Gli azzurri vincono per 3-2 contro la Macedonia.Ma èun Italia da rivedere,oppure è Ventura da rivedere

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 Ventura sbaglia completamente formazione contro la Macedonia.GRAZIE a Ciro  Immobile, doppietta e vittoria Segna anche Belotti. Gli azzurri però per due minuti si spengono

Ciro Immobile verrà ricordato come l’eroe di Skopje. La sua doppietta ha evitato agli azzurri una brutta sconfitta e una pessima figura. Invece l’Italia adesso è prima nel girone insieme alla Spagna. Entrambe hanno superato l’Albania. L’attaccante della Lazio ha segnato il suo quarto gol in maglia azzurra. Per lui sono già 8 quelli in questa stagione. Ma, in realtà, questa Italia ha sofferto un po’ troppo? «Abbiamo disputato un buon primo tempo, nel secondo siamo stati un po’ molli. Quando abbiamo subito il pareggio non siamo riusciti a reagire. Dobbiamo avere più cattiveria, in campo europeo non puoi sbagliare. Siamo stati bravi a recuperare lo svantaggio sia contro la Spagna sia contro la Macedonia». Cosa manca ancora a questa Italia? «Dobbiamo essere più svegli. Questo successo è importante per il lavoro fatto da Ventura, siamo sulla strada giusta».  

 
REAZIONE. Come esce l’Italia da questa settimana dove ha affrontato due partite ricche di tensioni e molto complicate? «Contro la Spagna abbiamo giocato bene l’ultima mezz’ora. Dobbiamo continuare così, anche perché, lo ripeto, dobbiamo migliorare per quanto riguarda la cattiveria, dobbiamo restare sempre in partita». Forse questa Italia ha un po’ di paura? «Forse siamo stati un po’ timorosi di non riusciamo a fare quello che sappiamo». La linea verde… azzurra continua a dare ottimi frutti. Ciro Immobile si sente titolare in questa Italia? «Mi sento importante, non titolare. La fiducia che viene data dall’ambiente, dal tecnico e dai compagni ti fa stare bene nel gruppo».  
 
BUFFON. Il capitano azzurro è stato piuttosto severo a fine gara. «Ventura ha in mano la situazione, sa quello che deve fare – ha detto – ogni tanto noi commettiamo degli errori, così che le partite facili diventano difficili. Quella contro la Macedonia è stata una gara molto strana. Siamo andati in vantaggio ma già sullo 0-0 e poi sull’1-0 abbiamo concesso troppe occasioni da gol ai nostri avversari. Di buono c’è che il risultato anche questa volta ci ha premiato oltre misura, vuol dire che ce lo meritiamo». 

 
VERRATTI. Il regista del Paris St. Germain ha fatto il «mea culpa», riconoscendo che il suo errore poteva essere determinante per la vittoria e, di conseguenza, la qualificazione dell’Italia alla fase finale di Russia 2018. «Sì, abbiamo sofferto così tanto per errori individuali – ha ammesso Verratti – penso che non abbiamo rischiato tantissimo per primo tempo. Ma il mio errore poteva cambiare la partita, i nostri avversari hanno preso fiducia, noi siamo andati in confusione». È tutto bene quel che finisce bene: «Poi abbiamo dimostrato di essere un’altra squadra, è difficile ottenere in questo modo una vittoria». Come si fa a commettere un errore come quello di Verratti in occasione del primo gol? «Anche a me capita, certe volte succede anche se difficilmente in vita mia ho commesso errori così, questi sono sbagli individuali che non possiamo permetterci, poi diventa difficile rimontare». Come si spiega il black out che ha portato sull’1-2? «La Spagna l’anno scorso aveva giocato qui e aveva vinto 1-0. Nel calcio di oggi sembra tutto facile. Vincere in Macedonia può sembrare semplice». 
 
BELOTTI. L’attaccante del Torino a fine gara era felice: esordio da titolare e primo gol in Nazionale. «Sono contento, è vero, ma ovviamente c’è da analizzare tanto di questa partita dove abbiamo sofferto – ha spiegato – Noi non dobbiamo giocare così, siamo forti e dobbiamo crescere giocatori». Dove hanno sbagliato gli azzurri? «Purtroppo la partita si è messa in un brutto modo, abbiamo regalato noi i due gol, abbiamo sbagliato tante scelte di passaggio, poi siamo riusciti a raddrizzarla». Questa Italia si può qualificare? «Dobbiamo pensare partita per partita, ripartire da quello che abbiamo fatto vedere contro Spagna e Macedonia» Anche Parolo è stato molto critico: «Se l’Italia non gioca con la testa, possiamo rischiare contro tante squadre. Contro Spagna e Macedonia potevamo portare a casa zero punti, ne abbiamo conquistati quattro. Non possiamo permetterci questi cali di concentrazione». 

 

 

Un’ora senza gioco con la Spagna, due minuti di black out totale in Macedonia, più una coda di una decina di minuti a mani alzate, rischiando il tracollo. Poi, come a Torino, decisivi i cambi di Ventura. E stavolta la ciambella, che sembrava bruciata irrimediabilmente, è riuscita col centro, anzi tre, uno segnato da Belotti (primo gol azzurro) e quelli decisivi da Immobile, che ha chiuso la partita quando era già finita. Piange di nuovo la Macedonia di Pandev, sconfitta per la terza volta senza averlo meritato, che ha mostrato un Nestorovski formidabile e a segno, migliore in campo fino al momento dell’infortunio, decisivo anche nell’economia del gioco azzurro. Certo è che questa Nazionale di Ventura a dama ci arriva in un modo faticosissimo. Però stanno accadendo delle cose: a parte il primato nel girone, insieme alla Spagna, il ct, dopo aver messo dentro quanti più giovanotti poteva, senza che Bernardeschi e Verratti confermassero qui quel che valgono, ha finito col varare per la prima volta il suo agognato 4-2-4. Sta di fatto che l’Italia così è riuscita a ribaltare la situazione. Manca ancora però a questo gruppo quel senso supremo di gruppo, che pare scivolato via da certi animi con le lacrime versate in Francia, dopo l’eliminazione da Euro 2016. E questo ci pare il problema maggiore, più che le scelte tattiche o di uomini.

 
SCELTE. “Pessimista” contro la Spagna, parafrasando Ancelotti quando c’è da descrivere un difensore, ottimista contro la Macedonia. Ventura, qui dove era richiesto, alza l’Italia oltre l’ostacolo, scegliendo una Nazionale giovane e sbarazzina, con Immobile-Belotti affiancati in attacco, passando da un centrocampo conservativo (Florenzi-Parolo-De Rossi-Montolivo-De Sciglio) a una mediana di gamba e estro (Candreva-Bernardeschi a destra, Bonaventura interno sinistro, più il compagno milanista De Sciglio in fascia e l’annunciato Verratti in regia). E’ il talento viola la carta in più che si gioca il ct. Però col passare dei minuti la natura tecnica dei singoli prevale sugli equilibri: la squadra si allunga molto, Verratti si schiaccia senza il supporto dei due interni. Pur avendo il boccino, l’Italia cerca l’inerzia giusta e in questa fase rischia il controgioco macedone, orchestrato da un Pandev sornione e preciso. Dopo un gol annullato a Candreva (9′), nel momento in cui Ventura chiede a Bonaventura e Bernardeschi, due mezze punte, maggior copertura, Nestorovski, solo al limite, trova una gran parabola fermata dalla traversa (17′). Forse la Macedonia, partita tutta sotto la linea della palla, presume troppo, lascia campo, dove si infilano due volte gli azzurri. Alla prima, bella azione in verticale Bernardeschi-Candreva-Immobile, Bogatinov si salva in angolo. E dalla bandierina il viola trova la cresta micidiale di Belotti (24′), che può dare la sua prima “sveglia” azzurra.  
 
FATICA. Solo che le cose, anche così, non si mettono sul piano inclinato giusto. I giallorossi si riprendono in fretta e non lasciano più iniziative all’Italia, con Nestorovski davvero brillante e vicino al pari (41′). Non serve l’intervallo a chiarire le idee ai nostri, non serve la mezza occasione di Immobile (5′); perché dopo un’ora l’Italia si spegne, resta schiacciata dai propri limiti tattici, e soprattutto mentali. In due minuti due errori individuali, prima di Verratti poi di Bernardeschi, dentro a una squadra totalmente sbilanciata, aprono campo e porta a uno-due micidiale. Segna prima il fenomenale Nestorovski (12′) e a seguire Hasani (14′), con l’Italia in crisi profonda.

 
 
CAMBI. Ventura davanti all’abisso, gioca la svolta: fuori Bernardeschi e Bonaventura, dentro Sansone, alto a sinistra, e Parolo, in coppia con Verratti, Italia col 4-2-4. Nel momento del passaggio tattico la Macedonia sfiora il 3-1 (25′, Mojsov). Complice l’infortunio di Nestorovski, l’Italia ritrova spazio, coraggio, qualche linea di gioco e il pari (30′) con Immobile, su assist di Candreva. Ancora un cambio, con Eder per Belotti, e assalto finale, tutto nei piedi illuminati di Candreva e nella garra di Immobile che in pieno recupero gonfia rete e ruote azzurre. Ma quanta fatica. 

fonte:corrieredellosport   michele de lucia

 Ventura sbaglia completamente formazione contro la Macedonia.GRAZIE a Ciro  Immobile, doppietta e vittoria Segna anche Belotti. Gli azzurri però per due minuti si spengono

Ciro Immobile verrà ricordato come l’eroe di Skopje. La sua doppietta ha evitato agli azzurri una brutta sconfitta e una pessima figura. Invece l’Italia adesso è prima nel girone insieme alla Spagna. Entrambe hanno superato l’Albania. L’attaccante della Lazio ha segnato il suo quarto gol in maglia azzurra. Per lui sono già 8 quelli in questa stagione. Ma, in realtà, questa Italia ha sofferto un po’ troppo? «Abbiamo disputato un buon primo tempo, nel secondo siamo stati un po’ molli. Quando abbiamo subito il pareggio non siamo riusciti a reagire. Dobbiamo avere più cattiveria, in campo europeo non puoi sbagliare. Siamo stati bravi a recuperare lo svantaggio sia contro la Spagna sia contro la Macedonia». Cosa manca ancora a questa Italia? «Dobbiamo essere più svegli. Questo successo è importante per il lavoro fatto da Ventura, siamo sulla strada giusta».  


 
REAZIONE. Come esce l’Italia da questa settimana dove ha affrontato due partite ricche di tensioni e molto complicate? «Contro la Spagna abbiamo giocato bene l’ultima mezz’ora. Dobbiamo continuare così, anche perché, lo ripeto, dobbiamo migliorare per quanto riguarda la cattiveria, dobbiamo restare sempre in partita». Forse questa Italia ha un po’ di paura? «Forse siamo stati un po’ timorosi di non riusciamo a fare quello che sappiamo». La linea verde… azzurra continua a dare ottimi frutti. Ciro Immobile si sente titolare in questa Italia? «Mi sento importante, non titolare. La fiducia che viene data dall’ambiente, dal tecnico e dai compagni ti fa stare bene nel gruppo».  
 
BUFFON. Il capitano azzurro è stato piuttosto severo a fine gara. «Ventura ha in mano la situazione, sa quello che deve fare – ha detto – ogni tanto noi commettiamo degli errori, così che le partite facili diventano difficili. Quella contro la Macedonia è stata una gara molto strana. Siamo andati in vantaggio ma già sullo 0-0 e poi sull’1-0 abbiamo concesso troppe occasioni da gol ai nostri avversari. Di buono c’è che il risultato anche questa volta ci ha premiato oltre misura, vuol dire che ce lo meritiamo». 


 
VERRATTI. Il regista del Paris St. Germain ha fatto il «mea culpa», riconoscendo che il suo errore poteva essere determinante per la vittoria e, di conseguenza, la qualificazione dell’Italia alla fase finale di Russia 2018. «Sì, abbiamo sofferto così tanto per errori individuali – ha ammesso Verratti – penso che non abbiamo rischiato tantissimo per primo tempo. Ma il mio errore poteva cambiare la partita, i nostri avversari hanno preso fiducia, noi siamo andati in confusione». È tutto bene quel che finisce bene: «Poi abbiamo dimostrato di essere un’altra squadra, è difficile ottenere in questo modo una vittoria». Come si fa a commettere un errore come quello di Verratti in occasione del primo gol? «Anche a me capita, certe volte succede anche se difficilmente in vita mia ho commesso errori così, questi sono sbagli individuali che non possiamo permetterci, poi diventa difficile rimontare». Come si spiega il black out che ha portato sull’1-2? «La Spagna l’anno scorso aveva giocato qui e aveva vinto 1-0. Nel calcio di oggi sembra tutto facile. Vincere in Macedonia può sembrare semplice». 
 
BELOTTI. L’attaccante del Torino a fine gara era felice: esordio da titolare e primo gol in Nazionale. «Sono contento, è vero, ma ovviamente c’è da analizzare tanto di questa partita dove abbiamo sofferto – ha spiegato – Noi non dobbiamo giocare così, siamo forti e dobbiamo crescere giocatori». Dove hanno sbagliato gli azzurri? «Purtroppo la partita si è messa in un brutto modo, abbiamo regalato noi i due gol, abbiamo sbagliato tante scelte di passaggio, poi siamo riusciti a raddrizzarla». Questa Italia si può qualificare? «Dobbiamo pensare partita per partita, ripartire da quello che abbiamo fatto vedere contro Spagna e Macedonia» Anche Parolo è stato molto critico: «Se l’Italia non gioca con la testa, possiamo rischiare contro tante squadre. Contro Spagna e Macedonia potevamo portare a casa zero punti, ne abbiamo conquistati quattro. Non possiamo permetterci questi cali di concentrazione». 

 

 

Un’ora senza gioco con la Spagna, due minuti di black out totale in Macedonia, più una coda di una decina di minuti a mani alzate, rischiando il tracollo. Poi, come a Torino, decisivi i cambi di Ventura. E stavolta la ciambella, che sembrava bruciata irrimediabilmente, è riuscita col centro, anzi tre, uno segnato da Belotti (primo gol azzurro) e quelli decisivi da Immobile, che ha chiuso la partita quando era già finita. Piange di nuovo la Macedonia di Pandev, sconfitta per la terza volta senza averlo meritato, che ha mostrato un Nestorovski formidabile e a segno, migliore in campo fino al momento dell’infortunio, decisivo anche nell’economia del gioco azzurro. Certo è che questa Nazionale di Ventura a dama ci arriva in un modo faticosissimo. Però stanno accadendo delle cose: a parte il primato nel girone, insieme alla Spagna, il ct, dopo aver messo dentro quanti più giovanotti poteva, senza che Bernardeschi e Verratti confermassero qui quel che valgono, ha finito col varare per la prima volta il suo agognato 4-2-4. Sta di fatto che l’Italia così è riuscita a ribaltare la situazione. Manca ancora però a questo gruppo quel senso supremo di gruppo, che pare scivolato via da certi animi con le lacrime versate in Francia, dopo l’eliminazione da Euro 2016. E questo ci pare il problema maggiore, più che le scelte tattiche o di uomini.

 
SCELTE. “Pessimista” contro la Spagna, parafrasando Ancelotti quando c’è da descrivere un difensore, ottimista contro la Macedonia. Ventura, qui dove era richiesto, alza l’Italia oltre l’ostacolo, scegliendo una Nazionale giovane e sbarazzina, con Immobile-Belotti affiancati in attacco, passando da un centrocampo conservativo (Florenzi-Parolo-De Rossi-Montolivo-De Sciglio) a una mediana di gamba e estro (Candreva-Bernardeschi a destra, Bonaventura interno sinistro, più il compagno milanista De Sciglio in fascia e l’annunciato Verratti in regia). E’ il talento viola la carta in più che si gioca il ct. Però col passare dei minuti la natura tecnica dei singoli prevale sugli equilibri: la squadra si allunga molto, Verratti si schiaccia senza il supporto dei due interni. Pur avendo il boccino, l’Italia cerca l’inerzia giusta e in questa fase rischia il controgioco macedone, orchestrato da un Pandev sornione e preciso. Dopo un gol annullato a Candreva (9'), nel momento in cui Ventura chiede a Bonaventura e Bernardeschi, due mezze punte, maggior copertura, Nestorovski, solo al limite, trova una gran parabola fermata dalla traversa (17'). Forse la Macedonia, partita tutta sotto la linea della palla, presume troppo, lascia campo, dove si infilano due volte gli azzurri. Alla prima, bella azione in verticale Bernardeschi-Candreva-Immobile, Bogatinov si salva in angolo. E dalla bandierina il viola trova la cresta micidiale di Belotti (24'), che può dare la sua prima “sveglia” azzurra.  
 
FATICA. Solo che le cose, anche così, non si mettono sul piano inclinato giusto. I giallorossi si riprendono in fretta e non lasciano più iniziative all’Italia, con Nestorovski davvero brillante e vicino al pari (41'). Non serve l’intervallo a chiarire le idee ai nostri, non serve la mezza occasione di Immobile (5'); perché dopo un’ora l’Italia si spegne, resta schiacciata dai propri limiti tattici, e soprattutto mentali. In due minuti due errori individuali, prima di Verratti poi di Bernardeschi, dentro a una squadra totalmente sbilanciata, aprono campo e porta a uno-due micidiale. Segna prima il fenomenale Nestorovski (12') e a seguire Hasani (14'), con l’Italia in crisi profonda.

 
 
CAMBI. Ventura davanti all’abisso, gioca la svolta: fuori Bernardeschi e Bonaventura, dentro Sansone, alto a sinistra, e Parolo, in coppia con Verratti, Italia col 4-2-4. Nel momento del passaggio tattico la Macedonia sfiora il 3-1 (25', Mojsov). Complice l’infortunio di Nestorovski, l’Italia ritrova spazio, coraggio, qualche linea di gioco e il pari (30') con Immobile, su assist di Candreva. Ancora un cambio, con Eder per Belotti, e assalto finale, tutto nei piedi illuminati di Candreva e nella garra di Immobile che in pieno recupero gonfia rete e ruote azzurre. Ma quanta fatica. 

fonte:corrieredellosport   michele de lucia