Salernitana torna la coppia del Gol Coda Donnarumma

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Coda-Donnarumma, ritorna la coppia di Pasquale Tallarino  La Città SALERNO Il centravanti Massimo Coda contro il portiere Alessandro Iacobucci: dov’eravamo rimasti? Al 94’ di Salernitana-Entella giocata sette mesi fa, all’ultimo assalto di una partita ripresa, ribaltata dai granata allenati all’epoca da Menichini e pareggiata per una disattenzione sugli sviluppi di un calcio piazzato (il nemico di sempre) battuto dai liguri. Finì 2-2 ma Coda all’ultimo respiro aveva sognato di vincerla e si era avventato al 4’ di recupero sul tiro cross fiondato in area dal terzino Colombo: impattò bene e in corsa, mirò all’angolo ma esaltò i riflessi di Iacobucci, in versione uomo-ragno. Sette mesi dopo, Massimo Coda ritrova Iacobucci e gli lancia di nuovo il guanto di sfida, stavolta con l’aiuto del “gemello” del gol Alfredo Donnarumma, il suo partner ideale. Insieme hanno condiviso momenti belli e prolifici: trenta gol in due, il tesoretto dell’ultimo campionato. Le reti degli attaccanti della Salernitana sono un dato significativo dal quale Sannino all’inizio è ripartito, salvo poi cambiare in corsa. L’ultima traccia (in partita e nel tabellino) di Coda e Donnarumma insieme risale a Ferrara: in gol entrambi, poi Donnarumma ha pagato non solo una scelta di natura tecnica e tattica ma probabilmente anche il gesto di disappunto al momento della sostituzione. Con Massimo Coda, invece, Sannino aveva già avuto un chiarimento a Forlì, il giorno dopo la partita di Cesena che il centravanti aveva seguito dalla panchina, da spettatore non pagante. Il tempo, il dialogo, l’ascolto, il bene della squadra e non l’orgoglio personale sono stati ingredienti importanti, alla base della riappacificazione che ha rafforzato la stima. Coda, adesso, è uno degli inamovibili di Sannino che lo fa giocare da quattro partite consecutive, senza soluzione di continuità. Coda e l’Arechi: dove eravamo rimasti? Al debutto casalingo con il Verona. Tutti attendevano il colpo di testa di Gianpaolo Pazzini ma l’ex Milan diede forfait per infortunio. Ci fu, invece, un altro colpo di testa, imperioso, da categoria superiore: pescato in area di rigore al 61’ dal cross di Vitale, Massimo Coda staccò da centravanti vero e indirizzò il pallone all’angolo più lontano. Lui non ha un bel rapporto con l’Entella, anzi nella sua carriera è sempre stata una specie di bestia nera. L’ha affrontata quattro volte, compreso l’incrocio ai tempi del San Marino nel quale riuscì anche a segnare un gol, ma non è mai riuscito a batterla. Adesso è arrivato il momento di sfatare il tabù. Dalle ore 15, ingaggerà un duello a distanza con Francesco Caputo, re dei bomber della serie B, tra i più prolifici degli ultimi anni, cannoniere dell’Entella. Breda, tra gli applausi, utilizzerà l’ex granata (lui non amato dagli ultras della Salernitana) da punta centrale con Cutolo pronto a ronzargli intorno. Duell

Coda-Donnarumma, ritorna la coppia di Pasquale Tallarino  La Città SALERNO Il centravanti Massimo Coda contro il portiere Alessandro Iacobucci: dov’eravamo rimasti? Al 94’ di Salernitana-Entella giocata sette mesi fa, all’ultimo assalto di una partita ripresa, ribaltata dai granata allenati all’epoca da Menichini e pareggiata per una disattenzione sugli sviluppi di un calcio piazzato (il nemico di sempre) battuto dai liguri. Finì 2-2 ma Coda all’ultimo respiro aveva sognato di vincerla e si era avventato al 4’ di recupero sul tiro cross fiondato in area dal terzino Colombo: impattò bene e in corsa, mirò all’angolo ma esaltò i riflessi di Iacobucci, in versione uomo-ragno. Sette mesi dopo, Massimo Coda ritrova Iacobucci e gli lancia di nuovo il guanto di sfida, stavolta con l’aiuto del “gemello” del gol Alfredo Donnarumma, il suo partner ideale. Insieme hanno condiviso momenti belli e prolifici: trenta gol in due, il tesoretto dell’ultimo campionato. Le reti degli attaccanti della Salernitana sono un dato significativo dal quale Sannino all’inizio è ripartito, salvo poi cambiare in corsa. L’ultima traccia (in partita e nel tabellino) di Coda e Donnarumma insieme risale a Ferrara: in gol entrambi, poi Donnarumma ha pagato non solo una scelta di natura tecnica e tattica ma probabilmente anche il gesto di disappunto al momento della sostituzione. Con Massimo Coda, invece, Sannino aveva già avuto un chiarimento a Forlì, il giorno dopo la partita di Cesena che il centravanti aveva seguito dalla panchina, da spettatore non pagante. Il tempo, il dialogo, l’ascolto, il bene della squadra e non l’orgoglio personale sono stati ingredienti importanti, alla base della riappacificazione che ha rafforzato la stima. Coda, adesso, è uno degli inamovibili di Sannino che lo fa giocare da quattro partite consecutive, senza soluzione di continuità. Coda e l’Arechi: dove eravamo rimasti? Al debutto casalingo con il Verona. Tutti attendevano il colpo di testa di Gianpaolo Pazzini ma l’ex Milan diede forfait per infortunio. Ci fu, invece, un altro colpo di testa, imperioso, da categoria superiore: pescato in area di rigore al 61’ dal cross di Vitale, Massimo Coda staccò da centravanti vero e indirizzò il pallone all’angolo più lontano. Lui non ha un bel rapporto con l’Entella, anzi nella sua carriera è sempre stata una specie di bestia nera. L’ha affrontata quattro volte, compreso l’incrocio ai tempi del San Marino nel quale riuscì anche a segnare un gol, ma non è mai riuscito a batterla. Adesso è arrivato il momento di sfatare il tabù. Dalle ore 15, ingaggerà un duello a distanza con Francesco Caputo, re dei bomber della serie B, tra i più prolifici degli ultimi anni, cannoniere dell’Entella. Breda, tra gli applausi, utilizzerà l’ex granata (lui non amato dagli ultras della Salernitana) da punta centrale con Cutolo pronto a ronzargli intorno. Duell

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