POSITANO IN COPERTINA SUL MAGAZINE DELL’ Archaeological Institute of America

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La prestigiosa rivista di Archeologia Americana parla della Villa Romana di Positano sulla Baia di Napoli. 

Articolo di Lucio Esposito.

La copertina del numero di settembre -ottobre 2016 del più autorevole magazine americano di archeologia è dedicata alla villa romana di Positano. A firma di Marco Merola bellissime foto con commento dell’archeologa scavatrice responsabile Luciana Jacobelli. A parte il madornale errore di collocazione della villa nel Golfo di Napoli, e il nome Positano quasi vene celato, quello che fa aumentare il fiele nella nostra bocca di noi,cittadini indigeni, è che, oltre a quelle immagini proiettate dalla Sprintendenza sulla parete della chiesa, non siamo mai riusciti a vedere niente! La redazione cultura di Positanonews segue gli eventi di archeologia in tutta la Campania, gode di fama e rispetto nelle numerose sedi, prova ne sono i tanti reportage con video, foto e interviste pubblicati. Ebbene a Positano puntualmente il maestro muratore ci scaccia come appestati!

Riportiamo di seguito i video delle promesse e dei discorsi sia degli amministratori di Positano che della soprintendenza, in cui si afferma che entro fine anno 2015 si sarebbe aperto al pubblico. Ora volge al termine anche il 2016, qual’è lo stato dell’arte? Quanto altro dobbiamo aspettare per avere una fruizione pubblica?  

 

 

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LA VILLA ROMANA DI POSITANO

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POSITANO. LA VILLA ROMANA

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Il restauratore Giancarlo Sorcini si prepara a iniettare cemento per consolidare gli affreschi che adornano la parete orientale del triclinio villa, o sala da pranzo. (Marco Merola)

 

Utensili di ferro sono incorporati in cenere vulcanica vicino al muro orientale del triclinio. Gli archeologi ritengono che sono strumenti che sono stati utilizzati per ripristinare immediatamente il complesso prima dell’eruzione del Monte Vesuvio. (Marco Merola)

 

Gli studiosi ritengono che la violenza dell’eruzione ha causato la villa al collasso totale. Questa immagine mostra una parete principale accartocciata in primo piano e  tegole sparse  in alto a sinistra, un ricordo della forza del vulcano. (Marco Merola)

 

 

Un pezzo di fango detiene ancora l’impressione di una porta di legno che ha disintegrato nel tempo. Al centro del pezzo, una piccola parte della decorazione originale della porta è ancora visibile. (Marco Merola)

 

 

L’archeologo Luciana Jacobelli studia un grande frammento di affresco crollata. Il lato visibile del dipinto probabilmente decorato la parete di una stanza non ancora identificato, mentre il lato opposto, ora incorporato nel terreno, è stato descritto nel triclinio. (Marco Merola)

 

 

 

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Romans on the Bay of Naples

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A spectacular villa under Positano sees the light

By MARCO MEROLA

Tuesday, August 30, 2016

(Marco Merola)
Cupids riding sea monsters and dolphins, rendered in stucco, pull an elegant green drape on the frescoed wall of a newly re-excavated Roman villa in Positano. The use of figural stucco is rare in domestic contexts, appearing more commonly in public spaces such as baths.

 

 

Once we reach the spot, you won’t believe your eyes,” says archaeologist Luciana Jacobelli of the University of Molise as she opens a small door to the crypt of the church of Santa Maria Assunta in the center of town. It’s very dim inside, and she has to use a flashlight as we make our way. We slowly climb down a series of ladders through a forest of iron scaffolding toward what seems to be the only well-lit area, nearly 30 feet under the church. Jacobelli then leads me into a room and, as promised, frescoes in dazzling green, yellow, red, and blue seem to illuminate the space on their own. We have arrived at the extraordinarily well-preserved remains of a lavish villa marittima, or seaside villa, once a luxurious retreat for the rich of ancient Rome to escape the summer heat and the hustle and bustle of city life in the first centuries B.C. and A.D.

 

(Marco Merola)
A fragment of the Positano villa’s vibrant fresco wall paintingSwiss architect and engineer Karl Weber, the first scholar to supervise excavations of the areas destroyed by the eruption of Mount Vesuvius in A.D. 79, appears to have seen the villa on April 16, 1758, during his explorations. In his field report he writes that he had begun to dig near the “church with bell tower, not far from the beach that is at the base of Mount Santa Maria a Castelli and Mount Sant’Angelo; at a depth of 30 spans we found a famous ancient building whose first mosaic is made of white and fine marble.”

 

 

It was only during restoration work on the crypt in 2003 that archaeologists had a chance to enter the villa’s stunning triclinium, or dining room, for the first time. But after only three years of digging, they were forced to stop when funding ran out, and it wasn’t until the summer of 2015 that excavations resumed. For the rest of the year, before funding for the project ran out again, Jacobelli led a rescue excavation under the supervision of the local archaeological superintendent, Adele Campanelli, and archaeological supervisor Maria Antonietta Iannelli. A team of archaeologists and conservators worked to remove mud and lapilli (small stones ejected by a volcanic eruption) and to expose and clean the stunning wall paintings emerging from the debris.

 

(Marco Merola)
In addition to painted walls, archaeologists have also found fragments of painted plaster that once decorated the triclinium’s moldings.

 

La prestigiosa rivista di Archeologia Americana parla della Villa Romana di Positano sulla Baia di Napoli. 

Articolo di Lucio Esposito.

La copertina del numero di settembre -ottobre 2016 del più autorevole magazine americano di archeologia è dedicata alla villa romana di Positano. A firma di Marco Merola bellissime foto con commento dell'archeologa scavatrice responsabile Luciana Jacobelli. A parte il madornale errore di collocazione della villa nel Golfo di Napoli, e il nome Positano quasi vene celato, quello che fa aumentare il fiele nella nostra bocca di noi,cittadini indigeni, è che, oltre a quelle immagini proiettate dalla Sprintendenza sulla parete della chiesa, non siamo mai riusciti a vedere niente! La redazione cultura di Positanonews segue gli eventi di archeologia in tutta la Campania, gode di fama e rispetto nelle numerose sedi, prova ne sono i tanti reportage con video, foto e interviste pubblicati. Ebbene a Positano puntualmente il maestro muratore ci scaccia come appestati!

Riportiamo di seguito i video delle promesse e dei discorsi sia degli amministratori di Positano che della soprintendenza, in cui si afferma che entro fine anno 2015 si sarebbe aperto al pubblico. Ora volge al termine anche il 2016, qual'è lo stato dell'arte? Quanto altro dobbiamo aspettare per avere una fruizione pubblica?  

 

 

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 4:05

POSITANO. LA VILLA ROMANA

 

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Il restauratore Giancarlo Sorcini si prepara a iniettare cemento per consolidare gli affreschi che adornano la parete orientale del triclinio villa, o sala da pranzo. (Marco Merola)

 

Utensili di ferro sono incorporati in cenere vulcanica vicino al muro orientale del triclinio. Gli archeologi ritengono che sono strumenti che sono stati utilizzati per ripristinare immediatamente il complesso prima dell'eruzione del Monte Vesuvio. (Marco Merola)

 

Gli studiosi ritengono che la violenza dell'eruzione ha causato la villa al collasso totale. Questa immagine mostra una parete principale accartocciata in primo piano e  tegole sparse  in alto a sinistra, un ricordo della forza del vulcano. (Marco Merola)

 

 

Un pezzo di fango detiene ancora l'impressione di una porta di legno che ha disintegrato nel tempo. Al centro del pezzo, una piccola parte della decorazione originale della porta è ancora visibile. (Marco Merola)

 

 

L'archeologo Luciana Jacobelli studia un grande frammento di affresco crollata. Il lato visibile del dipinto probabilmente decorato la parete di una stanza non ancora identificato, mentre il lato opposto, ora incorporato nel terreno, è stato descritto nel triclinio. (Marco Merola)

 

 

 

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Romans on the Bay of Naples

 

A spectacular villa under Positano sees the light

By MARCO MEROLA

Tuesday, August 30, 2016

Positano Villa Fresco Cupid

(Marco Merola)

Cupids riding sea monsters and dolphins, rendered in stucco, pull an elegant green drape on the frescoed wall of a newly re-excavated Roman villa in Positano. The use of figural stucco is rare in domestic contexts, appearing more commonly in public spaces such as baths.

 

 

Once we reach the spot, you won’t believe your eyes,” says archaeologist Luciana Jacobelli of the University of Molise as she opens a small door to the crypt of the church of Santa Maria Assunta in the center of town. It’s very dim inside, and she has to use a flashlight as we make our way. We slowly climb down a series of ladders through a forest of iron scaffolding toward what seems to be the only well-lit area, nearly 30 feet under the church. Jacobelli then leads me into a room and, as promised, frescoes in dazzling green, yellow, red, and blue seem to illuminate the space on their own. We have arrived at the extraordinarily well-preserved remains of a lavish villa marittima, or seaside villa, once a luxurious retreat for the rich of ancient Rome to escape the summer heat and the hustle and bustle of city life in the first centuries B.C. and A.D.

 

Positano Villa Fresco Fragment Vibrant

(Marco Merola)

A fragment of the Positano villa’s vibrant fresco wall paintingSwiss architect and engineer Karl Weber, the first scholar to supervise excavations of the areas destroyed by the eruption of Mount Vesuvius in A.D. 79, appears to have seen the villa on April 16, 1758, during his explorations. In his field report he writes that he had begun to dig near the “church with bell tower, not far from the beach that is at the base of Mount Santa Maria a Castelli and Mount Sant’Angelo; at a depth of 30 spans we found a famous ancient building whose first mosaic is made of white and fine marble.”

 

 

It was only during restoration work on the crypt in 2003 that archaeologists had a chance to enter the villa’s stunning triclinium, or dining room, for the first time. But after only three years of digging, they were forced to stop when funding ran out, and it wasn’t until the summer of 2015 that excavations resumed. For the rest of the year, before funding for the project ran out again, Jacobelli led a rescue excavation under the supervision of the local archaeological superintendent, Adele Campanelli, and archaeological supervisor Maria Antonietta Iannelli. A team of archaeologists and conservators worked to remove mud and lapilli (small stones ejected by a volcanic eruption) and to expose and clean the stunning wall paintings emerging from the debris.

 Positano Villa Triclinium Molding

(Marco Merola)

In addition to painted walls, archaeologists have also found fragments of painted plaster that once decorated the triclinium’s moldings.