Clemente Russo Tatanka il pugile steso dalle sue parole nel “Grande Fratello” mostra le deficienze del maschio italiano

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Clemente Russo Tatanka il pugile steso dalle sue parole nel “Grande Fratello”. Un reality che ha messo a nudo le deficienze dei maschi italiani, dal considerare “le donne tutte puttane e da ammazzare se tradiscono” come nel discorso  fatto in un contesto televisivo che becero è nato e becero è rimasto , da qui poi si sta passando alla realtà col Ministro che da i numeri secondo noi. Clemente Russo ha passato a Roma la sua giornata, al Dipartimento della Polizia penitenziaria. Una giornata conclusa con una lunga lettera aperta nella quale chiede scusa al dipartimento, alle donne, a quanti si sono sentiti offesi dalle parole («Una donna che tradisce bisognerebbe ammazzarla») che hanno causato l’espulsione dal Grande Fratello Vip. Contraccolpi dolorosi «come pugni sul ring» di cui si dice «stupito». Scuse «nei confronti del ministro della Giustizia Andrea Orlando, dell’Amministrazione Penitenziaria, di tutti i colleghi del Corpo di Polizia penitenziaria e infine ma non per ultime delle nostre donne, forti e generose come poche». Il ministro Orlando, che ha voluto una inchiesta sulle parole di Russo, ieri ha rincarato la dose: «Un poliziotto penitenziario che dice che lascerebbe stesa una donna nel caso la tradisca, essendo la polizia penitenziaria polizia delle garanzie, non ci fa fare un passo avanti». Da qui le scuse di Russo. «Il reclutamento nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre è nato dalla convinzione di abbracciare la missione del Corpo di riferimento». L’attenuante? È minima: «Non avevo tenuto in giusto conto le conseguenze di innaturale asocialità nella quale si è inseriti durante la forzata convivenza nella casa, tanto da non riconoscermi ora nella voce che ha pronunciato le frasi incriminate». Non sono un mostro, scrive Clemente Russo. «Sono un marito – e soprattutto un padre – che ama profondamente la propria famiglia e farebbe di tutto per difenderne l’integrità. Questi sono i valori dei quali mi sono sempre fatto portatore, in pubblico e nel privato. Affronterò serenamente le conseguenze del mio comportamento inappropriato».

Clemente Russo Tatanka il pugile steso dalle sue parole nel "Grande Fratello". Un reality che ha messo a nudo le deficienze dei maschi italiani, dal considerare "le donne tutte puttane e da ammazzare se tradiscono" come nel discorso  fatto in un contesto televisivo che becero è nato e becero è rimasto , da qui poi si sta passando alla realtà col Ministro che da i numeri secondo noi. Clemente Russo ha passato a Roma la sua giornata, al Dipartimento della Polizia penitenziaria. Una giornata conclusa con una lunga lettera aperta nella quale chiede scusa al dipartimento, alle donne, a quanti si sono sentiti offesi dalle parole («Una donna che tradisce bisognerebbe ammazzarla») che hanno causato l'espulsione dal Grande Fratello Vip. Contraccolpi dolorosi «come pugni sul ring» di cui si dice «stupito». Scuse «nei confronti del ministro della Giustizia Andrea Orlando, dell'Amministrazione Penitenziaria, di tutti i colleghi del Corpo di Polizia penitenziaria e infine ma non per ultime delle nostre donne, forti e generose come poche». Il ministro Orlando, che ha voluto una inchiesta sulle parole di Russo, ieri ha rincarato la dose: «Un poliziotto penitenziario che dice che lascerebbe stesa una donna nel caso la tradisca, essendo la polizia penitenziaria polizia delle garanzie, non ci fa fare un passo avanti». Da qui le scuse di Russo. «Il reclutamento nel Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre è nato dalla convinzione di abbracciare la missione del Corpo di riferimento». L'attenuante? È minima: «Non avevo tenuto in giusto conto le conseguenze di innaturale asocialità nella quale si è inseriti durante la forzata convivenza nella casa, tanto da non riconoscermi ora nella voce che ha pronunciato le frasi incriminate». Non sono un mostro, scrive Clemente Russo. «Sono un marito – e soprattutto un padre – che ama profondamente la propria famiglia e farebbe di tutto per difenderne l'integrità. Questi sono i valori dei quali mi sono sempre fatto portatore, in pubblico e nel privato. Affronterò serenamente le conseguenze del mio comportamento inappropriato».