Milan,Montella«Noi anti Juve? Non penso!»

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Profumo d’Europa. Vincenzo Montella respira a pieni polmoni. Si gode una posizione prestigiosa e inattesa, davanti al Napoli e accanto alla Roma. Sovrasta i cugini dell’‘Inter. Accarezza un secondo posto che mancava da sei anni e che suggerisce calcoli ambiziosi, perché il prossimo turno vedrà la Juventus di scena a San Siro: se il Milan dovesse vincere, andrebbe a due punti… Discorsi che il popolo rossonero, esultante nel suo spicchio di Bentegodi, rimesta e che il tecnico respinge con garbo, attento a tenere i piedi per terra. «Partita scudetto? Certi discorsi non ci appartengono. Teniamo basso il profilo…» E ricorda che di fronte ci sarà «la squadra più forte d’Italia, da anni, e una delle squadre più forti d’Europa. Dovremo dare tutti di più, di sicuro è la partita giusta per non avere cali di tensione». L’etichetta di antiJuve viene appicciata in fretta, lo suggeriscono la nuova classifica e i progressi tecnici e caratteriali evidenziati: «Non mi piace essere pessimista, di natura sono ottimista, ma è palese che sia presto. Ricordate l’Inter dell’anno scorso? Sembrava avesse già vinto e guardate come è finita. Il calcio italiano è imprevedibile».  

GIOVANI E ITALIANI. Non guarda lontano, si sofferma su una vittoria importante senza indugiare sui riflessi futuri, sui grandi orizzonti che può aprire: «Sono contento perché vedo i ragazzi più liberi, più felici e allegri: l’obiettivo è la leggerezza, una conquista perché hanno sofferto molto. Squadra giovane? Merito di Berlusconi e della società, insieme a Galliani hanno voluto puntare su quest’idea dei giovani e italiani. I giovani, se sono bravi, possono giocare e possono migliorare, sempre che non si montino la testa e non abbiano fretta: cosa che qui non mi sembra perché sono moderati e ponderati». Seguono i complimenti al Chievo. Sinceri, non di circostanza: «E’ partito forte, ma noi potevamo fare di più nella costruzione: non siamo stati fluidi e non ero contento. Nella ripresa, però abbiamo legittimato la vittoria. Potevamo chiuderla prima. L’abbiamo meritata contro un’ottima squadra, capace di metterci in difficoltà con il pressing e la velocità. Le qualità della squadra di Maran avvalorano la nostra vittoria. La dedichiamo a Montolivo, lo sentiamo vicino». 
 
TEMPERAMENTO. Rassegna dei singoli: «Locatelli ha fatto una buona prova, ma deve crescere, essere meno timido. Tutto sommato ha fatto una buona partita, ha giocato con intelligenza: è una risorsa. Kucka è giocatore importante: garantisce anche fisicità e cresce nell’interpretrazione del ruolo. Lapadula ha fatto una partita di grande temperamento e volontà. Nel primo tempo la squadra non l’ha supportato molto, nella ripresa ha dato tutto ed era un po’ stanco. Ha dato un grande aiuto alla squadra, sono contento della sua prestazione. Niang, al di là del gol, sta mostrando una crescita in termini di concentrazione e partecipazione. Mi piacerebbe vederlo diventare leader: ha le caratteristiche per poterlo fare». 
 
AIUTO. Tra i tanti progressi, Montella evidenzia quelli difensivi: «Abbiamo capito che bisogna ragionare da squadra in fase difensiva, perché è importante l’aiuto di tutti. Ma anche là davanti stanno facendo un grande lavoro». Infine, rimarca gli obiettivi: «Il Milan è fuori dalle coppe da troppo tempo. Vedo i ragazzi sorridenti, hanno bisogno di fiducia e i risultati aiutano». E confida: «Sì, sento profumo d’Europa». 

Terzo gol per Niang in questo campionato. Il francese a fine gara ha lanciato il guanto rossonero per la sfida che potrebbe riportare il Milan in Europa. «Abbiamo dato tutto. Questa vittoria è meritata e dobbiamo festeggiare – ha detto – Se vogliamo fare un grande campionato dobbiamo saper vincere queste partite. Continuando così possiamo parlare d’Europa. Abbiamo 16 punti, ma dobbiamo rimanere umili. Siamo solo all’inizio. Se continueremo così ci toglieremo delle soddisfazioni. Cerco sempre di dare il massimo per questa maglia: siamo il Milan e in ogni partita dobbiamo dare il massimo e vincere». Dopo aver segnato il gol del 2-0, Niang è andato in panchina per festeggiare mostrando la maglia di Montolivo. «Un gesto venuto dal cuore, voglio fargli un grande in bocca al lupo. Spero torni presto» ha spiegato. 
 
LOCATELLI. Il baby-boom rossonero a fine gara era contento della sua prestazione. «Sono contento per la vittoria e per la mia prestazione, ma devo migliorare – ha spiegato – Sono rimasto tranquillo nonostante l’ammonizione. Era fondamentale vincere, abbiamo giocato per quello. La corsa sotto la curva è stata una liberazione. Ringrazio i miei compagni, che mi sono stati vicino. Dopo l’infortunio ho inviato a Montolivo una foto di noi due per dirgli quanto è importante per me. Sta meglio, con la sua determinazione ce la farà. Col tempo migliorerò. Voglio far bene ogni domenica, devo pensare a fare le cose con calma, passo dopo passo». 
 
LAPADULA. L’attaccante ha sfiorato per due volte il primo gol ufficiale in maglia rossonera. «Sono molto contento per la squadra, era importante dare continuità – ha detto Lapadula – Non bisogna mollare mai, c’è stata una bella prestazione, siamo sulla strada giusta. Sono stato sfortunato? L’importante è il collettivo, sono contentissimo ma la priorità è la squadra. La prima cosa che conta è la prestazione, poi sono sicuro che i gol arriveranno. Ho rivisto l’occasione sbagliata, la rivivrò nella testa tutta la settimana. Posso migliorare, lavorerò per metterla dentro. La cosa che mi incoraggia è che anche l’anno scorso non riuscivo a segnare nelle prime partite, nonostante le buone prestazioni. Poi mi sono sbloccato». La presenza di Lapadula dal 1′ ha consentito al Milan di giocare con ben 8 italiani in campo. Cioè Donnarumma, Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio, Locatelli, Bonaventura, Lapadula. Solo Kucka, Suso e Niang erano gli stranieri nella formazione iniziale. 

 

fonte:corriere dello sport

 
Profumo d’Europa. Vincenzo Montella respira a pieni polmoni. Si gode una posizione prestigiosa e inattesa, davanti al Napoli e accanto alla Roma. Sovrasta i cugini dell’‘Inter. Accarezza un secondo posto che mancava da sei anni e che suggerisce calcoli ambiziosi, perché il prossimo turno vedrà la Juventus di scena a San Siro: se il Milan dovesse vincere, andrebbe a due punti… Discorsi che il popolo rossonero, esultante nel suo spicchio di Bentegodi, rimesta e che il tecnico respinge con garbo, attento a tenere i piedi per terra. «Partita scudetto? Certi discorsi non ci appartengono. Teniamo basso il profilo…» E ricorda che di fronte ci sarà «la squadra più forte d’Italia, da anni, e una delle squadre più forti d’Europa. Dovremo dare tutti di più, di sicuro è la partita giusta per non avere cali di tensione». L’etichetta di antiJuve viene appicciata in fretta, lo suggeriscono la nuova classifica e i progressi tecnici e caratteriali evidenziati: «Non mi piace essere pessimista, di natura sono ottimista, ma è palese che sia presto. Ricordate l’Inter dell’anno scorso? Sembrava avesse già vinto e guardate come è finita. Il calcio italiano è imprevedibile».  

GIOVANI E ITALIANI. Non guarda lontano, si sofferma su una vittoria importante senza indugiare sui riflessi futuri, sui grandi orizzonti che può aprire: «Sono contento perché vedo i ragazzi più liberi, più felici e allegri: l’obiettivo è la leggerezza, una conquista perché hanno sofferto molto. Squadra giovane? Merito di Berlusconi e della società, insieme a Galliani hanno voluto puntare su quest’idea dei giovani e italiani. I giovani, se sono bravi, possono giocare e possono migliorare, sempre che non si montino la testa e non abbiano fretta: cosa che qui non mi sembra perché sono moderati e ponderati». Seguono i complimenti al Chievo. Sinceri, non di circostanza: «E’ partito forte, ma noi potevamo fare di più nella costruzione: non siamo stati fluidi e non ero contento. Nella ripresa, però abbiamo legittimato la vittoria. Potevamo chiuderla prima. L’abbiamo meritata contro un’ottima squadra, capace di metterci in difficoltà con il pressing e la velocità. Le qualità della squadra di Maran avvalorano la nostra vittoria. La dedichiamo a Montolivo, lo sentiamo vicino». 
 
TEMPERAMENTO. Rassegna dei singoli: «Locatelli ha fatto una buona prova, ma deve crescere, essere meno timido. Tutto sommato ha fatto una buona partita, ha giocato con intelligenza: è una risorsa. Kucka è giocatore importante: garantisce anche fisicità e cresce nell’interpretrazione del ruolo. Lapadula ha fatto una partita di grande temperamento e volontà. Nel primo tempo la squadra non l’ha supportato molto, nella ripresa ha dato tutto ed era un po’ stanco. Ha dato un grande aiuto alla squadra, sono contento della sua prestazione. Niang, al di là del gol, sta mostrando una crescita in termini di concentrazione e partecipazione. Mi piacerebbe vederlo diventare leader: ha le caratteristiche per poterlo fare». 
 
AIUTO. Tra i tanti progressi, Montella evidenzia quelli difensivi: «Abbiamo capito che bisogna ragionare da squadra in fase difensiva, perché è importante l’aiuto di tutti. Ma anche là davanti stanno facendo un grande lavoro». Infine, rimarca gli obiettivi: «Il Milan è fuori dalle coppe da troppo tempo. Vedo i ragazzi sorridenti, hanno bisogno di fiducia e i risultati aiutano». E confida: «Sì, sento profumo d’Europa». 

Terzo gol per Niang in questo campionato. Il francese a fine gara ha lanciato il guanto rossonero per la sfida che potrebbe riportare il Milan in Europa. «Abbiamo dato tutto. Questa vittoria è meritata e dobbiamo festeggiare – ha detto – Se vogliamo fare un grande campionato dobbiamo saper vincere queste partite. Continuando così possiamo parlare d’Europa. Abbiamo 16 punti, ma dobbiamo rimanere umili. Siamo solo all’inizio. Se continueremo così ci toglieremo delle soddisfazioni. Cerco sempre di dare il massimo per questa maglia: siamo il Milan e in ogni partita dobbiamo dare il massimo e vincere». Dopo aver segnato il gol del 2-0, Niang è andato in panchina per festeggiare mostrando la maglia di Montolivo. «Un gesto venuto dal cuore, voglio fargli un grande in bocca al lupo. Spero torni presto» ha spiegato. 
 
LOCATELLI. Il baby-boom rossonero a fine gara era contento della sua prestazione. «Sono contento per la vittoria e per la mia prestazione, ma devo migliorare – ha spiegato – Sono rimasto tranquillo nonostante l’ammonizione. Era fondamentale vincere, abbiamo giocato per quello. La corsa sotto la curva è stata una liberazione. Ringrazio i miei compagni, che mi sono stati vicino. Dopo l’infortunio ho inviato a Montolivo una foto di noi due per dirgli quanto è importante per me. Sta meglio, con la sua determinazione ce la farà. Col tempo migliorerò. Voglio far bene ogni domenica, devo pensare a fare le cose con calma, passo dopo passo». 
 
LAPADULA. L’attaccante ha sfiorato per due volte il primo gol ufficiale in maglia rossonera. «Sono molto contento per la squadra, era importante dare continuità – ha detto Lapadula – Non bisogna mollare mai, c'è stata una bella prestazione, siamo sulla strada giusta. Sono stato sfortunato? L'importante è il collettivo, sono contentissimo ma la priorità è la squadra. La prima cosa che conta è la prestazione, poi sono sicuro che i gol arriveranno. Ho rivisto l’occasione sbagliata, la rivivrò nella testa tutta la settimana. Posso migliorare, lavorerò per metterla dentro. La cosa che mi incoraggia è che anche l’anno scorso non riuscivo a segnare nelle prime partite, nonostante le buone prestazioni. Poi mi sono sbloccato». La presenza di Lapadula dal 1' ha consentito al Milan di giocare con ben 8 italiani in campo. Cioè Donnarumma, Abate, Paletta, Romagnoli, De Sciglio, Locatelli, Bonaventura, Lapadula. Solo Kucka, Suso e Niang erano gli stranieri nella formazione iniziale. 

 

fonte:corriere dello sport