Sorrento arresti domiciliari all’investitore di Gea Ferola. E’ uno dei primi arresti in Italia per omicidio stradale

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ANTEPRIMA . E’ stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura di Torre Annunziata l’investitore di Gea Ferola, la donna investita da uno scooter lungo il corso Italia a Sorrento lo scorso 30 luglio, poi morta in Ospedale. La donna quarantacinquenne  attraversava sul Corso Italia per raggiungere la propria abitazione nei pressi di Piazza Lauro quando è stata travolta da un giovane che di lavoro faceva il cameriere . Gea ha lasciato nel dolore il marito, titolare di un ristorante di Marina Grande, e tre figli adolescenti – e ha sconvolto Sorrento . L’arresto del giovane , che fu idendificato dalla polizia stradale, è avvenuto in seguito alla norma che punisce gravemente la guida in stato di ebbrezza o di uso di stupefacenti. Per ora non ci sono noti i dettagli. 

L’episodio si è verificato passata da poco la mezzanotte, il conducente di uno scooter, tenendo una velocità oltre quella consentita in un centro abitato, ha effettuato una repentina manovra di sorpasso a destra dei veicoli che lo precedevano, urtando dapprima un veicolo in sosta sul margine destro della carreggiata e successivamente investendo la donna che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali. Gli agenti del distaccamento di Polizia Stradale di Sorrento, intervenuti sul posto, hanno proceduto alla ricostruzione dell’incidente, avvalendosi anche delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza comunali, nonché delle testimonianze di coloro che hanno assistito alla tragica scena. Inoltre, hanno potuto acclarare che il conducente del motociclo già nel recente passato aveva provocato un incidente stradale trovandosi in stato di ubriachezza alcolica. Così, ieri sera, martedì 27 settembre, gli agenti del sostituto commissario Claudio Rippa hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare di arresti domicliari emessa dal Tribunale di Torre Annunziata, nei confronti di R.C., il conducente del motociclo, perché ritenuto responsabile del reato previsto e punito dall’art. 589bis del Codice Penale (quello che ha previsto il reato di omicidio stradale), con le aggravanti previste dal comma 2 (guida in stato di alterazione psicofisica determinato da assunzione di sostanze stupefacenti ) e 5 e nr. 3, poiché l’evento lesivo è stato causato “a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale”.

Articolo de Il Mattino del 29 settembre a firma di Ciriaco Viggiano 

Sorrento. Un sorpasso ad alta velocità, eseguito sotto l’effetto di cocaina e marijuana e conclusosi con l’impatto costato la vita a una 45enne che attraversava la strada sulle strisce pedonali: è sulla base di questi elementi che il gip del Tribunale di Torre Annunziata ha disposto gli arresti domiciliari per Rocco Cappiello, 20 anni, indagato per la morte di Gea Ferola (nella foto, la vittima). Il reato ipotizzato dai magistrati? Omicidio stradale aggravato. La svolta nell’inchiesta è arrivata martedì sera, quando gli agenti della Polstrada di Sorrento, diretti dal comandante Claudio Rippa, hanno notificato il provvedimento al ragazzo. Alla base della decisione del gip c’è la ricostruzione dell’incidente che, poco dopo la mezzanotte del 30 luglio scorso, ha insanguinato il tratto di corso Italia a ridosso dell’ufficio postale. Gea Ferola stava attraversando la strada sulle strisce pedonali insieme ai figli quando Cappiello, dopo aver superato a destra e ad alta velocità le automobili che lo precedevano, avrebbe urtato un veicolo in sosta lungo la carreggiata per poi centrare in pieno proprio la donna. A rafforzare l’ipotesi delineata dalla Procura di Torre Annunziata e dalla Polstrada ci pensano le immagini registrate dal sistema comunale di videosorveglianza e le testimonianze delle persone presenti sul luogo della tragedia. In più, la posizione del giovane è aggravata dal risultato dei test tossicologici ai quali gli agenti della polizia stradale l’hanno sottoposto subito dopo l’incidente: gli esami hanno rivelato l’assunzione di cocaina e cannabis. Ma non finisce qui. Poche settimane prima dello scontro costato la vita a Ferola, infatti, Cappiello si era reso protagonista di un altro incidente al termine del quale gli agenti della Polstrada lo avevano trovato in stato di ubriachezza. Ecco perché i pm di Torre Annunziata, coordinati dal procuratore Alessandro Pennasilico, hanno deciso di contestargli il reato di omicidio stradale aggravato da due circostanze: quella di essersi trovato alla guida «in stato di alterazione psicofisica» provocata dall’assunzione di droga e quella di aver travolto la vittima dopo un sorpasso azzardato in corrispondenza di un attraversamento pedonale. Una disgrazia che, oltre alla sospensione della patente di guida per 24 mesi, potrebbe costargli fino a 12 anni di carcere.

ANTEPRIMA . E' stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della Procura di Torre Annunziata l'investitore di Gea Ferola, la donna investita da uno scooter lungo il corso Italia a Sorrento lo scorso 30 luglio, poi morta in Ospedale. La donna quarantacinquenne  attraversava sul Corso Italia per raggiungere la propria abitazione nei pressi di Piazza Lauro quando è stata travolta da un giovane che di lavoro faceva il cameriere . Gea ha lasciato nel dolore il marito, titolare di un ristorante di Marina Grande, e tre figli adolescenti – e ha sconvolto Sorrento . L'arresto del giovane , che fu idendificato dalla polizia stradale, è avvenuto in seguito alla norma che punisce gravemente la guida in stato di ebbrezza o di uso di stupefacenti. Per ora non ci sono noti i dettagli. 

L’episodio si è verificato passata da poco la mezzanotte, il conducente di uno scooter, tenendo una velocità oltre quella consentita in un centro abitato, ha effettuato una repentina manovra di sorpasso a destra dei veicoli che lo precedevano, urtando dapprima un veicolo in sosta sul margine destro della carreggiata e successivamente investendo la donna che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali. Gli agenti del distaccamento di Polizia Stradale di Sorrento, intervenuti sul posto, hanno proceduto alla ricostruzione dell’incidente, avvalendosi anche delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza comunali, nonché delle testimonianze di coloro che hanno assistito alla tragica scena. Inoltre, hanno potuto acclarare che il conducente del motociclo già nel recente passato aveva provocato un incidente stradale trovandosi in stato di ubriachezza alcolica. Così, ieri sera, martedì 27 settembre, gli agenti del sostituto commissario Claudio Rippa hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare di arresti domicliari emessa dal Tribunale di Torre Annunziata, nei confronti di R.C., il conducente del motociclo, perché ritenuto responsabile del reato previsto e punito dall’art. 589bis del Codice Penale (quello che ha previsto il reato di omicidio stradale), con le aggravanti previste dal comma 2 (guida in stato di alterazione psicofisica determinato da assunzione di sostanze stupefacenti ) e 5 e nr. 3, poiché l’evento lesivo è stato causato “a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale”.

Articolo de Il Mattino del 29 settembre a firma di Ciriaco Viggiano 

Sorrento. Un sorpasso ad alta velocità, eseguito sotto l'effetto di cocaina e marijuana e conclusosi con l'impatto costato la vita a una 45enne che attraversava la strada sulle strisce pedonali: è sulla base di questi elementi che il gip del Tribunale di Torre Annunziata ha disposto gli arresti domiciliari per Rocco Cappiello, 20 anni, indagato per la morte di Gea Ferola (nella foto, la vittima). Il reato ipotizzato dai magistrati? Omicidio stradale aggravato. La svolta nell'inchiesta è arrivata martedì sera, quando gli agenti della Polstrada di Sorrento, diretti dal comandante Claudio Rippa, hanno notificato il provvedimento al ragazzo. Alla base della decisione del gip c'è la ricostruzione dell'incidente che, poco dopo la mezzanotte del 30 luglio scorso, ha insanguinato il tratto di corso Italia a ridosso dell'ufficio postale. Gea Ferola stava attraversando la strada sulle strisce pedonali insieme ai figli quando Cappiello, dopo aver superato a destra e ad alta velocità le automobili che lo precedevano, avrebbe urtato un veicolo in sosta lungo la carreggiata per poi centrare in pieno proprio la donna. A rafforzare l'ipotesi delineata dalla Procura di Torre Annunziata e dalla Polstrada ci pensano le immagini registrate dal sistema comunale di videosorveglianza e le testimonianze delle persone presenti sul luogo della tragedia. In più, la posizione del giovane è aggravata dal risultato dei test tossicologici ai quali gli agenti della polizia stradale l'hanno sottoposto subito dopo l'incidente: gli esami hanno rivelato l'assunzione di cocaina e cannabis. Ma non finisce qui. Poche settimane prima dello scontro costato la vita a Ferola, infatti, Cappiello si era reso protagonista di un altro incidente al termine del quale gli agenti della Polstrada lo avevano trovato in stato di ubriachezza. Ecco perché i pm di Torre Annunziata, coordinati dal procuratore Alessandro Pennasilico, hanno deciso di contestargli il reato di omicidio stradale aggravato da due circostanze: quella di essersi trovato alla guida «in stato di alterazione psicofisica» provocata dall'assunzione di droga e quella di aver travolto la vittima dopo un sorpasso azzardato in corrispondenza di un attraversamento pedonale. Una disgrazia che, oltre alla sospensione della patente di guida per 24 mesi, potrebbe costargli fino a 12 anni di carcere.