Identificato dalla Polizia uno degli aggressori dell’agguato avvenuto al Rione Don Guanella di Napoli

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19/09/2016 – Ha un volto e un nome l’aggressore che sabato pomeriggio ha ferito a colpi di pistola due persone all’interno del Rione don Guanella. Gli investigatori del commissariato «Scampia» sono riusciti a ricostruire l’identità dell’uomo armato che ha sparato contro il 33enne Giuseppe Telese e sua madre, Amalia Sepe di 47 anni. I due, entrambi pregiudicati, sono stati ricoverati in ospedale ma le loro condizioni fortunatamente non sono gravi. Al momento del raid la donna stringeva tra le braccia il nipotino, rimasto miracolosamente illeso dai proiettili esplosi. Si diradano le nebbie su un agguato che, almeno inizialmente, si temeva fosse riconducibile alla faida di camorra in atto tra Miano, Chiaiano e il Rione don Guanella (e che vede coinvolti i clan Licciardi-Mallo-Lo Russo) ma che invece si inquadrerebbe in un regolamento di conti maturato negli ambienti della piccola delinquenza locale. Gli investigatori sarebbero sulle tracce dell’uomo che ha sparato, che avrebbe ormai le ore contate. Gli agenti di Scampia hanno interrogato molte persone subito dopo il duplice ferimento, e nella serata di sabato anche le due vittime. Non è escluso che alla base dell’agguato ci siano ruggini e vecchi rancori legati al traffico di auto rubate. Amalia Sepe è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Cardarelli di Napoli dove oggi verrà sottoposta ad un intervento chirurgico per asportare due proiettili ritenuti nell’addome. Il figlio, colpito di striscio, è stato medicato e successivamente ascoltato dagli investigatori del commissariato di Scampia.

TELECAPRINEWS

19/09/2016 – Ha un volto e un nome l’aggressore che sabato pomeriggio ha ferito a colpi di pistola due persone all’interno del Rione don Guanella. Gli investigatori del commissariato «Scampia» sono riusciti a ricostruire l’identità dell’uomo armato che ha sparato contro il 33enne Giuseppe Telese e sua madre, Amalia Sepe di 47 anni. I due, entrambi pregiudicati, sono stati ricoverati in ospedale ma le loro condizioni fortunatamente non sono gravi. Al momento del raid la donna stringeva tra le braccia il nipotino, rimasto miracolosamente illeso dai proiettili esplosi. Si diradano le nebbie su un agguato che, almeno inizialmente, si temeva fosse riconducibile alla faida di camorra in atto tra Miano, Chiaiano e il Rione don Guanella (e che vede coinvolti i clan Licciardi-Mallo-Lo Russo) ma che invece si inquadrerebbe in un regolamento di conti maturato negli ambienti della piccola delinquenza locale. Gli investigatori sarebbero sulle tracce dell’uomo che ha sparato, che avrebbe ormai le ore contate. Gli agenti di Scampia hanno interrogato molte persone subito dopo il duplice ferimento, e nella serata di sabato anche le due vittime. Non è escluso che alla base dell’agguato ci siano ruggini e vecchi rancori legati al traffico di auto rubate. Amalia Sepe è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Cardarelli di Napoli dove oggi verrà sottoposta ad un intervento chirurgico per asportare due proiettili ritenuti nell’addome. Il figlio, colpito di striscio, è stato medicato e successivamente ascoltato dagli investigatori del commissariato di Scampia.

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