Santa Trofimena arriva a Minori in una urna marmorea

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5 novembre del 640 è datato l’arrivo dell’urna con le spoglie di santa Trofimena alla spiaggia di Minori, sbarcata dopo che era stata depositata nelle acque del mare della costa messinese e precisamente di Patti, reggente la diocesi di Amalfi il vescovo Pietro. Pietro II° per preservare le sacre spoglie dalle mirate incursioni longobarde, le fece portare ad Amalfi pensando fossero al sicuro. Ma esse furono trafugate da Sicardo, figlio di Sicone, principe di Benevento. Nell’anno 839 il corpo fu restituito ai minoresi dal vescovo beneventano Orso che, però, conservò a Benevento parte delle reliquie.

E ogni anno, il 5 di novembre, in ricordo dell’arrivo della Santa alla spiaggia, festa grande con pontificale officiato , come spesso, dal vescovo titolare della diocesi di Minori, Giordana; processione per le principali vie del borgo di Minori, concerto bandistico, fuochi artificiali a mare. La diocesi minorese contava numerose chiese sparse per i vilaggi e l’area a monte; come presenti erano cappelle ed edicole votive. Nonostante il territorio non tanto esteso, contava tre parrocchie (la principale di Santa Trofimena ed una a Torre ed un’altra a Villa Amena) rette fino a pochi anno orsono da tre parroci diversi. E sempre a novembre e sempre a proposito delle reliquie , il giorno 27 si festeggia in una atmosfera serale suggestiva il secondo ritrovamento di esse che si temeva fossero andate disperse ma che era state ben nascoste appunto per preservarle da azione dannosa

Quest’anno la FESTA sarà ancora più gioiosa visto l’esito soddisfacente del preoccupante stato di salute di don Giulio Caldiero che, oltre ad essere stato amato e rispettato parroco di santa Trofimena, è particolarmente legato sia alla Santa che ai minoresi sin da quando , adolescente ed alunno delle Medie, abitava con lo zio sacerdote, don Matteo Palumbo. g.a.5 novembre del 640 è datato l’arrivo dell’urna con le spoglie di santa Trofimena alla spiaggia di Minori, sbarcata dopo che era stata depositata nelle acque del mare della costa messinese e precisamente di Patti, reggente la diocesi di Amalfi il vescovo Pietro. Pietro II° per preservare le sacre spoglie dalle mirate incursioni longobarde, le fece portare ad Amalfi pensando fossero al sicuro. Ma esse furono trafugate da Sicardo, figlio di Sicone, principe di Benevento. Nell’anno 839 il corpo fu restituito ai minoresi dal vescovo beneventano Orso che, però, conservò a Benevento parte delle reliquie.

E ogni anno, il 5 di novembre, in ricordo dell’arrivo della Santa alla spiaggia, festa grande con pontificale officiato , come spesso, dal vescovo titolare della diocesi di Minori, Giordana; processione per le principali vie del borgo di Minori, concerto bandistico, fuochi artificiali a mare. La diocesi minorese contava numerose chiese sparse per i vilaggi e l’area a monte; come presenti erano cappelle ed edicole votive. Nonostante il territorio non tanto esteso, contava tre parrocchie (la principale di Santa Trofimena ed una a Torre ed un’altra a Villa Amena) rette fino a pochi anno orsono da tre parroci diversi. E sempre a novembre e sempre a proposito delle reliquie , il giorno 27 si festeggia in una atmosfera serale suggestiva il secondo ritrovamento di esse che si temeva fossero andate disperse ma che era state ben nascoste appunto per preservarle da azione dannosa

Quest’anno la FESTA sarà ancora più gioiosa visto l’esito soddisfacente del preoccupante stato di salute di don Giulio Caldiero che, oltre ad essere stato amato e rispettato parroco di santa Trofimena, è particolarmente legato sia alla Santa che ai minoresi sin da quando , adolescente ed alunno delle Medie, abitava con lo zio sacerdote, don Matteo Palumbo. g.a.