Capri industriali accolti con gli striscioni

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Capri. Organizzata nel giorno di apertura di Confindustra dall’associazione CHI… ama Capri, la protesta ha voluto attirare l’attenzione sul tema della nuova rete di energia elettrica. La manifestazione si è conclusa con enorme soddisfazione degli organizzatori e del presidente dell’associazione, l’ex sindaco di Capri Ciro Lembo, che ha fatto installare a Marina Grande due infopoint e ha fatto esporre sulle facciate delle abitazioni lungo le banchine del porto commerciale alcuni striscioni: «Altra opera incompiuta? Altro spreco di denaro pubblico? Ancora inciuci? Ancora protezione? Mantenimento posti di lavoro sicuro per tutti, operai e impiegati». E infine, i manifestanti hanno espresso il loro plauso a Terna con lo striscione più grande di tutti posto sul frontespizio dell’immobile di fronte alla banchina di arrivo delle navi: «Pronto il primo cavo. Grazie eTERNAmente al Mise e a tutti. Adesso basta inquinamento e pericolo. Subito accordo o la legge per spegnimento e distribuzione». Una serie di slogan per attirare l’attenzione dei partecipanti al XXXI convegno annuale di Confindustria, che si è tenuto al Grand Hotel Quisisana, in maniera pacifica in un giorno in cui Capri è sotto i riflettori dei mass media, e il risultato che i soci si erano prefissi è stato raggiunto: la protesta è finita nelle notizie dell’agone politico della giornata che ha visto l’isola affollata di ministri tra cui Giannini e Poletti; sottosegretari, sindacalisti, tra cui la Camusso, e i grandi nomi dell’industria, Nunzia Petrosino, Marco Gay ed esponenti illustri dei media David Parenzo ed Enrico Mentana. La manifestazione ha portato al centro dell’attenzione le problematiche energetiche che l’associazione porta avanti dal 2007. E tra queste l’ultimazione dell’elettrodotto sottomarino che collegherà l’isola di Capri alla terraferma. La prima fase dei lavori hanno spiegato in un documento che è stato diffuso dai soci nei due infopoint a Marina Grande, sia agli ospiti di Confindustria che ai tanti capresi si è conclusa nel mese di novembre del 2014 quando è stato posato il primo cavo sottomarino, che partito da Torre Annunziata e sino ad oggi la società Terna ha realizzato anche i lavori previsti come la stazione d’arrivo di trasformazione dell’energia da 150mila a 6mila volt, e la predisposizione del cavidotto di collegamento dalla nuova stazione alla centrale Sippic. «Allo stato attuale ha detto il presidente dell’associazione manca la posa dei cavi dalla centrale di trasformazione alla centrale esistente, che consentirà l’ingresso nell’intera rete di distribuzione locale, anch’essa della Sippic, che gestisce l’erogazione e la distribuzione di energia elettrica sull’isola». Tale ultima fase, e da qui la protesta di ieri, sembrerebbe aver subito rallentamenti, poiché a tutt’oggi non esiste nessuna intesa tra Ministero, società Terna e Sippic. «Per cui conclude l’ex sindaco Lembo nonostante gli ingenti investimenti realizzati dallo Stato ci si potrebbe trovare dinanzi a un’ennesima opera incompiuta». Stamattina, nelle sale del Quisisana a conclusione del meeting di Confindustria è previsto un incontro con i ministri Boschi e Calenda e il presidente dell’associazione Ciro Lembo per portarli a conoscenza dell’intera problematica. Anna Maria Boniello Il Mattino

Capri. Organizzata nel giorno di apertura di Confindustra dall'associazione CHI… ama Capri, la protesta ha voluto attirare l'attenzione sul tema della nuova rete di energia elettrica. La manifestazione si è conclusa con enorme soddisfazione degli organizzatori e del presidente dell'associazione, l'ex sindaco di Capri Ciro Lembo, che ha fatto installare a Marina Grande due infopoint e ha fatto esporre sulle facciate delle abitazioni lungo le banchine del porto commerciale alcuni striscioni: «Altra opera incompiuta? Altro spreco di denaro pubblico? Ancora inciuci? Ancora protezione? Mantenimento posti di lavoro sicuro per tutti, operai e impiegati». E infine, i manifestanti hanno espresso il loro plauso a Terna con lo striscione più grande di tutti posto sul frontespizio dell'immobile di fronte alla banchina di arrivo delle navi: «Pronto il primo cavo. Grazie eTERNAmente al Mise e a tutti. Adesso basta inquinamento e pericolo. Subito accordo o la legge per spegnimento e distribuzione». Una serie di slogan per attirare l'attenzione dei partecipanti al XXXI convegno annuale di Confindustria, che si è tenuto al Grand Hotel Quisisana, in maniera pacifica in un giorno in cui Capri è sotto i riflettori dei mass media, e il risultato che i soci si erano prefissi è stato raggiunto: la protesta è finita nelle notizie dell'agone politico della giornata che ha visto l'isola affollata di ministri tra cui Giannini e Poletti; sottosegretari, sindacalisti, tra cui la Camusso, e i grandi nomi dell'industria, Nunzia Petrosino, Marco Gay ed esponenti illustri dei media David Parenzo ed Enrico Mentana. La manifestazione ha portato al centro dell'attenzione le problematiche energetiche che l'associazione porta avanti dal 2007. E tra queste l'ultimazione dell'elettrodotto sottomarino che collegherà l'isola di Capri alla terraferma. La prima fase dei lavori hanno spiegato in un documento che è stato diffuso dai soci nei due infopoint a Marina Grande, sia agli ospiti di Confindustria che ai tanti capresi si è conclusa nel mese di novembre del 2014 quando è stato posato il primo cavo sottomarino, che partito da Torre Annunziata e sino ad oggi la società Terna ha realizzato anche i lavori previsti come la stazione d'arrivo di trasformazione dell'energia da 150mila a 6mila volt, e la predisposizione del cavidotto di collegamento dalla nuova stazione alla centrale Sippic. «Allo stato attuale ha detto il presidente dell'associazione manca la posa dei cavi dalla centrale di trasformazione alla centrale esistente, che consentirà l'ingresso nell'intera rete di distribuzione locale, anch'essa della Sippic, che gestisce l'erogazione e la distribuzione di energia elettrica sull'isola». Tale ultima fase, e da qui la protesta di ieri, sembrerebbe aver subito rallentamenti, poiché a tutt'oggi non esiste nessuna intesa tra Ministero, società Terna e Sippic. «Per cui conclude l'ex sindaco Lembo nonostante gli ingenti investimenti realizzati dallo Stato ci si potrebbe trovare dinanzi a un'ennesima opera incompiuta». Stamattina, nelle sale del Quisisana a conclusione del meeting di Confindustria è previsto un incontro con i ministri Boschi e Calenda e il presidente dell'associazione Ciro Lembo per portarli a conoscenza dell'intera problematica. Anna Maria Boniello Il Mattino

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