Frosinone -Bari 3-1 L’ ex Stellone ora rischia

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Tris dei giallazzurri che non risparmiano l’ex Stellone, ora a rischio
 
FROSINONE-BARI 3-1 
 
FROSINONE (4-4-2): Bardi 7; M. Ciofani 7, Pryyma 7 (31′ st Brighenti sv), Ariaudo 7,5, Mazzotta 7 (40′ st Crivello sv); Soddimo 7 (24′ st Frara sv), Gori 7, Sammarco 7, Paganini 7; D. Ciofani 7,5, Dionisi 8. A disp.: Zappino, Gucher, Kragl, Volpe, Cocco, Csurko. All.: Marino 7,5. 
Falli commessi: 17 
Fuorigioco fatti: 0 
BARI (4-4-2): Micai 5.5; Sabelli 5, Tonucci 5, Di Cesare 5, Daprelà 5; Martinho 5 (10′ st Furlan 5), Valiani 5, Fedele 5,5 (29′ st Monachello sv), Fedato 5 (17′ st Ivan 5); Brienza 6, De Luca 5.5. A disp.: Ichazo, Romizi, Basha, Doumbia, Castrovilli, Capradossi. All.: Stellone 5 
Falli commessi: 20 
Fuorigioco fatti: 1 
ARBITRO: Ghersini di Genova 5 
Guardalinee: Colella e Sechi 
Quarto uomo: Rapuano 
MARCATORI: 32′ pt Dionisi (F), 46′ pt Dionisi (F), 13′ st Sammarco (F), 30′ st Daprelà (B). 
AMMONITI: Sabelli (B) per gioco falloso, Tonucci (B) gf., Frara (F) gf. 
NOTE: paganti 2.309, di cui 1.829 tifosi baresi, per un incasso di 27.626,55 euro. Abbonati 4.920, rateo di 31.448 euro. Il tecnico Stellone premiato dalla Curva Nord con una targa speciale a ricordo dei 7 anni vissuti a Frosinone. Angoli: 8-7. Rec.: pt 1′ e st 6′. 
 

 

Una gara perfetta e tre schiaffoni al Bari che fanno male e lasciano segni vistosi nella mente di una squadra evidentemente da migliorare in tutti i reparti. Il Frosinone non s’intenerisce incrociando per la prima da avversario l’ex Stellone, il tecnico della storica promozione in A che prova a giocarsela dopo un bagno di emozioni indescrivibili. Marino si accanisce e strapazza la compagine ospite sottolineandone limiti e difetti, vistosi. Certo, le assenze – pesante quella in attacco di Maniero ancora ai box – non agevolano la squadra pugliese che approccia con lo spirito giusto lo spigoloso match frusinate, ci mette tanta fisicità nel provare a contrastare i padroni di casa, ma poi evapora quando bisogna affondare i colpi o reagire al dominio dei padroni di casa. E’ inconsistente De Luca, stritolato dai centrali difensivi laziali, impeccabili nel soffocare ogni tentativo offensivo barese. Brienza ci prova in tutti i modi, ma servirebbe un aiuto per vie esterne che non arriva praticamente mai da Martinho, laddove Fedato interpreta il copione a intermittenza e con poco costrutto. Fedele da solo fatica a reggere l’urto del centrocampo giallazzurro, organizzato alla perfezione da Marino, mentre Valiani gioca innumerevoli palle, ma senza mai creare nulla di concreto e lasciandosi coinvolgere anche nell’azione del vantaggio ciociaro, un episodio che amplifica la caparbietà dei laziali, trascinandoli a una meritatissima vittoria finale. Un successo cercato con autentico furore agonistico e vincendo di fatto ogni contrasto nell’uno contro uno. 
 
LA GARA. E’ infatti subito vibrante l’incrocio del Comunale. Al 1′ pt Daprelà innesca nell’area laziale Martinho che di testa prova a bucare Bardi, ma il portiere c’è. La replica fa gridare al gol i padroni di casa: Dionisi sfonda a sinistra e trova Daniel Ciofani appostato davanti a Micai, il tocco d’istinto manda la sfera appena sopra la traversa. Dionisi ci prova inutilmente da fuori all’11′. Fedato, poi, prima mura Daniel Ciofani, poi si esibisce in una sborbiciata volante che termina fuori di poco. E’ strepitoso Bardi al 24′: angolo di Brienza, Fedato anticipa tutti, ma il portiere vola a togliere il pallone dalla porta. Al 26′ botta di Soddimo e Micai emula il collega negando al Frosinone il vantaggio. Una combinazione volante Brienza-De Luca fa venire il mal di testa a Marino che evita d’un soffio di andare sotto. Il Bari non dà punti di riferimento in avanti, con i due attaccanti “tascabili” che incrociano e con il folletto ischitano che scivola tra le linee o riparte di scatto inutilmente, a dispetto dei suoi 37 anni. Ma è Dionisi a firmare un gol capolavoro al 32′: Valiani aggirato due volte in dribbling, Daprelà fuori posizione, e conclusione nell’angolo opposto dove Micai non può proprio arrivare. Il bomber giallazzurro, tutt’altro che pago, tortura il Bari sostenuto dalla veemenza dei compagni e approfittando dei varchi creati da Daniel Ciofani. Imperdonabile il raddoppio, incassato dalla squadra di Stellone nell’unico minuto di recupero della prima frazione di gioco. Gori lavora a destra una palla per Sammarco che la smista a sinistra per Dionisi: dai e vai con Mazzotta e conclusione di punta dell’attaccante appena dentro l’area per il raddoppio con la difesa barese che resta incredibilmente attonita a guardare. 
 
RIPRESA. L’agonismo non scema a inizio ripresa e il Bari potrebbe accorciare se Martinho non vanificasse un buon assist di Sabelli. Non può nulla invece Micai sulla conclusione di Sammarco (13′ st) dopo una triangolazione con Daniel Ciofani che lo porta nel cuore dell’area barese senza trovare la purché minima opposizione. Il Bari si scioglie sotto il sole nel vecchio Matusa dove Stellone sperava di poter mettere la pietra miliare di un altro campionato e invece riceve la più dura delle lezioni. Non bastano a consolare il tecnico capitolino i cori d’incoraggiamento della curva laziale e uno striscione con la data della storica promozione in A del suo Frosinone. Un gesto di sportività che fa storcere il naso ai dirigenti biancorossi e che non cancella i tanti problemi del Bari riemersi proprio quando sembrava che il meglio dovesse arrivare. Anche se, poi, Bardi non può nulla sull’incursione di Daprelà che accorcia le distanze senza riaprire la contesa. Il Bari non trova la porta con una sforbiciata acrobatica di De Luca di poco fuori, mentre è appena alta la punizione di Brienza nel 2º dei 6′ di recupero del disordinato assalto finale. Di Cesare e compagni dimostrano almeno un pizzico di orgoglio, ma è tardi per evitare la prima sconfitta esterna stagionale e una valanga di critiche che indeboliscono la posizione di Stellone, scivolato sull’orlo della crisi dopo appena 9 giornate. Eppure a soli 6 punti dal 3º posto e con tanti scontri diretti da giocare il tempo per recuperare c’è tutto. A patto che già contro il Trapani di Cosmi non si sbagli di nuovo gara. 

fonte:corrieredellosport

  
Tris dei giallazzurri che non risparmiano l’ex Stellone, ora a rischio
 
FROSINONE-BARI 3-1 
 
FROSINONE (4-4-2): Bardi 7; M. Ciofani 7, Pryyma 7 (31' st Brighenti sv), Ariaudo 7,5, Mazzotta 7 (40' st Crivello sv); Soddimo 7 (24' st Frara sv), Gori 7, Sammarco 7, Paganini 7; D. Ciofani 7,5, Dionisi 8. A disp.: Zappino, Gucher, Kragl, Volpe, Cocco, Csurko. All.: Marino 7,5. 
Falli commessi: 17 
Fuorigioco fatti: 0 
BARI (4-4-2): Micai 5.5; Sabelli 5, Tonucci 5, Di Cesare 5, Daprelà 5; Martinho 5 (10' st Furlan 5), Valiani 5, Fedele 5,5 (29' st Monachello sv), Fedato 5 (17' st Ivan 5); Brienza 6, De Luca 5.5. A disp.: Ichazo, Romizi, Basha, Doumbia, Castrovilli, Capradossi. All.: Stellone 5 
Falli commessi: 20 
Fuorigioco fatti: 1 
ARBITRO: Ghersini di Genova 5 
Guardalinee: Colella e Sechi 
Quarto uomo: Rapuano 
MARCATORI: 32' pt Dionisi (F), 46' pt Dionisi (F), 13' st Sammarco (F), 30' st Daprelà (B). 
AMMONITI: Sabelli (B) per gioco falloso, Tonucci (B) gf., Frara (F) gf. 
NOTE: paganti 2.309, di cui 1.829 tifosi baresi, per un incasso di 27.626,55 euro. Abbonati 4.920, rateo di 31.448 euro. Il tecnico Stellone premiato dalla Curva Nord con una targa speciale a ricordo dei 7 anni vissuti a Frosinone. Angoli: 8-7. Rec.: pt 1' e st 6'. 
 

 

Una gara perfetta e tre schiaffoni al Bari che fanno male e lasciano segni vistosi nella mente di una squadra evidentemente da migliorare in tutti i reparti. Il Frosinone non s’intenerisce incrociando per la prima da avversario l’ex Stellone, il tecnico della storica promozione in A che prova a giocarsela dopo un bagno di emozioni indescrivibili. Marino si accanisce e strapazza la compagine ospite sottolineandone limiti e difetti, vistosi. Certo, le assenze – pesante quella in attacco di Maniero ancora ai box – non agevolano la squadra pugliese che approccia con lo spirito giusto lo spigoloso match frusinate, ci mette tanta fisicità nel provare a contrastare i padroni di casa, ma poi evapora quando bisogna affondare i colpi o reagire al dominio dei padroni di casa. E’ inconsistente De Luca, stritolato dai centrali difensivi laziali, impeccabili nel soffocare ogni tentativo offensivo barese. Brienza ci prova in tutti i modi, ma servirebbe un aiuto per vie esterne che non arriva praticamente mai da Martinho, laddove Fedato interpreta il copione a intermittenza e con poco costrutto. Fedele da solo fatica a reggere l’urto del centrocampo giallazzurro, organizzato alla perfezione da Marino, mentre Valiani gioca innumerevoli palle, ma senza mai creare nulla di concreto e lasciandosi coinvolgere anche nell’azione del vantaggio ciociaro, un episodio che amplifica la caparbietà dei laziali, trascinandoli a una meritatissima vittoria finale. Un successo cercato con autentico furore agonistico e vincendo di fatto ogni contrasto nell’uno contro uno. 
 
LA GARA. E’ infatti subito vibrante l’incrocio del Comunale. Al 1' pt Daprelà innesca nell’area laziale Martinho che di testa prova a bucare Bardi, ma il portiere c’è. La replica fa gridare al gol i padroni di casa: Dionisi sfonda a sinistra e trova Daniel Ciofani appostato davanti a Micai, il tocco d’istinto manda la sfera appena sopra la traversa. Dionisi ci prova inutilmente da fuori all’11'. Fedato, poi, prima mura Daniel Ciofani, poi si esibisce in una sborbiciata volante che termina fuori di poco. E’ strepitoso Bardi al 24': angolo di Brienza, Fedato anticipa tutti, ma il portiere vola a togliere il pallone dalla porta. Al 26' botta di Soddimo e Micai emula il collega negando al Frosinone il vantaggio. Una combinazione volante Brienza-De Luca fa venire il mal di testa a Marino che evita d’un soffio di andare sotto. Il Bari non dà punti di riferimento in avanti, con i due attaccanti “tascabili” che incrociano e con il folletto ischitano che scivola tra le linee o riparte di scatto inutilmente, a dispetto dei suoi 37 anni. Ma è Dionisi a firmare un gol capolavoro al 32': Valiani aggirato due volte in dribbling, Daprelà fuori posizione, e conclusione nell’angolo opposto dove Micai non può proprio arrivare. Il bomber giallazzurro, tutt’altro che pago, tortura il Bari sostenuto dalla veemenza dei compagni e approfittando dei varchi creati da Daniel Ciofani. Imperdonabile il raddoppio, incassato dalla squadra di Stellone nell’unico minuto di recupero della prima frazione di gioco. Gori lavora a destra una palla per Sammarco che la smista a sinistra per Dionisi: dai e vai con Mazzotta e conclusione di punta dell’attaccante appena dentro l’area per il raddoppio con la difesa barese che resta incredibilmente attonita a guardare. 
 
RIPRESA. L’agonismo non scema a inizio ripresa e il Bari potrebbe accorciare se Martinho non vanificasse un buon assist di Sabelli. Non può nulla invece Micai sulla conclusione di Sammarco (13' st) dopo una triangolazione con Daniel Ciofani che lo porta nel cuore dell’area barese senza trovare la purché minima opposizione. Il Bari si scioglie sotto il sole nel vecchio Matusa dove Stellone sperava di poter mettere la pietra miliare di un altro campionato e invece riceve la più dura delle lezioni. Non bastano a consolare il tecnico capitolino i cori d’incoraggiamento della curva laziale e uno striscione con la data della storica promozione in A del suo Frosinone. Un gesto di sportività che fa storcere il naso ai dirigenti biancorossi e che non cancella i tanti problemi del Bari riemersi proprio quando sembrava che il meglio dovesse arrivare. Anche se, poi, Bardi non può nulla sull’incursione di Daprelà che accorcia le distanze senza riaprire la contesa. Il Bari non trova la porta con una sforbiciata acrobatica di De Luca di poco fuori, mentre è appena alta la punizione di Brienza nel 2º dei 6' di recupero del disordinato assalto finale. Di Cesare e compagni dimostrano almeno un pizzico di orgoglio, ma è tardi per evitare la prima sconfitta esterna stagionale e una valanga di critiche che indeboliscono la posizione di Stellone, scivolato sull’orlo della crisi dopo appena 9 giornate. Eppure a soli 6 punti dal 3º posto e con tanti scontri diretti da giocare il tempo per recuperare c’è tutto. A patto che già contro il Trapani di Cosmi non si sbagli di nuovo gara. 

fonte:corrieredellosport