SALONE DEL GUSTO DI SLOW FOOD CHI CI SARA’ DELLA CAMPANIA

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Tutto pronto a Torino per il Salone del Gusto della Slow Food dalla Campania ovità come l’albicocca vesuviana, il pane di San Sebastiano al Vesuvio o il maracuoccio di Lentiscosa che è tra i legumi “principi” del Cilento E proprio quest’ultimo, che sarà presentato proprio all’ombra della Mole Antonelliana, figura tra lew entry dei presidi Slow Food insieme con la Cipolla di Alife, il Lupino gigante di Vairano, l’Oliva caiazzana da mensa. La rappresentanza campana dei presidi si completa con gli Antichi pomodori di Napoli – provincia di Napoli (principalmente l’agro acerrano-nolano e l’agro mariglianese) e, in minima parte, la provincia di Avellino e di Salerno; Broccolo aprilatico di Paternopoli – comune di Paternopoli (provincia di Avellino); Cacioricotta del Cilento – Cilento (provincia di Salerno); Carciofo bianco di Pertosa – comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, nella valle del Basso Tanagro (provincia di Salerno); Carciofo violetto di Castellammare – comuni di Castellamare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità (provincia di Napoli); Colatura tradizionale di alici di Cetara – comune di Cetara (provincia di Salerno); Conciato romano – comune di Castel di Sasso e zone limitrofe (provincia di Caserta); Fagiolo dente di morto di Acerra – comuni di Acerra, Brusciano, Mariglianella, Marigliano, Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco (provincia di Napoli). Oltre all’intero territorio dei comuni di Maddaloni e San Felice a Cancello (provincia di Caserta); Fagiolo di Controne – comune di Controne (provincia di Salerno); Oliva salella ammaccata del Cilento – Cilento (provincia di Salerno); Papaccella napoletana – agro acerrano-nolano (province di Napoli e Caserta); Salsiccia e soppressata del Vallo di Diano – comuni di Atena Lucana, Buonoabitacolo, Caggiano, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano, provincia di Salerno; Soppressata di Gioi – Gioi, Cardile, Salento, Stio, Gorga, Orria e Piano Vetrale (provincia di Salerno). salone-del-gusto-terra-madre-torino-2016-05 I laboratori invece vedranno protagonisti, giorno dopo giorno, i sapori della pizza, dell’olio, della cipolla, del cibo di strada in Costiera amalfitana, passando per i salumi irpini e il grano beneventano. «Gli eventi proposti dalle condotte Slow Food della Campania – dichiara Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania e Basilicata – saranno il cuore pulsante ed il cardine della narrazione del cibo campano a Terra Madre. Una narrazione che mette al centro le produzioni dell’agricoltura familiare e di piccola scala ottenute nel rispetto dell’ambiente e i progetti realizzati allo scopo di favorire un modello economico che, se da un lato incide poco in termini di Pil, di certo mira alla costruzione di comunità locali più autonome ed alla felicità delle persone. Da giovedì 22 a lunedì 27 nello spazio curato da Slow Food Campania presso il parco del Valentino si potranno conoscere ed assaggiare prodotti della biodiversità salvati ed ascoltare le storie delle persone che hanno contribuito a salvare una ricchezza ed un patrimonio che è di tutti. Vi aspettiamo!» salone-del-gusto-terra-madre-torino-2016-06

Tutto pronto a Torino per il Salone del Gusto della Slow Food dalla Campania ovità come l’albicocca vesuviana, il pane di San Sebastiano al Vesuvio o il maracuoccio di Lentiscosa che è tra i legumi “principi” del Cilento E proprio quest’ultimo, che sarà presentato proprio all’ombra della Mole Antonelliana, figura tra lew entry dei presidi Slow Food insieme con la Cipolla di Alife, il Lupino gigante di Vairano, l’Oliva caiazzana da mensa. La rappresentanza campana dei presidi si completa con gli Antichi pomodori di Napoli – provincia di Napoli (principalmente l’agro acerrano-nolano e l’agro mariglianese) e, in minima parte, la provincia di Avellino e di Salerno; Broccolo aprilatico di Paternopoli – comune di Paternopoli (provincia di Avellino); Cacioricotta del Cilento – Cilento (provincia di Salerno); Carciofo bianco di Pertosa – comuni di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle, nella valle del Basso Tanagro (provincia di Salerno); Carciofo violetto di Castellammare – comuni di Castellamare di Stabia, Gragnano, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità (provincia di Napoli); Colatura tradizionale di alici di Cetara – comune di Cetara (provincia di Salerno); Conciato romano – comune di Castel di Sasso e zone limitrofe (provincia di Caserta); Fagiolo dente di morto di Acerra – comuni di Acerra, Brusciano, Mariglianella, Marigliano, Castello di Cisterna e Pomigliano d’Arco (provincia di Napoli). Oltre all’intero territorio dei comuni di Maddaloni e San Felice a Cancello (provincia di Caserta); Fagiolo di Controne – comune di Controne (provincia di Salerno); Oliva salella ammaccata del Cilento – Cilento (provincia di Salerno); Papaccella napoletana – agro acerrano-nolano (province di Napoli e Caserta); Salsiccia e soppressata del Vallo di Diano – comuni di Atena Lucana, Buonoabitacolo, Caggiano, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano, provincia di Salerno; Soppressata di Gioi – Gioi, Cardile, Salento, Stio, Gorga, Orria e Piano Vetrale (provincia di Salerno). salone-del-gusto-terra-madre-torino-2016-05 I laboratori invece vedranno protagonisti, giorno dopo giorno, i sapori della pizza, dell’olio, della cipolla, del cibo di strada in Costiera amalfitana, passando per i salumi irpini e il grano beneventano. «Gli eventi proposti dalle condotte Slow Food della Campania – dichiara Giuseppe Orefice, Presidente Slow Food Campania e Basilicata – saranno il cuore pulsante ed il cardine della narrazione del cibo campano a Terra Madre. Una narrazione che mette al centro le produzioni dell’agricoltura familiare e di piccola scala ottenute nel rispetto dell’ambiente e i progetti realizzati allo scopo di favorire un modello economico che, se da un lato incide poco in termini di Pil, di certo mira alla costruzione di comunità locali più autonome ed alla felicità delle persone. Da giovedì 22 a lunedì 27 nello spazio curato da Slow Food Campania presso il parco del Valentino si potranno conoscere ed assaggiare prodotti della biodiversità salvati ed ascoltare le storie delle persone che hanno contribuito a salvare una ricchezza ed un patrimonio che è di tutti. Vi aspettiamo!» salone-del-gusto-terra-madre-torino-2016-06