Capri: Sedicenne Napoletano aggredito da coetanei di Capri, costretto ad un’intervento chilurgico

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Una brutta storia di cronaca, un’aggressione ai danni di un minorenne napoletano pestato a più riprese da suoi coetanei e da ragazzi leggermente più grandi. Teatro della vicenda le strade di Capri. Tutto sarebbe accaduto il 28 agosto. A raccontarlo, oggi, è il quotidiano “Il Mattino” in un servizio firmato da Leandro Del Gaudio, cronista di giudiziaria. 
“Calci, pugni e insulti. Poi colpi di cinturone dei pantaloni – quello con la fibbia di metallo – e ancora calci e pugni. Salvato dall’intervento provvidenziale di un amico, che si getta nella mischia e gli fa «da scudo», ma anche dalle urla di una donna che, all’alba, capisce che sotto casa sta accadendo qualcosa di brutto e interviene a sedare il parapiglia, con il più scontato degli allarmi: «Se non la finite, chiamo la polizia e vi faccio arrestare». Aggressione in più riprese, vittima un minorenne, un ragazzino costretto a un intervento chirurgico per le botte che gli hanno lacerato il setto nasale e parte del viso”, scrive “Il Mattino”.
“Una rissa, anzi, un pestaggio bello e buono avvenuto lo scorso 28 agosto a Capri. Set estivo ed esclusivo, spaccato che non ti aspetti – continua il quotidiano – per un episodio di bullismo che si è consumato ai danni di uno studente del liceo scientifico Tito Lucrezio Caro di via Manzoni. Da Posillipo a Capri, dai banchi di scuola alla piazzetta più ambita dell’estate italiana, protagonisti di questa brutta pagina di cronaca sono ragazzi napoletani. Sono tutti di Chiaia e Posillipo, hanno frequentato le migliori scuole cittadine, appartengono a famiglie pienamente integrate nel tessuto cittadino. Abitano in piazzetta Rodinò, in via Tasso, via Manzoni. Nulla a che vedere con «gomorra», con le piazze di spaccio delle arterie di periferie, né con le paranze del centro storico che imitano l’isis all’insegna della violenza e della morte plateale”. 
“Eppure paura e sconcerto – continua il giornale – ci sono tutti, almeno a leggere la denuncia spedita in Procura da parte dell’avvocato Fabrizio Chianese, che si rivolge al pm ordinario, ma anche alla Procura minorile per chiedere giustizia su quanto subìto da un ragazzino di soli 16 anni. Chiara la ricostruzione compiuta dal penalista napoletano: S.S. è stato aggredito in almeno tre occasioni in pochi minuti senza alcun motivo, da un gruppo di coetanei (anche se ci sono alcuni maggiorenni), che lo avrebbero offeso, provocato e picchiato senza una ragione. Una denuncia dettagliata, che punta l’indice in particolare contro un altro giovanissimo, S.V., e i suoi amici (agli atti ci sono i nomi di almeno sei ragazzi, più riferimenti a soggetti da identificare)”. 
“Una brutta vicenda di cronaca, costata un intervento chirurgico al volto per la vittima, che non ha taciuto, che non si è chiuso in se stesso. Anzi. Si è fatto coraggio – scrive “Il Mattino” – e ha denunciato quanto avvenuto in piazzetta a Capri alla fine dello scorso agosto. Accanto alla testimonianza della parte offesa, anche il racconto di un amico che ha tentato di evitare il peggio e di una donna che è intervenuta a sedare gli animi. Senza contare il riferimento alle telecamere che coprono la zona, che potrebbero aver immagazzinato le aggressioni subite dal ragazzo. Fatto sta che stando alla ricostruzione fatta dal penalista napoletano, S.S. sarebbe stato aggredito solo per antipatie covate durante l’ anno scolastico, magari per l’ appeal suscitato dal ragazzino tra le amiche di scuola. E tra le frasi riportate nella denuncia, c’ è proprio il vissuto all’ esterno del liceo ad alimentare violenza e volgarità a senso unico: «Fai tanto il fesso al Settimo, ma non sei nessuno, ti devo battere…»? e in un’ altra fase dell’ aggressione: «Questa volta ti è andata bene, quando torniamo a Napoli ti devo sparare in bocca…». Un caso di possibile bullismo, di violenza da branco cittadino. Stando alla ricostruzione fatta dalla parte offesa, l’ aggressione si sarebbe consumata in almeno tre momenti, con S.V. sempre spalleggiato dal proprio gruppo: «In tutto erano una ventina», ha spiegato il ragazzino, che ha però fatto identificare solo sei presunti picchiatori”. 
“Agli atti – scrive “Il Mattino” – c’ è un referto medico (trauma cranio facciale con frattura scomposta delle ossa nasali, ipertrofia mucosa del seno mascellare destro e del seno sfenoidale): punto di partenza dell’ inchiesta coordinata dalla Procura ordinaria e del pm minorile”.

Una brutta storia di cronaca, un'aggressione ai danni di un minorenne napoletano pestato a più riprese da suoi coetanei e da ragazzi leggermente più grandi. Teatro della vicenda le strade di Capri. Tutto sarebbe accaduto il 28 agosto. A raccontarlo, oggi, è il quotidiano "Il Mattino" in un servizio firmato da Leandro Del Gaudio, cronista di giudiziaria. 
"Calci, pugni e insulti. Poi colpi di cinturone dei pantaloni – quello con la fibbia di metallo – e ancora calci e pugni. Salvato dall'intervento provvidenziale di un amico, che si getta nella mischia e gli fa «da scudo», ma anche dalle urla di una donna che, all'alba, capisce che sotto casa sta accadendo qualcosa di brutto e interviene a sedare il parapiglia, con il più scontato degli allarmi: «Se non la finite, chiamo la polizia e vi faccio arrestare». Aggressione in più riprese, vittima un minorenne, un ragazzino costretto a un intervento chirurgico per le botte che gli hanno lacerato il setto nasale e parte del viso", scrive "Il Mattino".
"Una rissa, anzi, un pestaggio bello e buono avvenuto lo scorso 28 agosto a Capri. Set estivo ed esclusivo, spaccato che non ti aspetti – continua il quotidiano – per un episodio di bullismo che si è consumato ai danni di uno studente del liceo scientifico Tito Lucrezio Caro di via Manzoni. Da Posillipo a Capri, dai banchi di scuola alla piazzetta più ambita dell'estate italiana, protagonisti di questa brutta pagina di cronaca sono ragazzi napoletani. Sono tutti di Chiaia e Posillipo, hanno frequentato le migliori scuole cittadine, appartengono a famiglie pienamente integrate nel tessuto cittadino. Abitano in piazzetta Rodinò, in via Tasso, via Manzoni. Nulla a che vedere con «gomorra», con le piazze di spaccio delle arterie di periferie, né con le paranze del centro storico che imitano l'isis all'insegna della violenza e della morte plateale". 
"Eppure paura e sconcerto – continua il giornale – ci sono tutti, almeno a leggere la denuncia spedita in Procura da parte dell'avvocato Fabrizio Chianese, che si rivolge al pm ordinario, ma anche alla Procura minorile per chiedere giustizia su quanto subìto da un ragazzino di soli 16 anni. Chiara la ricostruzione compiuta dal penalista napoletano: S.S. è stato aggredito in almeno tre occasioni in pochi minuti senza alcun motivo, da un gruppo di coetanei (anche se ci sono alcuni maggiorenni), che lo avrebbero offeso, provocato e picchiato senza una ragione. Una denuncia dettagliata, che punta l'indice in particolare contro un altro giovanissimo, S.V., e i suoi amici (agli atti ci sono i nomi di almeno sei ragazzi, più riferimenti a soggetti da identificare)". 
"Una brutta vicenda di cronaca, costata un intervento chirurgico al volto per la vittima, che non ha taciuto, che non si è chiuso in se stesso. Anzi. Si è fatto coraggio – scrive "Il Mattino" – e ha denunciato quanto avvenuto in piazzetta a Capri alla fine dello scorso agosto. Accanto alla testimonianza della parte offesa, anche il racconto di un amico che ha tentato di evitare il peggio e di una donna che è intervenuta a sedare gli animi. Senza contare il riferimento alle telecamere che coprono la zona, che potrebbero aver immagazzinato le aggressioni subite dal ragazzo. Fatto sta che stando alla ricostruzione fatta dal penalista napoletano, S.S. sarebbe stato aggredito solo per antipatie covate durante l' anno scolastico, magari per l' appeal suscitato dal ragazzino tra le amiche di scuola. E tra le frasi riportate nella denuncia, c' è proprio il vissuto all' esterno del liceo ad alimentare violenza e volgarità a senso unico: «Fai tanto il fesso al Settimo, ma non sei nessuno, ti devo battere…»? e in un' altra fase dell' aggressione: «Questa volta ti è andata bene, quando torniamo a Napoli ti devo sparare in bocca…». Un caso di possibile bullismo, di violenza da branco cittadino. Stando alla ricostruzione fatta dalla parte offesa, l' aggressione si sarebbe consumata in almeno tre momenti, con S.V. sempre spalleggiato dal proprio gruppo: «In tutto erano una ventina», ha spiegato il ragazzino, che ha però fatto identificare solo sei presunti picchiatori". 
"Agli atti – scrive "Il Mattino" – c' è un referto medico (trauma cranio facciale con frattura scomposta delle ossa nasali, ipertrofia mucosa del seno mascellare destro e del seno sfenoidale): punto di partenza dell' inchiesta coordinata dalla Procura ordinaria e del pm minorile".