La Reggia è un luogo insicuro, salta il G7 a Caserta. Sopralluoghi negativi, anche il decoro urbano tra i motivi del no

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Il G7 economico a Caserta è a rischio. La città potrebbe perdere il prestigioso appuntamento di maggio (è previsto dall’11 al 13) con il vertice tra i ministri dell’economia, i governatori delle banche centrali dei sette Paesi più industrializzati al mondo e i rappresentanti degli organismi internazionali. Dopo la promozione politica, testimoniata dalla volontà di assegnare il G7 a Caserta (a dire il vero mai ufficializzata dal Governo; a Palazzo Chigi la notizia dell’annuncio da parte del sindaco Marino e del governatore De Luca ha provocato irritazione), sarebbe in arrivo una bocciatura da parte dei tecnici. I sopralluoghi già effettuati in città, d’altronde, hanno fatto emergere sin da subito una serie di criticità da affrontare: sicurezza, logistica, ospitalità, decoro urbano e servizi, trasporti compresi. Ebbene la sintesi, racchiusa in un dossier, delle valutazioni fatte dai funzionari della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri dell’Economia, dell’Interno e degli Esteri, suggerisce un orientamento negativo. Tanto che nelle ultime ore è spuntata l’ipotesi Bari. Due le criticità che pesano come macigni: la sicurezza della Reggia e la logistica. Anche un impegno straordinario delle forze dell’ordine (prevista, tra l’altro, un’ampia e blindatissima zona rossa non solo per rispettare le misure antiterrosismo ma anche per evitare le temute incursioni dei «Black boc») non servirebbe a superare le problematiche da tempo segnalate alla Reggia. Nel monumento vanno adottate le misure predisposte nel corso di Comitati per la sicurezza e l’ordine pubblico ad hoc convocati in prefettura: in primis l’installazione di metaldetector e di telecamere. Criticità, tra l’altro, tornate alla ribalta dopo il furto notturno di due bici e dell’incasso della buvette della Reggia commesso a inizio mese. Il quadro emerso dai sopralluoghi è allarmante. Nella Reggia ci sono ancora famiglie di abusivi. Dunque, c’è chi può entrare e uscire in qualsiasi momento. Nei dintorni del monumento, poi, è un pullulare di venditori ambulanti e parcheggiatori abusivi. Ma Felicori non ci sta. Il manager della Reggia, che ha preferito non commentare notizie «non ufficiali e decisioni di competenza del governo», tiene a sottolineare che «nessuno ha parlato con me del problema sicurezza del monumento legato al G7». L’altra criticità è la logistica. Non tutte le strutture alberghiere prese in considerazioni hanno convinto. Ma non in termini di recettività e servizi offerti. A influire sulla valutazione è soprattutto il degrado che da tempo caratterizza viale Carlo III, da tempo assediato da lavavetri (spesso si registrano risse con automobilisti e danneggiamenti alle auto), prostitute e venditori ambulanti. E così quando ieri è trapelata la notizia (non ha trovato riscontri ufficiali) di disdette giunte da alcune delegazioni dei Paesi partecipanti proprio nelle strutture che insistono lungo il viale, che conduce alla Reggia, i contatti con Roma si sono infittiti. Il sindaco ha sentito nuovamente il consigliere diplomatico del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per rassicurarlo dell’impegno a risolvere le criticità emerse. Per la logistica sono state prospettate altre soluzioni. Così come per il degrado di viale Carlo III. Marino ha anche inviato una mail al premier Renzi per illustrargli la situazione. Ma c’è da fare tanto anche in città. Il biglietto da visita di piazza Carlo III, dove affaccia la Reggia, non può essere quello attuale. E poi vanno migliorate anche le condizioni degli assi viari e i collegamenti tra Reggia e il Real sito del Belvedere di San Leucio, le due location individuate per l’evento. (Andrea Ferraro – Il Mattino)

Il G7 economico a Caserta è a rischio. La città potrebbe perdere il prestigioso appuntamento di maggio (è previsto dall’11 al 13) con il vertice tra i ministri dell’economia, i governatori delle banche centrali dei sette Paesi più industrializzati al mondo e i rappresentanti degli organismi internazionali. Dopo la promozione politica, testimoniata dalla volontà di assegnare il G7 a Caserta (a dire il vero mai ufficializzata dal Governo; a Palazzo Chigi la notizia dell’annuncio da parte del sindaco Marino e del governatore De Luca ha provocato irritazione), sarebbe in arrivo una bocciatura da parte dei tecnici. I sopralluoghi già effettuati in città, d’altronde, hanno fatto emergere sin da subito una serie di criticità da affrontare: sicurezza, logistica, ospitalità, decoro urbano e servizi, trasporti compresi. Ebbene la sintesi, racchiusa in un dossier, delle valutazioni fatte dai funzionari della presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri dell’Economia, dell’Interno e degli Esteri, suggerisce un orientamento negativo. Tanto che nelle ultime ore è spuntata l’ipotesi Bari. Due le criticità che pesano come macigni: la sicurezza della Reggia e la logistica. Anche un impegno straordinario delle forze dell’ordine (prevista, tra l’altro, un’ampia e blindatissima zona rossa non solo per rispettare le misure antiterrosismo ma anche per evitare le temute incursioni dei «Black boc») non servirebbe a superare le problematiche da tempo segnalate alla Reggia. Nel monumento vanno adottate le misure predisposte nel corso di Comitati per la sicurezza e l’ordine pubblico ad hoc convocati in prefettura: in primis l’installazione di metaldetector e di telecamere. Criticità, tra l’altro, tornate alla ribalta dopo il furto notturno di due bici e dell’incasso della buvette della Reggia commesso a inizio mese. Il quadro emerso dai sopralluoghi è allarmante. Nella Reggia ci sono ancora famiglie di abusivi. Dunque, c’è chi può entrare e uscire in qualsiasi momento. Nei dintorni del monumento, poi, è un pullulare di venditori ambulanti e parcheggiatori abusivi. Ma Felicori non ci sta. Il manager della Reggia, che ha preferito non commentare notizie «non ufficiali e decisioni di competenza del governo», tiene a sottolineare che «nessuno ha parlato con me del problema sicurezza del monumento legato al G7». L’altra criticità è la logistica. Non tutte le strutture alberghiere prese in considerazioni hanno convinto. Ma non in termini di recettività e servizi offerti. A influire sulla valutazione è soprattutto il degrado che da tempo caratterizza viale Carlo III, da tempo assediato da lavavetri (spesso si registrano risse con automobilisti e danneggiamenti alle auto), prostitute e venditori ambulanti. E così quando ieri è trapelata la notizia (non ha trovato riscontri ufficiali) di disdette giunte da alcune delegazioni dei Paesi partecipanti proprio nelle strutture che insistono lungo il viale, che conduce alla Reggia, i contatti con Roma si sono infittiti. Il sindaco ha sentito nuovamente il consigliere diplomatico del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per rassicurarlo dell’impegno a risolvere le criticità emerse. Per la logistica sono state prospettate altre soluzioni. Così come per il degrado di viale Carlo III. Marino ha anche inviato una mail al premier Renzi per illustrargli la situazione. Ma c’è da fare tanto anche in città. Il biglietto da visita di piazza Carlo III, dove affaccia la Reggia, non può essere quello attuale. E poi vanno migliorate anche le condizioni degli assi viari e i collegamenti tra Reggia e il Real sito del Belvedere di San Leucio, le due location individuate per l’evento. (Andrea Ferraro – Il Mattino)