I 50 anni di Jovanotti, tra successo e impegno

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27/09/2016 – Da teenager, in pieni anni 80, era il dj più ambito dalle discoteche romane. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è uno dei migliori esempi di positivo trasformismo artistico: a 50 anni (li compie il 27 settembre), e con quasi tre decenni di carriera alla spalle, è uno dei pochi artisti italiani ad aver attraversato cambi di mode e gusti senza perdere il contatto con la realtà e con il pubblico. Ha scritto canzoni e libri, rappato, inventato tormentoni e melodie, composto musiche per il cinema. Ha scherzato e detto cose serie, ha studiato per migliorare, ha preso coscienza e manifestato impegno. Ha navigato in mezzo ai burrascosi cambiamenti del Paese cercando di mantenere una sua rotta. Quando ha dato il via alla sua carriera, alla fine degli anni 80, ha svecchiato una scena pop un po’ spenta con un’esuberanza tontolona e travolgente che ha diviso pubblico e critica ma che ha finito col lasciare il segno. E una volta abbandonato il giovanilismo esasperato degli esordi (segnati dalla collaborazione coon Claudio Cecchetto) ha creato uno stile in continua evoluzione, pervaso da una facilità comunicativa e da una curiosità molte rare nel mondo del pop. Oltre alla musica, ha esplorato altri terreni artistici con incursioni nella pittura, nel cinema e nella letteratura. In poche tappe ripecorriamo alcuni momenti salienti della sua carriera. 1991 – Una tribù che balla Il ragazzino prodigio che spopola in radio (leggendaria la sua performance a Radio Deejay nella notte di Capodanno tra il 1987 e il 1988, quando rimase al microfono per otto ore filate) e che mette in fila successi come E’ qui la festa e Gimme five inizia a crescere. La sua musica si evolve, e per la prima volta anche i suoi detrattori restano incuriositi dalla sua creatività. Almeno due brani del disco (Muoviti muoviti e Cosa dovrei fare) trascinano Jovanotti due spanne sopra la normalità del pop da classifica. La trasformazione continua a prendere corpo l’anno dopo con il singolo Cuore, dedicato a Giovanni Falcone. Video 1994 – Lorenzo 1994 E’ l’anno dell’ennesima svolta artistica. Dopo un acclamatissimo tour con Luca Carboni, arriva il disco della definitiva consacrazione. Con Penso positivo (un brano apprezzato anche dall’Osservatore Romano), Lorenzo prende definitavemnte le distanze dagli slogan degli esordi, mentre con Seranata rap arriva anche il successo internazionale (il video è il più trasmesso dalle tv europee e sudamericane). Poi arriva il trionfale tour negli stadi con Pino Daniele ed Eros Ramazzotti, che sbarca anche in Europa. In quello stesso anno Jovanotti inaugura l’etichetta discografica Soleluna. 1997 – Pittura, tributi e libri In quell’anno esce L’albero, un disco torrenziale e pieno di riferimenti etnici. Ma è in quella stagione che Jovanotti mette in luce tutto il suo eclettismo artistico e la sua creatività. I suoi quadri vengono esposti al Brescia Music Art; esordisce al cinema come attore nel film di Francesco D’Alatri I giardini dell’Eden; prende parte a due tributi discografici di respiro internazionale come The different you, dedicato a Robert Wyatt, e Red, hot and rhapsody, dedicato a George Gershwin; è parte attiva nel disco Artisti riuniti per gli zapatisti dei Chapas, una compilation realizzata per raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale in Messico; pubblica il suo secondo libro, Il grande boh, una sorta di diario dei suoi viaggi più recenti. 1999 – Il mio nome è mai più Subito dopo l’uscita dell’album Capo Horn, Lorenzo si unisce a Piero Pelù e Ligabue per incidere il singolo Il mio nome è mai più, un brano pacifista scritto dopo gli interventi militari nel Kosovo e accompagnato da un video diretto da Gabriele Salvatores i cui proventi vengono devoluti a Emergency. Sarà il singolo più venduto dell’anno. 2016 – L’estate addosso Dopo gli esperimenti da attore (oltre che nel già citato film di D’Alatri era apparso in piccoli ruoli in Parenti serpenti di Monicelli e in Jolly blu), Lorenzo debutta anche nel mondo delle colonne sonore componendole musiche del film di Gabriele Muccino L’estate addosso, presentato a Venezia.

27/09/2016 – Da teenager, in pieni anni 80, era il dj più ambito dalle discoteche romane. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è uno dei migliori esempi di positivo trasformismo artistico: a 50 anni (li compie il 27 settembre), e con quasi tre decenni di carriera alla spalle, è uno dei pochi artisti italiani ad aver attraversato cambi di mode e gusti senza perdere il contatto con la realtà e con il pubblico. Ha scritto canzoni e libri, rappato, inventato tormentoni e melodie, composto musiche per il cinema. Ha scherzato e detto cose serie, ha studiato per migliorare, ha preso coscienza e manifestato impegno. Ha navigato in mezzo ai burrascosi cambiamenti del Paese cercando di mantenere una sua rotta. Quando ha dato il via alla sua carriera, alla fine degli anni 80, ha svecchiato una scena pop un po' spenta con un'esuberanza tontolona e travolgente che ha diviso pubblico e critica ma che ha finito col lasciare il segno. E una volta abbandonato il giovanilismo esasperato degli esordi (segnati dalla collaborazione coon Claudio Cecchetto) ha creato uno stile in continua evoluzione, pervaso da una facilità comunicativa e da una curiosità molte rare nel mondo del pop. Oltre alla musica, ha esplorato altri terreni artistici con incursioni nella pittura, nel cinema e nella letteratura. In poche tappe ripecorriamo alcuni momenti salienti della sua carriera. 1991 – Una tribù che balla Il ragazzino prodigio che spopola in radio (leggendaria la sua performance a Radio Deejay nella notte di Capodanno tra il 1987 e il 1988, quando rimase al microfono per otto ore filate) e che mette in fila successi come E' qui la festa e Gimme five inizia a crescere. La sua musica si evolve, e per la prima volta anche i suoi detrattori restano incuriositi dalla sua creatività. Almeno due brani del disco (Muoviti muoviti e Cosa dovrei fare) trascinano Jovanotti due spanne sopra la normalità del pop da classifica. La trasformazione continua a prendere corpo l'anno dopo con il singolo Cuore, dedicato a Giovanni Falcone. Video 1994 – Lorenzo 1994 E' l'anno dell'ennesima svolta artistica. Dopo un acclamatissimo tour con Luca Carboni, arriva il disco della definitiva consacrazione. Con Penso positivo (un brano apprezzato anche dall'Osservatore Romano), Lorenzo prende definitavemnte le distanze dagli slogan degli esordi, mentre con Seranata rap arriva anche il successo internazionale (il video è il più trasmesso dalle tv europee e sudamericane). Poi arriva il trionfale tour negli stadi con Pino Daniele ed Eros Ramazzotti, che sbarca anche in Europa. In quello stesso anno Jovanotti inaugura l'etichetta discografica Soleluna. 1997 – Pittura, tributi e libri In quell'anno esce L'albero, un disco torrenziale e pieno di riferimenti etnici. Ma è in quella stagione che Jovanotti mette in luce tutto il suo eclettismo artistico e la sua creatività. I suoi quadri vengono esposti al Brescia Music Art; esordisce al cinema come attore nel film di Francesco D'Alatri I giardini dell'Eden; prende parte a due tributi discografici di respiro internazionale come The different you, dedicato a Robert Wyatt, e Red, hot and rhapsody, dedicato a George Gershwin; è parte attiva nel disco Artisti riuniti per gli zapatisti dei Chapas, una compilation realizzata per raccogliere fondi per la costruzione di un ospedale in Messico; pubblica il suo secondo libro, Il grande boh, una sorta di diario dei suoi viaggi più recenti. 1999 – Il mio nome è mai più Subito dopo l'uscita dell'album Capo Horn, Lorenzo si unisce a Piero Pelù e Ligabue per incidere il singolo Il mio nome è mai più, un brano pacifista scritto dopo gli interventi militari nel Kosovo e accompagnato da un video diretto da Gabriele Salvatores i cui proventi vengono devoluti a Emergency. Sarà il singolo più venduto dell'anno. 2016 – L'estate addosso Dopo gli esperimenti da attore (oltre che nel già citato film di D'Alatri era apparso in piccoli ruoli in Parenti serpenti di Monicelli e in Jolly blu), Lorenzo debutta anche nel mondo delle colonne sonore componendole musiche del film di Gabriele Muccino L'estate addosso, presentato a Venezia.

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