Sarri – questo è un grande Napoli

0

Dopo la vittoria contro il Palermo il Napoli è ripartito in fretta.C è la Champions. Per ricominciare e tuffarsi verso la Dinamo Kiev: si gioca martedì sera e, ovviamente, si parte domani pomeriggio, dopo la seduta «casalinga». E’ il (nuovo) programma internazionale, vagamente simile a quello della passata stagione, perché in Italia è previsto il volo in notturna, mentre dall’Estero – complice le distanze ed il rischio di perdere una notte di sonno – suggerisce di ridecollare all’alba. Palermo, comunque, è già alle spalle e intorno alla mezzanotte la squadra era già a Capodichino: stamani, il solito menu per chi ha giocato e per chi invece ha guardato; poi Sarri si chiuderà nella sala video, per studiare la Dinamo. Domani l’allenamento specifico della vigilia, ma la rifinitura (al mattino di martedì) avverrà in Ucraina. 

 

Nove gol negli ultimi 225 minuti. Il Napoli ha già il miglior attacco del campionato. Senza Higuain. Forse sta nascendo qualcosa di nuovo, sicuramente di diverso, che per ora l’occhio che osserva comincia a cogliere. Ma Callejon che segna quattro gol in due partite (due al Milan e due al Palermo in trasferta), il Napoli che ne fa tre in Sicilia senza l’ausilio del suo nuovo centravanti Milik, e Zielinski che alza in modo netto (e questo sì evidente) il livello tecnico della squadra, tutto questo spinge a pensare a un Napoli diverso. Neppure l’anno scorso la qualità del suo gioco dipendeva da Higuain, ma lo sbocco della manovra era inevitabilmente uno solo. Adesso si sono aperte (o riaperte) altre bocche di fuoco. Dice Sarri: «Stiamo lavorando su questo e sugli attaccanti esterni più vicini alla prima punta e sugli interni che giochino tra le linee». 

 
PADRONE DEL GIOCO. Di tutto questo il tecnico di Figline non può che essere soddisfatto, soprattutto nella settimana che porta al suo debutto in Champions League. «Abbiamo fatto bene, anche nel primo tempo, loro occupavano gli spazi ed era più difficile giocare in velocità ma la squadra è sempre stata padrona del campo e del gioco. Nella ripresa abbiamo concretizzato il grande lavoro del primo tempo». Ci sono stati dei cambi in formazione in vista di Kiev. «Ho fatto giocare quelli che ritenevo più adatti e che ho visto nelle migliori condizioni fisiche dopo la sosta. Ho rimesso dentro molto volentieri Maggio che si sta allenando benissimo da settimane e mi fa piacere perché il ragazzo è importante per il gruppo. La partita di Milik? Ha attaccato l’area molto bene ma nel primo tempo era troppo solo, non veniva accompagnato, nella ripresa appena si sono inseriti i centrocampisti abbiamo segnato».  
 
BOMBER CALLEJON. Quattro gol, capocannoniere insieme a Belotti, Callejon per ora è l’erede di Higuain. «E’ un giocatore fortissimo, tatticamente per noi è fondamentale, ogni tanto trova il gol con facilità ma per ruolo e per caratteristiche è diverso da Higuain. Non gli si può chiedere di farne uno a partita. Ha sempre avuto dei periodi in cui ha segnato spesso, può realizzare qualche gol in più rispetto alla scorsa stagione ma non è sicuramente un attaccante d’area di rigore». Sarri inserisce in questo contesto anche Insigne, quando gli chiedono se Lorenzo non sembri meno cattivo rispetto al campionato scorso. «Fino a una settimana fa avrei detto di sì, invece in questi giorni ho visto un cambiamento totale, è cresciuto fisicamente, l’ho rivisto determinato e infatti qui a Palermo ha giocato molto bene. Ho rivisto l’Insigne dell’anno scorso, come non avevo visto nello spezzone di inizio anno, ma può capitare, può essere una conseguenza di una condizione fisica non ottimale».  
 
LA NOVITA’ POLACCA. E poi Zielinski, il giocatore che può rendere il gioco del Napoli ancora meno prevedibile. Allan è la sostanza, il polacco è la qualità. «La maglia da titolare in questo inizio di stagione se la stanno mettendo in diversi. Scelgo i giocatori in base alla gara, Zielinski non ho bisogno di scoprirlo, so benissimo che giocatore è, in questo ruolo in mezzo ce l’ho messo io (a Empoli, ndr), non è una sorpresa. Ha molti margini di miglioramento».  
 
LA DIFFERENZA CON LA JUVE. E’ netta, nelle scelte di mercato, e Sarri lo ribadisce. «La Juventus cresce calciatori fatti, già ai vertici del calcio italiano ed europeo. Noi abbiamo preso calciatori giovani che avranno un grande futuro. Mi fa piacere che il Napoli sia sicuro che, nei prossimi 2-3 anni, avrà giovani fortissimi da far crescere. La mia è stata una riflessione logica, serve pazienza per farli crescere in questa fase. Chi ha fatto calcio, lo sa benissimo. Ho fatto solo una normale costatazione. Di questo gruppo ho grande fiducia. Sono convinto che questa può diventare una squadra davvero forte». E poi: «Napoli è una città particolare. Se tutto ciò che gira intorno esercitasse pressione, se ne uscirebbe pazzi dandogli peso. Io non sento una pressione eccessiva». 

fonte:corrieredellosport

Dopo la vittoria contro il Palermo il Napoli è ripartito in fretta.C è la Champions. Per ricominciare e tuffarsi verso la Dinamo Kiev: si gioca martedì sera e, ovviamente, si parte domani pomeriggio, dopo la seduta «casalinga». E’ il (nuovo) programma internazionale, vagamente simile a quello della passata stagione, perché in Italia è previsto il volo in notturna, mentre dall’Estero – complice le distanze ed il rischio di perdere una notte di sonno – suggerisce di ridecollare all’alba. Palermo, comunque, è già alle spalle e intorno alla mezzanotte la squadra era già a Capodichino: stamani, il solito menu per chi ha giocato e per chi invece ha guardato; poi Sarri si chiuderà nella sala video, per studiare la Dinamo. Domani l’allenamento specifico della vigilia, ma la rifinitura (al mattino di martedì) avverrà in Ucraina. 

 

Nove gol negli ultimi 225 minuti. Il Napoli ha già il miglior attacco del campionato. Senza Higuain. Forse sta nascendo qualcosa di nuovo, sicuramente di diverso, che per ora l’occhio che osserva comincia a cogliere. Ma Callejon che segna quattro gol in due partite (due al Milan e due al Palermo in trasferta), il Napoli che ne fa tre in Sicilia senza l’ausilio del suo nuovo centravanti Milik, e Zielinski che alza in modo netto (e questo sì evidente) il livello tecnico della squadra, tutto questo spinge a pensare a un Napoli diverso. Neppure l’anno scorso la qualità del suo gioco dipendeva da Higuain, ma lo sbocco della manovra era inevitabilmente uno solo. Adesso si sono aperte (o riaperte) altre bocche di fuoco. Dice Sarri: «Stiamo lavorando su questo e sugli attaccanti esterni più vicini alla prima punta e sugli interni che giochino tra le linee». 


 
PADRONE DEL GIOCO. Di tutto questo il tecnico di Figline non può che essere soddisfatto, soprattutto nella settimana che porta al suo debutto in Champions League. «Abbiamo fatto bene, anche nel primo tempo, loro occupavano gli spazi ed era più difficile giocare in velocità ma la squadra è sempre stata padrona del campo e del gioco. Nella ripresa abbiamo concretizzato il grande lavoro del primo tempo». Ci sono stati dei cambi in formazione in vista di Kiev. «Ho fatto giocare quelli che ritenevo più adatti e che ho visto nelle migliori condizioni fisiche dopo la sosta. Ho rimesso dentro molto volentieri Maggio che si sta allenando benissimo da settimane e mi fa piacere perché il ragazzo è importante per il gruppo. La partita di Milik? Ha attaccato l’area molto bene ma nel primo tempo era troppo solo, non veniva accompagnato, nella ripresa appena si sono inseriti i centrocampisti abbiamo segnato».  
 
BOMBER CALLEJON. Quattro gol, capocannoniere insieme a Belotti, Callejon per ora è l’erede di Higuain. «E’ un giocatore fortissimo, tatticamente per noi è fondamentale, ogni tanto trova il gol con facilità ma per ruolo e per caratteristiche è diverso da Higuain. Non gli si può chiedere di farne uno a partita. Ha sempre avuto dei periodi in cui ha segnato spesso, può realizzare qualche gol in più rispetto alla scorsa stagione ma non è sicuramente un attaccante d’area di rigore». Sarri inserisce in questo contesto anche Insigne, quando gli chiedono se Lorenzo non sembri meno cattivo rispetto al campionato scorso. «Fino a una settimana fa avrei detto di sì, invece in questi giorni ho visto un cambiamento totale, è cresciuto fisicamente, l’ho rivisto determinato e infatti qui a Palermo ha giocato molto bene. Ho rivisto l’Insigne dell’anno scorso, come non avevo visto nello spezzone di inizio anno, ma può capitare, può essere una conseguenza di una condizione fisica non ottimale».  
 
LA NOVITA’ POLACCA. E poi Zielinski, il giocatore che può rendere il gioco del Napoli ancora meno prevedibile. Allan è la sostanza, il polacco è la qualità. «La maglia da titolare in questo inizio di stagione se la stanno mettendo in diversi. Scelgo i giocatori in base alla gara, Zielinski non ho bisogno di scoprirlo, so benissimo che giocatore è, in questo ruolo in mezzo ce l’ho messo io (a Empoli, ndr), non è una sorpresa. Ha molti margini di miglioramento».  
 
LA DIFFERENZA CON LA JUVE. E’ netta, nelle scelte di mercato, e Sarri lo ribadisce. «La Juventus cresce calciatori fatti, già ai vertici del calcio italiano ed europeo. Noi abbiamo preso calciatori giovani che avranno un grande futuro. Mi fa piacere che il Napoli sia sicuro che, nei prossimi 2-3 anni, avrà giovani fortissimi da far crescere. La mia è stata una riflessione logica, serve pazienza per farli crescere in questa fase. Chi ha fatto calcio, lo sa benissimo. Ho fatto solo una normale costatazione. Di questo gruppo ho grande fiducia. Sono convinto che questa può diventare una squadra davvero forte». E poi: «Napoli è una città particolare. Se tutto ciò che gira intorno esercitasse pressione, se ne uscirebbe pazzi dandogli peso. Io non sento una pressione eccessiva». 

fonte:corrieredellosport