Capaccio Paestum. Maxi discariche di eternit e spazzatura lungo tutto il Sele, in particolare nell’area di Hera Argiva

0

Capaccio Paestum. Non c’è pace per il fiume Sele tra discariche, amianto e sversamenti abusivi. Le ultime violazioni ambientali riguardano l’incendio di una discarica abusiva dove sono state scaricati anche dei resti di animali, e l’abbandono di lastre di eternit. Nel mirino è finita l’area di Hera Argiva, nella zona golenale del Sele, diventato da anni ostaggio di incivili e inquinatori senza scrupoli, che lo utilizzano come una pattumiera. A scoprire questi ennesimi illeciti, compiuti ai danni dell’ambiente e della salute pubblica durante un’attività di ricognizione del corso d’acqua, alcuni attivisti del gruppo Cittadini cinque stelle Capaccio Paestum. Le lastre di amianto, in particolare, sono state abbandonate in località Hera Argiva già nel mese di giugno ma a tutt’oggi non sono state rimosse nonostante le segnalazioni a chi di competenza. «Abbiamo presentato una segnalazione – affermano gli attivisti – delle lastre di eternit presenti in località Hera Argiva a giugno. A luglio la stessa segnalazione l’abbiamo protocollata al comando di polizia locale. Il 29 luglio il personale dell’ufficio ecologia del Comune ha effettuato un sopralluogo e con l’ausilio di un attivista, ha preso atto della situazione, amianto e microdiscarica. Lunedì siamo ritornati nell’area per monitorare la situazione e abbiamo trovato le lastre di amianto non ancora rimosse, ossa di animali, la discarica data alle fiamme e altri nuovi cumuli di rifiuti». Il tutto in un’area ad alta valenza paesaggistica e naturalistica. «Noi facciamo un monitoraggio continuo, perché ci interessa preservare l’ambiente, le aree naturalistiche incontaminate – evidenziano gli attivisti – e in special modo la salute pubblica. Le segnalazioni dovrebbero avere un fine, quello di segnalare a tutti gli uffici competenti dei luoghi di abbandono, al fine di introdurre procedure di bonifica e poi di controllo per rendere il nostro territorio pulito e anche vivibile. Ma come abbiamo constatato, nonostante le segnalazioni, nulla si è mosso». E proprio per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti nelle aree golenali è prevista la collocazione di quindici telecamere. L’intervento rientra nell’ambito di un progetto regionale di un importo complessivo di 42 milioni di euro. Per la messa in atto delle opere l’amministrazione del sindaco Italo Voza stipulò tempo fa un protocollo di intesa con la Regione e Campania ambiente e servizi spa. I lavori prevedono un investimento di 300.000 euro. Il sistema di videosorveglianza sarà attivo nel tratto che dalla foce del Sele giunge fino a via Poseidonia. L’obiettivo è anche potenziare la raccolta differenziata sul territorio comunale. Il demanio fluviale e tutta l’area golenale da tempo è interessato dal fenomeno di abbandono indiscriminato dei rifiuti. Nelle golene, infatti, viene scaricato di tutto dagli ingombranti, ai rifiuti pericolosi come amianto ed altri materiali speciali e dannosi per la salute pubblica e l’ambiente. Senza contare che le aree golenali spesso vengono occupate abusivamente per piantagioni e coltivazioni in modo arbitrario senza che gli agricoltori siano in possesso di autorizzazioni e concessioni. Una situazione difficile. (Angela Sabetta – La Città) 

Capaccio Paestum. Non c’è pace per il fiume Sele tra discariche, amianto e sversamenti abusivi. Le ultime violazioni ambientali riguardano l’incendio di una discarica abusiva dove sono state scaricati anche dei resti di animali, e l’abbandono di lastre di eternit. Nel mirino è finita l’area di Hera Argiva, nella zona golenale del Sele, diventato da anni ostaggio di incivili e inquinatori senza scrupoli, che lo utilizzano come una pattumiera. A scoprire questi ennesimi illeciti, compiuti ai danni dell’ambiente e della salute pubblica durante un’attività di ricognizione del corso d’acqua, alcuni attivisti del gruppo Cittadini cinque stelle Capaccio Paestum. Le lastre di amianto, in particolare, sono state abbandonate in località Hera Argiva già nel mese di giugno ma a tutt’oggi non sono state rimosse nonostante le segnalazioni a chi di competenza. «Abbiamo presentato una segnalazione – affermano gli attivisti – delle lastre di eternit presenti in località Hera Argiva a giugno. A luglio la stessa segnalazione l’abbiamo protocollata al comando di polizia locale. Il 29 luglio il personale dell’ufficio ecologia del Comune ha effettuato un sopralluogo e con l’ausilio di un attivista, ha preso atto della situazione, amianto e microdiscarica. Lunedì siamo ritornati nell’area per monitorare la situazione e abbiamo trovato le lastre di amianto non ancora rimosse, ossa di animali, la discarica data alle fiamme e altri nuovi cumuli di rifiuti». Il tutto in un’area ad alta valenza paesaggistica e naturalistica. «Noi facciamo un monitoraggio continuo, perché ci interessa preservare l’ambiente, le aree naturalistiche incontaminate – evidenziano gli attivisti – e in special modo la salute pubblica. Le segnalazioni dovrebbero avere un fine, quello di segnalare a tutti gli uffici competenti dei luoghi di abbandono, al fine di introdurre procedure di bonifica e poi di controllo per rendere il nostro territorio pulito e anche vivibile. Ma come abbiamo constatato, nonostante le segnalazioni, nulla si è mosso». E proprio per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti nelle aree golenali è prevista la collocazione di quindici telecamere. L’intervento rientra nell’ambito di un progetto regionale di un importo complessivo di 42 milioni di euro. Per la messa in atto delle opere l’amministrazione del sindaco Italo Voza stipulò tempo fa un protocollo di intesa con la Regione e Campania ambiente e servizi spa. I lavori prevedono un investimento di 300.000 euro. Il sistema di videosorveglianza sarà attivo nel tratto che dalla foce del Sele giunge fino a via Poseidonia. L’obiettivo è anche potenziare la raccolta differenziata sul territorio comunale. Il demanio fluviale e tutta l’area golenale da tempo è interessato dal fenomeno di abbandono indiscriminato dei rifiuti. Nelle golene, infatti, viene scaricato di tutto dagli ingombranti, ai rifiuti pericolosi come amianto ed altri materiali speciali e dannosi per la salute pubblica e l’ambiente. Senza contare che le aree golenali spesso vengono occupate abusivamente per piantagioni e coltivazioni in modo arbitrario senza che gli agricoltori siano in possesso di autorizzazioni e concessioni. Una situazione difficile. (Angela Sabetta – La Città)