Salernitana, il derby è tuo! Della Rocca e Luiz Felipe fanno cadere imbattibilità Benevento

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SALERNITANA (5-3-1-1): Terracciano; Improta (41’ Laverone), Perico, Bernardini, Luiz Felipe, Vitale; Busellato, Della Rocca, Zito (30’ st Ronaldo); Rosina; Coda. A disp: Iliadis, Joao Silva, Donnarumma, Mantovani, Caccavallo, Libertino, De Angelis. All: Giuseppe Sannino.
BENEVENTO (4-2-3-1): Gori; Venuti, Padella, Lucioni, Pezzi (39’ st Giamfy); Chibsah, Buzzegoli; Melara (26’ st Pajac), Ciciretti, Jakimovski (10’ st Cissè); Ceravolo. A disp. Piscitelli, Del Pinto, Camporese, Bagadur, Giamfy, De Falco, Brignola. All: Marco Baroni.

ARBITRO: Sig. Gianluca Manganiello di Pinerolo (Muto/Soricaro) IV uomo: Abbattista.

NOTE. Marcatori: 31’ pt Della Rocca (S), 42’ pt Luiz Felipe (S), 42’ st Lucioni (B). Ammoniti: Ciciretti (B). Angoli: 5-6. Recupero: 1’ pt – 4’ st. Spettatori: 14753

Dominio, controllo, poi sofferenza. La Salernitana vince il derby con il Benevento grazie alle reti di Della Rocca e Luiz Felipe nel primo tempo, ma negli ultimi minuti regala attimi di apprensione ai 15mila dell’Arechi. La squadra di Sannino domina per 45’ minuti, segnando due volte e andando vicino anche al colpo del ko. Poi un secondo tempo di controllo, salvo poi regalare l’1-2 a Lucioni: negli ultimi minuti è assalto Benevento, il fischio finale è un sospiro di sollevo per l’allenatore granata che torna alla vittoria e salva la panchina. Prima sconfitta per il Benevento in campionato e imbattibilità che cade dopo venticinque turni: all’Arechi lo stregone non incanta mai.
LA CRONACA. Sannino recupera Bernardini ma non Mantovani: in campo dal 1’ c’è l’esordio (fortunato) di Luiz Felipe Marchi. Confermato il 3-5-2 con Rosina in appoggio a Coda. La Salernitana si schiera per difendere e ripartire. Bugia. La Salernitana ha il pallino del gioco, costruisce, segna e domina. Almeno i primi 45 minuti. Il via lo dà Rosina, che al 10’ salta Melara e impegna Gori. È solo il preludio del bel primo tempo della squadra di Sannino, che entra in campo con lo spirito giusto. Bene Improta sulla fascia destra: l’ex Genoa taglia il campo in diagonale, si allarga e propone cross interessanti. Copre anche bene, anche se Melara dalle sue parti non crea molte preoccupazioni. Al 14’ proprio Improta colpisce la traversa con un destro secco scagliato di punta dal limite dell’area. Al 29’ Rosina si mangia le mani, ciccando da centro area un perfetto assist di Zito: bella l’apertura di Vitale. Due minuti dopo ed è 1-0. Improta raccoglie il corner corto di Rosina, trova Zito a serve area che si muove da sponda: Della Rocca in girata esulta per la seconda volta in stagione. Qualche sporadica conclusione da posizione defilata di Ceravolo è il riassunto del primo tempo della squadra di Baroni. La Salernitana gioca bene palla a terra, soprattutto con Della Rocca. Busellato, invece, bene in rottura e male in impostazione. Fuori dal gioco Rosina, partita caratterizzata da molti errori. Solito lavoro di Coda, che però non si libera mai per tirare. Poco male: ci pensa il meno atteso a fare 2-0. Ancora su calcio d’angolo, questa volta è un rimpallo a liberare Luiz Felipe: il centrale brasiliano scaglia col destro la freccia che manda a riposo la Salernitana sul doppio vantaggio. Alla ripresa, Sannino ordina: vietato scoprirsi. Peccato che Bernardini non ascolti il suo allenatore, lasciando campo a Cissè appena entrato: Ceravolo colpisce la traversa e la Salernitana ringrazia. I granata si schierano con nove uomini dietro la linea della palla e i soli Rosina e Coda a mantenere quanto più lunga possibile la squadra. I granata sembrano schiacciati, ma il Benevento non ha energie. Salvo poi trovarle con il gol su calcio d’angolo di Lucioni a fine gara. Eppure per tutto il secondo tempo la Salernitana non aveva avuto paura del Benevento. Conclusioni dalla lunga distanza, il massimo sforzo degli stregoni. Lucioni salva sulla linea lo 0-3 (Coda aveva saltato Gori favorito da un errore di Pezzi) poi va a segnare quando ormai Baroni non ci credeva più: stacco sul corner di Buzzegoli e sette minuti di sofferenza per l’Arechi. Al triplice fischio esulta solo la Salernitana: i granata tornano alla vittoria, per il Benevento non si spezza la maledizione Arechi.
Il pagellone di Salernitana-Benevento: Improta imprendibile, Coda generoso ma egoista

bru_3262TERRACCIANO 6 il Benevento ci prova più che altro con tiri dalla distanza. Ci mette le mani su Ceravolo, attento anche su Pezzi sul finire di primo tempo. Incolpevole sull’incornata di Lucioni.

PERICO 6 agisce di posizione, preoccupandosi unicamente di presidiare la sua fetta di campo. Inguardabile un suo cambio gioco.

LUIZ FELIPE 6,5 tutt’altro che a disagio nonostante sia all’esordio assoluto tra i professionisti. Anzi, a volte eccede in confidenza con la palla, difetto tipicamente brasiliano. Si toglie lo sfizio di bucare Gori con una sortita offensiva su palla da fermo conclusa con un bolide imparabile per l’ex numero uno granata. Caccia gli artigli a dispetto della giovanissima età, cattivo quando entra in tackle. Finisce la benzina e termina in apnea. Prima si perde Cissè, poi Lucioni sul gol della bandiera del Benevento.

BERNARDINI 6 non è al meglio e si vede. Soffre la vivacità di Ceravolo, sempre un osso duro quando si muove sul filo del fuorigioco. Nella ripresa prima la combina grossa facendosi soffiare da Cissè la palla da cui nascerà l’azione della traversa di Ceravolo, poi si erge a diga sbrogliando diverse matasse intricate nei concitati minuti finali.

VITALE 6,5 il solito treno sulla fascia sinistra, con Zito s’intende e duetta a meraviglia. Quando attacca arriva sempre sul fondo, stravince il duello ravvicinato con Melara e Venuti.

IMPROTA 7 è la mossa a sorpresa di Sannino, dalla sua posizione dipende lo schieramento tattico dei granata. Merita tutta la fiducia accordatagli dal tecnico di Ottaviano. La sua produzione offensiva è notevole, non solo perché timbra una clamorosa traversa con un desto potente praticamente da fermo: quando spinge è devastante. Applicato e diligente in fase difensiva anche se talvolta paga i chili e centimetri in meno rispetto al dirimpettaio Jakimovski. Rifiata nella ripresa avendo speso tantissimo e la Salernitana fa fatica a ripartire. Dal 40’ st LAVERONE s.v.

BUSELLATO 6,5 piedi non educatissimi, talvolta bisticcia col pallone ma compensa con cuore e generosità. Scodella in area la palla del raddoppio.

DELLA ROCCA 7 inizia in sordina, concedendo troppo campo alla sortita di Buzzegoli che si conclude con un tiro impreciso. Poi carbura e sale in cattedra con una gestione intelligente della sfera. Sventaglia il campo con precise aperture, fa esplodere l’Arechi con una zampata che non lascia scampo a Gori.

ZITO 6,5 sfila via a Venuti e serve un assist invitante che Rosina spreca. Fa sponda di testa per il gol di Della Rocca, poi scalda le mani a Gori col mancino. Nel secondo tempo va in riserva, esce stremato. Dal 30’ st RONALDO 6 ci mette del suo nella gestione del vantaggio, sfiora il gol con un bolide dalla distanza.

ROSINA 6 suo il primo tentativo del match, Gori si salva con i piedi. Sbaglia un rigore in movimento impattando la palla con troppa sicurezza. Nella ripresa rischia il giallo per simulazione accentuando un contatto con Ciciretti, si arrabbia (a ragione) con Coda che non gli appoggia la palla del possibile 3-0.

CODA 6 merita comunque la sufficienza per la grande generosità profusa. Praticamente da solo impegna i quattro difensori giallorossi costringendoli spesso all’errore nel giropalla. Nel primo tempo vanifica un interessante contropiede. Furbo e intelligente quando intercetta il disimpegno sbagliato di Pezzi, egoista perché ignora Rosina meglio piazzato e comunque sfortunato nel trovare la testa di Lucioni a negargli la gioia del gol.

ALL. SANNINO 6,5 sorprende il collega Baroni, che già al giovedì – con un pizzico di presunzione – aveva affermato di conoscere come la Salernitana sarebbe scesa in campo. La mossa Improta scompagina i piani sanniti, i granata fanno il bello ed il cattivo tempo sulle corsie esterne. Nella ripresa la squadra boccheggia, lui tarda i cambi e non li sfrutta neppure tutti. Prima richiama Mantovani, poi lo tiene in ghiacciaia nonostante Luiz Felipe fosse stremato.SALERNITANA (5-3-1-1): Terracciano; Improta (41’ Laverone), Perico, Bernardini, Luiz Felipe, Vitale; Busellato, Della Rocca, Zito (30’ st Ronaldo); Rosina; Coda. A disp: Iliadis, Joao Silva, Donnarumma, Mantovani, Caccavallo, Libertino, De Angelis. All: Giuseppe Sannino.
BENEVENTO (4-2-3-1): Gori; Venuti, Padella, Lucioni, Pezzi (39’ st Giamfy); Chibsah, Buzzegoli; Melara (26’ st Pajac), Ciciretti, Jakimovski (10’ st Cissè); Ceravolo. A disp. Piscitelli, Del Pinto, Camporese, Bagadur, Giamfy, De Falco, Brignola. All: Marco Baroni.

ARBITRO: Sig. Gianluca Manganiello di Pinerolo (Muto/Soricaro) IV uomo: Abbattista.

NOTE. Marcatori: 31’ pt Della Rocca (S), 42’ pt Luiz Felipe (S), 42’ st Lucioni (B). Ammoniti: Ciciretti (B). Angoli: 5-6. Recupero: 1’ pt – 4’ st. Spettatori: 14753

Dominio, controllo, poi sofferenza. La Salernitana vince il derby con il Benevento grazie alle reti di Della Rocca e Luiz Felipe nel primo tempo, ma negli ultimi minuti regala attimi di apprensione ai 15mila dell’Arechi. La squadra di Sannino domina per 45’ minuti, segnando due volte e andando vicino anche al colpo del ko. Poi un secondo tempo di controllo, salvo poi regalare l’1-2 a Lucioni: negli ultimi minuti è assalto Benevento, il fischio finale è un sospiro di sollevo per l’allenatore granata che torna alla vittoria e salva la panchina. Prima sconfitta per il Benevento in campionato e imbattibilità che cade dopo venticinque turni: all’Arechi lo stregone non incanta mai.
LA CRONACA. Sannino recupera Bernardini ma non Mantovani: in campo dal 1’ c’è l’esordio (fortunato) di Luiz Felipe Marchi. Confermato il 3-5-2 con Rosina in appoggio a Coda. La Salernitana si schiera per difendere e ripartire. Bugia. La Salernitana ha il pallino del gioco, costruisce, segna e domina. Almeno i primi 45 minuti. Il via lo dà Rosina, che al 10’ salta Melara e impegna Gori. È solo il preludio del bel primo tempo della squadra di Sannino, che entra in campo con lo spirito giusto. Bene Improta sulla fascia destra: l’ex Genoa taglia il campo in diagonale, si allarga e propone cross interessanti. Copre anche bene, anche se Melara dalle sue parti non crea molte preoccupazioni. Al 14’ proprio Improta colpisce la traversa con un destro secco scagliato di punta dal limite dell’area. Al 29’ Rosina si mangia le mani, ciccando da centro area un perfetto assist di Zito: bella l’apertura di Vitale. Due minuti dopo ed è 1-0. Improta raccoglie il corner corto di Rosina, trova Zito a serve area che si muove da sponda: Della Rocca in girata esulta per la seconda volta in stagione. Qualche sporadica conclusione da posizione defilata di Ceravolo è il riassunto del primo tempo della squadra di Baroni. La Salernitana gioca bene palla a terra, soprattutto con Della Rocca. Busellato, invece, bene in rottura e male in impostazione. Fuori dal gioco Rosina, partita caratterizzata da molti errori. Solito lavoro di Coda, che però non si libera mai per tirare. Poco male: ci pensa il meno atteso a fare 2-0. Ancora su calcio d’angolo, questa volta è un rimpallo a liberare Luiz Felipe: il centrale brasiliano scaglia col destro la freccia che manda a riposo la Salernitana sul doppio vantaggio. Alla ripresa, Sannino ordina: vietato scoprirsi. Peccato che Bernardini non ascolti il suo allenatore, lasciando campo a Cissè appena entrato: Ceravolo colpisce la traversa e la Salernitana ringrazia. I granata si schierano con nove uomini dietro la linea della palla e i soli Rosina e Coda a mantenere quanto più lunga possibile la squadra. I granata sembrano schiacciati, ma il Benevento non ha energie. Salvo poi trovarle con il gol su calcio d’angolo di Lucioni a fine gara. Eppure per tutto il secondo tempo la Salernitana non aveva avuto paura del Benevento. Conclusioni dalla lunga distanza, il massimo sforzo degli stregoni. Lucioni salva sulla linea lo 0-3 (Coda aveva saltato Gori favorito da un errore di Pezzi) poi va a segnare quando ormai Baroni non ci credeva più: stacco sul corner di Buzzegoli e sette minuti di sofferenza per l’Arechi. Al triplice fischio esulta solo la Salernitana: i granata tornano alla vittoria, per il Benevento non si spezza la maledizione Arechi.
Il pagellone di Salernitana-Benevento: Improta imprendibile, Coda generoso ma egoista

bru_3262TERRACCIANO 6 il Benevento ci prova più che altro con tiri dalla distanza. Ci mette le mani su Ceravolo, attento anche su Pezzi sul finire di primo tempo. Incolpevole sull’incornata di Lucioni.

PERICO 6 agisce di posizione, preoccupandosi unicamente di presidiare la sua fetta di campo. Inguardabile un suo cambio gioco.

LUIZ FELIPE 6,5 tutt’altro che a disagio nonostante sia all’esordio assoluto tra i professionisti. Anzi, a volte eccede in confidenza con la palla, difetto tipicamente brasiliano. Si toglie lo sfizio di bucare Gori con una sortita offensiva su palla da fermo conclusa con un bolide imparabile per l’ex numero uno granata. Caccia gli artigli a dispetto della giovanissima età, cattivo quando entra in tackle. Finisce la benzina e termina in apnea. Prima si perde Cissè, poi Lucioni sul gol della bandiera del Benevento.

BERNARDINI 6 non è al meglio e si vede. Soffre la vivacità di Ceravolo, sempre un osso duro quando si muove sul filo del fuorigioco. Nella ripresa prima la combina grossa facendosi soffiare da Cissè la palla da cui nascerà l’azione della traversa di Ceravolo, poi si erge a diga sbrogliando diverse matasse intricate nei concitati minuti finali.

VITALE 6,5 il solito treno sulla fascia sinistra, con Zito s’intende e duetta a meraviglia. Quando attacca arriva sempre sul fondo, stravince il duello ravvicinato con Melara e Venuti.

IMPROTA 7 è la mossa a sorpresa di Sannino, dalla sua posizione dipende lo schieramento tattico dei granata. Merita tutta la fiducia accordatagli dal tecnico di Ottaviano. La sua produzione offensiva è notevole, non solo perché timbra una clamorosa traversa con un desto potente praticamente da fermo: quando spinge è devastante. Applicato e diligente in fase difensiva anche se talvolta paga i chili e centimetri in meno rispetto al dirimpettaio Jakimovski. Rifiata nella ripresa avendo speso tantissimo e la Salernitana fa fatica a ripartire. Dal 40’ st LAVERONE s.v.

BUSELLATO 6,5 piedi non educatissimi, talvolta bisticcia col pallone ma compensa con cuore e generosità. Scodella in area la palla del raddoppio.

DELLA ROCCA 7 inizia in sordina, concedendo troppo campo alla sortita di Buzzegoli che si conclude con un tiro impreciso. Poi carbura e sale in cattedra con una gestione intelligente della sfera. Sventaglia il campo con precise aperture, fa esplodere l’Arechi con una zampata che non lascia scampo a Gori.

ZITO 6,5 sfila via a Venuti e serve un assist invitante che Rosina spreca. Fa sponda di testa per il gol di Della Rocca, poi scalda le mani a Gori col mancino. Nel secondo tempo va in riserva, esce stremato. Dal 30’ st RONALDO 6 ci mette del suo nella gestione del vantaggio, sfiora il gol con un bolide dalla distanza.

ROSINA 6 suo il primo tentativo del match, Gori si salva con i piedi. Sbaglia un rigore in movimento impattando la palla con troppa sicurezza. Nella ripresa rischia il giallo per simulazione accentuando un contatto con Ciciretti, si arrabbia (a ragione) con Coda che non gli appoggia la palla del possibile 3-0.

CODA 6 merita comunque la sufficienza per la grande generosità profusa. Praticamente da solo impegna i quattro difensori giallorossi costringendoli spesso all’errore nel giropalla. Nel primo tempo vanifica un interessante contropiede. Furbo e intelligente quando intercetta il disimpegno sbagliato di Pezzi, egoista perché ignora Rosina meglio piazzato e comunque sfortunato nel trovare la testa di Lucioni a negargli la gioia del gol.

ALL. SANNINO 6,5 sorprende il collega Baroni, che già al giovedì – con un pizzico di presunzione – aveva affermato di conoscere come la Salernitana sarebbe scesa in campo. La mossa Improta scompagina i piani sanniti, i granata fanno il bello ed il cattivo tempo sulle corsie esterne. Nella ripresa la squadra boccheggia, lui tarda i cambi e non li sfrutta neppure tutti. Prima richiama Mantovani, poi lo tiene in ghiacciaia nonostante Luiz Felipe fosse stremato.