CAVA DE’ TIRRENI. Uccise il marito seminferma di mente

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CAVA DE’ TIRRENI. Un profilo psicologico complesso per il quale si potrebbe parlare di seminfermità mentale ed addirittura di infermità totale. Ieri mattina, in aula, Gennaro Petruzziello, il perito che esaminò Lucia Vitale, la donna, oggi 36enne, che l’8 agosto del 2008 uccise il marito Giovanni Di Marino sgozzandolo con una roncola, ha confermato i risultati delle perizia presentata nel processo di primo grado, terminato con una condanna a 14 anni con il riconoscimento dell’attenuante del vizio parziale di mente. Petruzziello ha risposto nell’ordine alle domande del presidente della Corte d’Assise, delle parti civili rappresentate dall’avvocato Ugo Della Monica, legale della famiglia Di Marino, e dall’avvocato Maurizio Mastrogiovanni, rappresentante del curatore speciale dei figli della coppia, e della difesa, rappresentata dall’avvocato Barbara Mauro. Il consulente della Procura ha riproposto quanto scritto nella perizia acquisita dal giudice Boccassini nel processo di primo grado. Nel corso dell’udienza non sono mancati però i motivi di discussione e, in particolare, nuovi punti oscuri su una perizia che, a detta delle diverse parti in causa, presenterebbe alcune contraddizioni e zone d’ombre dove sarebbe labile il confine tra l’infermità mentale e la totale capacità di intendere e di volere. Il presidente della Corte d’Appello ha rinviato il procedimento al prossimo 26 ottobre quando si procederà alla discussione in aula delle dichiarazioni rilasciate dal perito. Non è escluso che la famiglia di Di Marino richieda una nuova perizia. Come si ricorderà, nella precedente seduta, il pubblico ministero aveva fatto proprio l’atto d’appello, presentato dall’avvocato Della Monica, con la richiesta del massimo della pena (ergastolo/30 anni) e il riconoscimento della totale capacità di intendere e volere sia prima che in occasione dell’omicidio. Secondo le ricostruzioni, quella sera Lucia Vitale aveva apparecchiato per la cena e aveva atteso che il marito rincasasse. Una volta a casa Giovanni Di Marino si era messo a tavola per cenare. È stato allora che la donna lo ha colpito alle spalle con una roncola, andando poi tranquillamente a riposare. Pper fortuna i due figli non erano in casa.

Simona Chiariello Il Mattino

scelto da Michele Pappacoda