Salerno. Pedagi in autostrada sedici sindaci ricorrono al Tar

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 Pagamento pedaggio sull’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria e sul raccordo Salerno – Avellino: sono tre i ricorsi depositati al Tar Lazio da 16 Comuni contro l’Anas SpA. Il primo ricorso è del Comune di Salerno; il secondo dei Comuni di Battipaglia, Campagna, Contursi Terme, Padula, Sala Consilina, Polla ed Atena Lucana; ed il terzo dei Comuni di Avellino, Fisciano, Baronissi, Montoro Inferiore, Montoro Superiore, Solofra, Serino e Forino. Sotto accusa è il bando di gara, con cui l’Anas ha indetto l’appalto (150 milioni di euro l’importo a base d’asta) per la fornitura di un sistema di esazione dinamico senza barriere, da installare sull’autostrada e raccordo in gestione diretta della SpA presieduta da Pietro Ciucci. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 settembre, il termine entro cui le imprese dovevano presentare domanda di partecipazione è scaduto il 30 settembre: appena 17 giorni. I tre ricorsi, redatti dall’avvocato Antonio Brancaccio, evidenziano che, in base alla recente normativa legislativa, il presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri delle Infrastrutture e dell’Economia, dovrà emanare un apposito decreto. Dovrà stabilire i criteri e le modalità, per l’applicazione entro il 30 aprile del 2011, del pedaggio su autostrade e raccordi gestiti dall’Anas, in relazione ai costi di investimenti e di manutenzione straordinaria oltre a quelli di gestione, nonché l’elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio. È necessario, quindi, un provvedimento “ad hoc” per l’individuazione delle (nuove) tratte che potranno essere assoggettate al pagamento del pedaggio. Il premier però non ha ancora firmato il relativo decreto. Secondo l’avvocato Brancaccio, in difetto di tale ineludibile presupposto, l’Anas, si sarebbe sostituita a Palazzo Chigi e, di fatto, avrebbe autonomamente individuato le (nuove) tratte autostradali da sottoporre a pedaggio. Tutti i 16 sindaci ricorrenti lamentano che l’Anas non poteva assumere alcuna iniziativa volta a dare una sorta di attuazione anticipata alle (future e sconosciute) determinazioni governative, né poteva indire alcuna gara di appalto. Questo perché non c’è, al momento, alcuna certezza sulle ricomprensione, nell’elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio, di quelle che coinvolgono le province di Salerno ed Avellino e, cioè, l’autostrada A3 SA – RC (fino a Buonabitacolo) ed il raccordo Salerno – Avellino. Il bando dell’Anas, infine, sarebbe illegittimo anche perché, non ricorrendone i presupposti, è stata adottata la procedura di urgenza.

Sabato Leo Il Mattino di Napoli

scelto da Michele Pappacoda