Oggi Manchester United -Manchester City una sfida stellare

0

 «Mou-Guardiola la sfida che è ragione di vita»

 
Dietro l’attesissimo confronto tra Mourinho e Guardiola c’è anche la sfida tra due squadre dal valore stellare

Il derby più atteso, il più acceso, sopratutto il più ricco non solo della già sontuosa Premier League ma di tutto il mondo calcistico: oggi all’ora di pranzo è apparecchiata la super-sfida tra le due regine di Manchester. Complice la pausa per le gare internazionali, da più di una settimana in Inghilterra non si parla d’altro. Della rivalità tra i due manager, della stagione del riscatto che attende entrambe le contendenti, ma soprattutto dello strapotere economico della città di Manchester, nuova capitale mondiale del calcio. Almeno per quanto riguarda il valore delle due rose.  

 
SPESE. Degno palcoscenico della stracittadina dei Paperoni, l’Old Trafford, la nuova casa di José Mourinho. Chiamato a rispolverare il blasone dei Red Devils, l’ormai ex Special One in estate ha speso 145 milioni di sterline (più di 172 milioni di euro) per cancellare le due opache stagioni sotto la guida di Louis Van Gaal. Oltre a Pogba, il giocatore più pagato di sempre, sono arrivati Mkhitaryan, il difensore Bailly e – a parametro zero – Ibrahimovic, già leader indiscusso dello spogliatoio. Ancor più esorbitante è stato il mercato del City che aveva firmato il primo colpo di mercato già in primavera, convincendo Pep Guardiola a lasciare il Bayern per il Nord Inghilterra. Diversa la filosofia seguita dai dirigenti dei Citizens che hanno investito 168 milioni di sterline (poco meno di 200 milioni di euro) per puntellare la rosa di giovani di talento, da Stones (il difensore inglese più pagato di sempre) a Sané, da Gundogan a Nolito al brasiliano Gabriel Jesus che arriverà solo in gennaio.  
713 MILIONI IN CAMPO. Nonostante l’assenza di Sergio Aguero, fermato dal giudice sportivo per tre giornate, e di qualche altra stella, oggi in campo scenderanno 600 milioni di sterline (713 milioni di euro), il valore di mercato dei 22 titolari. Tra questi sei dei 12 acquisti più costosi nella storia del calcio inglese, a conferma dell’eccezionalità della sfida. Se il nuovo contratto per la cessione dei diritti tv ha ricoperto d’oro il football di Sua Maestà, i due club di Manchester hanno tracimato, rappresentando assieme un terzo della spesa totale (1,4 miliardi di euro). Così uguali, ma così diversi: budget faraonico, manager vincenti, per tornare ai vertici inglesi prima, internazionali poi. Dopo tre giornate sono appaiati al vertice, a punteggio pieno, assieme al Chelsea. Eppure guidati da due filosofie opposte: quella pragmatica e iconoclasta di Mourinho, quella estetica e utopica di Guardiola. Che si riflettono anche nei primi numeri della stagioni: lo United vanta la migliore difesa (un solo gol al passivo dopo 270’), il City ha già messo a segno nove gol, con una media di tre a partita. Gli attori non protagonisti più attesi: separati da una rivalità che negli anni si è alimentata di polemiche e scontri e che preoccupa la polizia mancuniana in vista della partita di oggi. Il portoghese, che potrà contare sull’appoggio del Teatro dei Sogni, avrà tutti disponibili (ad eccezione di Mkhitaryan); il catalano, che farà debuttare il nuovo portiere Claudio Bravo, dovrà inventarsi qualche stratagemma tattico per sopperire all’assenza di Aguero. Dettagli puramente calcistici del primo derby globalizzato, visto in tv da milioni di persone in tutto il mondo: quando il calcio si trasforma in show-business.  

Fonte:corrieredellosport

 «Mou-Guardiola la sfida che è ragione di vita»

 
Dietro l’attesissimo confronto tra Mourinho e Guardiola c’è anche la sfida tra due squadre dal valore stellare

Il derby più atteso, il più acceso, sopratutto il più ricco non solo della già sontuosa Premier League ma di tutto il mondo calcistico: oggi all’ora di pranzo è apparecchiata la super-sfida tra le due regine di Manchester. Complice la pausa per le gare internazionali, da più di una settimana in Inghilterra non si parla d’altro. Della rivalità tra i due manager, della stagione del riscatto che attende entrambe le contendenti, ma soprattutto dello strapotere economico della città di Manchester, nuova capitale mondiale del calcio. Almeno per quanto riguarda il valore delle due rose.  


 
SPESE. Degno palcoscenico della stracittadina dei Paperoni, l’Old Trafford, la nuova casa di José Mourinho. Chiamato a rispolverare il blasone dei Red Devils, l’ormai ex Special One in estate ha speso 145 milioni di sterline (più di 172 milioni di euro) per cancellare le due opache stagioni sotto la guida di Louis Van Gaal. Oltre a Pogba, il giocatore più pagato di sempre, sono arrivati Mkhitaryan, il difensore Bailly e – a parametro zero – Ibrahimovic, già leader indiscusso dello spogliatoio. Ancor più esorbitante è stato il mercato del City che aveva firmato il primo colpo di mercato già in primavera, convincendo Pep Guardiola a lasciare il Bayern per il Nord Inghilterra. Diversa la filosofia seguita dai dirigenti dei Citizens che hanno investito 168 milioni di sterline (poco meno di 200 milioni di euro) per puntellare la rosa di giovani di talento, da Stones (il difensore inglese più pagato di sempre) a Sané, da Gundogan a Nolito al brasiliano Gabriel Jesus che arriverà solo in gennaio.  
713 MILIONI IN CAMPO. Nonostante l’assenza di Sergio Aguero, fermato dal giudice sportivo per tre giornate, e di qualche altra stella, oggi in campo scenderanno 600 milioni di sterline (713 milioni di euro), il valore di mercato dei 22 titolari. Tra questi sei dei 12 acquisti più costosi nella storia del calcio inglese, a conferma dell’eccezionalità della sfida. Se il nuovo contratto per la cessione dei diritti tv ha ricoperto d’oro il football di Sua Maestà, i due club di Manchester hanno tracimato, rappresentando assieme un terzo della spesa totale (1,4 miliardi di euro). Così uguali, ma così diversi: budget faraonico, manager vincenti, per tornare ai vertici inglesi prima, internazionali poi. Dopo tre giornate sono appaiati al vertice, a punteggio pieno, assieme al Chelsea. Eppure guidati da due filosofie opposte: quella pragmatica e iconoclasta di Mourinho, quella estetica e utopica di Guardiola. Che si riflettono anche nei primi numeri della stagioni: lo United vanta la migliore difesa (un solo gol al passivo dopo 270’), il City ha già messo a segno nove gol, con una media di tre a partita. Gli attori non protagonisti più attesi: separati da una rivalità che negli anni si è alimentata di polemiche e scontri e che preoccupa la polizia mancuniana in vista della partita di oggi. Il portoghese, che potrà contare sull’appoggio del Teatro dei Sogni, avrà tutti disponibili (ad eccezione di Mkhitaryan); il catalano, che farà debuttare il nuovo portiere Claudio Bravo, dovrà inventarsi qualche stratagemma tattico per sopperire all’assenza di Aguero. Dettagli puramente calcistici del primo derby globalizzato, visto in tv da milioni di persone in tutto il mondo: quando il calcio si trasforma in show-business.  

Fonte:corrieredellosport