UN MOSAICO DI CIVALE ARTISTA DI MINORI A SPOLETO

0

Minori, Costiera amalfitana Anche quest’anno il terzo consecutivo, il mosaicista Simone Civale, giovane artista minorese è presente allo Spoleto Festival Art 2016 art in the city, nello spazio espositivo di CostieraArte curato dal maestro scultore Silvio Amato, allestito nel Palazzo Mauri. La manifestazione di carattere internazionale, nella città umbra si svolge dal 23 al 26 settembre. Il giovane Simone coglie l’occasione per farci riflettere sul tema del femminicidio e sulla violenza di genere, con un opera musiva ricca di simboli che lui stesso ci spiega: “Ho utilizzato un linguaggio contemporaneo per trattare questo tema tragicamente attuale. Il mosaico è realizzato con tessere in ceramica, in esso è rappresentata la violenza simboleggiata da due occhi rossi con sopraciglia infuocate. Il fuoco significa la passione malata e distruttiva del possesso, che brucia e consuma l’amore vero e nobile. L’uomo violento con le sue mani rosse, sporche di sangue e grottesche, poichè nell’esercitare la violenza contro un corpo femminile, perdono la loro natura umana e quel corpo ormai privo di braccia per difendersi ed agire e privo di testa, perchè le vittime perdono anche la loro identità e dignità. A questo scopo, mi sono servito della Venere di Milo (infatti è nel mio stile attingere dalla storia dell’arte), invece la figura femminile distesa in basso alla composizione, che sta a simboleggiare la prossima vittima, già adocchiata dalla bestia dagli occhi rossi e tratta da un dipinto di Salvador Dalì. Le citazioni artistiche hanno un loro significato, che la donna o anche il corpo femminile è sempre stato il simbolo della bellezza e purezza interiore ed esteriore in tutta la storia dell’arte. Il messaggio che mando, tramite questo mosaico è di chiara e forte condanna verso la violenza sulle donne e di non ricordarci di queste Creature celesti e meravigliose solo nel giorno dell’8 marzo, ma tutti i giorni si festeggi la donna nella sua bellezza, intelligenza e dignità. Forse con questa mia opera non fermerò del tutto l’orrore del femminicidio, ma almeno che susciti una riflessione e alla fine di tutto, diamo un bacio, una carezza, una parola gentile alle donne a noi vicine che arricchiscono la nostra vita.”

Minori, Costiera amalfitana Anche quest'anno il terzo consecutivo, il mosaicista Simone Civale, giovane artista minorese è presente allo Spoleto Festival Art 2016 art in the city, nello spazio espositivo di CostieraArte curato dal maestro scultore Silvio Amato, allestito nel Palazzo Mauri. La manifestazione di carattere internazionale, nella città umbra si svolge dal 23 al 26 settembre. Il giovane Simone coglie l'occasione per farci riflettere sul tema del femminicidio e sulla violenza di genere, con un opera musiva ricca di simboli che lui stesso ci spiega: "Ho utilizzato un linguaggio contemporaneo per trattare questo tema tragicamente attuale. Il mosaico è realizzato con tessere in ceramica, in esso è rappresentata la violenza simboleggiata da due occhi rossi con sopraciglia infuocate. Il fuoco significa la passione malata e distruttiva del possesso, che brucia e consuma l’amore vero e nobile. L’uomo violento con le sue mani rosse, sporche di sangue e grottesche, poichè nell’esercitare la violenza contro un corpo femminile, perdono la loro natura umana e quel corpo ormai privo di braccia per difendersi ed agire e privo di testa, perchè le vittime perdono anche la loro identità e dignità. A questo scopo, mi sono servito della Venere di Milo (infatti è nel mio stile attingere dalla storia dell’arte), invece la figura femminile distesa in basso alla composizione, che sta a simboleggiare la prossima vittima, già adocchiata dalla bestia dagli occhi rossi e tratta da un dipinto di Salvador Dalì. Le citazioni artistiche hanno un loro significato, che la donna o anche il corpo femminile è sempre stato il simbolo della bellezza e purezza interiore ed esteriore in tutta la storia dell’arte. Il messaggio che mando, tramite questo mosaico è di chiara e forte condanna verso la violenza sulle donne e di non ricordarci di queste Creature celesti e meravigliose solo nel giorno dell’8 marzo, ma tutti i giorni si festeggi la donna nella sua bellezza, intelligenza e dignità. Forse con questa mia opera non fermerò del tutto l’orrore del femminicidio, ma almeno che susciti una riflessione e alla fine di tutto, diamo un bacio, una carezza, una parola gentile alle donne a noi vicine che arricchiscono la nostra vita."