Piano di Sorrento guerra per i pini di Villa Fondi fra il Comune e il WWF

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Piano di Sorrento Il crollo di un grosso ramo nel parco di Villa Fondi  (che fu segnalato a Positanonews, ndr ) ha riacceso i riflettori sul paventato abbattimento dei 4 Pini giudicati non recuperabili sulla base di alcune perizie tecniche agronomiche contestate dal WWF, ma che allo stato sembrano essere le sole disponibili per poter intervenire su questi alti fusti da parte dell’Amministrazione. A parlarne Vincenzo Califano sul blog Politica in Penisola “Tra Domenica e lunedì prima l’Assessore Costantino Russo poi il Sindaco Vincenzo Iaccarino con l’Assessore Carmela Cilento e il funzionario Carlo Pepe hanno effettuato sopralluoghi nell’area del Parco ormai da oltre un anno interdetta al pubblico per la presenza di questi alberi e sul rischio per la pubblica incolumità. Intanto il tecnico dell’UTC Mariano Saveri ha inoltrato al Responsabile del V Settore, al Sindaco e all’Assessore Russo la relazione tecnica sul sopralluogo svolto nel Parco il 14 ottobre 2016 per verificare la situazione conseguente al crollo. Severi conferma che i 4 esemplari di Pinus versano in condizioni tali da non potersi garantire della loro stabilità. Secondo il tecnico, in base alle attività svolte dal 2013 al 2015 da parte dell’Orto Botanico, dalla Sezione Agraria UNI.NA e dall’agronomo Elena De Marco “…non si ravvedono altri elementi di dubbio e ostativi per l’abbattimento e la sostituzione degli esemplari….”. Claudio d’Esposito Claudio d’Esposito La notizia sul possibile imminente abbattimento degli alberi annunciata direttamente dal Sindaco Vincenzo Iaccarino ha scatenato la reazione del WWF Terre del Tirreno che ha preannunciato una serie di iniziative dirette a impedire l’abbattimento dei Pini che, a detta dell’Associazione ambientalista, sarebbero invece recuperabili. Commenta d’Esposito: “…Cosa è accaduto? Con l’ultimo forte vento di scirocco, la sera del 14 ottobre, si è sfrangiato ed è crollato un grosso ramo da un pino posto nell’area interdetta al pubblico. All’interno del ramo rovinosamente crollato ho potuto constatare come parte del tessuto ligneo appariva danneggiato da una infezione micotica provocata, con grossa probabilità, dalla ferita di taglio di una branca mai sanata, oppure da altra causa. La sezione del tronco crollato La sezione del tronco crollato Inutile dirvi che ho cercato di portare il ragionamento “sopravvivenza alberi/rischio crollo/probabilità incidenti” su di un piano prettamente razionale e scientifico. Tuttavia l’impressione, deludente ma chiara, che ho avuto (è da mesi che l’amministrazione sembrerebbe dare ad intendere di voler “collaborare col WWF” a salvare gli alberi) è che nessuno mi ascoltava e l’emotività e la paura si leggeva nel loro sguardo che aspettava solo la conferma, da qualcuno qualificato nel ramo, ad ELIMINARE TUTTI quegli alti, storici e possenti alberi ritenuti pericolosi e forieri di spese e di pericoli!!! Conferma subito arrivata dall’esperta del ramo (crollato?) la cui perizia, commissionata a spese del Comune circa “4 anni fa”, giudicava pronti ad abbattersi ben 3 grossi pini. L’esperta ha chiosato con semplicioneria: “Ve l’avevo detto che erano alberi problematici … e mi chiedete ancora cosa dobbiamo fare?“

La situazione, all’indomani del crollo, pone l’Amministrazione di fronte alla decisione di risolvere il problema di questi alberi sulla base delle perizie in suo possesso per riaprire interamente il Parco della Villa dove, d’intesa con la Sovrintendenza ai BB.AA.CC., si sta lavorando alla riapertura del Museo “George Vallet” con una mostra di nuovi, straordinari reperti archeologici nell’ambito di quanto previsto dal Sindaco nel suo programma amministrativo che, tra l’altro, prevede anche la dislocazione nella Villa di Uffici Istituzionali del Comune. Budetta2“La riapertura di tutto il Parco di Villa Fondi non è più rinviabile se vogliamo rendere fruibile il complesso che da anni versa in uno stato di abbandono e dove dobbiamo capire che cosa di concreto è stato fatto con i lavori costati oltre un milione di euro spesi dalla precedente Amministrazione – spiega il Sindaco – Sin dall’inizio del mio mandato mi sono interfacciato col WWF dando la mia massima disponibilità ad affrontare la questione di questi alberi che, ci tengo a precisare, nessuno vuole abbattere per una presa di posizione. E’ evidente che si tratta di piante secolari, ma se saranno abbattute le sostituiremo con altri Pini preservando l’identità del luogo. La priorità oggi è aprire il parco in sicurezza e programmarne il restyling complessivo anche perchè ho idee significative per rilanciarlo a 360 gradi e con la dott. Budetta abbiamo trovato molti punti di convergenza sul da farsi. Il crollo del grosso ramo è stato un campanello d’allarme che come sindaco non posso sottovalutare. La Giunta deciderà il da farsi, ma certamente nessuno può pretendere che si resti a guardare e che il Parco resti chiuso”. 

Piano di Sorrento Il crollo di un grosso ramo nel parco di Villa Fondi  (che fu segnalato a Positanonews, ndr ) ha riacceso i riflettori sul paventato abbattimento dei 4 Pini giudicati non recuperabili sulla base di alcune perizie tecniche agronomiche contestate dal WWF, ma che allo stato sembrano essere le sole disponibili per poter intervenire su questi alti fusti da parte dell’Amministrazione. A parlarne Vincenzo Califano sul blog Politica in Penisola "Tra Domenica e lunedì prima l’Assessore Costantino Russo poi il Sindaco Vincenzo Iaccarino con l’Assessore Carmela Cilento e il funzionario Carlo Pepe hanno effettuato sopralluoghi nell’area del Parco ormai da oltre un anno interdetta al pubblico per la presenza di questi alberi e sul rischio per la pubblica incolumità. Intanto il tecnico dell’UTC Mariano Saveri ha inoltrato al Responsabile del V Settore, al Sindaco e all’Assessore Russo la relazione tecnica sul sopralluogo svolto nel Parco il 14 ottobre 2016 per verificare la situazione conseguente al crollo. Severi conferma che i 4 esemplari di Pinus versano in condizioni tali da non potersi garantire della loro stabilità. Secondo il tecnico, in base alle attività svolte dal 2013 al 2015 da parte dell’Orto Botanico, dalla Sezione Agraria UNI.NA e dall’agronomo Elena De Marco “…non si ravvedono altri elementi di dubbio e ostativi per l’abbattimento e la sostituzione degli esemplari….”. Claudio d'Esposito Claudio d’Esposito La notizia sul possibile imminente abbattimento degli alberi annunciata direttamente dal Sindaco Vincenzo Iaccarino ha scatenato la reazione del WWF Terre del Tirreno che ha preannunciato una serie di iniziative dirette a impedire l’abbattimento dei Pini che, a detta dell’Associazione ambientalista, sarebbero invece recuperabili. Commenta d’Esposito: “…Cosa è accaduto? Con l’ultimo forte vento di scirocco, la sera del 14 ottobre, si è sfrangiato ed è crollato un grosso ramo da un pino posto nell’area interdetta al pubblico. All’interno del ramo rovinosamente crollato ho potuto constatare come parte del tessuto ligneo appariva danneggiato da una infezione micotica provocata, con grossa probabilità, dalla ferita di taglio di una branca mai sanata, oppure da altra causa. La sezione del tronco crollato La sezione del tronco crollato Inutile dirvi che ho cercato di portare il ragionamento “sopravvivenza alberi/rischio crollo/probabilità incidenti” su di un piano prettamente razionale e scientifico. Tuttavia l’impressione, deludente ma chiara, che ho avuto (è da mesi che l’amministrazione sembrerebbe dare ad intendere di voler “collaborare col WWF” a salvare gli alberi) è che nessuno mi ascoltava e l’emotività e la paura si leggeva nel loro sguardo che aspettava solo la conferma, da qualcuno qualificato nel ramo, ad ELIMINARE TUTTI quegli alti, storici e possenti alberi ritenuti pericolosi e forieri di spese e di pericoli!!! Conferma subito arrivata dall’esperta del ramo (crollato?) la cui perizia, commissionata a spese del Comune circa “4 anni fa”, giudicava pronti ad abbattersi ben 3 grossi pini. L’esperta ha chiosato con semplicioneria: “Ve l’avevo detto che erano alberi problematici … e mi chiedete ancora cosa dobbiamo fare?“

La situazione, all’indomani del crollo, pone l’Amministrazione di fronte alla decisione di risolvere il problema di questi alberi sulla base delle perizie in suo possesso per riaprire interamente il Parco della Villa dove, d’intesa con la Sovrintendenza ai BB.AA.CC., si sta lavorando alla riapertura del Museo “George Vallet” con una mostra di nuovi, straordinari reperti archeologici nell’ambito di quanto previsto dal Sindaco nel suo programma amministrativo che, tra l’altro, prevede anche la dislocazione nella Villa di Uffici Istituzionali del Comune. Budetta2“La riapertura di tutto il Parco di Villa Fondi non è più rinviabile se vogliamo rendere fruibile il complesso che da anni versa in uno stato di abbandono e dove dobbiamo capire che cosa di concreto è stato fatto con i lavori costati oltre un milione di euro spesi dalla precedente Amministrazione – spiega il Sindaco – Sin dall’inizio del mio mandato mi sono interfacciato col WWF dando la mia massima disponibilità ad affrontare la questione di questi alberi che, ci tengo a precisare, nessuno vuole abbattere per una presa di posizione. E’ evidente che si tratta di piante secolari, ma se saranno abbattute le sostituiremo con altri Pini preservando l’identità del luogo. La priorità oggi è aprire il parco in sicurezza e programmarne il restyling complessivo anche perchè ho idee significative per rilanciarlo a 360 gradi e con la dott. Budetta abbiamo trovato molti punti di convergenza sul da farsi. Il crollo del grosso ramo è stato un campanello d’allarme che come sindaco non posso sottovalutare. La Giunta deciderà il da farsi, ma certamente nessuno può pretendere che si resti a guardare e che il Parco resti chiuso”.