A VILLA FONDI PIANO DI SORRENTO PROTAGONISTI ENDAS GAETANO AMATO PIERO PEPE di Gigi Maresca

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A VILLA FONDI PIANO DI SORRENTO
GAETANO AMATO
PIERO PEPE
Con Carlo Alvaro e Adele Paturzo moderatori e intervistatori.
Dal libro secondo Gaetano “Il mistero della I lunga”, del grande attore Gaetano Amato Bis presentato stasera dal Circolo Endas a Villa Fondi. Un giovedì un po’ nuvoloso con aria fresca e giornata di settembre con pioggerella che fa dimenticare il sole estivo, il motivo di stare nella sala di Villa Fondi e ascoltare l’interpretazione di due grandi artisti. Alle ore 21,00 davanti a un pubblico di qualità Gaetano Amato, ricordandovi trascorsi del cabaret, con l’indimenticabile Paolo Leonelli, a ruota libera con aneddoti simpatici e ironici della bella Napoli, parla e racconta di fatti reali e le contraddizioni di storie vere e inventate di vita vissuta, la fantasia di un popolo abituato a vivere dal basso verso l’alto, sospeso nel vuoto della propria esistenza. Piero Pepe, attore di esperienza e di classe, con l’impostazione “Eduardiana” interpreta con stile ed eleganza, personaggi dei quartieri traendo spunto dalle opere di Viviani che ha colorato con i pennelli d’artista i personaggi di Napoli e dei vicoli, dando voce a figure popolari indimenticabili.

Nella prefazione Elvio Porta commenta: “Napoli è una città costruita sul vuoto, perché le case, i palazzi, venivano eretti scavando un buco, un pozzo sopra il quale si innalzava il fabbricato, costruito col tufo tolto dal terreno. Per cui, per ognuna delle case, c’è un vuoto equivalente sotto di esse. Quello che c’è sopra è stato tolto di sotto. Nulla si crea e nulla si distrugge. E anche gli abitanti di quelle case sono costruiti sul vuoto. Perché, per costruire ciascun napoletano, il padreterno burlone gli scavò un buco sotto la spiaggia. Sopra no, sopra ci sono altri napoletani che, per trovare appoggio più solido alle loro attività, si arrampicano sui fratelli, e li disprezzano, e li dimenticano. Comunque, per la proprietà transitiva, anche quelli di sopra, che poggiano su quelli di sotto, che poggiano sul vuoto, poggiano a loro volta sul vuoto. Per questo le case di Napoli hanno tanta paura dei terremoti, per l’instabilità antica di cui sono fatte. E per questo i napoletani hanno tanta paura dei cambiamenti, per l’insicurezza dei loro passi che poggiano sul niente, da troppo tempo, da sempre. Quindi Napoli e i napoletani si sono veramente fatti da sé, cioè con loro stessi, cioè con niente. Tutto normale, se vi sembra normale”.A VILLA FONDI PIANO DI SORRENTO
GAETANO AMATO
PIERO PEPE
Con Carlo Alvaro e Adele Paturzo moderatori e intervistatori.
Dal libro secondo Gaetano “Il mistero della I lunga”, del grande attore Gaetano Amato Bis presentato stasera dal Circolo Endas a Villa Fondi. Un giovedì un po’ nuvoloso con aria fresca e giornata di settembre con pioggerella che fa dimenticare il sole estivo, il motivo di stare nella sala di Villa Fondi e ascoltare l’interpretazione di due grandi artisti. Alle ore 21,00 davanti a un pubblico di qualità Gaetano Amato, ricordandovi trascorsi del cabaret, con l’indimenticabile Paolo Leonelli, a ruota libera con aneddoti simpatici e ironici della bella Napoli, parla e racconta di fatti reali e le contraddizioni di storie vere e inventate di vita vissuta, la fantasia di un popolo abituato a vivere dal basso verso l’alto, sospeso nel vuoto della propria esistenza. Piero Pepe, attore di esperienza e di classe, con l’impostazione “Eduardiana” interpreta con stile ed eleganza, personaggi dei quartieri traendo spunto dalle opere di Viviani che ha colorato con i pennelli d’artista i personaggi di Napoli e dei vicoli, dando voce a figure popolari indimenticabili.

Nella prefazione Elvio Porta commenta: “Napoli è una città costruita sul vuoto, perché le case, i palazzi, venivano eretti scavando un buco, un pozzo sopra il quale si innalzava il fabbricato, costruito col tufo tolto dal terreno. Per cui, per ognuna delle case, c’è un vuoto equivalente sotto di esse. Quello che c’è sopra è stato tolto di sotto. Nulla si crea e nulla si distrugge. E anche gli abitanti di quelle case sono costruiti sul vuoto. Perché, per costruire ciascun napoletano, il padreterno burlone gli scavò un buco sotto la spiaggia. Sopra no, sopra ci sono altri napoletani che, per trovare appoggio più solido alle loro attività, si arrampicano sui fratelli, e li disprezzano, e li dimenticano. Comunque, per la proprietà transitiva, anche quelli di sopra, che poggiano su quelli di sotto, che poggiano sul vuoto, poggiano a loro volta sul vuoto. Per questo le case di Napoli hanno tanta paura dei terremoti, per l’instabilità antica di cui sono fatte. E per questo i napoletani hanno tanta paura dei cambiamenti, per l’insicurezza dei loro passi che poggiano sul niente, da troppo tempo, da sempre. Quindi Napoli e i napoletani si sono veramente fatti da sé, cioè con loro stessi, cioè con niente. Tutto normale, se vi sembra normale”.