Capri e Ischia a rischio i collegamenti via mare degli Aliscafi per protesta del personale

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Capri e Ischia a rischio i collegamenti via mare degli Aliscafi per protesta del personale  nota inviata: all’Ispettorato del Lavoro di Napoli, alla Capitaneria di Porto di Napoli, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, On. Graziano del Rio, al Ministro del Lavoro, On. Giuliano Poletti, all’ILO (International Labour Organization), all’EMSA (European Maritime Safety Agency), al Presidente della Giunta Regione Campania Vincenzo De Luca, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, il prof. Nicola Lamonica, a nome dell’AUTMARE, scrive: “Il sottoscritto Nicola Lamonica, nella qualità di responsabile p.t. dell’Ass.ne Autmare espone quanto di seguito indicato. Le ultime modifiche del contratto collettivo nazionale marittimo ed del contratto di secondo livello della Caremar hanno letteralmente stravolto il consolidato modo di lavorare del personale marittimo. I nuovi dirigenti della Caremar, dopo aver condiviso con i Sindacati tradizionali una contrattazione di secondo livello pessima per i marittimi, respinta in toto da un Referendum indetto dai lavoratori, ne danno un’interpretazione del tutto personale e discrezionale: disconoscono il diritto del personale a fruire dei pasti giornalieri e a riposare in modo adeguato; impongono dei turni di servizio massacranti, diminuiscono il personale a bordo; non concedono le giornate di riposo previste settimanalmente contravvenendo, così, a quanto sancito dalle normative europee ed italiane sul lavoro; determinano l’affaticamento degli equipaggi.Il tutto – oltre a pregiudicare le condizioni psicofisiche dei marittimi ed i loro rapporti familiari ed interpersonali – determina un preoccupante stato di stress del personale di bordo che con le sue funzioni garantisce le migliori condizioni per la sicurezza della vita umana in mare. Tra le criticità, denunciate dai lavoratori Caremar con il detto Referendum e che emergono successivamente nella fase di attuazione del Contratto di II livello, assumono una rilevanza particolare i seguenti punti: a) Il vitto e l’alloggio sui mezzi veloci della Caremar, sprovvisti di alloggi e cucina-mensa. Si dà atto che tale problematica non sussiste sulle navi tradizionali Caremar che sono provviste di alloggi e cucina-mensa. Le disposizioni aziendali circa il Registro delle presenze a bordo del personale e dello straordinario effettuato mensilmente. Poi la turnista di lavoro. Per quanto riguarda il punto a) c’è da precisare che – ai sensi del Codice della Navigazione e del D.M. 8 luglio 1994 (Regime contributivo della panatica dei marittimi), come previsto dalla convenzione ILO e in tutti i contratti marittimi che specificano anche che l’ora per il pranzo è compreso tra le 11:00 e le 14:00 e l’ora per la cena è compresa tra le 17:00 e le 21:00 – l’obbligo a provvedervi è di specifica competenza degli Armatori.Detto obbligo viene regolarmente disatteso da parte della Caremar sulle unità veloci! Difatti, analizzando gli orari dei vari mezzi veloci – ad esempio l’orario del traghetto veloce ” Isola di Procida” del 05-04-2016 e 1-6-2016 ( allegati 1 e 2 ), l’orario dell’aliscafo “Aldebaran” del 05-04-2016 (allegato 1 ), l’orario del DSC ” Achernar ” del giorno 05-04-2016 e 1-6-2016 (allegati 1 e 2 ) – risulta che, tra l’arrivo e la partenza, non vi è il tempo necessario per pranzare e cenare né vi è a bordo di dette unità un locale idoneo per consumare i pasti; né in alternativa alla mancanza di vitto viene corrisposto un importo ragionevole per l’acquisto di un pasto decente nelle prossimità. In alcuni casi viene fornito un buono pasto di 7 €, misura assolutamente inappropriata ed incongrua in quanto il buono pasto presuppone che ci siano tempi ragionevoli per il pasto e che nelle immediate vicinanze dell’unità navale vi sia una struttura idonea che, per detta somma, fornisca un pasto completo, come avviene per i lavoratori delle aziende a terra, fornite di mense proprie. Il contratto aliscafi e mezzi veloci, pur penalizzando il lavoratore, prevede, in alternativa al vitto ed all’alloggio, una cifra di 35 € così suddivisa: 40% per la colazione e l’alloggio, 30% per il pranzo, 30 % per la cena: una cifra già insufficiente per coprire le spese che oggi, a seguito della privatizzazione, la Caremar riduce ulteriormente del 30% o sostituisce i pasti con un buono di 7 €. A tale proposito si precisa che il personale imbarcato rivendica il diritto di ricevere l’alloggio ed i pasti forniti direttamente dall’armatore. Per le altre società di navigazione operanti nel Golfo di Napoli e nelle isole pontine le cui navi pure risultano sprovviste di alloggi e cucina-mensa, giungono alla scrivente analoghe segnalazioni circa il vitto e l’alloggio che denunciano una situazione del tutto insostenibile e preoccupante per quei marittimi che non abitano nel posto in cui sosta la nave. Per il punto b) l’Azienda Caremar, dal giorno 1-04-2016, disattendendo la convenzione ILO alla regola B2.2.2, punto 1 lettera d, stranamente dà disposizione ai comandi nave di non redigere più il registro delle presenze a bordo del personale e dello straordinario effettuato mensilmente; in più, dispone di conteggiare come riposo, sul registro orario di lavoro, l’ora prevista per il pasto ed altre soste brevi durante le quali i mezzi nautici sostano in banchina: tutto ciò allo scopo di rientrare, in modo artificioso, entro le 14 ore giornaliere di lavoro massimo previste, contravvenendo al Decreto Legislativo 27 maggio 2005 n. 108 e al D.M. 8 luglio 1994 ( Regime contributivo della panatica dei marittimi); per i mezzi veloci è disatteso anche l’art.9 comma 1 del C.C.N.L. nel momento in cui s’interrompe la continuità dell’orario di lavoro ( il contratto per le unità veloci prevede 8 ore di lavoro continuative “ con possibilità d’interruzione di un’ora per la consumazione del pasto”, non di sottrarre dall’orario di lavoro le soste inoperose, come stanno facendo in Caremar ed anche in qualche altra società privata ) e l’art. 9 comma 3 quando si fa effettuare agli equipaggi più di 6 ore di navigazione effettiva ( il contratto per le unità veloci prevede che “ il personale imbarcato non dovrà comunque effettuare navigazione effettiva per un periodo superiore alle sei ore nell’arco delle otto ore normali di lavoro“);infine il punto c): contravvenendo alla Convenzione ILO art. A2.3 , al Decreto Legislativo 27 maggio 2005 n. 108, alle sentenze della Corte Costituzionale n. 150/1967, n. 102/1976, n. 23/1982, la Caremar ha imposto penalizzanti turni di lavoro che non prevedono il riposo settimanale: sul TMV “ Isola di Procida”, TMV “ Isola di Capri” per la tratta Napoli Capri eCastellammare Capri, sul catamarano” Achernar” per la tratta Ischia-Napoli, da mesi il personale non fa una giornata di riposo. Assai grave, se vera, è la notizia secondo cui in qualche altro caso il personale è stato costretto a lavorare in modo continuativo per due giorni ed una notte senza riposo!Da quando sono stati imposti i suddetti turni si sono verificati almeno cinque infortuni con trauma cranico per cadute accidentali: un marittimo è stato in coma per diversi giorni, un altro ha subito la lesione di due vertebre lombari, altri sono sbarcati con chiari sintomi di stress da lavoro; tutti sono ancora sotto cura ed osservazione.Tanto premesso e specificato, la scrivente Autmare – anche a sostegno di quanto è stato già più volte denunciato dai marittimi e dai sindacati alternativi alle autorità competenti senza alcun tangibile riscontro – invita le autorità in indirizzo, per quanto di competenza, a verificare quanto sopra esposto e ad intervenire per ripristinare un regime di diritti oggi negati garantendo le migliori condizioni di sicurezza per la vita umana in mare; ed eventualmente colpire abusi di potere e reati sanzionabili amministrativamente e/o penalmente a carico di eventuali responsabili.Ai sensi dell’art 408 cp chiede di essere informato in caso di richiesta di archiviazione”. Insomma una situazione incandescente.

Capri e Ischia a rischio i collegamenti via mare degli Aliscafi per protesta del personale  nota inviata: all’Ispettorato del Lavoro di Napoli, alla Capitaneria di Porto di Napoli, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, On. Graziano del Rio, al Ministro del Lavoro, On. Giuliano Poletti, all’ILO (International Labour Organization), all’EMSA (European Maritime Safety Agency), al Presidente della Giunta Regione Campania Vincenzo De Luca, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, il prof. Nicola Lamonica, a nome dell’AUTMARE, scrive: “Il sottoscritto Nicola Lamonica, nella qualità di responsabile p.t. dell’Ass.ne Autmare espone quanto di seguito indicato. Le ultime modifiche del contratto collettivo nazionale marittimo ed del contratto di secondo livello della Caremar hanno letteralmente stravolto il consolidato modo di lavorare del personale marittimo. I nuovi dirigenti della Caremar, dopo aver condiviso con i Sindacati tradizionali una contrattazione di secondo livello pessima per i marittimi, respinta in toto da un Referendum indetto dai lavoratori, ne danno un’interpretazione del tutto personale e discrezionale: disconoscono il diritto del personale a fruire dei pasti giornalieri e a riposare in modo adeguato; impongono dei turni di servizio massacranti, diminuiscono il personale a bordo; non concedono le giornate di riposo previste settimanalmente contravvenendo, così, a quanto sancito dalle normative europee ed italiane sul lavoro; determinano l’affaticamento degli equipaggi.Il tutto – oltre a pregiudicare le condizioni psicofisiche dei marittimi ed i loro rapporti familiari ed interpersonali – determina un preoccupante stato di stress del personale di bordo che con le sue funzioni garantisce le migliori condizioni per la sicurezza della vita umana in mare. Tra le criticità, denunciate dai lavoratori Caremar con il detto Referendum e che emergono successivamente nella fase di attuazione del Contratto di II livello, assumono una rilevanza particolare i seguenti punti: a) Il vitto e l’alloggio sui mezzi veloci della Caremar, sprovvisti di alloggi e cucina-mensa. Si dà atto che tale problematica non sussiste sulle navi tradizionali Caremar che sono provviste di alloggi e cucina-mensa. Le disposizioni aziendali circa il Registro delle presenze a bordo del personale e dello straordinario effettuato mensilmente. Poi la turnista di lavoro. Per quanto riguarda il punto a) c’è da precisare che – ai sensi del Codice della Navigazione e del D.M. 8 luglio 1994 (Regime contributivo della panatica dei marittimi), come previsto dalla convenzione ILO e in tutti i contratti marittimi che specificano anche che l’ora per il pranzo è compreso tra le 11:00 e le 14:00 e l’ora per la cena è compresa tra le 17:00 e le 21:00 – l’obbligo a provvedervi è di specifica competenza degli Armatori.Detto obbligo viene regolarmente disatteso da parte della Caremar sulle unità veloci! Difatti, analizzando gli orari dei vari mezzi veloci – ad esempio l’orario del traghetto veloce ” Isola di Procida” del 05-04-2016 e 1-6-2016 ( allegati 1 e 2 ), l’orario dell’aliscafo “Aldebaran” del 05-04-2016 (allegato 1 ), l’orario del DSC ” Achernar ” del giorno 05-04-2016 e 1-6-2016 (allegati 1 e 2 ) – risulta che, tra l’arrivo e la partenza, non vi è il tempo necessario per pranzare e cenare né vi è a bordo di dette unità un locale idoneo per consumare i pasti; né in alternativa alla mancanza di vitto viene corrisposto un importo ragionevole per l’acquisto di un pasto decente nelle prossimità. In alcuni casi viene fornito un buono pasto di 7 €, misura assolutamente inappropriata ed incongrua in quanto il buono pasto presuppone che ci siano tempi ragionevoli per il pasto e che nelle immediate vicinanze dell’unità navale vi sia una struttura idonea che, per detta somma, fornisca un pasto completo, come avviene per i lavoratori delle aziende a terra, fornite di mense proprie. Il contratto aliscafi e mezzi veloci, pur penalizzando il lavoratore, prevede, in alternativa al vitto ed all’alloggio, una cifra di 35 € così suddivisa: 40% per la colazione e l’alloggio, 30% per il pranzo, 30 % per la cena: una cifra già insufficiente per coprire le spese che oggi, a seguito della privatizzazione, la Caremar riduce ulteriormente del 30% o sostituisce i pasti con un buono di 7 €. A tale proposito si precisa che il personale imbarcato rivendica il diritto di ricevere l’alloggio ed i pasti forniti direttamente dall’armatore. Per le altre società di navigazione operanti nel Golfo di Napoli e nelle isole pontine le cui navi pure risultano sprovviste di alloggi e cucina-mensa, giungono alla scrivente analoghe segnalazioni circa il vitto e l’alloggio che denunciano una situazione del tutto insostenibile e preoccupante per quei marittimi che non abitano nel posto in cui sosta la nave. Per il punto b) l’Azienda Caremar, dal giorno 1-04-2016, disattendendo la convenzione ILO alla regola B2.2.2, punto 1 lettera d, stranamente dà disposizione ai comandi nave di non redigere più il registro delle presenze a bordo del personale e dello straordinario effettuato mensilmente; in più, dispone di conteggiare come riposo, sul registro orario di lavoro, l’ora prevista per il pasto ed altre soste brevi durante le quali i mezzi nautici sostano in banchina: tutto ciò allo scopo di rientrare, in modo artificioso, entro le 14 ore giornaliere di lavoro massimo previste, contravvenendo al Decreto Legislativo 27 maggio 2005 n. 108 e al D.M. 8 luglio 1994 ( Regime contributivo della panatica dei marittimi); per i mezzi veloci è disatteso anche l’art.9 comma 1 del C.C.N.L. nel momento in cui s’interrompe la continuità dell’orario di lavoro ( il contratto per le unità veloci prevede 8 ore di lavoro continuative “ con possibilità d’interruzione di un’ora per la consumazione del pasto”, non di sottrarre dall’orario di lavoro le soste inoperose, come stanno facendo in Caremar ed anche in qualche altra società privata ) e l’art. 9 comma 3 quando si fa effettuare agli equipaggi più di 6 ore di navigazione effettiva ( il contratto per le unità veloci prevede che “ il personale imbarcato non dovrà comunque effettuare navigazione effettiva per un periodo superiore alle sei ore nell’arco delle otto ore normali di lavoro“);infine il punto c): contravvenendo alla Convenzione ILO art. A2.3 , al Decreto Legislativo 27 maggio 2005 n. 108, alle sentenze della Corte Costituzionale n. 150/1967, n. 102/1976, n. 23/1982, la Caremar ha imposto penalizzanti turni di lavoro che non prevedono il riposo settimanale: sul TMV “ Isola di Procida”, TMV “ Isola di Capri” per la tratta Napoli Capri eCastellammare Capri, sul catamarano” Achernar” per la tratta Ischia-Napoli, da mesi il personale non fa una giornata di riposo. Assai grave, se vera, è la notizia secondo cui in qualche altro caso il personale è stato costretto a lavorare in modo continuativo per due giorni ed una notte senza riposo!Da quando sono stati imposti i suddetti turni si sono verificati almeno cinque infortuni con trauma cranico per cadute accidentali: un marittimo è stato in coma per diversi giorni, un altro ha subito la lesione di due vertebre lombari, altri sono sbarcati con chiari sintomi di stress da lavoro; tutti sono ancora sotto cura ed osservazione.Tanto premesso e specificato, la scrivente Autmare – anche a sostegno di quanto è stato già più volte denunciato dai marittimi e dai sindacati alternativi alle autorità competenti senza alcun tangibile riscontro – invita le autorità in indirizzo, per quanto di competenza, a verificare quanto sopra esposto e ad intervenire per ripristinare un regime di diritti oggi negati garantendo le migliori condizioni di sicurezza per la vita umana in mare; ed eventualmente colpire abusi di potere e reati sanzionabili amministrativamente e/o penalmente a carico di eventuali responsabili.Ai sensi dell’art 408 cp chiede di essere informato in caso di richiesta di archiviazione”. Insomma una situazione incandescente.