LA VENDEMMIA DI POMPEI CON POSITANONEWS – VIDEO&foto

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Dal nostro inviato Luigi Russo, foto , video e impressioni. 

Sulla scorta dei ritrovamenti archeologici e delle indagini botaniche, furono individuate, all’interno della cinta muraria della antica Pompei delle aree coltivate a vigneto, che furono reimpiantate con uve a “bacca rossa”, il Piedirosso per 85% e il Sciascinoso (o Olivella) per il restante 15%, quando nel 1996, la Sopraintendenza Archeologica di Pompei diede in concessione all’Azienda Vinicola Mastroberardino, a titolo sperimentale un’area anticamente adibita a vigneto. Tale progetto è andato avanti, ed attualmente sono a coltura i vigneti annessi alle aree archeologiche della Casa della Nave Europa, dell’Osteria del Gladiatore, del Foro Boario ed alla Casa del Triclinio Estivo, per un’area complessiva di oltre un ettaro; dal 2007 è stata avviata anche la produzione dell’Aglianico, uva a bacca rossa come le prime due.

I vitigni sono stati impiantati seguendo le antiche tecniche, cioè con un “sesto di allevamento” che rispetta le stesse distanze usate dagli antichi romani, 4 piedi per 4 piedi, il piede romano corrisponde a un metro e 20 centimetri; la potatura è del tipo “vigna al palo” ad “alberello” ed a “pergola romana”, è stato rispettato anche l’antico orientamento dei filari.
Stamane, presso la Casa del Triclinio Estivo, si è svolta l’annuale Festa della Vendemmia che è giunta ormai alla sua XVII edizione, a fare gli onori di casa i dottori Antonio Capone ed Antonio Dente della prestigiosa Azienda vinicola di Atripalda (AV), i quali hanno illustrato il progetto di produzione e le proprietà del vino “Villa dei Misteri” prodotto, si tratta di un vino a “bacca rossa” fatto da uve che hanno egregiamente attecchito nella zona, confermando gli studi e le ricerche condotte dalla locale Università di Agraria.
E’ stata l’occasione per ricordare anche le figure del dottor Antonio Mastroberardino e della dottoressa Annamaria Ciarallo, biologa naturalista, Direttrice del Laboratorio di Ricerche di Pompei, curatori iniziali del progetto.
Agli ospiti convenuti è stato offerto l’assaggio dell’uva appena raccolta e come nelle migliori occasioni è stata stappata una bottiglia “Villa dei Misteri” annata 2008; un vino che come hanno sottolineato gli esperti, oltre alle notevoli proprietà organolettiche, dovute alle peculiari proprietà del terreno, ricco di minerali, può essere conservato per lungo tempo; il Vesuvio portatore di sventure, in questo caso ha reso migliore il nobile prodotto. Luigi Russo

 

 21:08

Pompei – XVII Festa della vendemmia agli scavi

 
 

Lurus 

 

Appuntamento anche quest’anno con la vendemmia a Pompei. Nella giornata di mercoledì 19 ottobre, avrà luogo il tradizionale taglio delle uve nei vigneti della Casa del Triclinio Estivo e, per l’occasione, sarà aperto al pubblico anche il vigneto del Foro Boario. Ad assistere anche Positanonews il quotidiano online della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina fra i primi in Campania.

Il progetto nasce, in via sperimentale, nel 1994 su un’area limitata degli scavi, grazie ad una convenzione tra la Soprintendenza e l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino che oltre a prendersi cura dei vigneti produce il pregiato vino Villa dei Misteri.

Le aree interessate ad oggi comprendono tutti i vigneti delle Regiones I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di più di un ettaro ripartito su 15 appezzamenti di diversa estensione e per una resa potenziale di circa 30 quintali d’uva.

Il vino Villa dei Misteri, prodotto con uve Piedirosso e Sciascinoso, presenta caratteristiche uniche in quanto realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa. Oltre ad essere un vino eccellente, rappresenta un modo per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale elemento di valorizzazione e al tempo stesso di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

L’attività fa parte dal punto di vista scientifico di uno dei tanti studi condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza che, da sempre, analizza le relazioni tra botanica e archeologia.

 

Dal nostro inviato Luigi Russo, foto , video e impressioni. 

Sulla scorta dei ritrovamenti archeologici e delle indagini botaniche, furono individuate, all’interno della cinta muraria della antica Pompei delle aree coltivate a vigneto, che furono reimpiantate con uve a “bacca rossa”, il Piedirosso per 85% e il Sciascinoso (o Olivella) per il restante 15%, quando nel 1996, la Sopraintendenza Archeologica di Pompei diede in concessione all’Azienda Vinicola Mastroberardino, a titolo sperimentale un’area anticamente adibita a vigneto. Tale progetto è andato avanti, ed attualmente sono a coltura i vigneti annessi alle aree archeologiche della Casa della Nave Europa, dell’Osteria del Gladiatore, del Foro Boario ed alla Casa del Triclinio Estivo, per un’area complessiva di oltre un ettaro; dal 2007 è stata avviata anche la produzione dell’Aglianico, uva a bacca rossa come le prime due.

I vitigni sono stati impiantati seguendo le antiche tecniche, cioè con un “sesto di allevamento” che rispetta le stesse distanze usate dagli antichi romani, 4 piedi per 4 piedi, il piede romano corrisponde a un metro e 20 centimetri; la potatura è del tipo “vigna al palo” ad “alberello” ed a “pergola romana”, è stato rispettato anche l’antico orientamento dei filari.
Stamane, presso la Casa del Triclinio Estivo, si è svolta l’annuale Festa della Vendemmia che è giunta ormai alla sua XVII edizione, a fare gli onori di casa i dottori Antonio Capone ed Antonio Dente della prestigiosa Azienda vinicola di Atripalda (AV), i quali hanno illustrato il progetto di produzione e le proprietà del vino “Villa dei Misteri” prodotto, si tratta di un vino a “bacca rossa” fatto da uve che hanno egregiamente attecchito nella zona, confermando gli studi e le ricerche condotte dalla locale Università di Agraria.
E’ stata l’occasione per ricordare anche le figure del dottor Antonio Mastroberardino e della dottoressa Annamaria Ciarallo, biologa naturalista, Direttrice del Laboratorio di Ricerche di Pompei, curatori iniziali del progetto.
Agli ospiti convenuti è stato offerto l’assaggio dell’uva appena raccolta e come nelle migliori occasioni è stata stappata una bottiglia “Villa dei Misteri” annata 2008; un vino che come hanno sottolineato gli esperti, oltre alle notevoli proprietà organolettiche, dovute alle peculiari proprietà del terreno, ricco di minerali, può essere conservato per lungo tempo; il Vesuvio portatore di sventure, in questo caso ha reso migliore il nobile prodotto. Luigi Russo

 

 21:08

 

Appuntamento anche quest’anno con la vendemmia a Pompei. Nella giornata di mercoledì 19 ottobre, avrà luogo il tradizionale taglio delle uve nei vigneti della Casa del Triclinio Estivo e, per l’occasione, sarà aperto al pubblico anche il vigneto del Foro Boario. Ad assistere anche Positanonews il quotidiano online della Costiera amalfitana e Penisola sorrentina fra i primi in Campania.

Il progetto nasce, in via sperimentale, nel 1994 su un’area limitata degli scavi, grazie ad una convenzione tra la Soprintendenza e l’azienda vitivinicola campana Mastroberardino che oltre a prendersi cura dei vigneti produce il pregiato vino Villa dei Misteri.

Le aree interessate ad oggi comprendono tutti i vigneti delle Regiones I e II dell’antica Pompei, per un’estensione di più di un ettaro ripartito su 15 appezzamenti di diversa estensione e per una resa potenziale di circa 30 quintali d’uva.

Il vino Villa dei Misteri, prodotto con uve Piedirosso e Sciascinoso, presenta caratteristiche uniche in quanto realizzato secondo le tecniche di viticoltura di duemila anni fa. Oltre ad essere un vino eccellente, rappresenta un modo per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale elemento di valorizzazione e al tempo stesso di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

L’attività fa parte dal punto di vista scientifico di uno dei tanti studi condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza che, da sempre, analizza le relazioni tra botanica e archeologia.