Da vico Equense a Massa Lubrense, la mappa delle scuole chiuse in attesa di interventi di manutenzione

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Edifici inagibili, chiusi o sequestrati dalla Procura. Strutture in attesa di essere ricostruite o messe in sicurezza. E poi il piano di dimensionamento scolastico che ha scatenato l’ira delle famiglie. Sono questi i problemi della penisola sorrentina. Un territorio che, tra mille difficoltà strutturali, può comunque contare su una gestione ordinaria senza particolari criticità. I disagi ci sono ma le amministrazioni sono intervenute per non creare situazioni di pericolo per gli alunni. Restano situazioni in bilico, come la “Veneto” di Sorrento e la “Capoluogo” di Piano di Sorrento.

Sorrento. La vicenda della scuola “vittorio Veneto” ha inizio prima del dicembre dello scorso anno. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, dopo la relazione tecnica di un consulente, decise di sequestrare l’istituto per mancanza di sicurezza. Una scelta che gettò nello sconforto famiglie, dirigenza e comune. Nessuno ha mollato. La notizia del dissequestro è arrivata qualche mese fa. E di conseguenza l’amministrazione ha predisposto un piano per la messa in sicurezza. Gli alunni, nel frattempo, sono stati dislocati in altri plessi.
Trovati i fondi per l’intervento straordinario. La situazione della scuola Vittorio Veneto si è sbloccata di recente. L’amministrazione comunale, grazie anche all’intervento del senatore Raffaele Lauro, ha individuato i fondi per dare il via ai lavori di manutenzione straordinaria. Circa due milioni e mezzo di euro che serviranno per completare l’intervento. Anche se contestato dalla minoranza ora si attende solo l’apertura dei cantieri. L’intervento permetterà di rimettere a disposizione dei cittadini quella che viene definita una struttura storica. Nella scuola Vittotio Veneto si sono formate intere generazioni di sorrentini.

Piano di Sorrento. La vicenda più delicata è legata alla scuola di via Carlo Amalfi. L’amministrazione Ruggiero, poco dopo l’insediamento, chiese i risultati delle perizie effettuate su tutti gli istituti. Un’analisi terrificante: struttura inagibile. La giunta in poche settimane fu costretta ad individuare edifici alternativi. I disagi non sono mancati. Ma ora bisogna decidere e ricostruire o mettere in sicurezza.

Vico Equense. Estate 2009, una delle più roventi. Uno scontro tra famiglie, amministrazione e Regione Campania. La squadra guidata dal sindaco Gennaro Cinque approvò un piano di dimensionamento che prevedeva la chiusura di alcuni plessi collinari. I genitori presentarono ricorso al Tar ed i giudici diedero ragione alle famiglie degli alunni. Poi tra le polemiche è calato il silenzio. L’amministrazione ha previsto lavori di ampliamento in alcune scuole, mentre altre sono state cancellate, tra queste c’è quella di Ticciano.

Meta. La scuola più chiacchierata del comune amministrato dal primo cittadino Paolo Trapani è sicuramente la “Buonocore Fienga”. Prima l’avvistamento di alcuni topi e poi le infiltrazioni di acqua hanno scatenato una polemica politica senza precedenti. Altro dettaglio è legato all’impianto di riscaldamento. L’anno scorso la ditta incaricata di alcuni lavori di restyling tranciò dei cavi collegati direttamente alla caldaia. I bambini per alcuni mesi furono costretti a seguire le lezioni con il cappotto. Problema poi risolto dall’amministrazione. Le difficoltà non sono finite. L’edificio di Piazza Ruggiero proprio nei giorni scorsi è stato interessato da nuovi disagi. L’acqua ha fatto capolino in alcune aule.

Metropolis, Fabio Orecchiuto

scelto da Michele Pappacoda

 

 

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