Napoli. Raid da Fendi in Via Filangieri. Vetrina spaccata, rubate 40 borse per un valore di circa cinquantamila euro

0

Napoli. Meno di un minuto per sfondare la porta, pochissimo tempo per afferrare tutta la merce a portata di mano, un’altra manciata di secondi per caricare tutto in auto e scappare. Quando i vigilanti sono arrivati sul posto, quattro minuti dopo l’allarme, i ladri erano già scomparsi. Nessuna tecnica raffinata né un piano studiato sfruttando il sottosuolo, nemmeno sofisticati congegni in grado di neutralizzare gli allarmi: i criminali che hanno fatto irruzione da Fendi in via Filangieri, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno usato la forza. Una variante della “spaccata”, ma senza sfruttare un’automobile come ariete: hanno usato un oggetto contundente, forse un piccone. L’allarme è scattato poco prima delle cinque del mattino, quando sono entrati in azione. La ricostruzione della dinamica è attualmente al vaglio degli investigatori ma è verosimile che i malviventi abbiano parcheggiato un’automobile proprio nei pressi del negozio in modo da ridurre ulteriormente i tempi di azione. Il piano non era di svaligiare completamente il punto vendita ma di muoversi all’interno dei limitati tempi di reazione delle forze dell’ordine per portare via quanta più merce possibile da rivendere successivamente ai ricettatori. Tutto doveva essere fatto al massimo in tre minuti. Così, con qualche colpo ben assestato, hanno sfondato il vetro blindato della porta di ingresso e si sono introdotti nel negozio del prestigioso marchio. Hanno portato via una quarantina di pezzi tra borse e accessori griffati, dal prezzo che varia dai milletrecento ai seimila euro; non hanno preso alcuni oggetti in pelle di coccodrillo, probabilmente consapevoli del fatto che sarebbe stato più difficile rivenderli sul mercato della ricettazione. Il valore complessivo della merce rubata resta ancora da quantificare del tutto ma si aggira sui cinquantamila euro. Dopo aver caricato la refurtiva su un mezzo i criminali sono spariti. Il punto vendita risulta assicurato e protetto da sistemi di allarme e di videosorveglianza, che però in questo caso si sono rivelati insufficienti viste le modalità del raid. Sul posto è intervenuta una volante del commissariato San Ferdinando della Polizia di Stato, allertata dalla ditta di vigilanza privata. I poliziotti, titolari delle indagini, hanno acquisito i nastri delle telecamere di videosorveglianza del negozio, che sono puntate verso l’interno dei locali e hanno sicuramente ripreso l’irruzione. Altri particolari potrebbero arrivare dalle immagini registrate dagli impianti delle attività disseminate lungo via Filangieri e via Chiaia: dopo aver caricato la merce sul mezzo con cui erano arrivati, infatti, i ladri hanno dovuto proseguire obbligatoriamente lungo una di queste due strade e una comparazione con quanto registrato dal sistema di sicurezza di Fendi potrebbe fornire preziosi elementi agli investigatori. L’espediente del piccone è una “novità” per la strada dei negozi d’alta moda, dove il modus operandi classico è quello della “banda del buco”, ma è invece stato utilizzato di frequente nella stessa area, anche se verso obiettivi diversi: il furto nel negozio di abbigliamento presenta analogie con quelli perpetrati ai danni di farmacie, pasticcerie e salumerie nella zona di piazza San Pasquale dove i malviventi, nelle scorse settimane, hanno agito con la stessa rapidità dopo aver sfondato le saracinesche e le porte di ingresso. Un colpo per certi versi simile a quello visto da Fendi, fallito, è stato tentato nella notte tra lunedì e martedì a un chilometro di distanza, nella Galleria Umberto I. I ladri in quel caso, dopo aver sollevato la saracinesca, hanno forzato la porta di ingresso in vetro di Timberland, dove da poco erano arrivati i pezzi della nuova collezione, facendo leva con un arnese. I pannelli si sono gravemente lesionati ma hanno retto mandando in fumo il furto. (Nico Falco – Il Mattino) 

Napoli. Meno di un minuto per sfondare la porta, pochissimo tempo per afferrare tutta la merce a portata di mano, un’altra manciata di secondi per caricare tutto in auto e scappare. Quando i vigilanti sono arrivati sul posto, quattro minuti dopo l’allarme, i ladri erano già scomparsi. Nessuna tecnica raffinata né un piano studiato sfruttando il sottosuolo, nemmeno sofisticati congegni in grado di neutralizzare gli allarmi: i criminali che hanno fatto irruzione da Fendi in via Filangieri, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno usato la forza. Una variante della “spaccata”, ma senza sfruttare un’automobile come ariete: hanno usato un oggetto contundente, forse un piccone. L’allarme è scattato poco prima delle cinque del mattino, quando sono entrati in azione. La ricostruzione della dinamica è attualmente al vaglio degli investigatori ma è verosimile che i malviventi abbiano parcheggiato un’automobile proprio nei pressi del negozio in modo da ridurre ulteriormente i tempi di azione. Il piano non era di svaligiare completamente il punto vendita ma di muoversi all’interno dei limitati tempi di reazione delle forze dell’ordine per portare via quanta più merce possibile da rivendere successivamente ai ricettatori. Tutto doveva essere fatto al massimo in tre minuti. Così, con qualche colpo ben assestato, hanno sfondato il vetro blindato della porta di ingresso e si sono introdotti nel negozio del prestigioso marchio. Hanno portato via una quarantina di pezzi tra borse e accessori griffati, dal prezzo che varia dai milletrecento ai seimila euro; non hanno preso alcuni oggetti in pelle di coccodrillo, probabilmente consapevoli del fatto che sarebbe stato più difficile rivenderli sul mercato della ricettazione. Il valore complessivo della merce rubata resta ancora da quantificare del tutto ma si aggira sui cinquantamila euro. Dopo aver caricato la refurtiva su un mezzo i criminali sono spariti. Il punto vendita risulta assicurato e protetto da sistemi di allarme e di videosorveglianza, che però in questo caso si sono rivelati insufficienti viste le modalità del raid. Sul posto è intervenuta una volante del commissariato San Ferdinando della Polizia di Stato, allertata dalla ditta di vigilanza privata. I poliziotti, titolari delle indagini, hanno acquisito i nastri delle telecamere di videosorveglianza del negozio, che sono puntate verso l’interno dei locali e hanno sicuramente ripreso l’irruzione. Altri particolari potrebbero arrivare dalle immagini registrate dagli impianti delle attività disseminate lungo via Filangieri e via Chiaia: dopo aver caricato la merce sul mezzo con cui erano arrivati, infatti, i ladri hanno dovuto proseguire obbligatoriamente lungo una di queste due strade e una comparazione con quanto registrato dal sistema di sicurezza di Fendi potrebbe fornire preziosi elementi agli investigatori. L’espediente del piccone è una “novità” per la strada dei negozi d’alta moda, dove il modus operandi classico è quello della “banda del buco”, ma è invece stato utilizzato di frequente nella stessa area, anche se verso obiettivi diversi: il furto nel negozio di abbigliamento presenta analogie con quelli perpetrati ai danni di farmacie, pasticcerie e salumerie nella zona di piazza San Pasquale dove i malviventi, nelle scorse settimane, hanno agito con la stessa rapidità dopo aver sfondato le saracinesche e le porte di ingresso. Un colpo per certi versi simile a quello visto da Fendi, fallito, è stato tentato nella notte tra lunedì e martedì a un chilometro di distanza, nella Galleria Umberto I. I ladri in quel caso, dopo aver sollevato la saracinesca, hanno forzato la porta di ingresso in vetro di Timberland, dove da poco erano arrivati i pezzi della nuova collezione, facendo leva con un arnese. I pannelli si sono gravemente lesionati ma hanno retto mandando in fumo il furto. (Nico Falco – Il Mattino)