Il Napoli guarda la Juve dall’alto

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Sarri vola in testa grazie a Callejon e al bomber polacco arrivato alla terza doppietta (due in A, una in Europa)

Al comando. Che sia per una notte, per una settimana o per un tempo indefinito ce lo potrà dire solo la Juve. Intanto il Napoli è in testa. Ce l’ha portato Arcadio Milik con un’altra doppietta, la terza nelle ultime 4 partite, dopo quelle col Milan e a Kiev. Stavolta ha dovuto fare in fretta perché l’allenatore lo aveva portato con sé per dare un po’ di spazio a Gabbiadini. Quando il Bologna è riemerso nella ripresa e ha agguantato il pareggio, Sarri non ha nemmeno guardato in panchina, era un cambio automatico. La stranezza è che stavolta il polacco non ha segnato di testa, ma con due conclusioni di sinistro, morbida e velenosa la prima, terrificante la seconda. Al Bologna è rimasta solo la consolazione di una ventina di minuti fatti bene nella ripresa, sfociati nel gol di Verdi, ma per gli altri 70 ha subìto tanto, troppo, come confermano i 21 tiri del Napoli. In due trasferte, ha incassato 8 gol… 

 
TRIDENTE PURO. L’impostazione di Donadoni era stata così coraggiosa da sconfinare nella presunzione: Nagy, il regista, a pressare Jorginho, dunque molto più su della coppia Taider-Dzemaili e poco dietro al tridente puro formato da Di Francesco, Verdi e Krejci. L’intenzione era nobile, Donadoni voleva giocarsela, conquistare palla più vicino possibile all’area del Napoli e ripartire subito. Non fosse stato così, avrebbe affidato a Verdi il controllo di Jorginho. La prima azione della partita (Dzemaili ha rubato palla a Gabbiadini e ha concluso la stessa azione con una mezza girata deviata da Reina) ha confortato questa idea offensiva. O meglio, l’ha illusa. Perché da quel momento il Napoli, già forte di suo nella conquista di spazi, ne ha trovati a sufficienza per giocare come sa, cioè bene, con tocchi rapidi, massimo due a giocatore. 

 
NELLO SPAZIO. Zielinski e Hamsik hanno imperversato nella prateria che si apriva fra Nagy e i due mediani bolognesi. Il resto lo facevano Insigne (a tratti imprendibile) e Callejon. L’idea di Donadoni restava nel campo delle teorie, contro il Napoli bisogna avere un gioco, una forza e una qualità che il Bologna ha mostrato solo per una ventina di minuti nella ripresa. L’uno a zero è arrivato da uno spunto di Insigne che ha piazzato la palla sul secondo palo dove Torosidis ha perso Callejon: colpo di testa e gol. 

 
ACCADEMIA NAPOLI. Donadoni non ha corretto la squadra che ha continuato a stare in campo spaccata in due e con un tridente mai innescato da una manovra inesistente. Il Napoli ha preso il controllo del gioco (66 per cento di possesso palla al 45′) e ha spinto indietro il Bologna, commettendo però un errore che ogni càpita a questa squadra: si piaceva troppo. Non solo: Insigne cercava con insistenza la conclusione tutta sua, anche quando non avrebbe dovuto, pensando forse di recuperare posizioni su Mertens, ieri in panchina. La squadra di Sarri ha giocato come se fosse già sul 2 o sul 3-0. La partita era comunque nelle sue mani. Preso il gol, il Bologna si è ripiegato su se stesso e per tutto il primo tempo non si è più visto. 

 
ECCO IL BOLOGNA. Negli spogliatoi si può immaginare la rabbia di Donadoni perché nella ripresa il Bologna era trasformato e l’unico golletto da rimontare lo teneva ancora in partita. Krejci ha cominciato a spingere forte a sinistra e Verdi ha fatto calare nella sfida con Albiol e Koulibaly la qualità che lo porterà a segnare un gol con un tiro forte e centrale da 25 metri, su cui Reina si è addormentato. Ora la partita era del Bologna, toccava a Sarri dare la scossa alla sua squadra e se in panchina hai un giocatore come Milik viene naturale pensare a lui. E’ uscito Gabbiadini, poco coinvolto nel gioco, è entrato il polacco e il Napoli ha vinto. Altra doppietta dell’ex Ajax, primo gol su assist da maestro di Hamsik, secondo con una sventola di sinistro da fuori area sul palo mal custodito da Da Costa. A conferma che i grandi giocatori devono giocare sempre, a volte anche quando hanno la lingua di fuori. Ma questo, ovviamente, non è il caso di Milik. Poi, l’espulsione di Krafth (abbattuto il tremendo Zielinski in zona-gol) ha chiuso la gara.  

la svolta
 
Nel segno del turn-over. Rispetto a Kiev, il Napoli di ieri sera ha presentato quattro innesti: Strinic per Ghoulam, Zielinski per Allan, Insigne per Mertens e Gabbiadini per Milik. Ma sia il modulo che il tipo di gioco non cambia mai: palla a terra, fraseggio e poi, d’improvviso, il lancio per le punte.
 
Un regista avanzato per controllare un altro regista: Nagy su Jorginho. Donadoni vuole un Bologna molto offensivo, troppo. Perché nel primo tempo lascia ampi spazi all’iniziativa del Napoli. Nella ripresa i due mediani Taider e Dzemaili accompagnano l’azione e per 20’ si vede il Bologna.
 
Brutto – e strano perché non è da lui – quello di Reina, che si perde (pur vedendolo partire) il tiro di Verdi. Decisivo quello della difesa del Bologna sul primo gol di Milik, che può entrare liberamente fra Krafth e Oikonomou. Pesante quello di Da Costa sul raddoppio di Milik: non copre il suo palo.
 
Facile: Milik. Entra al posto di Gabbiadini (che perde l’occasione offerta da Sarri: non combina niente) e segna un’altra doppietta, prima infilandosi nell’aperta e…disponibile difesa bolognese e poi esaltando la sua potenza col mancino. Con Milik sembra tutto facile per il Napoli.
 

 
Partita perfetta per Daniele Doveri, molto bravo e freddo nell’occasione del rosso a Krafth, sempre vicino all’azione, accettato dai giocatori. 
 
 
Primo tempo 
 
10’ – Taider su Zielinski, fallo tattico in ripartenza. Cartellino giallo corretto. 
19’ – Occasione per Insigne, con tiro parato da Da Costa: posizione regolare, al centro c’è Gastaldello che lo tiene in gioco al momento del lancio di Hamsik. 
42’ – Buona applicazione del vantaggio da parte di Doveri: Gabbiadini si libera del pallone, poi arriva il tocco (sul piede destro) da parte di Torosidis, l’arbitro aspetta (il pallone potrebbe arrivare a Callejon), poi fischia la punizione. 
 
Secondo tempo 
 
6’ – Cross di Dzemaili, Taider è oltre Strinic, corretta la chiamata dell’assistente numero uno, Giallatini. 
22’ – Hamsik serve Milik, dietro sia Krafth (che è l’ultimo rossoblù), sia Gastaldello: regolare – se mai ci fossero stati dubbi – la rete del 2-1. 
36’ – Corretta la decisione di Doveri sull’espulsione di Krafth: il fallo (una spallata sulla schiena senza possibilità di prendere il pallone) ai danni di Zielinski in chiara occasione da gol arriva fuori area, dunque senza possibilità che l’intervento (ma non c’era neanche questo rischio) possa essere considerato “onesto” per dare applicazione alla nuova regola su casi del genere (giallo e non più rosso

 

LE PAGELLE

Hamsik inventa, Callejon bomber, Verdi brilla
 
Che “strappi” Zielinski. Insigne, luci e un neo. Gabbiadini stecca. Dzemaili, ex di sostanza. Male Da Costa e Torosidis
 

Callejon, ancora a segno: con 5 gol guida la classifica dei cannonieri della serie A getty images 
Napoli 
 
MILIK (17′ st) 8 
 
Un «mostro» di potenza: entra e sistema la serata, stavolta con tecnica, un tocchettino delizioso. Poi esplode il sinistro alla Gigi Riva: terza doppietta. 
 
HAMSIK 7 
 
S’inventa la (stratosferica) palla dietro la linea dei difensori per Milik. Poi chiude da regista. 
 
CALLEJON 7 
 
Ha varie anime e tante vite: non si contiene, non si mantiene, non si rinuncia a lui.  
 
ZIELINSKI 7 
 
Ufficiale: è il primo «cambio» nel turn-over della metà campo. Vive di strappi, di accelerazioni: piace, si compiace, ma da guardare, da gustare. 
 
SARRI (all.) 7 
 
C’è una fase del primo tempo in cui si resta incantati…. 
 
INSIGNE 6,5 
 
Va a pescare Callejon con dolcezza ed è glassa sulla partita. Sbaglia un gol che segnerebbe pure suo figlio… 
 
ALBIOL 6,5 
 
La linea dipende da lui e la regia è impeccabile. 
 
HYSAJ 6 
 
Ha acido lattico in abbondanza e si vede: ci prova, ma senza la lucidità che servirebbe. 
 
KOULIBALY 6 
 
S’industria, incespica, qualcosa concede. Ma qualcosa. 
 
STRINIC 6 
 
Mica colpa sua, è la natura: porta il Napoli dieci metri più indietro, rispetto a Ghoulam. 
 
JORGINHO 6 
 
E’ Nagy che gli toglie l’aria ed anche la luce: prova il giro palla, quasi convenzionale, e senza incidere come saprebbe. 
 
GHOULAM (22′ st) 6 
 
Non deve fare grandi cose, ci pensano gli altri. Gli basta esserci. 
 
REINA 5 
 
Va, bene, su Dzemaili; ma quando Verdi ci prova da venticinque metri, si abbaglia da solo. 
 
GABBIADINI 5 
 
Il meccanismo, più del ruolo, gli sono indigesti: è nei movimenti che non lo ritrovi. E quando esce, non s’accorge del «cinque» di Insigne. 
 
BOLOGNA 
 
Verdi 6,5 
 
Coraggio, talento. Il gol (2° consecutivo) lo dimostra. Davanti al suo maestro Sarri estrae dal cilindro una magia da poster. Il San Paolo gli porta bene: aveva fatto gol anche con l’Empoli. 
 
Krejcì 6 
 
Tra i più intraprendenti, almeno qualche idea ce l’ha. 
 
Dzemaili 6 
 
Gioca una partita di sostanza (nonostante 15′ di buio nel primo tempo), non sfigura affatto. 
 
Nagy 5,5 
 
Per un tempo non pressa Jorginho. E il Bologna in mezzo è un cratere.  
 
Donsah (16’st) 5,5 
 
Non giocava dal 19 aprile, proprio contro il Napoli al San Paolo. Per ora corricchia.  
 
Di Francesco 5,5 
 
Si impegna, lotta, rulla ma stenta a decollare. 
 
Donadoni (all.) 5,5 
 
Mezzora di buon Bologna, pur senza una punta di ruolo. Squadra troppo vulnerabile: 9 gol subiti in 4 partite. 
 
Gastaldello 5 
 
Lì dietro i meccanismi non funzionano proprio. Sul 3-1 di Milik ci va troppo molle. 
 
Krafth 5 
 
Serataccia: Insigne gli incrina l’equilibrio. Becca pure il rosso a 10′ dalla fine. 
 
Oikonomou 5 
 
Ha colpe specifiche sul 2-1 di Milik: una distrazione fatale non se la fa mancare mai. 
 
Taider 5 
 
Giallo dopo 10′: è il segnale di una partita faticosa, vissuta a rincorrere gli altri.  
 
Da Costa 5 
 
Sul 2-1 (forse) doveva uscire con più tempestività. Il 3-1 ce l’ha sulla coscienza. 
 
Torosidis 4,5 
 
Si dimentica Callejon: 1-0. Male anche in uscita. 
 
L’arbitro  
 
Doveri 6,5 
 
L’espulsione di Krafth è corretta. Dirige con polso

 

fonte:corrieredellosport

  
Sarri vola in testa grazie a Callejon e al bomber polacco arrivato alla terza doppietta (due in A, una in Europa)

Al comando. Che sia per una notte, per una settimana o per un tempo indefinito ce lo potrà dire solo la Juve. Intanto il Napoli è in testa. Ce l’ha portato Arcadio Milik con un’altra doppietta, la terza nelle ultime 4 partite, dopo quelle col Milan e a Kiev. Stavolta ha dovuto fare in fretta perché l’allenatore lo aveva portato con sé per dare un po’ di spazio a Gabbiadini. Quando il Bologna è riemerso nella ripresa e ha agguantato il pareggio, Sarri non ha nemmeno guardato in panchina, era un cambio automatico. La stranezza è che stavolta il polacco non ha segnato di testa, ma con due conclusioni di sinistro, morbida e velenosa la prima, terrificante la seconda. Al Bologna è rimasta solo la consolazione di una ventina di minuti fatti bene nella ripresa, sfociati nel gol di Verdi, ma per gli altri 70 ha subìto tanto, troppo, come confermano i 21 tiri del Napoli. In due trasferte, ha incassato 8 gol… 


 
TRIDENTE PURO. L’impostazione di Donadoni era stata così coraggiosa da sconfinare nella presunzione: Nagy, il regista, a pressare Jorginho, dunque molto più su della coppia Taider-Dzemaili e poco dietro al tridente puro formato da Di Francesco, Verdi e Krejci. L’intenzione era nobile, Donadoni voleva giocarsela, conquistare palla più vicino possibile all’area del Napoli e ripartire subito. Non fosse stato così, avrebbe affidato a Verdi il controllo di Jorginho. La prima azione della partita (Dzemaili ha rubato palla a Gabbiadini e ha concluso la stessa azione con una mezza girata deviata da Reina) ha confortato questa idea offensiva. O meglio, l’ha illusa. Perché da quel momento il Napoli, già forte di suo nella conquista di spazi, ne ha trovati a sufficienza per giocare come sa, cioè bene, con tocchi rapidi, massimo due a giocatore. 


 
NELLO SPAZIO. Zielinski e Hamsik hanno imperversato nella prateria che si apriva fra Nagy e i due mediani bolognesi. Il resto lo facevano Insigne (a tratti imprendibile) e Callejon. L’idea di Donadoni restava nel campo delle teorie, contro il Napoli bisogna avere un gioco, una forza e una qualità che il Bologna ha mostrato solo per una ventina di minuti nella ripresa. L’uno a zero è arrivato da uno spunto di Insigne che ha piazzato la palla sul secondo palo dove Torosidis ha perso Callejon: colpo di testa e gol. 


 
ACCADEMIA NAPOLI. Donadoni non ha corretto la squadra che ha continuato a stare in campo spaccata in due e con un tridente mai innescato da una manovra inesistente. Il Napoli ha preso il controllo del gioco (66 per cento di possesso palla al 45') e ha spinto indietro il Bologna, commettendo però un errore che ogni càpita a questa squadra: si piaceva troppo. Non solo: Insigne cercava con insistenza la conclusione tutta sua, anche quando non avrebbe dovuto, pensando forse di recuperare posizioni su Mertens, ieri in panchina. La squadra di Sarri ha giocato come se fosse già sul 2 o sul 3-0. La partita era comunque nelle sue mani. Preso il gol, il Bologna si è ripiegato su se stesso e per tutto il primo tempo non si è più visto. 


 
ECCO IL BOLOGNA. Negli spogliatoi si può immaginare la rabbia di Donadoni perché nella ripresa il Bologna era trasformato e l’unico golletto da rimontare lo teneva ancora in partita. Krejci ha cominciato a spingere forte a sinistra e Verdi ha fatto calare nella sfida con Albiol e Koulibaly la qualità che lo porterà a segnare un gol con un tiro forte e centrale da 25 metri, su cui Reina si è addormentato. Ora la partita era del Bologna, toccava a Sarri dare la scossa alla sua squadra e se in panchina hai un giocatore come Milik viene naturale pensare a lui. E’ uscito Gabbiadini, poco coinvolto nel gioco, è entrato il polacco e il Napoli ha vinto. Altra doppietta dell’ex Ajax, primo gol su assist da maestro di Hamsik, secondo con una sventola di sinistro da fuori area sul palo mal custodito da Da Costa. A conferma che i grandi giocatori devono giocare sempre, a volte anche quando hanno la lingua di fuori. Ma questo, ovviamente, non è il caso di Milik. Poi, l’espulsione di Krafth (abbattuto il tremendo Zielinski in zona-gol) ha chiuso la gara.  


la svolta
 
Nel segno del turn-over. Rispetto a Kiev, il Napoli di ieri sera ha presentato quattro innesti: Strinic per Ghoulam, Zielinski per Allan, Insigne per Mertens e Gabbiadini per Milik. Ma sia il modulo che il tipo di gioco non cambia mai: palla a terra, fraseggio e poi, d’improvviso, il lancio per le punte.
 
Un regista avanzato per controllare un altro regista: Nagy su Jorginho. Donadoni vuole un Bologna molto offensivo, troppo. Perché nel primo tempo lascia ampi spazi all’iniziativa del Napoli. Nella ripresa i due mediani Taider e Dzemaili accompagnano l’azione e per 20’ si vede il Bologna.
 
Brutto – e strano perché non è da lui – quello di Reina, che si perde (pur vedendolo partire) il tiro di Verdi. Decisivo quello della difesa del Bologna sul primo gol di Milik, che può entrare liberamente fra Krafth e Oikonomou. Pesante quello di Da Costa sul raddoppio di Milik: non copre il suo palo.
 
Facile: Milik. Entra al posto di Gabbiadini (che perde l’occasione offerta da Sarri: non combina niente) e segna un’altra doppietta, prima infilandosi nell’aperta e…disponibile difesa bolognese e poi esaltando la sua potenza col mancino. Con Milik sembra tutto facile per il Napoli.
 
 
Partita perfetta per Daniele Doveri, molto bravo e freddo nell’occasione del rosso a Krafth, sempre vicino all’azione, accettato dai giocatori. 
 
 
Primo tempo 
 
10’ – Taider su Zielinski, fallo tattico in ripartenza. Cartellino giallo corretto. 
19’ – Occasione per Insigne, con tiro parato da Da Costa: posizione regolare, al centro c’è Gastaldello che lo tiene in gioco al momento del lancio di Hamsik. 
42’ – Buona applicazione del vantaggio da parte di Doveri: Gabbiadini si libera del pallone, poi arriva il tocco (sul piede destro) da parte di Torosidis, l’arbitro aspetta (il pallone potrebbe arrivare a Callejon), poi fischia la punizione. 
 
Secondo tempo 
 
6’ – Cross di Dzemaili, Taider è oltre Strinic, corretta la chiamata dell’assistente numero uno, Giallatini. 
22’ – Hamsik serve Milik, dietro sia Krafth (che è l’ultimo rossoblù), sia Gastaldello: regolare – se mai ci fossero stati dubbi – la rete del 2-1. 
36’ – Corretta la decisione di Doveri sull’espulsione di Krafth: il fallo (una spallata sulla schiena senza possibilità di prendere il pallone) ai danni di Zielinski in chiara occasione da gol arriva fuori area, dunque senza possibilità che l’intervento (ma non c’era neanche questo rischio) possa essere considerato “onesto” per dare applicazione alla nuova regola su casi del genere (giallo e non più rosso
 
LE PAGELLE

Hamsik inventa, Callejon bomber, Verdi brilla
 
Che “strappi” Zielinski. Insigne, luci e un neo. Gabbiadini stecca. Dzemaili, ex di sostanza. Male Da Costa e Torosidis
 

Callejon, ancora a segno: con 5 gol guida la classifica dei cannonieri della serie A getty images 
Napoli 
 
MILIK (17' st) 8 
 
Un «mostro» di potenza: entra e sistema la serata, stavolta con tecnica, un tocchettino delizioso. Poi esplode il sinistro alla Gigi Riva: terza doppietta. 
 
HAMSIK 7 
 
S’inventa la (stratosferica) palla dietro la linea dei difensori per Milik. Poi chiude da regista. 
 
CALLEJON 7 
 
Ha varie anime e tante vite: non si contiene, non si mantiene, non si rinuncia a lui.  
 
ZIELINSKI 7 
 
Ufficiale: è il primo «cambio» nel turn-over della metà campo. Vive di strappi, di accelerazioni: piace, si compiace, ma da guardare, da gustare. 
 
SARRI (all.) 7 
 
C’è una fase del primo tempo in cui si resta incantati…. 
 
INSIGNE 6,5 
 
Va a pescare Callejon con dolcezza ed è glassa sulla partita. Sbaglia un gol che segnerebbe pure suo figlio… 
 
ALBIOL 6,5 
 
La linea dipende da lui e la regia è impeccabile. 
 
HYSAJ 6 
 
Ha acido lattico in abbondanza e si vede: ci prova, ma senza la lucidità che servirebbe. 
 
KOULIBALY 6 
 
S’industria, incespica, qualcosa concede. Ma qualcosa. 
 
STRINIC 6 
 
Mica colpa sua, è la natura: porta il Napoli dieci metri più indietro, rispetto a Ghoulam. 
 
JORGINHO 6 
 
E’ Nagy che gli toglie l’aria ed anche la luce: prova il giro palla, quasi convenzionale, e senza incidere come saprebbe. 
 
GHOULAM (22' st) 6 
 
Non deve fare grandi cose, ci pensano gli altri. Gli basta esserci. 
 
REINA 5 
 
Va, bene, su Dzemaili; ma quando Verdi ci prova da venticinque metri, si abbaglia da solo. 
 
GABBIADINI 5 
 
Il meccanismo, più del ruolo, gli sono indigesti: è nei movimenti che non lo ritrovi. E quando esce, non s’accorge del «cinque» di Insigne. 
 
BOLOGNA 
 
Verdi 6,5 
 
Coraggio, talento. Il gol (2° consecutivo) lo dimostra. Davanti al suo maestro Sarri estrae dal cilindro una magia da poster. Il San Paolo gli porta bene: aveva fatto gol anche con l'Empoli. 
 
Krejcì 6 
 
Tra i più intraprendenti, almeno qualche idea ce l'ha. 
 
Dzemaili 6 
 
Gioca una partita di sostanza (nonostante 15' di buio nel primo tempo), non sfigura affatto. 
 
Nagy 5,5 
 
Per un tempo non pressa Jorginho. E il Bologna in mezzo è un cratere.  
 
Donsah (16'st) 5,5 
 
Non giocava dal 19 aprile, proprio contro il Napoli al San Paolo. Per ora corricchia.  
 
Di Francesco 5,5 
 
Si impegna, lotta, rulla ma stenta a decollare. 
 
Donadoni (all.) 5,5 
 
Mezzora di buon Bologna, pur senza una punta di ruolo. Squadra troppo vulnerabile: 9 gol subiti in 4 partite. 
 
Gastaldello 5 
 
Lì dietro i meccanismi non funzionano proprio. Sul 3-1 di Milik ci va troppo molle. 
 
Krafth 5 
 
Serataccia: Insigne gli incrina l'equilibrio. Becca pure il rosso a 10' dalla fine. 
 
Oikonomou 5 
 
Ha colpe specifiche sul 2-1 di Milik: una distrazione fatale non se la fa mancare mai. 
 
Taider 5 
 
Giallo dopo 10': è il segnale di una partita faticosa, vissuta a rincorrere gli altri.  
 
Da Costa 5 
 
Sul 2-1 (forse) doveva uscire con più tempestività. Il 3-1 ce l'ha sulla coscienza. 
 
Torosidis 4,5 
 
Si dimentica Callejon: 1-0. Male anche in uscita. 
 
L'arbitro  
 
Doveri 6,5 
 
L'espulsione di Krafth è corretta. Dirige con polso

 

fonte:corrieredellosport