Allegri al Meazza voglio vincere Con l’Inter eravamo favoriti e abbiamo preso una legnata

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La Juventus torna a San Siro, dove ha subìto l’unica sconfitta stagionale, e Massimiliano Allegri ripassa la lezione: «Con l’Inter eravamo nettamente favoriti, invece, mettendoci parecchio del nostro, abbiamo preso una bella legnata. Stavolta troviamo un Milan pieno di entusiasmo, guidato da un ottimo allenatore, con bravi giovani che corrono forte, che hanno coraggio e incoscienza. Per fare risultato, servirà una prestazione importante: testa, equilibrio, grande agonismo, grande tecnica. E l’incoscienza non deve mancare memmeno a noi…». 
 
ESPERIENZA. L’esplosione di Manuel Locatelli, simbolo dei gioielli rossoneri con Gigio Donnarumma, non lo stupisce: «Bastava tirargli il pallone per capire che sapeva giocare a calcio. Quattro anni fa era un bambino, ma già veniva ad allenarsi con la prima squadra: si vedeva che aveva tutte le caratteristiche per poter diventare un giocatore. Come le hanno Kean, che a Milano potrebbe giocare uno spezzone, Caligara e altri ragazzi della Juventus. Sono contento perché il calcio italiano esprime talenti interessanti, sono il futuro della Nazionale». Una Serie A baby, popolata però anche da fuoriclasse senza tempo, come Gigi Buffon o Francesco Totti: «Con l’esperienza è più facile vincere: Buffon a Lione è come se avesse fatto tre gol, Totti è ancora un campione e vederlo giocare è un bene per il calcio». 
 
GLOBALIZZAZIONE. Sarà l’ultima sfida tra Milan e Juventus dell’era berlusconiana: «Spiace che il presidente lasci, ha fatto la storia rossonera per trent’anni, vincendo tanto e tutto, però il mondo sta cambiando, c’è una globalizzazione totale: l’unica squadra che ha la stessa proprietà da cent’anni è la Juventus. Sono legato affettivamente a Berlusconi e a Galliani, con i quali ho trascorso quattro anni, così come rimarrò legato al presidente Andrea Agnelli, a Marotta e Paratici quando andrò via dalla Juventus». 
 
CERTEZZA. Un giudizio su Juan Cuadrado, match-winner in Champions: «Ci sono calciatori che partendo dalla panchina possono essere più importanti dei titolari: come caratteristiche ne abbiamo due, Cuadrado e Pjaca che ora è fermo. Il colombiano, poverino, meriterebbe anche di giocare dall’inizio, ma in questo momento ho più bisogno che entri a gara in corso: nessuno sa spaccare la partita come lui». Galleria di altri bianconeri: «Dani Alves non si può discutere solo perché a Lione ha fatto un primo tempo mezzo e mezzo. Pjanic sta disputando un’ottima stagione, può migliorare ma è già stato decisivo con gol e assist. Tra Dybala e Higuain c’è una buona intesa: per la formazione ho una sola certezza, loro due là davanti…».  
 
CONDIZIONE. Gerarchie chiare, ma Allegri allude alle scelte obbigate, anche se Mario Mandzukic («Pure lui importante…») può recuperare, unico tra gli infortunati: «Chiellini sta bene, ma dovrebbe tornare a disposizione mercoledì con la Sampdoria, e nemmeno Pjaca ce la fa. Marchisio sarà convocato: ha giocato sessanta minuti in amichevole, la condizione è migliorata e il rientro più vicino. Rugani ha fatto parte dell’allenamento con il gruppo: vediamo quanto dolore ha al ginocchio». 

fonte.corrieredellosport

 
La Juventus torna a San Siro, dove ha subìto l’unica sconfitta stagionale, e Massimiliano Allegri ripassa la lezione: «Con l’Inter eravamo nettamente favoriti, invece, mettendoci parecchio del nostro, abbiamo preso una bella legnata. Stavolta troviamo un Milan pieno di entusiasmo, guidato da un ottimo allenatore, con bravi giovani che corrono forte, che hanno coraggio e incoscienza. Per fare risultato, servirà una prestazione importante: testa, equilibrio, grande agonismo, grande tecnica. E l’incoscienza non deve mancare memmeno a noi…». 
 
ESPERIENZA. L’esplosione di Manuel Locatelli, simbolo dei gioielli rossoneri con Gigio Donnarumma, non lo stupisce: «Bastava tirargli il pallone per capire che sapeva giocare a calcio. Quattro anni fa era un bambino, ma già veniva ad allenarsi con la prima squadra: si vedeva che aveva tutte le caratteristiche per poter diventare un giocatore. Come le hanno Kean, che a Milano potrebbe giocare uno spezzone, Caligara e altri ragazzi della Juventus. Sono contento perché il calcio italiano esprime talenti interessanti, sono il futuro della Nazionale». Una Serie A baby, popolata però anche da fuoriclasse senza tempo, come Gigi Buffon o Francesco Totti: «Con l’esperienza è più facile vincere: Buffon a Lione è come se avesse fatto tre gol, Totti è ancora un campione e vederlo giocare è un bene per il calcio». 
 
GLOBALIZZAZIONE. Sarà l’ultima sfida tra Milan e Juventus dell’era berlusconiana: «Spiace che il presidente lasci, ha fatto la storia rossonera per trent’anni, vincendo tanto e tutto, però il mondo sta cambiando, c’è una globalizzazione totale: l’unica squadra che ha la stessa proprietà da cent’anni è la Juventus. Sono legato affettivamente a Berlusconi e a Galliani, con i quali ho trascorso quattro anni, così come rimarrò legato al presidente Andrea Agnelli, a Marotta e Paratici quando andrò via dalla Juventus». 
 
CERTEZZA. Un giudizio su Juan Cuadrado, match-winner in Champions: «Ci sono calciatori che partendo dalla panchina possono essere più importanti dei titolari: come caratteristiche ne abbiamo due, Cuadrado e Pjaca che ora è fermo. Il colombiano, poverino, meriterebbe anche di giocare dall’inizio, ma in questo momento ho più bisogno che entri a gara in corso: nessuno sa spaccare la partita come lui». Galleria di altri bianconeri: «Dani Alves non si può discutere solo perché a Lione ha fatto un primo tempo mezzo e mezzo. Pjanic sta disputando un’ottima stagione, può migliorare ma è già stato decisivo con gol e assist. Tra Dybala e Higuain c’è una buona intesa: per la formazione ho una sola certezza, loro due là davanti…».  
 
CONDIZIONE. Gerarchie chiare, ma Allegri allude alle scelte obbigate, anche se Mario Mandzukic («Pure lui importante…») può recuperare, unico tra gli infortunati: «Chiellini sta bene, ma dovrebbe tornare a disposizione mercoledì con la Sampdoria, e nemmeno Pjaca ce la fa. Marchisio sarà convocato: ha giocato sessanta minuti in amichevole, la condizione è migliorata e il rientro più vicino. Rugani ha fatto parte dell’allenamento con il gruppo: vediamo quanto dolore ha al ginocchio». 

fonte.corrieredellosport