Reina, Oggi 150 presenze in Europa

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  «Uniti e cattivi così battiamo il Besiktas» «Pressing alto e determinazione Ritroviamo le certezze»

 
17 con il Napoli in EUropa  
 
Con la partita di stasera contro i turchi del Besiktas, Pepe Reina raggiunge quota centocinquanta presenze nelle manifestazioni europee. Di queste, diciassette sono state collezionate con la maglia del Napoli.

8 in GRADUATORIA 
 
Posizione numero 8 di Reina nella classifica dei giocatori che, in tutti i tempi, hanno raccolto il maggior numero di partite europe. Il primatista, in questo caso, è Paolo Maldini, chd è arrivato a 174 gare internazionali in squadre di club.
 

98 LE GARE AL SAN PAOLO  
 
98 saranno invece le gare di Pepe Reina, al san Paolo, con la maglia del Napoli. Il portiere si avvia dunque a tagliare il traguardo delle cento gare, che potrebbe toccare tra una settimana esatta, nella infrasettimanale di campionato con l’Empoli.

 
E’ quando il gioco si fa duro che Reina sceglie di rimettersi (pure ironicamente) a giocare: perché in questo Paese per «vecchi», non va in uso lanciare una monetina per aria, testa o croce, ma serve ben altro. «Voi parlate di pressione, io invece di privilegi: faccio il lavoro che voglio, quello che mi piace, però è chiaro avverto delle responsabilità. E quando si perde, non riesco a dormire». La sveglia è suonata in quest’alba di nuovi (e inediti) giorni in cui s’è dissolta quella cappa d’euforia invitante e s’è diffuso un pessimismo cosmico che va stritolato in quelle mani che ne hanno viste e ne hanno afferrate di «crisette» autentiche o passeggere: centocinquanta presenze (stasera) e non sentirle, perché è arrivato il momento di spruzzare un po’ di Pepe su questa vigilia. 
 
Lo sa dove è arrivato? 
 
«So che sto invecchiando. E comunque, tranquilli, ho intenzione di resistere per altri cinquanta anni ancora. Mi diverte troppo il calcio». 
 
Anche in questi momenti? 
 
«Certo che sì. Non si può sempre vincere, esistono anche le sconfitte. Che ognuno vive a modo proprio: io, per esempio, sarei sceso di nuovo in campo sin da domenica sera». 
 
Il vostro autentico padrone è il risultato. 
 
«Ma serve anche un pizzico di equilibrio: tre settimane fa, dopo il 4-2 al Benfica, eravamo i migliori d’Europa; ora sembra siamo diventati un branco di cialtroni. E invece al Napoli manca semplicemente ritrovare le proprie certezze: siamo qui per questo, per riscattarci, per dimostrare ancora una volta cosa siamo e quanto valiamo». 
 
Potreste, magari inconsciamente, mollare il campionato e pensare innanzitutto alla Champions? 
 
«Macché Abbiamo la testa per tutto: stasera al Besiktas, domenica al Crotone, poi mercoledì prossimo all’Empoli. Ma si vive alla giornata, una sfida alla volta. Poi i conti si fanno a maggio». 
 
Cosa è cambiato in così poche ore: al 25′ con il Benfica, due gare e mezzo fa, eravate altri? 
 
«Dobbiamo semplicemente ricominciare a mostrare il nostro calcio. Bisogna rialzarsi. Abbiamo i numeri per riuscirci. Qui c’è una qualità alta di tecnica; e Gabbiadini, che è sulla bocca di tutti, è un grande, un grandissimo. Gli daremo una mano e lui ci darà l’aiuto di cui abbiamo bisogno». 
 
Sei gol subiti negli ultimi 205 minuti. 
 
«Ma non è presunzione, né l’assenza di Albio, può rappresentare un elemento o un alibi, perché l’analisi va fatta sulla squadra e non sul singolo. Siamo umili per natura, quindi non ci sono implicazioni diverse da quelle tattiche: se non si fanno i movimenti giusti, si può perdere con chiunque. E la base del nostro atteggiamento, dev’essere quella d’un Napoli capace di difendere bene. Al quarto gol al Benfica, eravamo perfetti e felici; adesso non possiamo buttarci giù». 
 
In quattro giorni, dalla Roma al Besiktas, cosa potrà essere mutato? 
 
«Il lavoro paga: sappiamo dove abbiamo sbagliato, dimostreremo in campo che ci siamo accorti dove era necessario intervenire». 
 
Vincere significa opzionare il passaggio agli ottavi. 
 
«Ma il Besiktas è una buona squadra, che ci prova molto da lontano. Bisogna fare attenzione alle loro giocate, in Champions i valori assoluti sono rilevanti». 
 
150 Reina nelle manifestazioni europee. 
 
«Sono fiero e orgoglioso di poter rappresentare il Napoli, di andare in giro con questa maglia e intendo farlo sempre nel miglior modo possibile. Posso dirmi contento, soddisfatto della mia carriera, ma questo è un traguardo che mi fa avvertire il peso dell’età. Però non vi sbarazzerete di me tanto presto. Ho energia per resistere almeno altri cinquant’anni». 

fonte.corrieredellosport    michele de lucia

  «Uniti e cattivi così battiamo il Besiktas» «Pressing alto e determinazione Ritroviamo le certezze»

 
17 con il Napoli in EUropa  
 
Con la partita di stasera contro i turchi del Besiktas, Pepe Reina raggiunge quota centocinquanta presenze nelle manifestazioni europee. Di queste, diciassette sono state collezionate con la maglia del Napoli.

8 in GRADUATORIA 
 
Posizione numero 8 di Reina nella classifica dei giocatori che, in tutti i tempi, hanno raccolto il maggior numero di partite europe. Il primatista, in questo caso, è Paolo Maldini, chd è arrivato a 174 gare internazionali in squadre di club.
 

98 LE GARE AL SAN PAOLO  
 
98 saranno invece le gare di Pepe Reina, al san Paolo, con la maglia del Napoli. Il portiere si avvia dunque a tagliare il traguardo delle cento gare, che potrebbe toccare tra una settimana esatta, nella infrasettimanale di campionato con l’Empoli.

 
E’ quando il gioco si fa duro che Reina sceglie di rimettersi (pure ironicamente) a giocare: perché in questo Paese per «vecchi», non va in uso lanciare una monetina per aria, testa o croce, ma serve ben altro. «Voi parlate di pressione, io invece di privilegi: faccio il lavoro che voglio, quello che mi piace, però è chiaro avverto delle responsabilità. E quando si perde, non riesco a dormire». La sveglia è suonata in quest’alba di nuovi (e inediti) giorni in cui s’è dissolta quella cappa d’euforia invitante e s’è diffuso un pessimismo cosmico che va stritolato in quelle mani che ne hanno viste e ne hanno afferrate di «crisette» autentiche o passeggere: centocinquanta presenze (stasera) e non sentirle, perché è arrivato il momento di spruzzare un po’ di Pepe su questa vigilia. 
 
Lo sa dove è arrivato? 
 
«So che sto invecchiando. E comunque, tranquilli, ho intenzione di resistere per altri cinquanta anni ancora. Mi diverte troppo il calcio». 
 
Anche in questi momenti? 
 
«Certo che sì. Non si può sempre vincere, esistono anche le sconfitte. Che ognuno vive a modo proprio: io, per esempio, sarei sceso di nuovo in campo sin da domenica sera». 
 
Il vostro autentico padrone è il risultato. 
 
«Ma serve anche un pizzico di equilibrio: tre settimane fa, dopo il 4-2 al Benfica, eravamo i migliori d’Europa; ora sembra siamo diventati un branco di cialtroni. E invece al Napoli manca semplicemente ritrovare le proprie certezze: siamo qui per questo, per riscattarci, per dimostrare ancora una volta cosa siamo e quanto valiamo». 
 
Potreste, magari inconsciamente, mollare il campionato e pensare innanzitutto alla Champions? 
 
«Macché Abbiamo la testa per tutto: stasera al Besiktas, domenica al Crotone, poi mercoledì prossimo all’Empoli. Ma si vive alla giornata, una sfida alla volta. Poi i conti si fanno a maggio». 
 
Cosa è cambiato in così poche ore: al 25' con il Benfica, due gare e mezzo fa, eravate altri? 
 
«Dobbiamo semplicemente ricominciare a mostrare il nostro calcio. Bisogna rialzarsi. Abbiamo i numeri per riuscirci. Qui c’è una qualità alta di tecnica; e Gabbiadini, che è sulla bocca di tutti, è un grande, un grandissimo. Gli daremo una mano e lui ci darà l’aiuto di cui abbiamo bisogno». 
 
Sei gol subiti negli ultimi 205 minuti. 
 
«Ma non è presunzione, né l’assenza di Albio, può rappresentare un elemento o un alibi, perché l’analisi va fatta sulla squadra e non sul singolo. Siamo umili per natura, quindi non ci sono implicazioni diverse da quelle tattiche: se non si fanno i movimenti giusti, si può perdere con chiunque. E la base del nostro atteggiamento, dev’essere quella d’un Napoli capace di difendere bene. Al quarto gol al Benfica, eravamo perfetti e felici; adesso non possiamo buttarci giù». 
 
In quattro giorni, dalla Roma al Besiktas, cosa potrà essere mutato? 
 
«Il lavoro paga: sappiamo dove abbiamo sbagliato, dimostreremo in campo che ci siamo accorti dove era necessario intervenire». 
 
Vincere significa opzionare il passaggio agli ottavi. 
 
«Ma il Besiktas è una buona squadra, che ci prova molto da lontano. Bisogna fare attenzione alle loro giocate, in Champions i valori assoluti sono rilevanti». 
 
150 Reina nelle manifestazioni europee. 
 
«Sono fiero e orgoglioso di poter rappresentare il Napoli, di andare in giro con questa maglia e intendo farlo sempre nel miglior modo possibile. Posso dirmi contento, soddisfatto della mia carriera, ma questo è un traguardo che mi fa avvertire il peso dell’età. Però non vi sbarazzerete di me tanto presto. Ho energia per resistere almeno altri cinquant’anni». 

fonte.corrieredellosport    michele de lucia