Autovelox falsi dieci assoluzioni nel Cilento

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Pasquale Sorrentino  IL Mattino Sant’Arsenio. Erano accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e anche di abuso d’ufficio e altri vari reato, le dieci persone imputate nel processo degli autovelox taroccati nel Vallo di Diano. Ma sono stati tutti assolti con la formula del «fatto non sussiste». Tra loro anche alcuni vigili urbani dell’unione dei Comuni di Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro e San Rufo. Tra i dieci assolti pure il comandante della polizia municipale di Sant’Arsenio, Giovanni Landolfi. La guida del corpo di polizia santarsenese tutelata dall’avvocato Antonio Capozzolo e gli altri nove imputati erano stati indagati e poi rinviati a processo perché secondo la Procura di Lagonegro avevano a vario titolo modificato e taroccato i controllori di velocità per poter avanzare più multe nei confronti degli automobilisti. Infatti gli accertamenti da parte della guardia di finanza erano stati avviati in seguito a un esposto da parte di un automobilista colpito dall’ammenda. Le fiamme gialle avevano quindi avviato l’inchiesta denominata Devious e sequestrato autovelox e computer della ditta Garda Segnale di Desenzano sul Garda che aveva fornito il materiale agli enti interessati. Il tutto aveva avuto inizio tra il 2008 e il 2009. Le indagini hanno portato poi alla scoperta di presunti autovelox clonati e quindi alle denunce per reati legati all’associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, all’abuso d’ufficio, alla turbativa d’asta, all’omessa denuncia, alla falsità ideologica, alla simulazione di reato. Il processo si è tenuto al Tribunale di Lagonegro presieduto dal giudice Rosamaria De Lellis e dai giudici Vincenzo D’Ambrosio e Ilaria Giuliano. Soddisfatto l’avvocato Capozzolo. «È una sentenza importante e della quale siamo estremamente soddisfatti ha commentato il legale – Sono stato sempre convinto della non colpevolezza del comandante Giovanni Landolfi e l’assoluzione con formula piena ci ha dato ragione».

Pasquale Sorrentino  IL Mattino Sant'Arsenio. Erano accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e anche di abuso d'ufficio e altri vari reato, le dieci persone imputate nel processo degli autovelox taroccati nel Vallo di Diano. Ma sono stati tutti assolti con la formula del «fatto non sussiste». Tra loro anche alcuni vigili urbani dell'unione dei Comuni di Sant'Arsenio, San Pietro al Tanagro e San Rufo. Tra i dieci assolti pure il comandante della polizia municipale di Sant'Arsenio, Giovanni Landolfi. La guida del corpo di polizia santarsenese tutelata dall'avvocato Antonio Capozzolo e gli altri nove imputati erano stati indagati e poi rinviati a processo perché secondo la Procura di Lagonegro avevano a vario titolo modificato e taroccato i controllori di velocità per poter avanzare più multe nei confronti degli automobilisti. Infatti gli accertamenti da parte della guardia di finanza erano stati avviati in seguito a un esposto da parte di un automobilista colpito dall'ammenda. Le fiamme gialle avevano quindi avviato l'inchiesta denominata Devious e sequestrato autovelox e computer della ditta Garda Segnale di Desenzano sul Garda che aveva fornito il materiale agli enti interessati. Il tutto aveva avuto inizio tra il 2008 e il 2009. Le indagini hanno portato poi alla scoperta di presunti autovelox clonati e quindi alle denunce per reati legati all'associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, all'abuso d'ufficio, alla turbativa d'asta, all'omessa denuncia, alla falsità ideologica, alla simulazione di reato. Il processo si è tenuto al Tribunale di Lagonegro presieduto dal giudice Rosamaria De Lellis e dai giudici Vincenzo D'Ambrosio e Ilaria Giuliano. Soddisfatto l'avvocato Capozzolo. «È una sentenza importante e della quale siamo estremamente soddisfatti ha commentato il legale – Sono stato sempre convinto della non colpevolezza del comandante Giovanni Landolfi e l'assoluzione con formula piena ci ha dato ragione».