Capri isola «cardioprotetta»: defibrillatori nei punti chiave. In tanti ai corsi di formazione

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Capri «cardioprotetta». È già stata installata una serie di defibrillatori semiautomatici nei punti più frequentati dell’isola azzurra. Un progetto voluto dal Comune, per iniziativa del consigliere delegato alla sanità Paolo Falco, in sinergia con la Clinica Mediterranea, guidata da Celeste Condorelli. La presenza di defibrillatori è prevista dal progetto regionale «Cuore sicuro in Campania». Il territorio pedonale del comune di Capri – difficilmente raggiungibile da autoambulanze e veicoli – diventa dunque più sicuro, da qui il nome di Comune «Cardioprotetto». E per poter utilizzare i defibrillatori si stanno tenendo corsi di formazione presso la Sala Azzurra del Centro Congressi nei Giardini della Flora Caprense, aperti a tutti ma in particolare agli operatori turistici e alle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Municipale. Il primo corso BLSD è partito all’inizio di ottobre con il supporto della Clinica Mediterranea e affidato alla Onlus Apet. Seguendo una mappatura elaborata dai tecnici, l’installazione sta andando avanti e ha già interessato alcuni punti nevralgici frequentati in gran parte, oltre che dai capresi, anche da centinaia di turisti al giorno. Particolare attenzione è stata data all’area di Marina Grande dove l’importante apparecchiatura è installata a ridosso delle banchine del porto commerciale, nell’atrio del Comune in piazzetta, importante snodo di transito pedonale, nelle zone periferiche che portano ai siti panoramici, come al quadrivio di via Croce che immette a Tiberio e all’Arco Naturale. E in due località caratteristiche che mantengono i vecchi nomi nella toponomastica caprese, alla «Pietra» a poche centinaia di metri da Villa Jovis, a Villa Lysis, la dimora del barone dandy Fersen, e a via Dentecala, la stradina che porta al pianoro delle noci e che va a ricondursi, attraverso un sentiero, al percorso sottostante di Pizzolungo. Tutte strade di difficile accesso, dove l’installazione del defibrillatore può essere utile come primo intervento in attesa dei medici per salvare una vita umana. «Questo è solo un primo passo – ha tenuto a sottolineare Paolo Falco – per creare sull’isola, grazie ai defibrillatori, una catena dell’emergenza rapida ed efficace. Importante è il collegamento con la clinica Mediterranea, che curerà tutti gli aspetti tecnici e formativi degli operatori attraverso l’Apet. Con questa prima iniziativa inizia un percorso della cultura del soccorso e dell’assistenza sul territorio». Man mano i corsi saranno estesi alla partecipazione del personale d’albergo, degli operatori portuali, categoria che più è a contatto con i turisti e vacanzieri, e anche dei tanti cittadini che volontariamente aderiranno all’iniziativa. Il progetto «Comune Cardioprotetto» riguarda per ora solo il Comune di Capri, ci si augura che potrà essere esteso anche all’altro comune, essendo l’isola per due terzi territorio anacaprese, frequentato anch’esso da migliaia di visitatori, specie nei periodi estivi. Anche qui, proprio per la difficoltà di accesso di alcune località ad alto impatto ambientale – come Faro, Grotta Azzurra, Migliara e Monte Solaro – l’installazione potrebbe essere ancora più utile in caso di malori cardiaci. (Anna Maria Boniello – Il Mattino)

Capri «cardioprotetta». È già stata installata una serie di defibrillatori semiautomatici nei punti più frequentati dell’isola azzurra. Un progetto voluto dal Comune, per iniziativa del consigliere delegato alla sanità Paolo Falco, in sinergia con la Clinica Mediterranea, guidata da Celeste Condorelli. La presenza di defibrillatori è prevista dal progetto regionale «Cuore sicuro in Campania». Il territorio pedonale del comune di Capri – difficilmente raggiungibile da autoambulanze e veicoli – diventa dunque più sicuro, da qui il nome di Comune «Cardioprotetto». E per poter utilizzare i defibrillatori si stanno tenendo corsi di formazione presso la Sala Azzurra del Centro Congressi nei Giardini della Flora Caprense, aperti a tutti ma in particolare agli operatori turistici e alle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Polizia Municipale. Il primo corso BLSD è partito all’inizio di ottobre con il supporto della Clinica Mediterranea e affidato alla Onlus Apet. Seguendo una mappatura elaborata dai tecnici, l’installazione sta andando avanti e ha già interessato alcuni punti nevralgici frequentati in gran parte, oltre che dai capresi, anche da centinaia di turisti al giorno. Particolare attenzione è stata data all’area di Marina Grande dove l’importante apparecchiatura è installata a ridosso delle banchine del porto commerciale, nell’atrio del Comune in piazzetta, importante snodo di transito pedonale, nelle zone periferiche che portano ai siti panoramici, come al quadrivio di via Croce che immette a Tiberio e all’Arco Naturale. E in due località caratteristiche che mantengono i vecchi nomi nella toponomastica caprese, alla «Pietra» a poche centinaia di metri da Villa Jovis, a Villa Lysis, la dimora del barone dandy Fersen, e a via Dentecala, la stradina che porta al pianoro delle noci e che va a ricondursi, attraverso un sentiero, al percorso sottostante di Pizzolungo. Tutte strade di difficile accesso, dove l’installazione del defibrillatore può essere utile come primo intervento in attesa dei medici per salvare una vita umana. «Questo è solo un primo passo – ha tenuto a sottolineare Paolo Falco – per creare sull’isola, grazie ai defibrillatori, una catena dell’emergenza rapida ed efficace. Importante è il collegamento con la clinica Mediterranea, che curerà tutti gli aspetti tecnici e formativi degli operatori attraverso l’Apet. Con questa prima iniziativa inizia un percorso della cultura del soccorso e dell’assistenza sul territorio». Man mano i corsi saranno estesi alla partecipazione del personale d’albergo, degli operatori portuali, categoria che più è a contatto con i turisti e vacanzieri, e anche dei tanti cittadini che volontariamente aderiranno all’iniziativa. Il progetto «Comune Cardioprotetto» riguarda per ora solo il Comune di Capri, ci si augura che potrà essere esteso anche all’altro comune, essendo l’isola per due terzi territorio anacaprese, frequentato anch’esso da migliaia di visitatori, specie nei periodi estivi. Anche qui, proprio per la difficoltà di accesso di alcune località ad alto impatto ambientale – come Faro, Grotta Azzurra, Migliara e Monte Solaro – l’installazione potrebbe essere ancora più utile in caso di malori cardiaci. (Anna Maria Boniello – Il Mattino)