Salerno ancora scontro tra Curia e Comune per la processione di San Matteo

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Giuseppe Pecorelli La fine dei festeggiamenti patronali non ferma la querelle tra Curia e Comune, che anzi è fuoco che ribolle sotto la cenere. Ognuno mantiene la posizione, in un confronto serrato, vissuto tra opposti tatticismi. E così, nella mattinata di oggi, l’arcivescovo Luigi Moretti terrà una conferenza stampa a palazzo arcivescovile e racconterà il mese trascorso dall’alzata del panno del 21 agosto alla giornata di festa del 21 settembre. L’idea è di parlare di come il santo sia stato festeggiato, ma sarà inevitabile che il discorso vada a finire proprio sullo strappo consumatosi con l’amministrazione comunale. E sempre per oggi, forse proprio nell’ora in cui il presule parlerà ai giornalisti, il sindaco Vincenzo Napoli annuncia che spiegherà il punto di vista dell’amministrazione sulla disfida patronale. «Distribuirò domani dice ieri un comunicato stampa per chiarire le motivazioni che hanno portato alla decisione del Comune. Per il resto permettetemi di citare una considerazione dell’apostolo Matteo, il quale dice: Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno». Quindi oggi è il giorno in cui verrà alla luce quanto era stato tenuto nascosto o filtrato attraverso le voci di corridoio. Si comprenderà, forse, l’assenza dell’amministrazione all’omaggio floreale al santo in piazza Flavio Gioia, al solenne pontificale e alla processione, la mancanza di transenne o di vigili urbani per preservare l’ordine durante il corteo religioso, l’assenza del gonfalone alla benedizione di palazzo di città col braccio del patrono, i fuochi d’artificio saltati all’ultimo momento. Finora gli schieramenti si sono confrontati da sponde opposte, molte le parole non dette, tanti i comportamenti da interpretare. L’unica certezza è che, tra le sponde, passa il fiume della divisione. Probabile che, in futuro, si cerchi di ricucire. Il conflitto non conviene né alla Curia né al Comune, che inevitabilmente si troveranno a dover parlare delle questioni quotidiane legate alla città. Meglio non farlo in clima di guerra fredda. Ma fino a ieri non è cambiato nulla. Il vicesindaco Eva Avossa continua sulla falsariga delle parole che il sindaco Napoli ha pronunciato il 15 settembre scorso, a margine dell’inaugurazione dell’anno scolastico alla scuola elementare di Giovi. «Abbiamo voluto rispettare spiega Avossa l’invito venuto dal vescovo a non disturbare un evento religioso con altre iniziative. Credo che tutto sia andato bene nei modi voluti dal vescovo». «Abbiamo accolto doverosamente l’impianto strettamente religioso del vescovo per la festa. Un impianto che noi rispettiamo», afferma Napoli il 15 settembre. Eppure, il 17 settembre, una nota dell’arcidiocesi chiarisce la posizione della diocesi: «Appare utile precisare scrive il portavoce dell’arcivescovo Moretti, don Alfonso D’Alessio che in riferimento ai festeggiamenti del patrono San Matteo apostolo ed evangelista, monsignor Luigi Moretti ha richiamato ripetutamente solo l’esigenza di qualificare e rispettare la natura propria delle singole celebrazioni religiose e non di ridurre i festeggiamenti esclusivamente a tali celebrazioni». Eva Avossa non tiene alcun conto di questa nota e conferma la posizione dell’amministrazione, pur precisando: «Io alla processione c’ero. Sono stata tra la folla come fedele». E ieri, nel consueto appuntamento televisivo sull’emittente Lira Tv, tace sull’argomento anche il governatore campano Vincenzo De Luca. Non dice nulla, anche se risulta difficile pensare che la questione non gli stia a cuore.

Giuseppe Pecorelli La fine dei festeggiamenti patronali non ferma la querelle tra Curia e Comune, che anzi è fuoco che ribolle sotto la cenere. Ognuno mantiene la posizione, in un confronto serrato, vissuto tra opposti tatticismi. E così, nella mattinata di oggi, l'arcivescovo Luigi Moretti terrà una conferenza stampa a palazzo arcivescovile e racconterà il mese trascorso dall'alzata del panno del 21 agosto alla giornata di festa del 21 settembre. L'idea è di parlare di come il santo sia stato festeggiato, ma sarà inevitabile che il discorso vada a finire proprio sullo strappo consumatosi con l'amministrazione comunale. E sempre per oggi, forse proprio nell'ora in cui il presule parlerà ai giornalisti, il sindaco Vincenzo Napoli annuncia che spiegherà il punto di vista dell'amministrazione sulla disfida patronale. «Distribuirò domani dice ieri un comunicato stampa per chiarire le motivazioni che hanno portato alla decisione del Comune. Per il resto permettetemi di citare una considerazione dell'apostolo Matteo, il quale dice: Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno». Quindi oggi è il giorno in cui verrà alla luce quanto era stato tenuto nascosto o filtrato attraverso le voci di corridoio. Si comprenderà, forse, l'assenza dell'amministrazione all'omaggio floreale al santo in piazza Flavio Gioia, al solenne pontificale e alla processione, la mancanza di transenne o di vigili urbani per preservare l'ordine durante il corteo religioso, l'assenza del gonfalone alla benedizione di palazzo di città col braccio del patrono, i fuochi d'artificio saltati all'ultimo momento. Finora gli schieramenti si sono confrontati da sponde opposte, molte le parole non dette, tanti i comportamenti da interpretare. L'unica certezza è che, tra le sponde, passa il fiume della divisione. Probabile che, in futuro, si cerchi di ricucire. Il conflitto non conviene né alla Curia né al Comune, che inevitabilmente si troveranno a dover parlare delle questioni quotidiane legate alla città. Meglio non farlo in clima di guerra fredda. Ma fino a ieri non è cambiato nulla. Il vicesindaco Eva Avossa continua sulla falsariga delle parole che il sindaco Napoli ha pronunciato il 15 settembre scorso, a margine dell'inaugurazione dell'anno scolastico alla scuola elementare di Giovi. «Abbiamo voluto rispettare spiega Avossa l'invito venuto dal vescovo a non disturbare un evento religioso con altre iniziative. Credo che tutto sia andato bene nei modi voluti dal vescovo». «Abbiamo accolto doverosamente l'impianto strettamente religioso del vescovo per la festa. Un impianto che noi rispettiamo», afferma Napoli il 15 settembre. Eppure, il 17 settembre, una nota dell'arcidiocesi chiarisce la posizione della diocesi: «Appare utile precisare scrive il portavoce dell'arcivescovo Moretti, don Alfonso D'Alessio che in riferimento ai festeggiamenti del patrono San Matteo apostolo ed evangelista, monsignor Luigi Moretti ha richiamato ripetutamente solo l'esigenza di qualificare e rispettare la natura propria delle singole celebrazioni religiose e non di ridurre i festeggiamenti esclusivamente a tali celebrazioni». Eva Avossa non tiene alcun conto di questa nota e conferma la posizione dell'amministrazione, pur precisando: «Io alla processione c'ero. Sono stata tra la folla come fedele». E ieri, nel consueto appuntamento televisivo sull'emittente Lira Tv, tace sull'argomento anche il governatore campano Vincenzo De Luca. Non dice nulla, anche se risulta difficile pensare che la questione non gli stia a cuore.