MAIORI, TERMINAL SITA AL DEMANIO SALVIAMO VIA NUOVA CHIUNZI

0

MAIORI, TERMINAL SITA AL DEMANIOSALVIAMO VIA NUOVA CHIUNZI

Maiori, Costiera amalfitana . Oggi nel Consiglio Comunale di Maiori  la maggioranza ha approvato da sola la dichiarazione di pubblica utilità per la ipotetica futura costruzione di un terminal per i bus della SITA in località Demanio. Questa è la dichiarazione di voto contrario delle opposizioni.

 

Anche se non siamo a Pasqua, l’Amministrazione tira sempre fuori una sorpresa.

E l’ha fatto anche nel Consiglio Comunale di oggi.

Una operazione di modifica del PUT e del Piano Regolatore con cinquemila metri cubi  di strutture per l’ottanta per cento in superficie diventa “un terminal-bus ecosostenibile”; ci danno il progetto martedì 18 ottobre e due giorni dopo dobbiamo decidere cosa farne.

Il fatto che il preliminare sia agli atti dell’Ente da undici mesi la dice lunga sulla correttezza istituzionale e sull’effettiva volontà di questa Amministrazione di accettare un confronto civile. Perfino su una operazione, il riconoscimento della “pubblica utilità”, che per definizione dovrebbe godere della maggiore condivisione possibile.

Peraltro, è già successo coi regolamenti, è già successo quando fu svenduta senza riflessione l’acqua e la rete idrica comunale, con le aree demaniali, col depuratore, con gli appalti; è successo sempre da Giugno 2015, e quindi ci siamo ormai convinti che per l’attuale Amministrazione l’apertura mentale sia una frattura del cranio.

Nel merito:

appena abbiamo letto la parola “ecosostenibile”, avevamo immaginato che finalmente la SITA avesse pensato di smettere di inquinare mezza Costiera acquisendo, ad esempio, nuovi pullman a trazione elettrica o a metano.

Errore: si tratta invece dell’ennesima presa in giro di questa Amministrazione. Anche se non c’è nulla da ridere, ma solo da aggiungere questa alle altre preoccupazioni per il futuro della nostra città.

Non serve un genio per capire che il progetto di Sita Sud provocherebbe un ulteriore congestionamento di Via Nuova Chiunzi, già ora invivibile. I notoriamente inquinantissimi veicoli, come dice la società  stessa, attraverserebbero quotidianamente almeno per venti passaggi in più (una stima di per se impressionante, ma anche di gran lunga al ribasso) l’arteria principale del paese, che già oggi sconta criticità per inquinamento acustico e ambientale oltre ogni limite, a causa della delocalizzazione dell’unica stazione di servizio del circondario, della Cartiera Confalone e dello svincolo di Angri. Con le relative conseguenze su carico ambientale e peso strutturale che i palazzi di Via Nuova Chiunzi si troveranno ad affrontare.

Noi argomenteremo, oggi e nel prosieguo, che speriamo breve, di questa storia, come non ci si trovi di fronte a un pubblico interesse, ma all’interesse privato di un soggetto titolare di concessione pubblica. Il che non è di per sé un male, ma solo nella misura in cui la soddisfazione dell’interesse porta benefici in pari misura ad entrambe le parti.

Cosa che, allo stato dei fatti, non è.

Tanto per incominciare, caliamo un velo pietoso sulla proposta di delibera ove si legge quasi un ricatto della Sita Sud allorché paventa ridimensionamenti, rincari e licenziamenti: un atteggiamento che sfiora il limite  della denuncia alle autorità. Per di più, è un tentativo di condizionamento all’indirizzo sbagliato, perché non è certo il Comune di Maiori il soggetto giuridico responsabile dell’ottimizzazione del servizio di mobilità costiera: al momento l’Ente sta solo responsabilmente valutando in autonomia se una operazione urbanistica complessa possa essere prima di reciproco interesse, e poi indirettamente utile al resto del territorio. Almeno, noi speriamo che sia questo e non qualche strano “piacere” a qualche “amico/a”.

Questo interesse noi non lo vediamo, e solo l’ Amministrazione Capone riesce a vedere una “pubblica utilità” nel porre Maiori quale spugna dei danni ambientali della Sita per conto dell’intera Costiera Amalfitana senza contropartite dignitose; e probabilmente la vede il Comune di Amalfi che accetta volentieri – deve supporsi – il regalo di un bel po’ di spazio ad incremento della propria capacità di accoglienza turistica.

A meno che non si consideri sufficiente l’obolo di un quadriennio gratuito (più o meno 150000 euro in servizi) offerto dalla Sita al Comune di Maiori per la navetta che collega il centro ai villaggi. Si badi bene, gratuito per l’Ente, non per i cittadini, che pagano lo stesso biglietto dei salernitani per muoversi nella propria cinta urbana e anzi fino a Cava.

Per questa elemosina noi dovremmo essere disponibili a:

rinunciare alla prospettiva delle attrezzature sportive cui l’area è urbanisticamente destinata;
accettare l’aggravamento della situazione ambientale e della mobilità di via Nuova Chiunzi penalizzando oltremisura le attività produttive e i cittadini residenti;
credere che in zona rossa a rischio elevato da frana e in parte molto elevato da colata si possa mettere questa struttura “perché non altrimenti localizzabile”: il che, naturalmente, non è vero. Perché qui mica siamo di fronte ad un obbligo di legge per l’Ente, come può essere un depuratore. Siamo di fronte ad un privato che ha bisogno di una struttura per meglio corrispondere ai propri interessi privati e ai propri doveri di concessionario pubblico; e trova comoda questa soluzione perché è diventato proprietario del suolo e perché si trova di fronte un interlocutore istituzionale di non grande peso specifico.

Il nostro suggerimento alla SITA Sud, permanendo queste condizioni, è di provare da un’altra parte.

Noi comunque ci opporremo in ogni possibile modo a questa ulteriore svendita del territorio e dell’ambiente di Maiori.

E con noi, siamo certi, si opporranno i cittadini danneggiati dalla scelta.

MAIORI, TERMINAL SITA AL DEMANIOSALVIAMO VIA NUOVA CHIUNZI

Maiori, Costiera amalfitana . Oggi nel Consiglio Comunale di Maiori  la maggioranza ha approvato da sola la dichiarazione di pubblica utilità per la ipotetica futura costruzione di un terminal per i bus della SITA in località Demanio. Questa è la dichiarazione di voto contrario delle opposizioni.

 

Anche se non siamo a Pasqua, l’Amministrazione tira sempre fuori una sorpresa.

E l’ha fatto anche nel Consiglio Comunale di oggi.

Una operazione di modifica del PUT e del Piano Regolatore con cinquemila metri cubi  di strutture per l’ottanta per cento in superficie diventa “un terminal-bus ecosostenibile”; ci danno il progetto martedì 18 ottobre e due giorni dopo dobbiamo decidere cosa farne.

Il fatto che il preliminare sia agli atti dell’Ente da undici mesi la dice lunga sulla correttezza istituzionale e sull’effettiva volontà di questa Amministrazione di accettare un confronto civile. Perfino su una operazione, il riconoscimento della “pubblica utilità”, che per definizione dovrebbe godere della maggiore condivisione possibile.

Peraltro, è già successo coi regolamenti, è già successo quando fu svenduta senza riflessione l’acqua e la rete idrica comunale, con le aree demaniali, col depuratore, con gli appalti; è successo sempre da Giugno 2015, e quindi ci siamo ormai convinti che per l’attuale Amministrazione l’apertura mentale sia una frattura del cranio.

Nel merito:

appena abbiamo letto la parola “ecosostenibile”, avevamo immaginato che finalmente la SITA avesse pensato di smettere di inquinare mezza Costiera acquisendo, ad esempio, nuovi pullman a trazione elettrica o a metano.

Errore: si tratta invece dell’ennesima presa in giro di questa Amministrazione. Anche se non c’è nulla da ridere, ma solo da aggiungere questa alle altre preoccupazioni per il futuro della nostra città.

Non serve un genio per capire che il progetto di Sita Sud provocherebbe un ulteriore congestionamento di Via Nuova Chiunzi, già ora invivibile. I notoriamente inquinantissimi veicoli, come dice la società  stessa, attraverserebbero quotidianamente almeno per venti passaggi in più (una stima di per se impressionante, ma anche di gran lunga al ribasso) l’arteria principale del paese, che già oggi sconta criticità per inquinamento acustico e ambientale oltre ogni limite, a causa della delocalizzazione dell’unica stazione di servizio del circondario, della Cartiera Confalone e dello svincolo di Angri. Con le relative conseguenze su carico ambientale e peso strutturale che i palazzi di Via Nuova Chiunzi si troveranno ad affrontare.

Noi argomenteremo, oggi e nel prosieguo, che speriamo breve, di questa storia, come non ci si trovi di fronte a un pubblico interesse, ma all’interesse privato di un soggetto titolare di concessione pubblica. Il che non è di per sé un male, ma solo nella misura in cui la soddisfazione dell’interesse porta benefici in pari misura ad entrambe le parti.

Cosa che, allo stato dei fatti, non è.

Tanto per incominciare, caliamo un velo pietoso sulla proposta di delibera ove si legge quasi un ricatto della Sita Sud allorché paventa ridimensionamenti, rincari e licenziamenti: un atteggiamento che sfiora il limite  della denuncia alle autorità. Per di più, è un tentativo di condizionamento all’indirizzo sbagliato, perché non è certo il Comune di Maiori il soggetto giuridico responsabile dell’ottimizzazione del servizio di mobilità costiera: al momento l’Ente sta solo responsabilmente valutando in autonomia se una operazione urbanistica complessa possa essere prima di reciproco interesse, e poi indirettamente utile al resto del territorio. Almeno, noi speriamo che sia questo e non qualche strano “piacere” a qualche “amico/a”.

Questo interesse noi non lo vediamo, e solo l’ Amministrazione Capone riesce a vedere una “pubblica utilità” nel porre Maiori quale spugna dei danni ambientali della Sita per conto dell’intera Costiera Amalfitana senza contropartite dignitose; e probabilmente la vede il Comune di Amalfi che accetta volentieri – deve supporsi – il regalo di un bel po’ di spazio ad incremento della propria capacità di accoglienza turistica.

A meno che non si consideri sufficiente l’obolo di un quadriennio gratuito (più o meno 150000 euro in servizi) offerto dalla Sita al Comune di Maiori per la navetta che collega il centro ai villaggi. Si badi bene, gratuito per l’Ente, non per i cittadini, che pagano lo stesso biglietto dei salernitani per muoversi nella propria cinta urbana e anzi fino a Cava.

Per questa elemosina noi dovremmo essere disponibili a:

  • rinunciare alla prospettiva delle attrezzature sportive cui l’area è urbanisticamente destinata;
  • accettare l’aggravamento della situazione ambientale e della mobilità di via Nuova Chiunzi penalizzando oltremisura le attività produttive e i cittadini residenti;
  • credere che in zona rossa a rischio elevato da frana e in parte molto elevato da colata si possa mettere questa struttura “perché non altrimenti localizzabile”: il che, naturalmente, non è vero. Perché qui mica siamo di fronte ad un obbligo di legge per l’Ente, come può essere un depuratore. Siamo di fronte ad un privato che ha bisogno di una struttura per meglio corrispondere ai propri interessi privati e ai propri doveri di concessionario pubblico; e trova comoda questa soluzione perché è diventato proprietario del suolo e perché si trova di fronte un interlocutore istituzionale di non grande peso specifico.

Il nostro suggerimento alla SITA Sud, permanendo queste condizioni, è di provare da un'altra parte.

Noi comunque ci opporremo in ogni possibile modo a questa ulteriore svendita del territorio e dell’ambiente di Maiori.

E con noi, siamo certi, si opporranno i cittadini danneggiati dalla scelta.

Lascia una risposta