Per Sarri primo tour de force, turnover e pochi ritiri. Sette gare in ventidue giorni, addio ai titolarissimi

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Ventidue giorni di fine estate e d’inizio autunno non decidono una stagione, ma sono sufficienti per cominciare a capirla. E a essere curioso, probabilmente, è soprattutto Sarri che attende con ansia l’inizio della Champions per valutare l’impatto della grande Europa sul rendimento in campionato. La sosta è stata preziosa per cominciare a inserire Maksimovic, Diawara e Giaccherini nei meccanismi azzurri e fare in modo che raggiungano una condizione almeno accettabile per la ripresa. Tra oggi e domani torneranno tutti i nazionali impegnati per le qualificazioni ai Mondiali e a quel punto il tecnico azzurro potrà cominciare a lavorare nel modo che preferisce: ovvero, con la squadra al completo. Ancora non ha fatto l’abitudine alle assenze per gli impegni con le nazionali, è una cosa che fa fatica a digerire. Ha calcolato persino i giorni che, da qui a fine novembre, dovrà fare allenamenti a ranghi ridotti: 33 giorni. Un tour de force, con una gara praticamente ogni tre giorni da qui al 2 ottobre, quando ci sarà la seconda sosta della stagione. Non un settembre di fuoco, tenendo conto degli impegni del calendario perché sulla strada ci sono avversari molto alla portata. Proprio per questo pensa ai primi test: ci sarà spazio per Giaccherini (che ha recuperato), Rog, Maksimovic e Zielinski fin da subito, e per Diawara appena sarà in condizione. Dunque la vera insidia è che si dovrà scendere in campo quasi in apnea, in pratica ogni 72 ore. Sarri sta lavorando timidamente anche sul modulo. Con i nuovi acquisti ha diverse opzioni: dal 4-4-2 al 4-2-3-1. Ma è chiaro che adesso si punta ancora sull’intoccabile 4-3-3. Saranno giorni impegnativi e delicati per gettare le basi del nuovo Napoli, con l’esordio europeo a Kiev con la Dinamo e la gara casalinga con il Benfica in Champions League e gli impegni a casa di Palermo, Genoa e Atalanta in campionato, oltre a Bologna e Chievo. Dal punto di vista atletico, psicologico e anche della vita privata sarà dura recuperare le forze. Anche vedere le famiglie sarà più problematico. E allora, dopo la scelta di andare in ritiro prima del Milan, Sarri ha già fatto sapere che tornerà all’antico quando ha evitato il ritiro prepartita nelle gare in campionato casalinghe, giocate in notturna. Ah, ecco: il Napoli di settembre giocherà sempre alle 20,45. Per rivederlo di giorno occorrerà attendere il 2 ottobre, a Bergamo con l’Atalanta quando si giocherà alle 15. Da Dimaro il preparatore Francesco Sinatti e il vice di Sarri Francesco Calzona parlano del possibile effetto-Champions su una squadra che ha corso a cento all’ora per tutta la scorsa stagione. Lo staff atletico ha studiato gli accorgimenti necessari per ridurre al minimo il rischio di stanchezza e di cali di forma, però è evidente che si guarda con interesse al rendimento degli azzurri nel prossimo periodo, perché la Champions non è l’Europa League. Le risposte che arriveranno dal campo saranno importanti anche per De Laurentiis che sul mercato si è mosso proprio per garantire a Sarri quell’abbondanza necessaria per gestire le due competizioni. È chiaro che l’idea di Sarri è quella di non avere più un undici di «titolarissimi» su cui puntare ogni volta. Le alternative, adesso, ci sono. Il primo test per capire i suoi movimenti saranno già i prossimi sette giorni: il Napoli gioca a Palermo alle 20,45 di sabato poi il martedì sera farà il suo esordio in Champions nel fatal Olimpiyskiy Stadium (qui si giocò la semifinale con il Dnipro in Europa League) e sempre di sabato la sfida al Bologna. Il mercoledì c’è poi il turno infrasettimanale a Marassi con il Genoa prima di tornare al San Paolo per incontrare il Chievo. Il martedì successivo la Champions torna a Fuorigrotta ospitando il Benfica e il ciclo si chiude a Bergamo con l’Atalanta. Sarri, si sa, non ama il turnover, ma è il momento per cominciare a mettere in discussione le proprie convinzioni. (Pino Taormina – Il Mattino)

Ventidue giorni di fine estate e d’inizio autunno non decidono una stagione, ma sono sufficienti per cominciare a capirla. E a essere curioso, probabilmente, è soprattutto Sarri che attende con ansia l’inizio della Champions per valutare l’impatto della grande Europa sul rendimento in campionato. La sosta è stata preziosa per cominciare a inserire Maksimovic, Diawara e Giaccherini nei meccanismi azzurri e fare in modo che raggiungano una condizione almeno accettabile per la ripresa. Tra oggi e domani torneranno tutti i nazionali impegnati per le qualificazioni ai Mondiali e a quel punto il tecnico azzurro potrà cominciare a lavorare nel modo che preferisce: ovvero, con la squadra al completo. Ancora non ha fatto l’abitudine alle assenze per gli impegni con le nazionali, è una cosa che fa fatica a digerire. Ha calcolato persino i giorni che, da qui a fine novembre, dovrà fare allenamenti a ranghi ridotti: 33 giorni. Un tour de force, con una gara praticamente ogni tre giorni da qui al 2 ottobre, quando ci sarà la seconda sosta della stagione. Non un settembre di fuoco, tenendo conto degli impegni del calendario perché sulla strada ci sono avversari molto alla portata. Proprio per questo pensa ai primi test: ci sarà spazio per Giaccherini (che ha recuperato), Rog, Maksimovic e Zielinski fin da subito, e per Diawara appena sarà in condizione. Dunque la vera insidia è che si dovrà scendere in campo quasi in apnea, in pratica ogni 72 ore. Sarri sta lavorando timidamente anche sul modulo. Con i nuovi acquisti ha diverse opzioni: dal 4-4-2 al 4-2-3-1. Ma è chiaro che adesso si punta ancora sull’intoccabile 4-3-3. Saranno giorni impegnativi e delicati per gettare le basi del nuovo Napoli, con l’esordio europeo a Kiev con la Dinamo e la gara casalinga con il Benfica in Champions League e gli impegni a casa di Palermo, Genoa e Atalanta in campionato, oltre a Bologna e Chievo. Dal punto di vista atletico, psicologico e anche della vita privata sarà dura recuperare le forze. Anche vedere le famiglie sarà più problematico. E allora, dopo la scelta di andare in ritiro prima del Milan, Sarri ha già fatto sapere che tornerà all’antico quando ha evitato il ritiro prepartita nelle gare in campionato casalinghe, giocate in notturna. Ah, ecco: il Napoli di settembre giocherà sempre alle 20,45. Per rivederlo di giorno occorrerà attendere il 2 ottobre, a Bergamo con l’Atalanta quando si giocherà alle 15. Da Dimaro il preparatore Francesco Sinatti e il vice di Sarri Francesco Calzona parlano del possibile effetto-Champions su una squadra che ha corso a cento all’ora per tutta la scorsa stagione. Lo staff atletico ha studiato gli accorgimenti necessari per ridurre al minimo il rischio di stanchezza e di cali di forma, però è evidente che si guarda con interesse al rendimento degli azzurri nel prossimo periodo, perché la Champions non è l’Europa League. Le risposte che arriveranno dal campo saranno importanti anche per De Laurentiis che sul mercato si è mosso proprio per garantire a Sarri quell’abbondanza necessaria per gestire le due competizioni. È chiaro che l’idea di Sarri è quella di non avere più un undici di «titolarissimi» su cui puntare ogni volta. Le alternative, adesso, ci sono. Il primo test per capire i suoi movimenti saranno già i prossimi sette giorni: il Napoli gioca a Palermo alle 20,45 di sabato poi il martedì sera farà il suo esordio in Champions nel fatal Olimpiyskiy Stadium (qui si giocò la semifinale con il Dnipro in Europa League) e sempre di sabato la sfida al Bologna. Il mercoledì c’è poi il turno infrasettimanale a Marassi con il Genoa prima di tornare al San Paolo per incontrare il Chievo. Il martedì successivo la Champions torna a Fuorigrotta ospitando il Benfica e il ciclo si chiude a Bergamo con l’Atalanta. Sarri, si sa, non ama il turnover, ma è il momento per cominciare a mettere in discussione le proprie convinzioni. (Pino Taormina – Il Mattino)

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