatelli, una legnata su passaggio di Suso che incoccia la traversa e carambola dentro. va detto che l’enfant-prodige è anche solitario, a testimonianza della mollezza del centrocampo bianconero.  
 
ULTIMO RESPIRO. Ecco Poli per Njang, così Bacca diventa unica punta spalleggiato sulla trequarti dal nuovo entrao e da Suso, mentre Allegri adesso schioda Mandzukic sacrificando Benatia: Alex Sandro, uno che non s’arrende mai, arretra, a tratti ripiega Alves formando una linea a quattro, Cuadrado va sulla fascia. Trazione anteriore che non lascia tracce, il Milan regge e sguaina ripartenze veloci, Donnarumma trema davvero solo all’ultimo respiro del recupero ma vola su Khedira, un acuto nell’oblio: festa rossonera per la vetta vicinissima, mentre la Juve rimugina sull’abbaglio di Rizzoli, sui suoi demeriti e sulla meldizione di San Siro. Due ko in stagione, entrambi in questo stadio. 

Regolare la rete di Pjanic: che pasticcio via radio!
 

Il gol annullato: Benatia in offside ma Bonucci no immagini sky 
Il gol annullato a Pjanic è un clamoroso errore che macchia la prestazione di Rizzoli e dei suoi collaboratori. Nella ripresa non vede una trattenuta da rigore su Romagnoli. 
 
Primo tempo 
 
27’ – Bonaventura su Dani Alves, lo colpisce con la mano ma il contatto sembra involontario, giusto far proseguire l’azione. 
30’ – Bonucci in contrasto aereo su Bacca, allarga leggermente il gomito: il fallo c’è, il giallo appare un po’ severo. 
36’ – Punizione di Pjanic, palla in gol. Al momento del fischio c’è Benatia in offside, ma lui si disinteressa del pallone; Bonucci, che cerca di intercettare la palla sul secondo palo, parte in posizione regolare. Rizzoli convalida, poi l’assistente Cariolato, che inizialmente non aveva segnalato nulla, ci ripensa e gli indica una posizione di offside dopo le proteste milaniste e, forse, un intervento via radio di Massa, arbitro d’area. Non serve neanche discutere se Bonucci disturbi o meno Donnarumma, il centrale juventino è in gioco: il gol era valido. Quando il gioco riprende, dopo un lungo conciliabolo, Pjanic viene ammonito per proteste. 
43’ – Kucka entra in modo assai scomposto su Hernanes: giallo inevitabile. 
 
Secondo tempo 
 
5’ – Donnarumma, fuori dall’area, allontana via il pallone per ritardare la ripresa del gioco: ammonizione corretta. 
32’ – Hernanes trattiene e butta giù Romagnoli: Rizzoli (e Massa) sorvolano, c’era il rigore per il Milan. 
34’ – Locatelli trattiene platealmente Cuadrado: giallo inevitabile. 
38’ – Poli ferma fallosamente Hernanes, viene ammonito ma per aver calciato via il pallone. 
40’ – Brutta entrata di Pjanic su Donnarumma: Rizzoli non fischia, sarebbe stato il secondo giallo.

 

JUVENTUS 
 
BENATIA 6,5 
 
E' vero che Suso lo attira spesso fuori dalla linea. Lui, però, non perde colpi, concedendo allo spagnolo una sola occasione. Esce per aumentare il peso offensivo. 
 
BUFFON 6 
 
Si allunga sul secondo palo per disinnescare il sinistro a giro di Suso. Nulla da fare invece sulla sassata di Locatelli che sfiora il sette. 
 
BARZAGLI 6 
 
Ci mette almeno metà tempo per prendere le misure a Niang, che poi, dalla sua parte, non riesce più a farsi largo, a sfondare. 
 
ALEX SANDRO 6 
 
Per mezz'ora il brasiliano si impadronisce della corsia sinistra, aprendosi varchi importanti. Come tutta la Juve, però, il suo ardore si affievolisce. 
 
DYBALA 6 
 
Gli cede la coscia destra nel momento in cui tenta di sorprendere Donnarumma da poco oltre centrocampo. Perdita pesante… 
 
BONUCCI 6 
 
Preciso e pulito in chiusura. Si fida troppo dei suoi piedi: un paio di buoni lanci, ma anche un erroraccio che quasi manda in porta Bacca. 
 
KHEDIRA 5,5 
 
Prova, senza grandi risultati, ad occupare gli spazi che Dybala libera con il suo movimento. Nella ripresa il suo passo si appesantisce. Al 96', però, soaventa il Milan con un tiro da fuori aerea. E solo un miracolo di Donnarumma gli nega la soddisfazione del pareggio. 
 
HERNANES 5,5 
 
Attento solo nel mantenere la posizione. La sua impostazione, però, è sempre scontata e prevedibile: non incide, non sale in cattedra. 
CUADRADO (34' PT) 5 
Il colombiano entra al posto di Dybala e va a fare la seconda punta, al fianco di Higuain. Eccede nelle conclusioni e nei personalismi, senza trovare lo spunto giusto. 
 
PJANIC 5 
 
Gli viene annullato ingiustamente il primo gol su punizione in maglia bianconera. Parte con il piede sull'acceleratore, per poi spegnersi e lasciare una voragine che Locatelli riesce a sfruttare alla grande. 
 
HIGUAIN 5 
 
Primo tempo inconsistente, in cui tocca pochi palloni. L’argentino si rivede nella ripresa, ma solo per lanciare i compagni. Mai pericoloso: una notte complicata per il Pipita. 
 
MANDZUKIC (30' ST) 5 
 
Praticamente non tocca mai palla: innesto inutile. 
 
DANI ALVES 5 
 
In avvio dà anche lui un occhio a Niang. Poi pensa soltanto a spingere…vanamente. 
 
L'arbitro 
 
RIZZOLI 4 
 
Voto allargato a Cariolato e Massa: confabulano per 2', con il risultato di annullare un gol regolare. Errore pesantissimo. 

 

fonte:corrieredellosport